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lunedì 27 agosto 2018

Demanio delle Opere Idrauliche della Regione Emilia Romagna. Una vergogna per Ravenna


Questo è l'argine dei Fiumi Uniti, che da Ravenna porta a Lido Adriano, proprio sul mare.

Un itinerario classico, per i ravennati. A piedi, camminando o correndo, oppure in bici, con la mountain bike o con le infradito e lo zainetto per andare al mare.
Lontano dai pericoli del traffico, godendo di un ambiente naturale molto bello a pochi passi dalla città.
Un itinerario che era adatto a tutti, anche ai bambini, visto che era largo un paio di metri con un manto stradale di stabilizzato di buona qualità.
Da anno scorso gli sfalci si sono fatti sempre più radi. La competenza su questo argine è del Demanio delle Opere Idrauliche della Regione Emilia Romagna.
Oggi pedalare o correre è pericoloso (quando si incontra qualcuno ci si deve buttare tra rovi, canne, spini degli acaci... e pure sgradevole, immagino ad esempio per una ragazza sola in mezzo a questa vegetazione fitta ed alta, che può nascondere chiunque).
Oltretutto le erbacce ed i rovi stanno prendendo possesso anche della sede di stabilizzato, ormai ridotta in alcuni punti ad un single track... distruggendo quindi il lavoro fatto anni fa.
L'unico tratto decente e ben tenuto è dove ci sono i capanni da pesca... segno che evidentemente le possibilità d'intervento ci sono. Allora viene da pensar male: privilegio per qualche capannista vip o antipatia per runners e bikers?
La Regione che dice?
E il Comune, che vuole promuovere l'uso dei percorsi ciclabili, proprio non riesce ad intervenire su questo ente regionale?
Questo itinerario si trova, online, tra i percorsi ciclabili consigliati per i cicloturisti... che figura ci facciamo?
Gattostanco

Ops... nel tratto (solo in quello) dove ci sono i capanni da pesca, la manutenzione è perfetta...
Si raggiunge l'Adriatico a sud di Lido Adriano


domenica 4 giugno 2017

MTB: percorso di Cancellino e anello fino a Seghettina

Il Percorso di Cancellino non è una novità, qui sul Blog. E' considerato un tracciato su una delle strade forestali più belle d'Italia. Inoltre è abbastanza lungo per 'valere' un'escursione di una giornata e lo spostamento in auto, ma non è difficile. Il tracciato è quello dell'antica ferrovia, oggi scomparsa, che portava il legname dalla Foresta della Lama fino appunto a Cancellino, sulla strada del Passo dei Mandrioli. Da qui, i tronchi venivano caricati sui camion e distribuiti alle segherie acquirenti.
Ovviamente, dovendo svolgere questa funzione, il tracciato non poteva essere troppo ripido nè con curve troppo chiuse, pena il fatto che la motrice della piccola ferrovia non avesse dei problemi.
Oggi c'è un bel fondo sterrato, a volte con molta ghiaia, a volte con qualche pozzanghera, ma è una meraviglia.
Da Cancellino (dove c'è abbondante spazio per parcheggiare l'auto) si sale per i primi due o tre chilometri fino al Passo dei Lupatti, poi è pressochè tutta discesa fino alla Lama.
Lungo il percorso ci sono anche delle fonti (la Fonte del Re, la Fonte delle Cavalle, la Fonte di Francesco) ed anche alla casa dei Forestali della Lama è possibile attingere ad acqua freschissima (lasciate perdere, se non siete appassionati di termalismo, l'acqua della sorgente solforosa!!!).
E' anche un percorso molto ombreggiato, il che, unito al fatto di un dislivello relativamente modesto (500 metri), lo rende un itinerario piacevole anche in piena estate, ideale per chi comincia o chi vuole godersi 40 chilometri (20 andata, 20 di ritorno).
Giunti alla Lama (nonostante una scivolata in discesa di Claudia, per fortuna senza grosse conseguenze) abbiamo avuto voglia di pedalare un altro po'. 
Dalla Lama siamo saliti con facilità fino al Poggio della Seghettina (circa 250 metri di dislivello). 
Dal Poggio abbiamo seguito la carraia (discesa molto ripida e fondo in parte con ghiaia un po' smossa) giungendo ad una sbarra e ad un ponte. Abbiamo 'tenuto la destra' e raggiunto uno stretto ponticello di legno nel bosco da dove comincia un sentiero single track in salita (pedalabile in parte se allenati, ma se si ha paura del fogliame e della pendenza... se ne fa una buona parte a piedi).
Abbiamo quindi raggiunto Seghettina di Sotto (con una sola casa ristrutturata e ben tenuta) e, salendo subito a sinistra, Seghettina di Sopra, dove partigiani e prigionieri liberati inglesi si rifugiarono negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale.
Un sentiero con tratti molto ripidi (anche con bici in spalla) ma molto bello, con dei tratti in crinale davvero panoramico ed esposto, ci ha ricondotto, piuttosto stanchi e accaldati, al Poggio della Seghettina, per tornare poi giù alla Lama e sul percorso di Cancellino ;-)
Un bel giro, anche se in parte fatto a piedi, che ci ha dato davvero soddisfazione :-)
L'album, con una decina di foto, è su FLICKR



