venerdì 18 agosto 2017

Serve una legge che dissuada gli immigrati che non vogliono integrarsi

Per ben due volte, nel corso di un controllo della Polizia Municipale sui venditori abusivi in spiaggia, questo senegalese ha aggredito con violenza gli Agenti.
Ora si è 'beccato' sei mesi di reclusione (con pena sospesa) e divieto di dimora nel comune di Ravenna.
Francaemnte mi sembra una presa in giro per chi, ogni giorno richia la vita per difendere le leggi e le Istituzioni, nonchè i cittadini onesti (di qualsiasi razza, colore, nazionalità).
La nostra CLASSE POLITICA si deve svegliare. 
Per questa feccia, cioè per i tanti che dimostra nei fatti di non essere in grado di integrarsi e di comprendere la necessità di vivere secondo le regole, deve esserci una LEGGE che dia alla Magistratura gli strumenti per rispedirli nel loro Paese di provenienza, stracciando immediatamente qualsiasi permesso di soggiorno o asilo politico.
Solo con questa norma, potrà esserci una sufficiente deterrenza nei confronti di chi intende vivere in Italia senza rispettarne le leggi: dagli abusivi agli accattoni molesti, dai ladri agli spacciatori, dai violenti ai pericolosi guidatori dediti all'alcool o senza patente.
E in questo modo, forse, si sgonfierà anche parte di quell'odio rancoroso che permette alle destre di gonfiare la velo (oggi lo spinnaker) del nuovo razzismo.

mercoledì 9 agosto 2017

Io sto con Minniti, ma il Vaticano è un cancro con metastasi diffuse in tutti i centri di potere

Niente da fare. I cattolici (che infestano sia il centrodestra che il centrosinistra) continuano a dettar legge in Italia. Anche il bravo Minniti deve fare i conti con i politici PD teleguidati del Vaticano, Delrio in testa (che, invece, sarebbe meglio pensasse a far funzionare meglio il suo ministero :-( ).
Ed anche Renzi, a quanto pare, vuole tornare in auge tra i boy scout, evidentemente i cattocomunisti 'tirano' ancora... che pena. 
Ovvio che alle prossime elezioni il centrosinistra prenderà una batosta colossale, così lontani dal 'comune sentire' della maggioranza degli italiani (italiani che in larghissima parte sono ormai lontanissimi da ciò che predicano Bergoglio ed i suoi sottanoni neri, su tutte le questioni fondamentali della loro vita: eutanasia, aborto, diritti civili...). Purtroppo il Vaticano è una lobby potentissima, che 'conta' anche quando in realtà ormai rappresenta una estrema minoranza di italiani.

E infatti, sul tema dell'immigrazione, non pensiate che poi non ci saranno piagnistei clericali con al governo Berlusconi&Salvini o tra le honeste anime grilline. Se, in barba alle animebelle chiesaiole, un eventuale governo di destra riuscirà ad arginare un po' il buonismo del nave-taxi-gratuito-dalla-Libia, questo lo pagheremo poi in concessioni alla Chiesa Cattolica con leggi liberticide sui diritti civili e sulla laicità dello Stato.
Il problema è proprio il Vaticano, un vero cancro che da secoli è diffuso in ogni meandro della vita politica del nostro Paese.

Tutti noi, nel nostro ruolo di Cittadini ed Elettori, dobbiamo fare in modo di riconoscere i cattolici in politica e fare in modo che, ad ogni livello, prendano sempre meno voti. Solo così salveremo il nostro Paese.

domenica 30 luglio 2017

Monte Nerone, Passo della Spugna e…

380 chilometri (percorrendo anche strade molto dissestate) per verificare che dopo il tagliando la Multi fosse di nuovo in piena forma, e che tutte le viti fossero state serrate bene :-)
Prima breve sosta nella piazzetta centrale di Sarsina, per un caffè e due passi (sono molte le vestigia romane). Poi di nuovo in sella: Sant’Agata Feltria, Ponte Messa, Pennabilli… ci dirigiamo verso le splendide foreste del Monte Carpegna affrontando il Passo Cantoniera.
Sant’Agata Feltria
Nelle Marche, purtroppo, le strade provinciali (già ‘mosse’) dell’Appennino sono decisamente peggiori. Scendiamo a Belforte all’Isauro e raggiungiamo Sant’Angelo in Vado dribblando le ampie buche dalle quali l’asfalto è ormai scomparso da tempo.
Da Sant’Angelo in Vado, ci dirigiamo a Piano e poi a Piobbico (sempre per provinciale, quindi sempre guidando con molta circospezione) e, dopo Piobbico, raggiungiamo la Località Acquanera da dove parte una delle stradine più strette e ripide che salgono al Monte Nerone… cioè: sapevamo che era ripida e stretta, ma non pensavamo che ormai fosse senza manutenzione da lustri… nonostante non ci sia alcun segnale di chiusura al traffico, ci sono voragini, sassi sul tracciato, tratti ormai senza asfalto… e la vegetazione in alcuni tratti ne ha ristretto un bel po’ la già ridotta larghezza. Al confronto, il tratto di Tiberina abbandonata (ed ufficialmente chiusa al traffico) tra Verghereto e Valsavignone, è un’autostrada :-D
La salita verso Monte Nerone
Cmq la Multistrada è sempre trattabile, maneggevole, facile. E raggiungiamo la cima dopo aver fatto sloggiare un gruppo di boy scout che si era steso con teli e plaid per riposare proprio sul tracciato della strada...
Monte Nerone
Monte Nerone

Monte Nerone
Al Rifugio Cupa una bella fiamminga di ottime tagliatelle ai funghi porcini ci rilassa e soddisfa.

Per il rientro, ovviamente, scegliamo altre stradine secondarie… dopo essere scesi ad Apecchio, passiamo di nuovo da Sant’Angelo in Vado e poi raggiungiamo Borgo Pace per prendere la splendida strada del Passo della Spugna (che poi in larga parte è sterrata ma ben tenuta).
Apecchio
Molto bello (e polveroso) il tracciato del Passo della Spugna!!!
Passiamo da Miratoio e risaliamo fino alla Carpegna per una breve sosta al Passo della Cantoniera.
Per variare l’itinerario passiamo da Balze, Verghereto e Montecoronaro… poi la E45 ci permetterà un veloce rientro a Ravenna.
Officina promossa a pieni voti: nessun bullone perso. E la Multi è davvero una moto a suo agio in ogni condizione 😉
A/R da Ravenna, circa 380 km:
L'itinerario
Qualche altra foto in questo album su FLICKR: QUI
Un lampeggio!



mercoledì 28 giugno 2017

Orgogliosi di far parte della Motor Valley

Moto Sprint pubblica un bellissimo editoriale di Marco Masetti. E' dedicato alla Romagna. Anzi: ai Romagnoli ed alla loro passione per Il Motore (la moto, qui, è 'é mutòr', al maschile), e agli incredibili risultati ottenuti dai romagnoli che corrono (la tripletta al Mugello di Migno, Pasini e Dovizioso, ma anche i ravennati Melandri, Faccani e Caricasulo in SBK, STK e SS600 al Mugello). E alla Ducati, che da Borgo Panigale se la gioca con le multinazionali giapponesi.
Pubblico la pagina di MotoSprint perchè non la voglio dimenticare. Un numero di una rivista settimanale si può perdere o dimenticare, la Passionaccia tutta nostra per 'è Mutòr, per il Muraglione o la Colla, per la Futa o la Raticosa, ma anche per la Piadina, i Caplèt ed il Sansvèz... no, non si deve dimenticare. E non si può perdere ;-) 
MotoSprint nr. 2022 del 27 giugno/3 luglio 2017

domenica 11 giugno 2017

Stelvio, Bernina, Gavia, Crocedomini: il classico itinerario di un piacevole week end alpino

Cles, Val D'ultimo, Stelvio, Umbrail, Fuorn, Bernina e Livigno... poi, la domenica, rientro affrontando Gavia e Crocedomini... un itinerario classico ma sempre molto bello, soprattutto alla fine delle primavera, quando almeno c'è ancora qualche traccia di neve a far spiccare maggiormente le montagne a contrasto del cielo blu ;-)
Livigno è una sosta che apprezzo sempre molto: non solo per la benzina sotto all'euro al litro, ma anche perchè i pizzoccheri sono buonissimi, e alla Bottega della Luna vendono il quasi introvabile Thè Meßmer (e noi abbiamo riempito il bauletto della Multistrada, facendo quindi scorta per tutto l'inverno 2017/2018).





Qualche altra FOTO e la MAPPA dell'itinerario in questo album di FLICKR

domenica 4 giugno 2017

MTB: percorso di Cancellino e anello fino a Seghettina

Il Percorso di Cancellino non è una novità, qui sul Blog. E' considerato un tracciato su una delle strade forestali più belle d'Italia. Inoltre è abbastanza lungo per 'valere' un'escursione di una giornata e lo spostamento in auto, ma non è difficile. Il tracciato è quello dell'antica ferrovia, oggi scomparsa, che portava il legname dalla Foresta della Lama fino appunto a Cancellino, sulla strada del Passo dei Mandrioli. Da qui, i tronchi venivano caricati sui camion e distribuiti alle segherie acquirenti.
Ovviamente, dovendo svolgere questa funzione, il tracciato non poteva essere troppo ripido nè con curve troppo chiuse, pena il fatto che la motrice della piccola ferrovia non avesse dei problemi.
Oggi c'è un bel fondo sterrato, a volte con molta ghiaia, a volte con qualche pozzanghera, ma è una meraviglia.
Da Cancellino (dove c'è abbondante spazio per parcheggiare l'auto) si sale per i primi due o tre chilometri fino al Passo dei Lupatti, poi è pressochè tutta discesa fino alla Lama.
Lungo il percorso ci sono anche delle fonti (la Fonte del Re, la Fonte delle Cavalle, la Fonte di Francesco) ed anche alla casa dei Forestali della Lama è possibile attingere ad acqua freschissima (lasciate perdere, se non siete appassionati di termalismo, l'acqua della sorgente solforosa!!!).
E' anche un percorso molto ombreggiato, il che, unito al fatto di un dislivello relativamente modesto (500 metri), lo rende un itinerario piacevole anche in piena estate, ideale per chi comincia o chi vuole godersi 40 chilometri (20 andata, 20 di ritorno).
Giunti alla Lama (nonostante una scivolata in discesa di Claudia, per fortuna senza grosse conseguenze) abbiamo avuto voglia di pedalare un altro po'. 
Dalla Lama siamo saliti con facilità fino al Poggio della Seghettina (circa 250 metri di dislivello). 
Dal Poggio abbiamo seguito la carraia (discesa molto ripida e fondo in parte con ghiaia un po' smossa) giungendo ad una sbarra e ad un ponte. Abbiamo 'tenuto la destra' e raggiunto uno stretto ponticello di legno nel bosco da dove comincia un sentiero single track in salita (pedalabile in parte se allenati, ma se si ha paura del fogliame e della pendenza... se ne fa una buona parte a piedi).
Abbiamo quindi raggiunto Seghettina di Sotto (con una sola casa ristrutturata e ben tenuta) e, salendo subito a sinistra, Seghettina di Sopra, dove partigiani e prigionieri liberati inglesi si rifugiarono negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale.
Un sentiero con tratti molto ripidi (anche con bici in spalla) ma molto bello, con dei tratti in crinale davvero panoramico ed esposto, ci ha ricondotto, piuttosto stanchi e accaldati, al Poggio della Seghettina, per tornare poi giù alla Lama e sul percorso di Cancellino ;-)
Un bel giro, anche se in parte fatto a piedi, che ci ha dato davvero soddisfazione :-)
L'album, con una decina di foto, è su FLICKR