lunedì 20 novembre 2017

Un bigotto antidemocratico ed irrispettoso delle Leggi dello Stato italiano

'Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?' Il simpatico quesito è di un parroco bolognese, tal don Francesco Pieri (qui in foto, così sapete che faccia può avere un invasato del genere), su Facebook.
Pieri, tra l'altro docente alla Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna ha replicato al telefono, alle sollecitazioni di chiarimenti di un quotidiano, con un no comment, ma su Facebook, rispondendo ai commenti, ha sottolineato che 'moralmente non c'è differenza' tra Bonino e il capo di Cosa Nostra e ha aggiunto, rispondendo a un utente che scrive, 'sicuramente la Bonino', 'il che non rende certo migliore Riina, ma dice qualcosa sulle nostre ipocrisie diffuse'.
Ovvero: la Bonino ha sulla coscienza l'aborto, legge della Repubblica Italiana, nonchè passata attraverso un referendum, da 40 anni, il compianto Totò no. Semplice vero?
Questo docente esaltato non è altro che l'ennesimo bigotto che merita molto di più di un profondo disprezzo. 
Non è, infatti, solo un povero credulone che presta fede alla favoletta di dio, gesùcristovenutoamoriresullacrocepernoi (a far che? perchè? non potrebbe fare cose più concrete e comprensibili... tipo evitare la nascita di Hitler o far venire un coccolone a Stalin prima che potesse succedere al povero Lenin?) e alla verginità della madonna (eh, sì, sai, gli arcangeli sono belli, biondi, giovani... puó capitare un cornino al marito falegname :-) ).
No. Questo è uno di quei bigotti che, da duemila anni, vogliono imporre il loro stupido credo e la loro idiota idea di vita ed abitudini a tutti, anche ai non credenti.
E' uno di quelli che ci vorrebbero proibire di scegliere. Un nazista della croce. E come tutti gli invasati antidemocratici va combattuto in ogni i modo, isolato, irriso, cacciato fuori dalla società civile.
...anche perché, la vera domanda da porre a questi cialtroni della fede, dovrebbe essere: quanti morti hanno provocato le vostre religioni del cazzo, bigotti dementi?

lunedì 6 novembre 2017

Orgoglio Rosso (no, i comunisti non c'entrano, anche se l'Emilia Romagna sì) ;-)