sabato 11 marzo 2017

MTB: anello dal traghetto di S.Alberto al mare e ritorno

32 chilometri lontani dal traffico
Sabato 11 marzo. Da Ravenna raggiungiamo S.Alberto in auto, per evitare di pedalare su strade dritte e non particolarmente larghe, dove le auto sfrecciano veloci. Passato tutto il paese, lasciamo l'auto nel piccolo piazzale del traghetto sul Reno, e alla modica cifra di un euro a testa (bici compresa) in men che non si dica siamo sull'argine nord.
Dal traghetto di S. Alberto alla statale Romea (quindi in direzione della costa) l'argine è sterrato ed è vietato al transito dei veicoli motorizzati.
Il traghetto di S.Alberto
Pedalando in direzione della costa, a destra si ha il fiume Reno, mentre a sinistra ci sono le Valli di Comacchio, un ecosistema di acqua a perdita d'occhio, così come numerosissimi sono gli uccelli che meriterebbero una macchina fotografica con un teleobiettivo decente...

Questi sono anche i luoghi della 'trafila romagnola' di Garibaldi, quando, nel 1849, in fuga dopo il rovesciamento della Repubblica Romana a causa dell'intervento francese a fianco dei papalini, gli austriaci gli davano la caccia. I patrioti romagnoli, appunto, riuscirono a proteggerlo e, a rischio della vita, ad accompagnarlo dalla costa ravennate fino al sicuro nei confini del Granducato di Toscana. Qui, però, a poche centinaia di metri da quest'argine, morì Anita.
Raggiunta la Statale Romea, si seguono le indicazioni per il tracciato dedicato alla MTB (MTB 4), che permette di percorrere il ponte in posizione protetta all'interno del guard rail, poi di passarci sotto, in direzione Casal Borsetti.
Noi seguiamo tutto l'argine fino al poligono militare di Foce Reno (il cartello che indicava la svolta per Casal Borsetti lo avevamo visto, ma eravamo curiosi di vedere fin dove si poteva arrivare), poi, appunto, torniamo un po' indietro e ci dirigiamo verso questa piccola località turistica. E lo facciamo gustandoci anche gli stradelli all'interno della pineta e la possibilità, tutta invernale, di arrivare fino in una spiaggia decisamente deserta.
Arrivati al porto canale di Casal Borsetti, lo attraversiamo sul caratteristico ponte pedonale in legno e acciaio, e ricominciamo a pedalare verso l'interno. E' il Canale di Bonifica Destra Reno, che ci porterà, praticamente senza alcun contatto con il traffico, fino quasi a Sant'Alberto.
Attraversato il paese siamo di nuovo all'auto.
Qualche FOTO in più in questo ALBUM pubblicato su Facebook

