martedì 13 luglio 2021

Cinque giorni tranquilli sulle Alpi

Cosa raccontare di un semplice giretto di cinque giorni sulle Alpi? Niente di eccezionale, di eroico o avventuroso, ma solo la voglia di 'staccare' da questo periodo difficile, dal lavoro, dagli impegni, dagli orari scanditi dall'agenda.

Per la prima volta, da anni, Claudia ed io siamo partiti senza neppure una traccia sul GPS, che abbiamo praticamente sempre tenuto spento. Lo abbiamo utilizzato solo qualche volta per cercare un distributore o la strada più comoda per l'albergo, ma l'itinerario di massima lo ha deciso Claudia mettendoselo in tasca in un foglietto di carta... e poi abbiamo fatto tutte le variazioni che ci venivano in mente.

Questo è quello che è venuto fuori. Così. Spesso fermandoci pure presto, di pomeriggio, per farci una doccia e goderci anche l'ora dell'aperitivo o guardarci qualche vetrina.


Lunedì 5 luglio.

Innanzitutto di lunedì, per evitare il traffico dei 'giornalieri' del week end. E poi, senza fretta, abbiamo fatto anche poca autostrada. Adriatica, poi la Transpolesana, a Verona ci siamo immessi nella A22 del Brennero uscendo prima di Caldaro. Sì, perchè il Passo della Mendola è a mio parere bellissimo, con i suoi primi tornanti da circuito, e poi la strada a sbalzo sulla valle... sosta-merenda in cima al passo, sulla terrazza panoramica. Non si poteva cominciare meglio 😊

Dopo la Mendola, il Passo Palade, poi quello di Cermes (per evitare un po' di traffico di Merano-città) e siamo già ad affrontare i tornanti del Passo dello Stelvio. D'altronde la fame comincia a farsi sentire, e NON si può rinunciare al mitico panino-salsiccia-di-cervo-con-crauti-e-maionese!

Scendiamo nel versante di Bormio e andiamo sgranchirci un po' facendo due passi fino al Forte di Oga, dal quale si domina davvero tutto. Non l'avevo mai visitato. Merita. 

Non è tardi, ma Bormio merita una visita ed uno spritz. Cerchiamo un alberghetto vicino al centro ma in zona defilata. Non è granchè. La camera è una singola nella quale hanno piazzato un letto matrimoniale. Il proprietario è gentile ma freddo. Non merita alcuna citazione, ma neppure una pubblica condanna, quindi, semplicemente, non vi dirò qual è 😉


Ceniamo in centro, ovviamente cercando un tavolo all'aperto. E' pure freschino. E' quello che cercavamo!

Martedì 6 luglio.

La colazione non è male, e di buon umore ci dirigiamo verso Santa Caterina Valfurva. Abbiamo prenotato un appartamentino, ad agosto, con una coppia di amici, per passarci una settimana a camminare. Quindi approfittiamo del giro in moto per recuperare alcune mappe di sentieri così da poterli 'studiare' in anticipo. La mascherina della ragazza che ci accoglie all'ufficio informazioni, gentilissima ed efficiente, le copre il sorriso ma gli occhi sono splendidi. Vi consiglio di fare una fermata a chiedere una cartina 😍

E dopo Santa Caterina c'è la salita al Passo Gavia. E al Passo Gavia ci sono panorami meravigliosi. E scendendo dal Passo Gavia la strada è stretta, da brivido quando incontri un'auto che non sta proprio dalla sua parte, ma vuoi mettere? Il Passo Gavia è unico, è bellissimo, è faticoso, è pericoloso, è asfaltato malissimo... ma è il Passo Gavia!