Ieri sera lo show mondiale in diretta streaming (anche su SKY, ma io non pago per vedere la TV, quindi mi sono collegato via web) di Ducati, che ha così anticipato di qualche giorno l'EICMA per la presentazione dei Modelli 2018. Evidentemente erano tanti i ducatisti collegati, perchè il server ha sofferto e balbettato un bel po'. 
Ma non è stata solo la presentazione dei modelli nuovi. E' stato davvero uno show, con i Piloti, il management, le community di ducatisti. Un Evento, che come ha giustamente rilevato l'arguto Riccardo Matesic su Netbikers, non aveva il limitato scopo di svelare i modelli nuovi, bensì a dare un'immagine forte di squadra, di azienda in grado di competere a livello globale ma anche di conservare un'identità forte ed unica. Ed in questo Claudio Domenicali, a mio avviso, è stato davvero bravo.
Ducati è nella Motor Valley italiana, rappresenta una bella fetta di storia e tradizione italiana del motociclismo. Una storia certamente più recente (ma anche più vicina a noi appassionati praticanti di oggi) di altre, come ad esempio Moto Guzzi, Mondial, Laverda & c., ma certamente da alcuni lustri più sentita e coinvolgente… il Desmo dell'Ingegner Taglioni, le vittorie in SBK, la sfida della MotoGP, il rumore inconfondibile delle frizioni a secco e la snellezza delle linee della 916 disegnata da Tamburini, e poi le splendide ed inconfondibili 1098 e Panigale che si incontrano oggi sui Passi alpini ed appenninici… senza dimenticare le decine di migliaia di appassionati che per anni hanno pistolato i Monster per renderli tutti uno diverso dall’altro ;-)
Questo, imho, è l’orgoglio ed il senso di appartenenza di Community unica, un Popolo Rosso (quella appunto dei Ducatisti) che Domenicali ha voluto rafforzare, in un momento nel quale è sempre più difficile affermare le proprie peculiarità e diversità (tra normative Euro4 e scopiazzature cinesi).
Non credo sia facile, per Ducati, concorrere contro colossi multinazionali del calibro di Honda, Yamaha e Kawasaki… ma la piccola azienda italiana che spesso si prende delle belle soddisfazioni facendo suonare l’Inno di Mameli sui circuiti, e che ti fa parcheggiare la tua Ducati quando vai a Borgo Panigale a visitare la Fabbrica o il Museo… beh, è una bella storia, che se la sai raccontare hai già mezzo venduto duemila moto in più 😉
Sulle moto presentate (premesso che sono di parte, perchè un po’ tifoso delle Rosse di Borgo Panigale…): secondo me da qualche anno in Ducati non stanno sbagliando nulla. E anno dopo anno stanno pure migliorando il migliorabile sui modelli in listino.
La Multistrada DVT per me è meravigliosa. Qualcuno si lamenta del ‘buco’ d’erogazione? O qualche crucco dice che c’è qualche oscillazione sulle autobahn a 200 all’ora? E loro ti fanno il 1260 e ci piazzano un forcellone più lungo. Ma rimane bellissima perchè è solo un restyling di mezza-carriera della My2015 (che comunque ergonomicamente è perfetta, così come per il comfort).
La Panigalina 950 è perfetta (e bellissima) per chi vuole divertirsi con una moto sportiva senza l’assillo del cronometro… cioè, immagino che la moto vada anche parecchio, ma non ha certamente le prestazioni dei 1000 plurifrazionati o della Panigale V4.
Le Scrambler sono divertentissime già ora (la Desert Sled in primis), con la 1100 ora ci si andrà anche forte.
La Panigale V4… beh, quella serve per dare la caccia a Rea, quindi è una sorta di Desmosedici con targa e fanali (però, in foto pare anche bellissima, mantenendo una snellezza e sportività che spesso manca alle quattrocilindri della concorrenza).
Tutto rose e fiori?
Ovviamente no. Ad esempio i prezzi sono sempre sensibilmente alti, e la manutenzione costa sempre un po’ di più di quella della concorrenza.