domenica 26 febbraio 2017

MTB: Verghereto, Valsavignone, Passo delle Gualanciole

Domenica 26 febbraio. C'è il sole e non è neppure freddo, in pianura, ma sugli Appennini è nevicato tra il venerdì ed il sabato precedenti. Infatti, noi che, ottimisti, volevamo percorrere la forestale di Cancellino, ci siamo trovati non solo la neve, ma un tracciato davvero troppo ghiacciato... ci sarebbero voluti i chiodi :-)
A Cancellino non scarichiamo neppure le bici, e scendiamo fino a Verghereto e a Le Ville... parcheggiamo l'auto a cinquanta metri dall'Area di Servizio Verghereto sulla E45 e pedaliamo lungo il tratto abbandonato della Tiberina, in direzione Valsavignone (vedi report della settimana scorsa in moto).
Questa era la strada che, fino a 40 anni fa, tutti percorrevano (camion compresi) per raggiungere Perugia e Roma provenendo dalla Romagna... oggi questo unico tratto tra l'Area di Servizio Verghereto ed il paese di Valsavignone, di circa cinque chilometri, è completamente abbandonato, e la natura si sta riprendendo lo spazio che l'uomo ha riempito di asfalto, guard rail e parapetti, terrazzamenti e segnali stradali.
E' un breve percorso che conosciamo bene, perchè nonostante sia vietato al traffico veicolare, in moto, a passo d'uomo, passiamo spesso. In mountain bike è altrettanto coinvolgente, perchè si è ancora più lenti, in salita, e si ha più tempo per guardarsi attorno... poi c'è il silenzio. I viadotti della E45, lì a fianco, rendono bene l'idea della differenza tra questa strada guidata ed una moderna (pur con tanti problemi) superstrada votata alla velocità ed all'annullamento di ogni curva imposta dalla orografia del territorio.
Laggiù i viadotti della E45
Raggiunta la frazione di Valsavignone, anzichè proseguire in direzione Pieve Santo Stefano, svoltiamo a destra cominciando a salire verso il Passo delle Gualanciole... sono una decina di chilometri per un dislivello di 450 metri. Molto regolari. I primi 5 chilometri sono asfaltati e con traffico zero.
Dopo, l'asfalto lascia spazio ad una strada forestale sterrata ma ben messa. Per chi è allenato si tratterebbe solo di scegliere a quale velocità salire, per chi è, come noi, alla fine di un inverno, con poco allenamento e qualche chilo di troppo, beh: diciamo che è un buon allenamento :-)
Raggiungiamo Casa Gualanciole, che sembra essere un centro ippico estivo, oggi quindi chiuso ma molto ben curato, e continuiamo a salire fino al passo, dove troviamo ancora qualche traccia di neve, il che rende tutto più coinvolgente.
Si rientra per il percorso di andata. Sono stati in tutto circa 25 chilometri, con un dislivello tutto sommato limitato a 500/550 metri... un buon allenamento di fine inverno ;-)
L'album con le foto e la mappa è, come sempre, su FLICKR: qui 

