lunedì 22 novembre 2021

Disintossicarsi dai social

Quando, circa un quarto di secolo fa, ho iniziato ad utilizzare internet, avevo la convinzione che il web avrebbe significato la fine dell'ignoranza. Le informazioni disponibili a tutti, la possibilità di cercare qualsiasi documento, di studiare senza confini fisici e linguistici. L'abbattimento delle barriere che lasciavano solo nelle mani dei più abbienti libri, enciclopedie, riviste, giornali.

E la socialità: con le prime mailing list, spesso aggreganti per argomento, interesse o passione, sorpassate dai forum, una volta che gli abbonamenti flat permettevano di non dover più risparmiare sul tempo di collegamento con il cavetto telefonico ed il modem.

Poi sono arrivati i social media. Una bella idea, per ritrovare gli amici, per rimanere in contatto, condividere pensieri, riflessioni, immagini, filmati.
Sembrava tutto bello. Fin troppo, con l'avvento di smartphone e tablet che rendono ognuno di noi collegato sempre.
Invece non è affatto bello.
Facebook & c. si sono trasformati in enormi fiumi dove la portata delle idee e delle informazioni è continuamente e pesantemente inquinata dal veleno delle falsità, dell'odio, della disinformazione.
L'utilizzo dello schermo, più adatto a video e a leggere un flash di poche righe, ha portato milioni (miliardi) di persone a non leggere più libri, giornali, argomentazioni più lunghe di una schermata.
In pratica: intere generazioni hanno disimparato ad approfondire, a riflettere, a collegare le proprie nozioni.
Ignoranza di ritorno alimentata da chi ha interessi di parte: i partiti estremisti, gli odiatori di professione, gli influencer prezzolati, i politici senza scrupoli.
...immensi fiumi, per rimanere nel tema dell'esempio, dove merda e veleni ammorbano in fretta anche l'acqua pulita che arriva dagli affluenti alpini.
Occorrono depuratori. Se no, lo schifo continuerà a renderli inadatti alla vita... sociale.
Occorre eliminare i profili falsi, e fare in modo che non ci sia più nessun anonimato dietro al quale si possano nascondere violenti, stupidi o delinquenti. E' poi necessario affidare il contrasto delle fake news e di qualsiasi tipo di odio (quello sportivo, politico, razziale...) a task forces di gente preparata, non a ragazzini pagati pochi dollari a cottimo in qualche staterello asiatico, o ad algoritmi sostanzialmente stupidi.
Sinceramente, così com'è, anche Facebook, oggi fa un bel po' schifo. Ad oggi quei depuratori sono assenti o decisamente insufficienti.
Io sto cercando di disintossicarmi, passando sempre meno tempo sui social. Ho più tempo per leggermi il giornale, per un libro in più, per un documentario su Rai Play su Mario Rigoni Stern... e se Mark Zuckerberg guadagnerà qualche dollaro in meno per le mancate inserzioni pubblicitarie, beh, me ne farò una ragione.

domenica 7 novembre 2021

Ducati. Campione del Mondo Costruttori 2021. Orgoglio italiano

Ducati progetta, disegna, sviluppa e produce tutte le sue moto a Borgo Panigale. E se anche, ovviamente, non tutti i componenti sono 'made in Italy', sono moltissime le aziende, grandi e piccole, famose o sconosciute, che lungo la Via Emilia, realizzano e forniscono il necessario per realizzare moto da competizione e di serie.

E' un grande orgoglio italiano. Anche perchè, oltre a lavorarci in oltre 1.600, Ducati ha rapporti di collaborazione con Università e Scuole Tecniche, portando avanti quella tradizione e alimentando quel know how che è un fiore all'occhiello della nostra Motor Valley.

Ecco perchè, agli occhi di un appassionato, questo titolo Costruttori vale ancora di più di quello un Mondiale Piloti vinto da qualche fenomeno strapagato... no, grazie. Qui ha vinto un'Azienda, un'Azienda italiana. Hanno vinto ingegneri, tecnici e meccanici italiani. Hanno vinto la genialità, l'inventiva, la fantasia, l'innovazione. E il Desmo di Taglioni 😎

Grazie quindi ai Piloti che nel corso di questo Campionato 2021 hanno 'portato a casa' i punti necessari a vincere questo Mondiale: Pecco Bagnaia, Jack Miller, Johann Zarco, Enea Bastianini e Jorge Martin.

Bravi ragazzi!

Bagnaia e Miller
Martin e Zarco
Bastianini

lunedì 1 novembre 2021

Mario Rigoni Stern (Asiago, 1º novembre 1921 – Asiago, 16 giugno 2008)

Oggi, cento anni fa, nasceva uno dei più grandi narratori italiani.

Se il suo libro più famoso è, giustamente, Il sergente nella neve, io amo e rileggo più spesso la trilogia dell'Altipiano: Storia di Tönle, L'anno della vittoria, Le stagioni di Giacomo...

Rigoni si legge con facilità, una scrittura semplice, poetica e ancora oggi attuale. Ed è una lettura che rinforza le difese immunitarie contro l'ignoranza.

'Dal margine del bosco, guardingo come un animale selvatico che aspetta l'imbrunire per uscire allo scoperto, guardava la sua contrada, e il paese laggiù, dentro lo slargo dei prati. Il fumo odoroso della legna si scioglieva nel cielo rosa e violetto dove le cornacchie volavano a gruppi, chiamandosi.

La sua casa aveva un albero sul tetto: un ciliegio selvaggio. Il nocciolo dal quale era nato l'aveva posato lassù un tordo sassello tanti anni prima espellendolo in volo e l'umore di una primavera l'aveva fatto germogliare perché un suo avo, per difendere l'abitazione dalla pioggia e dalle nevi, aveva steso sopra la copertura altra paglia, sicché quella sotto era diventata humus e quasi zolla, Così il ciliegio era cresciuto.

Tónle Bintarn, guardando, ricordava che da ragazzo, dopo la mietitura delle segale, si arrampicava dalla parte della stalla dove il grande tetto quasi si unisce al declivio del monte e a una a una piluccava tutte le piccole ciliegie dolcissime e nere prima che i merli e i tordi venissero a metterci il becco: erano come il miele e per giorni la tintura del loro succo gli restava sulle mani e attorno alla bocca, e l'acqua del Prunnele non riusciva a toglierla. Ma d'autunno il rosso pastello delle foglie si notava anche dalla cima del Moor, come un'orifiamma che ingentiliva e distingueva tra le altre la povera casa...'

Ci manchi, Sergentmagiù ...e grazie per avermi fatto conoscere e poi amare il tuo Altipiano.

martedì 19 ottobre 2021

ADESSO BASTA!

Se in questi mesi l'incidenza dei contagi è calata, se le corsie e le terapie intensive degli ospedali si sono quasi vuotate, le vittime del Covid-19 ormai sono quasi tutte non vaccinate o persone deboli affette da altre patologie, lo dobbiamo esclusivamente a quell'80% di italiani che si sono fidati della scienza e, pur con qualche legittima paura, vista il tempo ridotto che hanno avuto le Case Farmaceutiche e le Autorità mediche internazionali a preparare e a testare i vaccini.

Detto questo, anche se giudico fifoni ed egoisti gli irriducibili no vax, credo che sia giusto il diritto anche a scegliere di non vaccinarsi, cercando di proteggersi con mascherine, distanziamento, gel etc...

Ma i no vax non possono premettersi di dare lezioni sul diritto al lavoro.

Il più alto rispetto, per i propri colleghi, per coloro che passano ore ed ore a fianco a noi, sarebbe quello di vaccinarsi. Giusto, per chi non vuole farlo, l'obbligo di verificare ogni due o tre giorni, il proprio stato di salute, con un tampone.

Giusto, quindi, l'obbligo di green pass, a mio parere.

Ma anche in questo caso, posso comprendere che ci sia chi la pensa in modo diverso.

E giusto che possa esprimere il proprio dissenso, anche protestando.

Ma NON è concepibile che la sua protesta vada a ledere il diritto al lavoro e al movimento delle altre persone.

In questi giorni i no-greenpass hanno bloccato strade, porti, aziende. Hanno impedito alle persone e ai lavoratori di raggiungere i luoghi di lavoro o di rientrare normalmente a casa.

Questo è fascismo. Prevaricazione. 

Questi esagitati vanno messi nell'impossibilità di ripetere altre azioni del genere. Vanno puniti.