Si capisce che il Gavia mi piace un sacco? 😂😂😂

Il Passo del Tonale è come al solito orrendo, soprattutto dopo essere appena scesi da lassù. L'asfalto però è tutt'altra cosa, così come è una vergogna vedere il cartello del limite a 60 all'ora solo per le moto. Siccome è martedì me ne frego tranquillamente, anche perchè io non corro mai, ma non ci sto neppure a fare da bersaglio per le auto che possono scendere ben più veloci di 60 all'ora... ed in ogni caso è martedì, quindi di controlli neppure l'ombra. E' la solita cialtroneria italiana, quella del Trentino e del leghista Fugatti... e infatti, come potete notare, anche questa volta sono stato bene attento a NON dormire mai in Trentino. Spero che altri lo facciano, in modo che gli operatori turistici costringano la Provincia a ritirare tale assurda e pericolosa delibera 😤😤😤

In fondo alla Val di Sole ci dirigiamo a nord, in direzione Val D'Ultimo. Sono chilometri e chilometri della splendida strada che, in mezzo al verde infinito dei boschi, svalica (purtroppo in galleria) il Passo Castrin. Ripassiamo da Merano, percorriamo la Val Passiria e saliamo il meraviglioso Passo di Monte Giovo, dove ci fermiamo per pranzare con un'ottima fetta di torta e un bicchierone di succo di mela. E vuoi mettere il panorama che si gode da quel tavolo?

Scesi a Vipiteno, visto che è ancora presto, decidiamo di andare a vedere la Val di Vizze, che non conoscevamo. Bella e selvaggia, con pochissimo turismo e pochi paesini ancora dedicati a pascoli e raccolti, motociclisticamente parlando però non regala emozioni particolari. Scegliamo quindi di tornare a Vipiteno, dove troviamo un'ottima accoglienza all'Hotel Hubertushof, a cinque minuti dal centro pedonale. Il centro di Vipiteno è davvero bello. E la cena, all'aperto, si dimostrerà notevole. Sosta consigliata!

Mercoledì 7 luglio.

Lasciamo l'hotel e ci dirigiamo direttamente in direzione Passo Pennes. E' un gran bel freschino, alle 9 di mattina... e i messaggi degli amici rimasti a Ravenna invece ci raccontano di temperature record ed umidità da Indocina... noi ci siamo messi la maglietta termica, sotto il giubbotto 😊

Il Passo Pennes è uno dei miei preferiti. Aspro, poco conosciuto. E poi a poco a poco degrada nella verdissima e tranquillissima Val Sarentino. Ma prima di giungere alla trafficatissima e calda Bolzano, ecco che a sinistra c'è una stretta e ripida stradella che si arrampica fin sull'Altopiano di Renon. Verde, tranquillo, ordinato... e che regala viste di straordinaria bellezza sulle cime delle vicine Dolomiti.

Prima di raggiungere Barbiano, da dove poi scenderemo per dirigerci verso l'Alpe di Siusi e poi Ortisei, consiglio una fermata per andare ad ammirare le piramidi di roccia del Renon. Noi non abbiamo seguito le indicazioni 'classiche', che portano vicini ma bassi. Ma ci siamo fermati un po' più avanti, dove scendendo a piedi in una stradina laterale, si ammira dall'alto la magnificenza di queste formazioni geologiche... e il campo coltivato appena sopra.

I Passi Gardena, Falzarego e Valparola sono bellissimi e stra-conosciuti, inutile scriverne. Chi non li avesse mai percorsi, se li segni: un motociclista non può non conoscerli, è davvero peccato mortale.

Scendiamo su Cortina (dove non ci siamo mai fermati prima d'ora per la notte) e troviamo stana e garage all'Hotel Villa Neve, a due passi dal centro. I prezzi non sono bassissimi, ma oltre al garage per la moto, c'è compreso pure uno sconto del 10% in un gruppo di quattro ristoranti convenzionati.

Siccome è presto, ci facciamo una doccia ed andiamo a fare un po' di shopping. Tra settimana ancora il turismo di massa non si è mosso... si sta bene. Ci si rilassa. Lo spritz in centro a Cortina mi mancava 😋

Cena sulla terrazza del Ristorante Pizzeria El Bronsin... la guancetta di manzo brasata era davvero notevole. Consigliato 😉

Giovedì 8 luglio.

Dopo una buona colazione risaliamo sulla Multistrada e ci dirigiamo immediatamente verso uno dei miei passi preferiti: il Passo Giau.

Il bello di essere lì di prima mattina (e in mezzo alla settimana) è che non c'è troppo traffico. E' quasi tutto per noi (anche se ricordo di esserci arrivato, qualche volta, a inizio stagione, in mezzo a muri di neve e senza nessuno attorno... ma erano anni senza pandemia, senza restrizioni, senza le limitazioni alla mobilità).

Passiamo da Colle Santa Lucia, dove Vaia ha spazzato via centinaia di migliaia di alberi. Ogni volta che passiamo di qua, dopo quel maledetto ottobre 2018, proviamo sempre più pena... 

Operai forestali-alpinisti stanno pulendo una parete. Approfittiamo della sosta forzata per indossare l'antipioggia...

La salita al Passo Pordoi è purtroppo su strada bagnata. Però che bello essere così in pochi, quassù!

Dopo il caffè "dalla Maria", scendiamo a Canazei per poi risalire verso il Passo Fedaja, con la splendida Marmolada sulla destra. Scendiamo fino ad Alleghe, e poi ci sono le curve divertenti del Passo Valles, dove ci fermiamo per pranzare con un paio di cappuccini e torta. 

Il Passo Rolle offre ancora un bellissimo scorsi di Dolomiti, poi piano piano si scende. Dopo Fonzaso prendiamo la strada per Fastro e Primolano (strada fortificata per sbarrare la strada agli assalitori) e saliamo sull'Altipiano dei Sette Comuni da Enego.

Raggiungiamo Foza, un paesino che amiamo molto, ben curato, con una vista meravigliosa sulla pianura e sui paesi vicini dell'Altipiano. Come sempre alloggiamo all'Hotel Alpi, di cui conosciamo già anche l'ottima cucina.

La serata si fa movimentata poco prima di cena, quando una specie di tempesta di vento e grandine si abbatte su Foza... vola via anche la lamiera del tetto di una casa di fronte all'albergo. La Multistrada, parcheggiata in giardino, è bravissima: non si fa stendere dal vento. E la fortuna ci assiste, perchè non è colpita da nulla di quello che le cade attorno, neppure da alcuni chicchi di grandine di notevole grandezza che poi ritroviamo lì vicino una volta che tutto si è calmato.

I danni, per fortuna, non sono di rilievo neppure per l'albergo. Si cena con un po' di ritardo, ma la qualità rimane davvero ottima. E' un alberghetto che consiglio davvero!

Andiamo a nanna con i Vigili del Fuoco sui tetti delle case attorno a raccogliere i pezzi di tutto ciò che è volato via o è pericolante, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Venerdì 9 luglio.

Dopo colazione, lasciamo l'Hotel Alpi e scendiamo per la stretta e curvosa strada che da Foza scende a Valstagna... chi ha letto 'Il Sergente nella neve' di Mario Rigoni Stern non dimenticherà mai il tormentone "Qui Valstagna: parla Beppo!".

A Romano d'Ezzelino prendiamo la strada che sale verso Cima Grappa. Mi piace molto il massiccio del Monte Grappa. Denso di storia, di sacrificio. Ma anche duro, senza corsi d'acqua. 

Vivere qui, sia prima che durante che dopo la guerra, non deve essere facile.

Ci fermiamo a Malga Meda a comprare un po' di (buonissimo) formaggio, e scopriamo che ancora oggi non hanno acqua potabile corrente...

Ci godiamo il posto. Ci fermiamo per pranzo ad un tavolo (panoramico) del Rifugio Bassano (peccato una maledetta nuvola che arriva ad impedirci di vedere tutto ciò che c'è laggiù in pianura)... insomma, passeggiamo e cazzeggiamo.

Quando decidiamo di scendere ci fermiamo a vedere il Ponte di San Lorenzo, il punto più avanzato mai raggiunto dagli austro-ungarici prima di essere fermati e poi respinti...

E poi c'è il rientro, in pianura. Ma si sa: tutte le cose belle prima o poi finiscono. Rimangono i ricordi. Ed i report sul blog ;-)

Le mappe dell'itinerario, per chi cercasse idee per un giretto simile al nostro:






La 'collezione' dei passi, con foto, mappe e report, invece è QUI  😉


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