domenica 8 aprile 2018

Disgelo dolomitico 2018

L'itinerario di due giorni
(900 km A/R da Ravenna)
Quest'anno il primo w-e decente è arrivato tardi... però ci ha regalato due giorni davvero splendidi, ed in quota ancora dei muri di neve davvero emozionanti, così come il gusto di viaggiare in moto a fianco degli sciatori che ti sfrecciano nelle piste a fianco della strada!
Sabato 7 aprile... sulla Romea non c'è traffico, la temperatura dell'aria è ancora bassa, per cui ci si veste come in pieno inverno. Un po' di nebbia ci toglie parte della vista delle valli, ma in meno di due ore, a velocità codice anche per fare attenzione a buche ed avvallamenti post-inverno, siamo già a Mestre per imboccare la A27.
Metto alla prova il TomTom nuovo e gli faccio scegliere la strada per passare Belluno (promosso), poi saliamo in direzione Agordo e poi Alleghe. Il Lago omonimo non ha più tracce di ghiaccio... d'altronde siamo già quasi a metà aprile... in altre occasioni, magari a metà marzo, lo avevamo visto ancora parzialmente ghiacciato.
Dedichiamo alcuni minuti per una breve sosta al Sacrario Militare di Pian dei Salesei, sono oltre 5.400 i soldati della prima guerra mondiale che 'riposano' qui (la stragrande maggioranza ignoti). Queste montagne, che oggi offrono una sensazione di grande serenità e pace, hanno ospitato una delle stragi più assurde e violente che la storia ricordi. E tutti questi ragazzi, che dai cognomi dimostrano essere venuti qui a morire da ogni parte d'Italia, non hanno potuto vivere la propria esistenza.
Sacrario Militare di Pian dei Salesei
Noi, più fortunati, possiamo mettere di nuovo in moto la nostra ottima Multistrada e ripartire per goderci questo week-end come piace a noi... giungiamo ad Arabba e saliamo fino al Passo Pordoi... la strada è parecchio rovinata, molto polverosa e bisogna prestare persino un po' di attenzione nelle brevi gallerie sotto le piste di sci, dove tutt'ora resiste qualche stratificazione di ghiaccio pressato... nessun problema però: non ci si diverte a guidare come in estate, quando l'asfalto è pulito, ma il panorama delle Montagne innevate e delle piste di sci in piena attività regalano comunque sensazioni di grande piacere. E la Multistrada, con la facilità, la sua elettronica, le sue sospensioni attive, i suoi Brembo e le sue Scorpion Trail, dà una grande sicurezza in ogni frangente. Brava Ducati!!! 
Pordoi
In cima al Pordoi troviamo il rifugio-Bar 'della Maria' chiuso per lavori, ma il panino formaggio&speck del barettino della funivia, mangiato al sole guardandosi attorno, è comunque un piccolo piacere... 
Scendiamo verso la Val di Fassa, ma prima di giungere a Canazei ecco sulla destra la salita del Passo Sella.
Passo Sella
Sono strade conosciutissime, così come gli splendidi panorami che offrono. Eppure ogni anno, ogni volta, è un piacere per gli occhi e per la mente.
Con la neve, poi, ogni cima mostra molto meglio i dettagli della propria conformazione, le spaccature, i canaloni, i ghiaioni... ed un cielo finalmente BLU rende il tutto... fantastico. E' lo spettacolo delle Dolomiti, uno spettacolo unico al mondo. Davvero. E in moto ci sei dentro, ne respiri i profumi e ne senti il freddo, devi fare attenzione alle curve o alla ghiaia, ma non sei dentro una scatoletta a quattro ruote, protetto ma isolato da tutto questo!
Dopo il Sella toccherebbe al Gardena, perchè avevamo progettato di risalire per la Val Badia, affrontare il Furcia e poi arrivare al Lago di Braies per cena e nottata... in realtà troviamo una sbarra che ci preclude la strada del Gardena. Con il rialzo delle temperature, nel pomeriggio il rischio valanghe si è innalzato. Niente da dire, peccato che non abbiamo visto alcun segnale che ce lo indicasse con un po' di anticipo (magari ce lo siamo perso noi ma... boh).
Ok, torniamo indietro, perchè c'è pure il lucchetto :-D
Nel cambiare itinerario mi viene in mente che, qualche giorno fa, studiando il percorso, avevo letto di una chiusura anche del Passo Eores, per lavori.
A questo punto decidiamo di fare il 'giro lungo' ma di non rischiare altri dietro-front: ci dirigiamo quindi per Ponte Gardena, poi Bressanone e Brunico. Prima di giungere a Dobbiaco, sulla destra, troviamo l'imbocco della valle del lago di Braies.
Lago di Braies
Prima di arrivare al Lago, visto che non è ancora tardi, esploriamo un po' la diramazione est: Braies vecchia, Braies Alta... alcuni splendidi ed immensi alberghi abbandonati hanno ancora il fascino di un'epoca che non c'è più. Le montagne attorno sono comunque davvero splendide!