E’ vero che si tratta di moto quasi tutte incasellate nei cosiddetti ‘segmenti premium’ (e nessuno, se si compra un’auto di alta gamma Mercedes, Audi & c., pensa di spendere come a comprare una Ford e di spendere le stesse cifre nei tagliandi)… però il prossimo step di miglioramento potrebbe essere diretto a ridurre un po’ questo gap che spaventa molti motociclisti.
In bocca al lupo, Ducati!

sabato 28 ottobre 2017

I colori dell'autunno in Appennino

260 chilometri bellissimi e colorati, tra Passi famosi (Raticosa, Futa) e meno (Via del Gesso, Paretaio, Carnevale, Eremo, Peschiera)...
Ultimo sabato di ottobre: troppo bello, motociclisticamente parlando. Lo so che c'è la siccità, so benissimo che le polveri sottili strozzano la pianura padana e ci sarebbe bisogno di un vero peggioramento del tempo... ma che ci posso fare? In attesa delle perturbazioni atlantiche che dovranno riempire nuovamente Ridracoli, le falde acquifere e pulire l'aria da PM10 e PM2,5, non possiamo lasciare ferma la nostra Multistrada (che, tra l'altro è stata, già dal 2015, una delle primissime due ruote ad essere omologate Euro4).
Partiamo da Ravenna e raggiungiamo Imola per stradelle di campagna, senza fretta. Presto dobbiamo persino fermarci per togliere l'imbottitura invernale...
A Fontanelice svoltiamo in direzione Sassoleone, attraversando il corso del Santerno... è la Via Gesso, che passa per la Madonna del Rio, strada davvero splendida, poco trafficata e che sale fin quasi a cinquecento metri di quota, offrendo dei bellissimi panorami su questo scorcio di appennino fatto di campi coltivati intervallati da calanchi.
Raggiunto Sassoleone proseguiamo in direzione Passo della Raticosa: Belvedere, Giugnola, Piancaldoli, Pietramala... quando vediamo l'inconfondibile sagoma del Sasso di San Zenobi (o Zanobi), sappiamo che la Raticosa è ormai vicinissima!
Essere partiti un po' tardi, ci dà il vantaggio di essere arrivati sulla Statale della Futa che è ora di pranzo... ci sono parecchie moto ferme alla Raticosa, meno per strada... quindi proseguiamo, godendoci questo mitico tracciato (la leggenda narra che quasi tutte le Ducati vengano testate tra queste curve) e raggiungiamo il Passo della Futa, dove le moto ferme sono ancora di più!
Evitiamo quindi di fermarci qui, e svoltiamo subito a sinistra in direzione Firenzuola... l'asfalto è nuovo e ispira pieghe importanti, ma c'è anche molta ombra ed un velo di umidità... quindi: guida felpata ;-)
A Cornacchiaia c'è un piccolo Bar-Alimentari-Tabacchi che ha qualche tavolino al sole... la sosta si rivela economicissima e piacevole.
Raggiunta Firenzuola proseguiamo fino a Coniale dove, giunti all'osteria La Faina, si svolta a destra imboccando la meravigliosa strada della Faggiola che porta fino al Valico del Paretaio (950 metri), per me una delle strade più belle del nostro Appennino!
Raggiungiamo Palazzuolo sul Senio. Attraversiamo il paese ed imbocchiamo un'altra strada davvero molto bella e coinvolgente, quella del Passo del Carnevale, che ci porterà, facendoci divertire parecchio, fino a Marradi.
Giunti a Marradi teniamo per qualche centinaio di metri la direzione per la Colla, ma poi sulla sinistra troviamo l'indicazione per San Benedetto in Alpe... è la strada del Passo dell'Eremo e del Passo della Peschiera... una strada a due facce: la prima larga e con dei bei curvoni (anche se purtroppo avrebbe bisogno di un po' di manutenzione in più), la seconda, dopo aver oltrepassato il Passo della Peschiera, stretta ed alpina fino a San Benedetto in Alpe. Ma anche rallentare il ritmo non è un problema, perchè i panorami ed i colori regalati da questo Appennino, sono semplicemente meravigliosi.
A San Benedetto in Alpe incrociamo la 'mitica' strada statale 67 del Muraglione.
Noi scegliamo di tornare verso Ravenna... volendo, c'è sempre l'opzione 'freccia a destra'.
L'itinerario
Su FLICKR è disponibile l'album con una ventina di foto: QUI
Buona strada, ragazzi!

venerdì 29 settembre 2017

Otto euro per... molti megapixel

Ho resistito tre mesi poi, per avere questa foto, in versione digitale, ho inviato gli 8 euro richiesti da FotoStelvio.com per questo scatto sui tornanti del Passo dello Stelvio (versante altoatesino)...troppo BELLA, la Multistrada, mi sa che ne stampo un bel poster per la tavernetta!

lunedì 25 settembre 2017

Val Pesarina e Monte Crostis

Da Laggio di Cadore verso la Sella Ciampigotto... ecco la Val Pesarina... verde, selvaggia, lunga... troviamo un pranzo davvero squisito alla Baita Ciampigotto, ma scopriamo anche che la strada della Forcella di Lavardet è chiusa per la demolizione di un ponte... quindi primo cambio di programma, con il passaggio da Sauris.

Secondo obiettivo è la Panoramica delle Vette del monte Crostis, con salita da Tualis e discesa da Ravascletto... peccato che una coltre di nubi ci preceda (complice anche il tempo perso nella deviazione) e ci tolga un po' del piacere di una vista mozzafiato... cmq la parte sterrata, con gli strapiombi nascosti dalla nebbia, sapendo che non ci sono protezioni, ha dato emozioni notevoli.

Il terzo obiettivo era il Lago di Braies, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino: la catena, quasi nuova, della Multistrada ha voluto rompersi, rovinandoci il prosieguo del week-end. Peccato. Cmq l'assistenza Ducati è stata efficiente, la sosta all'albergo Bellavista di Dosoledo meriterà un ritorno (la vista è splendida, l'accoglienza davvero amichevole, e poi si mangia molto bene: grazie!).

Moto Europa, ancora una volta, si dimostra più un gruppo di amici che una concessionaria: la prima telefonata del lunedì è dell'amico Romolo che mi tranquillizza: "oggi andiamo a prendere la Multistrada a Belluno, la sistemiamo e te la facciamo avere a casa domani". Che dire? Grazie ragazzi ;-)

L'album, di una trentina di foto, su Facebook o su Flickr.
Tutti gli altri 'piccoli report', QUI

sabato 2 settembre 2017

Deutsche Alpennoiastrassen

Fine agosto: mettiamo nel mirino la Deutsche Alpenstrasse, ma dopo un paio di giorni ci siamo accorti che non è una strada per motociclisti, checchè ne dicano sui siti e sui dèpliant pubblicitari... va fatta in auto, vestiti leggeri per scarpinare visitando i tanti paesini, ma di curve ce ne sono ben poche... e poi, nonostante l'estate sia alla fine, Lindau, Lindemberg, Fussen, Kochel am See sono stracolme, spesso ci è stato impossibile trovare da dormire.
Dopo due giorni, quindi, ce ne siamo tornati tra le curve delle Alpenstrasse austriache ...quelle sì che sono vere Alpenstrasse per Motociclisti ;-)
...poi la fuga a causa della perturbazione che ha portato freddo, pioggia e neve sulle Alpi... una settimana un po' così-così... ma qualche ricordo molto bellissimo :-) ce lo ha regalato!
Ecco il breve report di come è andata, mentre tutte le foto sono ovviamente nell'ALBUM pubblicato su Flickr.