La democrazia non è prevaricazione violenta da parte delle minoranze: quello sarebbe il caos.

Da cittadino rispettoso delle legge e della democrazia, chiedo fermamente alle Autorità di far rispettare la Legge e difendere i miei diritti al lavoro e alla libertà di movimento. 


martedì 31 agosto 2021

Multistrada V4

 Non la volevo provare, perché non si sa mai... 😆😆😆

...ma poi l'amico Romolo ha insistito e... cavolo, anche se ha due cilindri di troppo e le manca il Desmo, è davvero una gran moto.
Confortevole e sicura ai massimi livelli. E potente: se non dai spesso un'occhiata allo splendido display, rischi di fare da 30 a zero punti patente in un solo week end 😎
Fin da subito l'impressione è quella di trovarsi su una moto ben più turistica, come stazza, peso, protettività e avvolgenza delle carene e sensazione di essere ben piantata a terra (e tanto spazio a disposizione), rispetto a tutta la famiglia Multistrada, ma poi ha talmente tanti cavalli (e una ciclistica da riferimento) da raggiungere prestazioni da sportiva. In pratica, se con la 1200 bicilindrica, quando davi gas, sentivi di dover tener forte il manubrio, perchè rischiavi di rimanere lì, con questa proprio non te ne accorgi, perchè il manubrio lo perdi prima di aver finito di pensarci... una belva.
E quanta tecnologia. Il display è semplicemente meraviglioso
🤩

Gran moto davvero. Brava Ducati. Questa volta è chiaro a tutti che sono gli altri ad inseguire.


giovedì 12 agosto 2021

Libertà di scegliere sulla propria vita. Fino alla fine!

Questa è la lettera aperta che un Cittadino italiano, tetraplegico e sofferente da 10 anni a causa di un incidente stradale, ha scritto al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute. A leggerla ci si sente male. Ma soprattutto ci si incazza, perchè una classe politica da decenni inginocchiata ai voleri della chiesa cattolica, continua a tenere in ostaggio le nostre vite. 

Scrive accorato Mario, dopo aver bene raccontato dolori e umiliazioni giornaliere: "Chi ha il diritto di dirmi di continuare a soffrire? Nessuno può impormi tutto questo, in un Paese civile. Così come ho il diritto alle cure, ho il diritto di porre fine alle mie sofferenze. È un dovere rispettare la decisione del malato"...

Auguro di cuore di passare tutto ciò che sta passando Mario a chiunque contrasti la legge che consente libertà di scelta agli italiani sul proprio fine vite. Tutto, Anche un po' di più.

E invito tutti a firmare per il referendum a favore dell'eutanasia legale, che oggi si può firmare anche online. Qui.

Facciamo sentire la voce di chi vuole essere un Cittadino libero. Fino alla fine. Perchè la Vita è la nostra!


martedì 13 luglio 2021

Cinque giorni tranquilli sulle Alpi

Cosa raccontare di un semplice giretto di cinque giorni sulle Alpi? Niente di eccezionale, di eroico o avventuroso, ma solo la voglia di 'staccare' da questo periodo difficile, dal lavoro, dagli impegni, dagli orari scanditi dall'agenda.

Per la prima volta, da anni, Claudia ed io siamo partiti senza neppure una traccia sul GPS, che abbiamo praticamente sempre tenuto spento. Lo abbiamo utilizzato solo qualche volta per cercare un distributore o la strada più comoda per l'albergo, ma l'itinerario di massima lo ha deciso Claudia mettendoselo in tasca in un foglietto di carta... e poi abbiamo fatto tutte le variazioni che ci venivano in mente.

Questo è quello che è venuto fuori. Così. Spesso fermandoci pure presto, di pomeriggio, per farci una doccia e goderci anche l'ora dell'aperitivo o guardarci qualche vetrina.


Lunedì 5 luglio.

Innanzitutto di lunedì, per evitare il traffico dei 'giornalieri' del week end. E poi, senza fretta, abbiamo fatto anche poca autostrada. Adriatica, poi la Transpolesana, a Verona ci siamo immessi nella A22 del Brennero uscendo prima di Caldaro. Sì, perchè il Passo della Mendola è a mio parere bellissimo, con i suoi primi tornanti da circuito, e poi la strada a sbalzo sulla valle... sosta-merenda in cima al passo, sulla terrazza panoramica. Non si poteva cominciare meglio 😊

Dopo la Mendola, il Passo Palade, poi quello di Cermes (per evitare un po' di traffico di Merano-città) e siamo già ad affrontare i tornanti del Passo dello Stelvio. D'altronde la fame comincia a farsi sentire, e NON si può rinunciare al mitico panino-salsiccia-di-cervo-con-crauti-e-maionese!

Scendiamo nel versante di Bormio e andiamo sgranchirci un po' facendo due passi fino al Forte di Oga, dal quale si domina davvero tutto. Non l'avevo mai visitato. Merita. 

Non è tardi, ma Bormio merita una visita ed uno spritz. Cerchiamo un alberghetto vicino al centro ma in zona defilata. Non è granchè. La camera è una singola nella quale hanno piazzato un letto matrimoniale. Il proprietario è gentile ma freddo. Non merita alcuna citazione, ma neppure una pubblica condanna, quindi, semplicemente, non vi dirò qual è 😉


Ceniamo in centro, ovviamente cercando un tavolo all'aperto. E' pure freschino. E' quello che cercavamo!

Martedì 6 luglio.

La colazione non è male, e di buon umore ci dirigiamo verso Santa Caterina Valfurva. Abbiamo prenotato un appartamentino, ad agosto, con una coppia di amici, per passarci una settimana a camminare. Quindi approfittiamo del giro in moto per recuperare alcune mappe di sentieri così da poterli 'studiare' in anticipo. La mascherina della ragazza che ci accoglie all'ufficio informazioni, gentilissima ed efficiente, le copre il sorriso ma gli occhi sono splendidi. Vi consiglio di fare una fermata a chiedere una cartina 😍

E dopo Santa Caterina c'è la salita al Passo Gavia. E al Passo Gavia ci sono panorami meravigliosi. E scendendo dal Passo Gavia la strada è stretta, da brivido quando incontri un'auto che non sta proprio dalla sua parte, ma vuoi mettere? Il Passo Gavia è unico, è bellissimo, è faticoso, è pericoloso, è asfaltato malissimo... ma è il Passo Gavia!

Si capisce che il Gavia mi piace un sacco? 😂😂😂

Il Passo del Tonale è come al solito orrendo, soprattutto dopo essere appena scesi da lassù. L'asfalto però è tutt'altra cosa, così come è una vergogna vedere il cartello del limite a 60 all'ora solo per le moto. Siccome è martedì me ne frego tranquillamente, anche perchè io non corro mai, ma non ci sto neppure a fare da bersaglio per le auto che possono scendere ben più veloci di 60 all'ora... ed in ogni caso è martedì, quindi di controlli neppure l'ombra. E' la solita cialtroneria italiana, quella del Trentino e del leghista Fugatti... e infatti, come potete notare, anche questa volta sono stato bene attento a NON dormire mai in Trentino. Spero che altri lo facciano, in modo che gli operatori turistici costringano la Provincia a ritirare tale assurda e pericolosa delibera 😤😤😤

In fondo alla Val di Sole ci dirigiamo a nord, in direzione Val D'Ultimo. Sono chilometri e chilometri della splendida strada che, in mezzo al verde infinito dei boschi, svalica (purtroppo in galleria) il Passo Castrin. Ripassiamo da Merano, percorriamo la Val Passiria e saliamo il meraviglioso Passo di Monte Giovo, dove ci fermiamo per pranzare con un'ottima fetta di torta e un bicchierone di succo di mela. E vuoi mettere il panorama che si gode da quel tavolo?

Scesi a Vipiteno, visto che è ancora presto, decidiamo di andare a vedere la Val di Vizze, che non conoscevamo. Bella e selvaggia, con pochissimo turismo e pochi paesini ancora dedicati a pascoli e raccolti, motociclisticamente parlando però non regala emozioni particolari. Scegliamo quindi di tornare a Vipiteno, dove troviamo un'ottima accoglienza all'Hotel Hubertushof, a cinque minuti dal centro pedonale. Il centro di Vipiteno è davvero bello. E la cena, all'aperto, si dimostrerà notevole. Sosta consigliata!

Mercoledì 7 luglio.

Lasciamo l'hotel e ci dirigiamo direttamente in direzione Passo Pennes. E' un gran bel freschino, alle 9 di mattina... e i messaggi degli amici rimasti a Ravenna invece ci raccontano di temperature record ed umidità da Indocina... noi ci siamo messi la maglietta termica, sotto il giubbotto 😊

Il Passo Pennes è uno dei miei preferiti. Aspro, poco conosciuto. E poi a poco a poco degrada nella verdissima e tranquillissima Val Sarentino. Ma prima di giungere alla trafficatissima e calda Bolzano, ecco che a sinistra c'è una stretta e ripida stradella che si arrampica fin sull'Altopiano di Renon. Verde, tranquillo, ordinato... e che regala viste di straordinaria bellezza sulle cime delle vicine Dolomiti.

Prima di raggiungere Barbiano, da dove poi scenderemo per dirigerci verso l'Alpe di Siusi e poi Ortisei, consiglio una fermata per andare ad ammirare le piramidi di roccia del Renon. Noi non abbiamo seguito le indicazioni 'classiche', che portano vicini ma bassi. Ma ci siamo fermati un po' più avanti, dove scendendo a piedi in una stradina laterale, si ammira dall'alto la magnificenza di queste formazioni geologiche... e il campo coltivato appena sopra.

I Passi Gardena, Falzarego e Valparola sono bellissimi e stra-conosciuti, inutile scriverne. Chi non li avesse mai percorsi, se li segni: un motociclista non può non conoscerli, è davvero peccato mortale.

Scendiamo su Cortina (dove non ci siamo mai fermati prima d'ora per la notte) e troviamo stana e garage all'Hotel Villa Neve, a due passi dal centro. I prezzi non sono bassissimi, ma oltre al garage per la moto, c'è compreso pure uno sconto del 10% in un gruppo di quattro ristoranti convenzionati.

Siccome è presto, ci facciamo una doccia ed andiamo a fare un po' di shopping. Tra settimana ancora il turismo di massa non si è mosso... si sta bene. Ci si rilassa. Lo spritz in centro a Cortina mi mancava 😋

Cena sulla terrazza del Ristorante Pizzeria El Bronsin... la guancetta di manzo brasata era davvero notevole. Consigliato 😉

Giovedì 8 luglio.

Dopo una buona colazione risaliamo sulla Multistrada e ci dirigiamo immediatamente verso uno dei miei passi preferiti: il Passo Giau.

Il bello di essere lì di prima mattina (e in mezzo alla settimana) è che non c'è troppo traffico. E' quasi tutto per noi (anche se ricordo di esserci arrivato, qualche volta, a inizio stagione, in mezzo a muri di neve e senza nessuno attorno... ma erano anni senza pandemia, senza restrizioni, senza le limitazioni alla mobilità).

Passiamo da Colle Santa Lucia, dove Vaia ha spazzato via centinaia di migliaia di alberi. Ogni volta che passiamo di qua, dopo quel maledetto ottobre 2018, proviamo sempre più pena... 

Operai forestali-alpinisti stanno pulendo una parete. Approfittiamo della sosta forzata per indossare l'antipioggia...

La salita al Passo Pordoi è purtroppo su strada bagnata. Però che bello essere così in pochi, quassù!

Dopo il caffè "dalla Maria", scendiamo a Canazei per poi risalire verso il Passo Fedaja, con la splendida Marmolada sulla destra. Scendiamo fino ad Alleghe, e poi ci sono le curve divertenti del Passo Valles, dove ci fermiamo per pranzare con un paio di cappuccini e torta. 

Il Passo Rolle offre ancora un bellissimo scorsi di Dolomiti, poi piano piano si scende. Dopo Fonzaso prendiamo la strada per Fastro e Primolano (strada fortificata per sbarrare la strada agli assalitori) e saliamo sull'Altipiano dei Sette Comuni da Enego.

Raggiungiamo Foza, un paesino che amiamo molto, ben curato, con una vista meravigliosa sulla pianura e sui paesi vicini dell'Altipiano. Come sempre alloggiamo all'Hotel Alpi, di cui conosciamo già anche l'ottima cucina.

La serata si fa movimentata poco prima di cena, quando una specie di tempesta di vento e grandine si abbatte su Foza... vola via anche la lamiera del tetto di una casa di fronte all'albergo. La Multistrada, parcheggiata in giardino, è bravissima: non si fa stendere dal vento. E la fortuna ci assiste, perchè non è colpita da nulla di quello che le cade attorno, neppure da alcuni chicchi di grandine di notevole grandezza che poi ritroviamo lì vicino una volta che tutto si è calmato.

I danni, per fortuna, non sono di rilievo neppure per l'albergo. Si cena con un po' di ritardo, ma la qualità rimane davvero ottima. E' un alberghetto che consiglio davvero!

Andiamo a nanna con i Vigili del Fuoco sui tetti delle case attorno a raccogliere i pezzi di tutto ciò che è volato via o è pericolante, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Venerdì 9 luglio.

Dopo colazione, lasciamo l'Hotel Alpi e scendiamo per la stretta e curvosa strada che da Foza scende a Valstagna... chi ha letto 'Il Sergente nella neve' di Mario Rigoni Stern non dimenticherà mai il tormentone "Qui Valstagna: parla Beppo!".

A Romano d'Ezzelino prendiamo la strada che sale verso Cima Grappa. Mi piace molto il massiccio del Monte Grappa. Denso di storia, di sacrificio. Ma anche duro, senza corsi d'acqua. 

Vivere qui, sia prima che durante che dopo la guerra, non deve essere facile.

Ci fermiamo a Malga Meda a comprare un po' di (buonissimo) formaggio, e scopriamo che ancora oggi non hanno acqua potabile corrente...

Ci godiamo il posto. Ci fermiamo per pranzo ad un tavolo (panoramico) del Rifugio Bassano (peccato una maledetta nuvola che arriva ad impedirci di vedere tutto ciò che c'è laggiù in pianura)... insomma, passeggiamo e cazzeggiamo.

Quando decidiamo di scendere ci fermiamo a vedere il Ponte di San Lorenzo, il punto più avanzato mai raggiunto dagli austro-ungarici prima di essere fermati e poi respinti...

E poi c'è il rientro, in pianura. Ma si sa: tutte le cose belle prima o poi finiscono. Rimangono i ricordi. Ed i report sul blog ;-)

Le mappe dell'itinerario, per chi cercasse idee per un giretto simile al nostro:






La 'collezione' dei passi, con foto, mappe e report, invece è QUI  😉


Allonsanfan... e vaccinati!


Noi siamo ancora all'assurdità che quattro amici vaccinati non potrebbero andarsene in vacanza assieme con la stessa auto (ma possono convivere nello stesso appartamento... SenzaSperanza è davvero un Fenomeno 😝 ), e abbiamo milioni di no-vax, scettici o attendisti che rischiano di far rifermare il Paese.

Il buon Macron ha compreso molto bene come INCENTIVARE la vaccinazione: senza Green Pass non vai al bar, al ristorante, su un treno. Vedi come aumentano in fretta i vaccinati!

SenzaSperanza non può arrivarci, spero che qualcuno più intelligente e capace di lui (Draghi? Sileri?) glielo metta chiaro in zucca: se i contagi della variante Delta aumentano esponenzialmente, ma i vaccinati non rischiano più di un raffreddore, NON si può più fermare l'Italia

Va ridotto, invece, lo spazio per i no-vax e gli attendisti: la loro cocciutaggine antiscientifica e la loro inerzia non può più essere una palla al piede per tutti gli altri italiani, per l'industria turistica e culturale, per la libertà di movimento, per l'economia in generale.

Allonsanfan 😉

sabato 3 luglio 2021

Le Ducati che NON perdono i bulloni :-)

Dopo tagliando annuale e cambio-gomme, bisogna subito fare un giretto per controllare che il buon meccanico abbia stretto bene tutti i bulloni 😁. Questo è il semplice giretto di prova (circa 300 chilometri, a/r da Ravenna) nel quale abbiamo anche compreso un tratto di sterratino, da Pereto-Palazzo fino a Balze, per verificare meglio il serraggio.

Beh, i ragazzi di Moto Europa sono stati bravi, neppure una vite persa 😆😆😆

E il nostro Appennino si dimostra sempre bello e divertente. Era un po' che non ci fermavamo in cima al monte Fumaiolo: mi è dispiaciuto vedere che il Rifugio Biancaneve sia stato abbandonato, ma al contrario è stata una bella scoperta vedere la proposta gastronomica (anche il banco formaggi e affettati in vendita) del Bar Rifugio Ristorante Lo Scoiattolo.








lunedì 21 giugno 2021

Un piacevole e rilassante w-e in Carnia

Sabato 19 e domenica 20 giugno 2021. Finalmente Claudia ed io, nello slalom tra restrizioni, maltempo, impegni e vaccinazioni, abbiamo la possibilità di montare le borse laterali della Multistrada per farci un fine settimana a zonzo tra le strade storte e ripide.

E siccome ci vogliamo rilassare, lontano da traffico e smanettoni del w-e, anzichè le Dolomiti scegliamo la Carnia.

Primi tornanti gustosi, dopo la pianura, sono quelli in galleria del Passo San Boldo. La 'strada dei 100 giorni', perchè quando gli Austriaci decisero che quel tracciato era strategico per la loro guerra, imposero di finirla in quel misero lasso di tempo.

Subito dopo Sospirolo, poi, c'è lo splendido Vallone del Mis, con il suo lago, le sue gole, i paesi abbandonati.

La Forcella Aurine, che ci porta ad Agordo, è invece solo il preludio per il divertente Passo Duran, dove ci fermiamo a rifiatare con un ottimo taglierino ed un bicchiere di vino.

Ma il sabato è tutt'altro che finito: affrontiamo prima il Passo Cibiana, poi il divertentissimo Passo Mauria. Poco dopo Sella Corso affrontiamo la ripida salita per il Passo Pura, che regala viste meravigliose sulla valle. Raggiunto Sauris (con qualche accenno di temporale in arrivo) non ci facciamo intimidire da cartelli di strada chiusa e 'sbuchiamo' comunque in Val Pesarina per poi raggiungere l'Hotel Bellavista di Ravascletto.

E' la seconda volta che ci fermiamo qui. E l'accoglienza è sempre di ottimo livello, non a caso espone l'insegna di Moto Hotel.

Dopo una bella passeggiata in paese, la cena nella grande terrazza panoramica si rivelerà davvero squisita: vi consiglio la spalla di vitello con i porcini. Ed anche il gelato con i lamponi caldi. Una serata davvero notevole.

La vista salendo al passo Pura

Domenica 20 giugno. La colazione, servita sempre in terrazza, è allo stesso livello della cena. Il Bellavista ci ha davvero coccolati.

Ora però vogliamo coccolarci con i tornanti. Volendo salire allo Zoncolan dallo stesso versante scalato quest'anno dal Giro d'Italia (di solito lo facciamo al contrario), raggiungiamo Sutrio, e poi... Zoncolan!

E' presto. C'è poca gente... addirittura la strada che scende ad Ovaro ha pure un cartello che la indicherebbe come chiusa al traffico, ma chi sale ci tranquillizza... il panorama offerto dalla cima del Monte Zoncolan è di quelli a 360 gradi. Difficile ripartire.


Anche il TomTom, dove avevo caricato una rotta... non riparte... cioè, funziona, ma la rotta non c'è più 😔... vabbeh, andiamo a memoria. Che non è la stessa cosa, infatti dopo Sella Chiampon (in mezzo ad una natura selvaggia e con una strada che... quella dello Zoncolan a confronto è un'autostrada 😅) ci facciamo 'prendere' dalla voglia di guidare e saliamo a Sella Chianzutan nonostante sia da tutt'altra parte rispetto a casa :-)

Decidiamo quindi, per non fare tardi (e per paura di trovare molto traffico poi in zona Romea e Lidi ferraresi e ravennati, di 'saltare' le più lente Forcelle di Pala Barzana e Piancavallo, e di cominciare a scendere subito verso la pianura.

In realtà potevamo prendercela più comoda... per strada non c'è nessuno. Ci chiediamo cosa sia sccesso (un fortunale a mezzogiorno sulla costa? Un'invasione aliena?) poi scopriamo, da 'strani' italiani che non seguono il calcio, che per domenica 20 giugno, alle 18, la Nazionale avrebbe giocato contro il Galles... quindi alle cinque del pomeriggio le strade erano già pressochè deserte 😆.

Bene, ogni tanto una partita di calcio fa piacere... per potersi muovere in libertà.