Ed eccoci poi al Lago di Braies. Ed esattamente all'Hotel Pragser Wildsee / Lago di Braies: www.lagodibraies.com
Il 30 aprile del 1945, qui trovarono una prima accoglienza 133 prigionieri delle SS dopo la loro liberazione ad opera della Wermacht a Villabassa. I prigionieri, provenienti da diversi campi di concentramento tedeschi, erano stati portati come ostaggi in Alto Adige in vista della fine della guerra. Una sorta di 'merce di scambio' in vista della sconfitta imminente.
Sono stati l'aver letto di questo episodio e la vista del film che ne è stato tratto, che ci hanno portato qui sul Lago di Braies, in questo albergo di oltre 110 anni, proprio per conoscere questi luoghi.
Dopo una doccia bollente usciamo per ammirare il Lago, ancora in gran parte ghiacciato.
Il luogo è davvero magico. Per fortuna il noleggio-barche è chiuso e non ha una stagione invernale di noleggio motoslitte... il silenzio infatti ci circonda.
Cena all'Hotel Pragser Wildsee / Lago di Braies
La sera, a cena, l'Hotel Pragser Wildsee / Lago di Braies ci coccola. Non solo con una cucina dimostratasi davvero ottima ed una sala ben curata con uno stile antico, ma anche, soprattutto, per gli affascinanti ed ampi finestroni che ti permettono di perderti nel panorama del lago e delle montagne circostanti. Il personale è gentilissimo e attento. Ci si sente coccolati, ed una volta ogni tanto bisogna farlo. I venti o trenta euro spesi in più, rispetto ad una 'normale' pensioncina in valle, a mio parere sono ben spesi, perchè questi sono ricordi che non svaniranno.
Anche le stanze, arredate con mobili originali dell'epoca, i corridoi, gli spazi comuni, rendono qesto albergo una vera e propria mini-immersione in un'epoca ormai perduta. Grazie.
Sì, grazie davvero, perchè in un'epoca, quella di oggi, dell'usa e getta, i proprietari del Hotel Pragser Wildsee stanno facendo un gran bel lavoro (credo sia anche molto impegnativo) nel salvaguardarne l'identità. Torneremo!
Domenica mattina: si riparte...
La domenica mattina, dopo la colazione, un saluto al gentilissimo proprietario all'enorme Terranova che russa tranquillo in reception (ed aver comprato il libro sulla liberazione degli ostaggi delle SS), la Multistrada si rimette in moto protestando solo un po' per essere stata lasciata al freddo e al gelo della notte.
Prima di tornare alle curve ed alle strade di montagna, entriamo solo qualche minuto a Villabassa, dove appunto iniziò la liberazione di quei 133 'fortunati' prigionieri nel 1945... poi ci aspetta la statale di Alemagna e lo splendido Lago di Misurina ghiacciato, il passo Tre Croci, la discesa a Cortina e la salita al Passo Giau.
Lago di Misurina
Il Passo Giau, anche in estate, è in assoluto uno dei miei passi preferiti.
D'inverno ha un fascino ancora maggiore.
Salita al Passo Giau
Quest'anno, poi, ci accoglie ammantato da una coltre nevosa ancora notevole, bianchissima, spumosa. Fantastica.
Una volta raggiunta la sommità, in compagnia di pochi altri motociclisti, per vedere il panorama verso Selva, occorre salire su una parete di neve di circa due metri... e per scendere, in assenza di ramponi, si scende scivolando di ...culo :-D
Circa tre metri di neve, sul Giau ;-) 
Ci fermeremmo qui a vita... ma poi, domani, chi andrà in ufficio?
Passiamo Selva di Cadore ed affrontiamo il Passo Staulanza. Qui c'è meno neve, ma le montagne attorno sono ancora bellissime.
Casso
La Val Zoldana ci fa scendere fino a Longarone... potremmo già svoltare verso sud e metterci in direzione di casa, ma abbiamo voglia di rivedere Casso, la Diga del Vajont, e lasciare in fondo un piccolo contributo alle uniche due attività che hanno rivitalizzato questo piccolo (ed affascinante) borgo abbandonato dopo la tragedia del Vajont... pranziamo infatti con due ottimi panini al Bar K2 (il barettino che offre una vista splendida sulla ferita mai rimarginata del Monte Toc, ovvero da dove si staccò la frana), poi, camminando per le strette vie di Casso torniamo anche quest'anno al Mercatino di Teresa (per comprare un po' di formaggio ed un libro).
Dopo di che facciamo benzina, e torniamo a Ravenna.
La Multistrada è una fantastica compagna di viaggio. Ducati ha realizzato un vero capolavoro.
Anche quest'anno l'inverno motociclistico è ufficialmente finito ;-)
Claudia metterà in lavatrice pantaloni e giacche invernali, il prossimo giro lo si farà solo quando (si spera molto presto) la temperatura permetterà di viaggiare con jeans tecnici e giubbotti in pelle o traforati :-)
Buone strade a tutti!
P.S.: qualche foto in più la trovate in questo ALBUM su FLICKR o Facebook.
Un lampeggio!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Meraviglioso! Sulle Dolomiti ci andrei ad abitare. Quando scendi dal Sella ad un certo punto sulla destra si è sotto al Sassolungo e li mi fermo un attimo e non ti nascondo che mi vengono la pelle d'oca e gli occhi lucidi. Siamo dei microbi in rapporto alla magnificenza della natura....che bello! Grazie del report.