Itinerario
Domenica 27 agosto: 'saliamo' verso le Alpi decisi a far tappa a Canazei per cenare con degli amici appassionati di bici alle prese con il Sellaronda... Non avendo fretta decidiamo un itinerario il più possibile lontano dalle strade di lunga percorrenza da 'bollino nero' a casua 'ultimo w-e di agosto': la Romea, la transpolesana, un po' di autostrada fino a Thiene, poi Arsiero, Tonezza, la Forcella Valbona, il Passo Coe, la Fricca, Caldonazzo, il Passo Redebus, il Passo Lavazè, il Passo Costalunga... la giornata è bella, deviamo per il Passo Nigra (gran belle curve) per una torta ed un succo di mele prima di raggiungere Canazei per ricongiungerci con gli esausti ciclisti.
Una serata con gli amici è sempre gradevole, anche se all'Hotel Laurin ci piazzano (forse perchè otto romagnoli sono pericolosamente casinisti? :-) ) in una saletta interna con una temperatura ambientale da far quasi rimpiangere l'ombrellone a Ferragosto ;-)
Passo Lavazè

Itinerario
Lunedì 28 agosto: ripartiamo da Canazei e rifacciamo il Nigra, un passo decisamente sottovalutato, a mio avviso, rispetto al gusto di guida ed ai panorami offerti. Bella anche la statale a mezzacosta di Tires. Saliamo poi per l'Altopiano del Renon, che è meraviglioso: manca solo Heidi ;-)
Bella e verde anche la Val Sarentino, così come la strada che si inerpica al Passo Pennes e poi scende a Vipiteno. Affrontiamo il Passo del Giovo dove sappiamo esserci anche una fettona di ottima torta Foresta Nera!
Saliamo quindi verso il Passo del Rombo... sono alcuni anni che non torno quassù, e noto molti miglioramenti (e cantieri aperti) sul versante italiano, mentre è splendido, come sempre, quello austriaco... però: ti ho appena sganciato 14 euro x la strada e me ne chiedi 10 a testa per accedere al Museo del Motociclismo? Senza neppure riconoscermi nulla, anche solo una parziale riduzione, per aver pagato il pedaggio della strada? No: oggi sono in vena di taccagneria: sto senza vedere il museo, e con quanto risparmiato me ne andrò tra i ghiacci della strada dei ghiacciai di Solden :-(
Strada dei ghiacciai (2830 metri: la strada asfaltata più alta d'Europa): finalmente con il biglietto d'ingresso è compreso l'adesivo, ma lassù é un cantiere, non arrivi neppure al ghiacciaio, non c'è nemmeno più cartello dell'altezza al Tunnelasugansud... mi sa che ormai il turismo estivo non gli interessi più granchè: qui tutto è ormai in funzione degli impianti dedicati alle gare invernali di sci :-(
Comincia a piovere (e con 9 gradi, i giubbottini traforati e gli antivento non fanno miracoli) e, anche se è presto, decidiamo di sostare a Solden, in cerca subito di una stanza e di una doccia calda. Troviamo un B&B (caro) con uno splendido terrazzo: ammortizziamo la spesa della stanza cenando sul terrazzo con pane e affettati acquistati al minimarket, poi passeggiata digestiva facendo attenzione agli acquazzoni continui... buonanotte ;-)
La strada dei ghiacciai di Solden: sempre di più solamente un cantiere per le piste mondiali di sci...
Itinerario
Martedì 29 agosto: ripartiamo da Solden con 8 gradi. Lungo il fondovalle, all'ombra, evitiamo persino di sorpassare i tedeschi lenti per non prendere troppo freddo.
La strada dell'itinerario è bellissima: passiamo per Wenns e Piller... poi eccoci alla Silvretta Alpenstrasse, un percorso davvero suggestivo, tra laghetti ed animali in libertà, mentre la parte finale regala una bella serie di tornanti in discesa. 
Facciamo rotta per l'ArlbergPass, purtroppo molto trafficato a causa della chiusura della parallela autostrada. Svoltiamo però a nord per il Flexen Pass, e poi, dopo un pranzo a base di succo di mela e frittele di mela con salsa di vaniglia calda a Warth, eccoci tra le splendide vette che fanno da sfondo all'Hochtannbergpass, davvero bello.
Tornante sospeso dell'Hochtannbergpass
Ho messo in rotta i waypoints per il selvaggio e non trafficato Schnepfegg Pass, e poi per il davvero bellissimo e velocissimo (ma che panorami) Bodele Losenpass!!
Scendiamo a Bregenz, dove troviamo il traffico cittadino di cui avevamo scordato l'esistenza, e raggiungiamo Lindau... l'idea è quella di pernottare lì per poi goderci il centro cittadino la sera, ma... non troviamo neppure una stanza. Cmq siamo finalmente sulla Deutsche Alpenstrasse, che si presenta molto bene con una decina di curve meravigliose del Kinberg pass. Anche a Lindembergh è tutto esaurito... non credevamo che nel sud della Germania si fosse ancora in alta stagione! 
Prima di Obestaufen vediamo un'insegna su un edificio in un piccolo paesino in cima alla collina... è Oberreute, dove troviamo la simpatica Gasthof Adler, che ci ospita per la modica cifra di 77 euro (colazione compresa). Serata con cena nel biergarten della Gasthof... cordon blue, bistecca con spetzel, insalate incluse e una montagna di patatine, due quartini di vino e due schnapps a 42 euro... ne lasciamo qualcuno di mancia ;-)
Bodele Losenpass... davvero divertente e panoramico
Itinerario
Mercoledì 30 agosto: ottima sosta, buona colazione ed il burbero (ma gentile) Fuhrer della Gasthof Adler sorride pure a Claudia ;-) 
Ripartiamo per la Deutsche Alpenstrasse e saliamo presto all'area di sosta Paradisia, dove purtroppo la vista sui monti circostanti è purtroppo rovinata dalla foschia.
Dopo Oberstaufen breve sosta all'Alpsee ci fermiamo per fare quattro passi e dare un'occhiata alla cittadina di Innestad... bellina ma senza niente di particolare.