sabato 26 settembre 2015

MTB: la Ciclovia Destra Po

La Ciclovia Destra Po è un facile percorso di 120 chilometri che va da Stellata (frazione del Comune di Bondeno) a Gorino, dove il Po sfocia nell'Adriatico con il ramo di Goro.
In una giornata di fine settembre, non particolarmente calda e assolata, abbiamo deciso di portare le bici fino ad Ariano Ferrarese, per poi risalire il percorso della Destra Po per una quarantina di chilometri, in modo da completare più o meno un terzo dell'itinerario.
moscerini
Ad Ariano troviamo, infatti, oltre ad un bar per un caffè, anche un parcheggio tranquillo dove lasciare l'auto e scaricare le bici. La ciclovia è ben tabellata, e ad Ariano sono presenti ben due rampe per accedere alla pista sull'argine... da segnalare anche la presenza di una piccola ma ben curata area di sosta con tavolo coperto e fontana per riempire le borracce.
Cominciamo a pedalare con calma, anche perchè sono i primi chilometri che Claudia effettua con la sua Bottecchia nuova, ed un paio di volte ci fermiamo per qualche regolazione all'altezza ed all'avanzamento della sella.
Pranzo all'altezza di Guarda
Per un po' siamo sul ramo del Po di Goro, ma a Serravalle il Po ritorna ad essere i più imponente dei fiumi italiani. Passiamo Berra, Cologna e Alberone... essere sull'argine ci consente di osservare il panorama della pianura, oltre che a quello offerto dal fiume quando non è nascosto dai pioppi... 
La cosa davvero antipatica è che cominciamo ad incontrare sciami molto folti di moscerini... migliaia, milioni di formiche volanti che ti si appiccicano e ti si infilano un po' dappertutto. Con il trascorrere dei chilometri la cosa si fa sempre più fastidiosa, perchè per non inghiottirli occorre anche ridurre al minimo le chiacchiere o le battute.
A Guarda troviamo dei lavori in corso sulla ciclovia ed è necessario scendere sulla strada provinciale. Il traffico comunque non è intenso, e raggiungiamo l'area di Mulino del Po, nei pressi di Ro. C'è un po' troppa gente e troppe auto... poi la posizione, francamente, ci sembra assurda: è sotto la rampa del ponte che attraversa il fiume e porta a Polesella! 
Anche se non abbiamo raggiunto i 40 chilometri (i contachilometri ne segnano poco più di 36) decidiamo quindi di tornare indietro. 
A Guarda torniamo sulla ciclovia e ci fermiamo a pranzare con i nostri panini nel tavolino coperto (i moscerini lì sotto ci lasciano in pace).
Il ritorno, invece, dimostrerà come i neri sciami di questi insetti si siano moltiplicati... ce ne sono praticamente fino ad Ariano...
Conclusione?
Bella, rilassante, sicura, peccato che a fine settembre non si riesca nè a parlare, nè a respirare, a causa di nuvole di moscerini da far invidia al Lago Myvatn :-( ...di percorrere gli altri due tratti (quello nord e quello che porta alla foce) ne riparliamo sicuramente solo con il ghiaccio!

Il percorso e le info:

Qualche altra foto nell'album pubblicato su Google Foto: QUI

sabato 12 settembre 2015

MTB 11 - l'alta Valle del Tramazzo

Salendo al Tramazzo
Nella Guida degli itinerari in Mountain Bike, edita dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il percorso MTB 11 è dedicato ad un anello di 25 chilometri nell'alta Valle del Tramazzo, con partenza e arrivo a Tredozio.
Il colle del Tramazzo è su una strada provinciale sterrata aperta anche alle auto, ma in questo sabato mattina di metà settembre, non vediamo neppure un mezzo a motore, e incontriamo solo cinque o sei 'colleghi' in mountain bike... tranquillità totale, quindi :-) 
...verso Monte Collina
Ma veniamo al percorso, partendo dalla... partenza :-) ...a Tredozio: troviamo un alimentari che ci vende i panini, scarichiamo le bici dalla C-Max e... via.
Seguiamo la strada che sale al valico del Tramazzo, che infatti dopo qualche chilometro diventa sterrata. Poco prima del valico troviamo la Ripa di Saverio: punto panoramico a 940 msl...
...si scende
Si svolta a sinistra seguendo per Monte Collina... un bellissimo single track in mezzo al bosco... poi raggiungiamo un'area pic-nic nei pressi della Fonte del Bepi... i Faggi giganti, sopra i tavoli in cemento, sono semplicemente meravigliosi!
La Fonte del Bepi è ad una cinquantina di metri sotto la strada.
Prima di raggiungere Monte Collina si svolta di nuovo verso nord... ed ora sarà praticamente tutta discesa per passare da Case Gherardini, poi raggiungere nuovamente Tredozio, completando così l'anello, percorso in circa 4 ore con tutta tranquillità, comprese le soste per le foto e per i panini.

Su Google Foto qualche immagine dell'itinerario: QUI
La mappa del percorso
La guida ai sentieri in MTB nel Parco delle Foreste Casentinesi:


venerdì 14 agosto 2015

Percorso di Cancellino e Passo del Vinco

Il Percorso di Cancellino (partenza appunto da Cancellino, nei pressi del Passo dei Mandrioli, nel Parco delle Foreste Casentinesi) è, d'estate, semplicemente meraviglioso, perchè praticamente sempre all'ombra ;-)
Andata e ritorno sono in tutto 40 chilometri. Il percorso è quello dell'antica ferrovia che collegava la Foresta della Lama a Cancellino, per il trasporto del legname, e questo garantisce pendenze sempre pedalabili ed affrontabili anche dai meno allenati, purchè pronti ad un po' di impegno e fatica, visto che comunque il dislivello è di oltre 600 metri, quindi i chilometri in salita sono tanti :-) 
Alla vigilia di Ferragosto, per evitare il caldo della Riviera, abbiamo affrontato il percorso di Cancellino, e lo abbiamo reso anche un po' più interessante salendo fino al Passo del Vinco (che dal crinale offre panorami bellissimi)... in tutto una cinquantina di chilometri... cinque ore in bici lontano da traffico, caos, rumore. Bello, rilassante, divertente (e consigliato)!



Al Passo del Vinco
Mappa del percorso
Qualche foto in più nell'album di FLICKR
https://www.flickr.com/photos/111231695@N04/albums/72157657289981115

La guida ai sentieri in MTB nel Parco delle Foreste Casentinesi:


mercoledì 29 luglio 2015

MTB 15 nel Parco delle Foreste Casentinesi

Contrassegnato come 'MTB 15', ecco un bel percorso ad anello in mountain bike nel Parco delle Foreste Casentinesi: Tre Faggi - Celle - Pian del Grado - Poggio Bini - Pian delle Fontanelle - Passo della Calla - Campigna - Tre Faggi
L'itinerario, come chilometri è corto (24 chilometri) ed anche il dislivello non è elevato ... purtroppo alcuni tratti non sono pedalabili (soprattutto prima e dopo Poggio Bini) soprattutto a causa dell'incuria e dei troppi rami e tronchi sul percorso... ...ma sono cinque ore davvero belle, con panorami mozzafiato e, soprattutto, non visibili in altro modo :-)
Il punto di partenza è tra Corniolo e Campigna, sulla strada statale, nella piazzuola di fronte alla strada ghiaiata che porta all'Agriturismo Il Poderone.
Foto e commenti in questo album pubblicato su Google Foto: QUI
L'itinerario
La guida ai sentieri in MTB nel Parco delle Foreste Casentinesi:


martedì 4 novembre 2014

MTB 7: lo splendido percorso di Cancellino

Per chi non abita troppo distante dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, presento qui sul blog un bellissimo itinerario su una pista forestale di 20 km (da ripercorrere al ritorno) con circa 5/600 metri di dislivello.
20 chilometri (+ 20 per il ritorno) davvero belli. Percorso facile (anche con un po' di fango) con 5/600 metri di dislivello
Erano 15 anni che Claudia ed io non andavamo in mtb in collina (abbiamo ripreso a pedalare quest'estate, ma fin'ora solo pianura) e il Percorso di Cancellino è davvero adatto a riprendere confidenza: il tracciato è ottimo, ed anche un po' di fango non mette in apprensione, ma rende più avventurosa la giornata (e poi, su questa pista forestale, le moto NON possono circolare, quindi...):
Un po' di fango sulla bici nuova di Claudia :-)

Nei pressi del Passo dei Lupatti

Animali pericolosi sono possibili a Pian della Saporita :-)
A parte un breve tratto iniziale, tutta l'andata, fino alla Foresta della Lama, è in discesa. Ma poi, ovviamente, bisogna considerare che bisogna risalire. Niente di difficile, ovviamente, ma per noi biciclanti di pianura, bisogna prendere confidenza con la salita costante... e allora, prima di cominciare il tragitto di ritorno, meglio rifocillarsi :-)
Sosta-pranzo nei pressi della sorgente solforosa (l'acqua termale farà anche bene, ma preferiamo pasteggiare con quella delle nostre borracce) 

Dopo essersi rifocillati, la salita è un po' meno dura :-)

L'autunno nel Parco delle Foreste Casentinesi

Faggio della Fonte

Fonte delle Cavalle

I colori dell'autunno
Qualche altra foto del giro sul relativo album su Google Foto.
Informazioni ed il file GPX relativo a questo itinerario sono disponibili sul mtb-forum
che pubblica dati e descrizioni di migliaia di altri percorsi. Consigliato :-)

La guida ai sentieri in MTB nel Parco delle Foreste Casentinesi: