Strage di militari italiani in Iraq.
Gattostanco, filoccidentale da sempre, ma con il prosciutto sugli occhi mai!
Qualche giro a zonzo tra le Alpi Marittime con una Futura (settembre 2003)
Le Gorges del Verdon sono fantastiche.
Me lo avevano assicurato tutti quelli che c'erano già stati, ma dal vero... lo sono di più :-)
Non è possibile, infatti, raccontare la maestosità delle voragini create, nel tempo di ere geologiche, dall'acqua che ha eroso la roccia. Sono troppi i punti nei quali è d'obbligo fermare la moto, metterla in equilibrio sul cavalletto e godersi il panorama. Ogni dettaglio merita un momento. Ogni ombra nasconde un anfratto, un gioco di erosione dolce o di fragilità sgretolata.
E percorrere entrambe le "coste" richiede quasi un giorno intero.
Ma la Route des cretes (sulla destra mi pare, cmq dalla parte di La-Palud) e l'intero itinerario sulla riva opposta non possono assolutamente mancare nella "bacheca mentale delle cose belle" di ogni mototurista che si rispetti :-)
Le strade alpine della Francia, poi, sono sempre uno spettacolo, per il motociclista. Radi paesi e molte curve. Pochi limiti idioti e tante distese di boschi, oppure di lavanda, oppure di prati riarsi dal sole.
Non male il Colle della Lombarda per entrarvi e altrettanto divertente il Colle dell'Agnello per il rientro in Italia.
Anche alcune valli del Cuneense, che ho percorso in questi giorni, meritano l'attenzione dei motociclisti, valle Maira su tutte.
E forse ne meritano ancora di più alcune strade di attraversamento in quota (Colle di Sampeyre e Vallone dell'Elva, oppure Colle della Fauniera e Vallone dell'Arma), dove si viaggia solitari su strade strette, tortuose, ombreggiate oppure a strapiombo sulle gole intagliate dai ruscelli. Poi si scollina in quota sempre circondati da marmotte, scoiattoli, aquile... e quiete.
Pochi gli automobilisti incontrati. Forse più numerosi i ciclisti.
Pochi anche i motociclisti. Qualche austriaco, tedesco, olandese. In quota, francamente, non ricordo nessun italiano.
Insomma, un paio di migliaia di chilometri in sella ad una Futura non solo non stancano, ma fanno proprio stare bene ed assaporare la vita :-)
L'estate è proprio finita...
L'ITINERARIO
Valle Stura: dopo Vinadio si sale a destra per il Colle della Lombarda. Strada stretta, ma bella, prima in mezzo al bosco, poi in mezzo ai prati e alle rocce (e alle fortificazione di confine).
Si scende a Isola 2000 (il solito orrore dovuto alla moda dello sci a tutti i costi) e poi per strada molto veloce (larga, rettilinei e curvoni) ad Isola.
A Isola ho voltato a sinistra per Saint-Souveur-Sur-Tinee e poco prima di questa località, a destra per Roubion e Valberg.
Si tratta di un tratto della Route des Grandes Alpes (con il Col de la Couillole) che avevo saltato anno scorso, preferendo salire fino al Col de La Bonnette.
A Guillames, poi, tenendo direzione sud-est, la strada conduce direttamente al Lac de Castillon e poi alle Gorges du Verdon.
Sono tutte strade di montagna: si affrontano altri colli meno noti, ma si tratta sempre di strade divertenti. Boschi, preti, pochi paesi aggrappati alla roccia, gallerie e strette strade intagliate nella montagna. Spesso strade lente, dure, ma comunque mai banali rettilinei senz'anima.
Dopo essermi goduto le vedute delle Gorges del Verdon sono ripartito da La-Palud-sur-Verdon in direzione nord.
Mi sono diretto verso Estoublon, Mezel, Digne-Les-Bains. Strade disegnate apposta per i motociclisti, credo.
Prima boschi, poi altipiani coltivati a lavanda. Campi di lavanda profumata a perdita d'occhio. E che profumo nell'aria!
Pochi i rettilinei: strade dolci oppure tormentate, ma sempre in grado di farti sentire il ritmo della strada.
Questa Francia è meravigliosa in moto: chilometri e chilometri senza case, industrie, infrastrutture e limiti assurdi, ed i pochi abitanti concentrati in qualche raro paesone rurale.
Abbiamo poi proseguito in direzione nord per La Javie, Le Vernet fino al Lac-de-Serre-Pocon ed abbiamo infine riagganciato la Route des grandes Alpes a Guillestre, da dove abbiamo seguito le indicazione per il Colle dell'Agnello.
Per quanto riguarda le Valli Occitane cuneensi: a me è piaciuta moltissimo la Val Maira. Altrettanto belle le attraversate (Vallone dell'Arma, Colle della Fauniera, Colle di Sampeyre). Ma per scegliere (come giustamente scrive Pirsing, basta sfogliare l'atlante e scegliere le strade più storte).
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| Colle della Lombarda |
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| Guillames |
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| Le Point Sublime |
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| Le Gole del Verdun |
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| Le Gole del Verdun |
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| L'Hotel Le Guil Azur a Ville Vieille |
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| Il Colle dell'Agnello |
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| Pian del Re |
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| Chiappera |
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| Dronero |
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| Colle Fauniera |
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| Bergemolo |
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| Bergemoletto |
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| Entracque |
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| Barolo |
La Futura ha dimostrato ancora una volta di essere una moto polivalente: comodissima anche in due e a pieno carico. Sempre sicura: anche quando si inchioda perchè dall'altra parte di una strada strettissima si incontra un camper "imprevisto".
Quando hai voglia di prendere un ritmo un po' più allegro: beh, non si tira mai indietro :-)
E quando ti fermi da qualche parte gli altri motociclisti se la vengono a guardare e commentano positivamente sorpresi... (mamma Aprilia... ma non è che hai sbagliato a porla sul mercato o la campagna commerciale... dal vivo l'apprezzano tutti e manifestano sorpresa!).
Qualche chilometro sulle Alpi prima di I.R.I Dolomiten Tour 2003
Lunedì 9 giugno 2003: caricare la moto e partire per le Alpi.
In giugno ci sono meno turisti, meno camper, meno pullman. La luce del giorno svanisce molto tardi, e i prati fioriti hanno ancora tutti i colori della primavera.
Senza una meta immediata, solo con l'appuntamento di un I.R.I. Dolomiten Tour con base a Moena quattro/cinque giorni più avanti...
la A22 mi permette di giungere velocemente in vista dei monti. Non ho fretta, esco ad Affi per godermi il lungo lago. Ma dopo pochi minuti mi pento: troppo traffico, troppo poche le curve.
Passate Torbole e Riva mi dirigo per la Val di Ledro, poi per la Val Caffaro e imbocco il bellissimo Passo di Croce Domini, senza farmi intimorire dal cartello passo chiuso. In effetti i lavori, verso la cima del passo, ci sono, ma si passa su un semplice sterrato.
Il Gavia, invece, mi respinge. Pur facendo finta di non vedere il segnale di traffico interrotto, mi trovo la via sbarrata da una frana, una ruspa e, insieme ad alcune Multistrada inglesi, sono costretto a tornare verso Ponte di Legno. Allora passo il Tonale, mi porto su Cles e imbocco la nuovissima strada che porta direttamente in Val D'Ultimo.
Prati, laghi azzurrissimi e boschi. I paesi, piccoli e non troppo sfruttati turisticamente, sono tranquillissimi ed inseriti nel territorio. Trovo una stanza al Post di San Pancrazio... domani mattina voglio dirigermi sullo Stelvio!
Martedì mattina. Colazione con uno splendido piatto di speck appena tagliato solo per noi. E mi porto a Glorenza evitando per bene autostrade e superstrade.
Da Glorenza (bel borgo medioevale) si entra in Svizzera tramite la verdissima Val Mustair, un mare di pascoli con le cime innevate tutt'attorno!
Prima di giungere a Valchiava imbocco l'Umbrail Pass. Come avevo già potuto constatare lo scorso settembre (anche se in una giornata meno assolata) questa salita verso lo Stelvio è vera wilderness mototuristica. Oggi non riesco ad evitare molte soste per scattare qualche foto. Siamo solo Claudia ed io, una Futura, e la natura: il bosco, le montagne, il ruscello che scende spumeggiando di sasso in sasso. E ancora una volta il piccolo sterrato non mi fermerà!
Il Passo dello Stelvio: sempre lui, la banalità dei tanti negozi di souvenirs e la simpatia dei venditori ambulanti di wurstel e crauti... eppure l'annuale salita allo Stelvio è una sana prassi che non mi sognerei mai di abbandonare!
Mi telefona il Bonetti: Elena ed io abbiamo un paio di giorni di ferie, perchè non ci facciamo il Grossglockner prima di raggiungere gli altri di IRI a Moena, venerdì sera?. Beh, mi sembra una buona idea: ci si vede allo Stalle giovedì!!!
Giù per gli oltre 50 chilometri che portano a Trafoi, poi direzione Bolzano.
Ho di nuovo voglia di Dolomiti! Sconfiggo l'afa della piana bolzanina solo quando riesco ad imboccare la Val d'Ega.
Per la prima volta mi fermo al Lago di Carezza: quante volte ci sono passato accanto senza fermarmi, impaurito dall'enorme numero di pullman parcheggiati!!! Poi il Costalunga e, infine, la Val di Fassa, anch'essa ancora vivibile, ad inizio giugno. Trovo una stanzetta all'economicissimo Hotel Oswald di Canazei e mi concedo un'ottimo spezzatino di capriolo nel vicino ristorante dell'Hotel Scoiattolo.
A nanna presto e presto in piedi! Claudia ed io ce la giochiamo sempre con i ciclisti sull'essere i primi a far colazione... ma d'altronde è un peccato perdere tempo a poltrire. Chiuse le valige si riagganciano in fretta alla Futura e... pronti! Ci sono dei passi da queste parti? Sì, e alcuni non li ho ancora percorsi.
Il Fedaia è sempre piacevole, scendo fino a Caprile e imbocco il Colle di Santa Lucia per poi dirigermi al Passo Giau. Guidabile, immerso nei boschi prima, panoramico poi, il Giau merita di essere inserito tra i passi più belli da percorrere in moto!
Raggiunta Cortina inizio a scendere verso sud, perchè mi manca anche il Passo Mauria. Ed è un altro passo che merita. L'altitudine è certamente meno nobile dei mitici passi dolomitici, ma l'asfalto è perfetto e con un ottimo grip. I tornanti sono pochi e ben guidabili, le curve prevedibili e... godibilissime.
Anche un fermone come me si prende qualche confidenza allegra, ma il richiamo di un panino e di un bianchetto al Bar del passo, mi obbliga ad una sosta ai box.
Punto al cuore della Carnia: Forni di Sotto, Forni di Sopra, Sauris. Cerco di portarmi verso la Val Pesarina, ma trovo impercorribile la Forcella di Lavardzè e dirigo la Futura verso nord-ovest.
Valico il Passo di Monte Croce di Comelico e raggiungo Dobbiaco, dove trovo una buona sistemazione per la notte all'Hotel Moritz.
Ueilà! Siamo già di giovedì!!! Andiamo pure al Passo Stalle a beccare il buon Bonetti ed Elena. In realtà Claudia ed io siamo in netto anticipo e ci gustiamo il clima quasi balneare del lago di Anterselva.
Quando arriva la Kappona ci perdiamo, a causa dei saluti, la pole position al semaforo, e la salita in cima la dobbiamo fare dietro alle auto... beh, meglio, così non comincio subito a dimostrare la mia fermosità.
In cima allo Stalle ci pappiamo dei wurstel notevoli, che ci fanno quasi dimenticare l'acquazzone che ci seguirà fino a Dollach.
A Dollach ritrovo la pensione Khann della fantastica Signora Gertrude, ma anche la splendida cucina ed i prezzi competitivi del ristorante dell'Hotel Zum Post.
Ma soprattutto il borghetto tranquillo, silenzioso, ordinato che si trasforma, all'indomani (e dopo la Somma Colazione di Frau Khann) in uno splendido trampolino per il Grossglockner.
A settembre scorso, durante il mio giro delle Alpi, avevo attraversato la Grossglockner HochAlpenstrasse in una giornata con un tempo pessimo: oggi, sul Grossglockner c'è un sole fantastico!!!
Già al primo colpo d'occhio, notiamo che i 17 euro di pedaggio sono ben spesi: gli addetti alla strada stanno ramazzando via il ghiaino portato dal temporale della notte!!!
Poi il ghiacciaio del Franz-Josef Hohe e, da-non-andar-più-via, l'Edelweiss Spitze, il punto panoramico più alto di tutto il massiccio... sembra di essere in cima al mondo... e tutt'intorno altre, splendide, montagne.
E poi la strada: in giugno sono ancora pochi i camper. Ancor meno i pullman.
E' il regno dei motociclisti: tedeschi, indigeni austriaci, belgi, tantissimi olandesi, qualche italiano.
Chiedo a Riky (nettamente più veloce di me) di fare l'andatura. Riesco (riesce) a non staccarmi. Arriviamo alla stazione d'uscita nord e, ovviamente, rigiriamo la moto e torniamo indietro... se non dovessimo essere a Moena per cena, credo che potremmo passare così l'intera giornata :-)))
Una stupida foratura ad un chilometro da Lienz azzoppa la Futura, ma un gommista stakanovista (ma caro, vergognosamente caro) mi rimette in moto per le due del pomeriggio! Entriamo in Italia per un panino scampa-temporale poi facendoci Falzarego, Valparola e Sella (non c'è bisogno di commenti, no?) raggiungiamo Moena e gli altri partecipanti ad IRI Dolomiten Tour.
Poi è solo la storia di uno dei tanti, come sempre bellissimi, raduni di I.R.I., il Dolomiten Tour 2003, dove non riesci mai a capire se è maggiore il piacere dei chilometri percorsi in gruppo o, molto più probabile, quello di rivedere vecchie faccie amiche :-)
Il report del D.T. 2003 lo ha già scritto Aldo su IRI-RADUNI... (pigrizia post rientro-al-lavoro...)... ma, non è che si possa organizzare un DTbis a luglio, un DTtris ad agosto e un DTquater a settembre???????
Ah, un'annotazione: scendere allegri dal Pordoi alle 8 di sera è stato fantastico: niente traffico, il ritmo dettato dai GS e dalle VFR di Bart e Bruno... e io che sono riuscito a non farmi distaccare... probabilmente Casadei e Rafagas cominciano a risentire dell'età :-DDDDDDDDDDDDD
Seconda annotazione: grazie all'Esimio Prof. Zorat, a Gianni e Luciana per avermi portato ad ammirare i(l) Serrai di Sottoguda (spero di non aver sbagliato troppi nomi... sto andando a memoria)... un canyon veramente pittoresco e sconosciuto.
Nota per i Futuristi: "Black Magic" è inconfondibile: al Passo Brocon, mentre ero con tutto il gruppo di IRI, mi si avvicina un ragazzo del posto e si presenta come un partecipante dl Forum di Motocorse: "ho visto una Futura nera con i cerchi oro... sei Gattostanco, vero?" Internet è un mezzo fantastico!!!
Lamps (ovviamente è un report riarragiato da quello preparato per IRI-raduni... scusate se qualche riferimento potrà essere incomprensibile a chi non è nel Club, ma non potevo mica scriverlo due volte...)
Il dettaglio del "giretto" IRI-DolomitenTour di sabato lo trovate alla pagina http://spazioinwind.libero.it/stefy_web/Dt2003/Adt.htm
Però c'è da considerare che, arrivati al Passo Valles, ci siamo divisi: chi aveva voglia di tornare abbastanza presto in albergo ha seguito l'itinerario della piantina, noi ci siamo "sparati" anche Giau, Falzarego, Pordoi :-)
Il rientro domenicale è stato nettamente più tranquillo: scesi per il San Pellegrino siamo poi risaliti verso il Fedaia passando dai Serrai di Sottoguda. Siamo poi tornati indietro facendo Colle di Santa Lucia, Forcella Staulanza e Cansiglio.
Dopo solo la pianura... il caldo... l'afa... e un gelato a Vittorio Veneto per vedere gli ultimi tre giri della prima, splendida vittoria di "cuor di leone romagnolo" Capirex sulla sua stupenda Desmosedici :-)))))
Lamps MoltoSoddisfatti :-)
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| ...salendo al Gavia... |
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| Val D'Ultimo |
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| Glorenza |
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| Val Mustair |
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| Dolomiti |
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| Fedaja |
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| Salendo verso il Giau |
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| Passo Mauria |
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| Monte Croce Comelico |
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| Valle di Anterselva |
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| La 'mitica' Pension Kahn di Frau Gertrude |
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| Marmotta al Grossglockner |
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| Edelweisspitze |
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| Grossglockner |
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| ...si rientra... |
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| Passo Manghen |
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| Passo brocon |
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| Serrai di Sottoguda |