Bella, davvero bella, invece, la salita all'Oberjoch, peccato che ci costi un centone (ho sorpassato un camper lentissimo in un tratto rettilineo e linea tratteggiata. Ero convinto di essere assolutamente in regola, ma evidentemente, nel preparare il sorpasso, non avevo visto un cartello provvisorio di un divieto di sorpasso a causa di un cantiere stradale posto alcune curve più avanti... vabbeh: erano quasi trent'anni che non prendevo una sanzione, ci può stare, anche se in effetti non mi sento colpevole di nulla, visto che ero in tutta sicurezza... e poi i Poliziotti tedeschi, appostati in un'area panoramica in cima al passo per controllare i comportamenti di chi saliva, erano più simpatici e gentili dei nostri Forestali, ci hanno anche permesso di scattare una foto-ricordo mentre scrivevano il verbale ;-) )
Dopo l'Oberjoch la strada torna noiosa e arriviamo nella troppo affollata Fussen... sembra una ciabattante San Marino: foto e via.
Sosta invece ad Oberammergau, che un centro delizioso ed un negozio natalizio che spenna i turisti come noi.
Arriviamo a Ettal e poi ci tocca poi tornare indietro fino a Saulgrub per raggiungere Garmish, a causa della strada interrotta per lavori. Caldo. Traffico. Mah... la Deutsche Alpenstrasse, in moto, è per  almeno il suo 95% davvero noiosa. 
Alte Kesselbergstrasse
Troviamo finalmente qualche curva moooolto divertente quando dal Walchensee si va al Kochelsee... la Alte Kesselbergstrasse è una sorta di Muraglione locale, dove gli smanettoni intutati attendono strada libera (visto che vige un assoluto divieto di sorpasso) per poter fare dieci curve... peccato che sia un tratto troppo breve, molto controllato e vietato alle moto nei w-e e nei giorni festivi. Una vergogna! Anche qui i motoimbecilli hanno fatto sì che tutta la categoria ne paghi le conseguenze, mentre la Politica ha ridotto la libertà di tutti a causa della stupidità di pochi. Tutto il mondo è Paese, ma i tedeschi mi stanno deludendo.
A Kochel am See, comunque, troviamo un gran bell'hotel, risalente ai primi del '900 ma molto ben tenuto, sul lago. Posto molto bello, ed anche molto tranquillo, visto che evidentemente i motociclisti non amano piegare di notte ;-) Dormiamoci su, va...
Fussen: troppa folla... ormai sembra Disneyland
Itinerario
Giovedì 31 agosto: dobbiamo dirlo chiaramente, la Deutsche Alpenstrasse, in moto, è noiosa. Oltre ad esserci ancora davvero troppo affollamento, le tratte divertenti da fare in moto sono davvero poche. Forse è per questo che ci sono più pedalatori in bici (oltre la metà a pedalata assistita) lungo centinaia di chilometri di piste ciclabili a fianco della strada) che motociclisti.
Gerlosstrasse
Si attraversano molti bei paesini, è vero, ma per visitarli è meglio essere in auto... vestiti più leggeri, senza stivali e protezioni, l'assillo del casco e l'impossibilità di portare a casa qualcosa di interessante... dopo un'ora e mezzo di strada piatta (belle le fattorie, per carità, ma poi basta con sto piattume) e viste le previsioni meteo molto sfavorevoli per il pomeriggio ed i prossimi tre giorni, decidiamo di 'sfanculare' la Germania e, giunti in cima all'Achenpass, facciamo inversione e ci giriamo in direzione Austria, facendo rotta per la Gerlossstrasse (bella, con le cascate di Krimm in bella vista) e poi per Obertauern, Twenger Talpass e Nockalmstrasse...
Dopo un bell'acquazzone (e la lotta con il gps che vuole farci fare un pezzo di autostrada, ma noi siamo senza vignetta) ritroviamo l'asciutto sulla Nockalmstrasse... ed il gusto di guidare (e non c'è nessuno!!!) 😁😁😁 Tornante dopo tornante andiamo in riserva e scendiamo a Ebene Reichenau ma fatichiamo davvero a trovare una sistemazione per la notte... per fortuna, tra Ebene e Patergassen, notiamo una bandierina scolorita di un B&B e, quindi, una stanza dall'anziana ma gentilissima Frau Maria. Per la cena a Ebene Reichenau che la Gasthof Lax... davvero notevole ed economica. E' stata una lunga giornata: doccia e a nanna PRIMA delle galline ;-)
La Nockalmstrasse a tardo pomeriggio: pura libertà desmodromica ;-)
Itinerario
Venerdì 1 settembre. Ci svegliamo che piove. Da un lato, indossare l'antipioggia ancora in camera, è più comodo, dall'altro, partire sotto l'acqua mette di cattivo umore anche il più temerario dei motociclisti.
Abbiamo dato un'occhiata sia alle previsioni che alle webcam: in queste ore una perturbazione fredda e consistente sta portando pioggia, freddo e pure neve alle quote più alte. Durerà per altri tre giorni almeno. Decidiamo quindi di rientrare: avremmo dovuto scendere verso il confine italo-sloveno per zigzagarlo, tra antiche caserme ed installazioni da guerra fredda... sarà per la prossima volta.
In un'oretta siamo alla Villacher Alpenstrasse. Fa davvero freschino: tra i 7 ed i 9 gradi. Bussiamo in una Gasthof che non ha ancora aperto per un cappuccino bollente... peccato che le nuvole rendano impossibile usufruire della particolarità principale di questa strada: le viste panoramiche. Torneremo.
Ci dirigiamo verso il confine sloveno. Il Wurzenpass si annuncia con cartelli minatori 'mettete il veicolo in prima marcia' a causa delle pendenze anche superiori al 18%. La Multistrada non ha certamente problemi, ed anche con l'asfalto bagnato regala gusto di guida e facilità assoluta. Ducati ha costruito la Moto perfetta ;-)
Cerchiamo di sfuggire alle nuvole avanzanti ed entriamo in Italia. Dopo Tarvisio ci fermiamo a Camporosso per un simpatico pranzo a base di frico. Il Bar tante-mitzi è un locale davvero simpatico ed economico: consigliato ;-) In serata siamo a Ravenna. Sui passi alpini sta nevicando.
Al prossimo giro ;-)
La Villacher Alpenstrasse forse non è la più entusiasmante come tracciato, ma come panorami se la cava ;-)
Le altre foto sono in questo ALBUM pubblicato su Flickr. Un lampeggio!


E con i Passi nuovi percorsi in questo itinerario, la Collezione sale a quota 423 ;-)