Visualizzazione post con etichetta Nockalmstrasse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nockalmstrasse. Mostra tutti i post

domenica 27 marzo 2022

E anche l'Austria si piega al populismo. Forse è ora di appendere il casco al chiodo...

La società che gestisce le più belle alpenstrasse austriache (Grossglockner, Nockalmenstrasse, Gerlosstrasse e Villacher) ha annunciato l'introduzione del limite di 70 all'ora. E' il segnale che anche l'Austria si piega al populismo imperante, cioè la 'punizione preventiva' di tutti gli utenti della strada, a causa dell'incapacità, da parte delle Forze dell'Ordine, di colpire e fermare chi non rispetta le normali regole della circolazione e di convivenza.

Limiti bassi per tutti, significa, così, mettere fuori legge anche automobilisti e motociclisti prudenti e 'normali'.

Se è ovvio, infatti, che in certi tratti i 70 all'ora non si raggiungano neppure, da parte di chi abbia un po' di sale in zucca, è evidente che in altri punti delle strade i 100 siano una velocità normale, e raggiunta da tutti, anche i mototuristi tranquilli e prudenti, per superare un camper o un'auto più lente, ad esempio, togliendosi in fretta dalla corsia opposta.

Fino ad oggi portavo l'Austria ad esempio per chi, come me, ama essere in regola e rispettare i limiti. Non ho mai trovato limiti inutilmente bassi o chilometri e chilometri di linee continue incomprensibili di fronte a rettilinei senza attraversamenti, come succede fin troppo spesso da noi in Italia (poi, da noi, i controlli sono rari e molti se ne fregano). E quando c'è un imposizione, la persona intelligente ne riconosce immediatamente l'esigenza (il paesino, l'incrocio, la curva...). In questo modo guidare era bello e rilassante, perchè stai nelle regole e all'interno dei limiti fissati, senza però rinunciare ad un ritmo divertente che ti consente di divertirti in moto, in sicurezza.

Ed i cretini, in moto o in auto, che corrono, non sono pericolosi perchè fanno i 95 all'ora in un rettilineo... chi corre raggiunge velocità ben più elevate, sorpassa in curva, sfida la tenuta delle proprie gomme in curva.

Porre dei limiti inutilmente bassi, in definitiva, punisce i motociclisti e gli automobilisti più prudenti e coscienziosi, quelli che, di solito, le regole le rispettano e vorrebbero continuare a farlo. Li rende tutti sanzionabili, parificandoli quasi a quelli che hanno provocato questi provvedimenti con la propria imprudenza

Se anche lì, sulle più belle alpenstrasse, che sono dei veri e propri parchi-gioco per gli amanti delle due ruote (con tanto di biglietto per nulla economico), cominciano con questi limiti assurdi (assurdi, sì, perchè oggi le auto e le moto moderne hanno freni, abs, radar molto più evoluti di 30 anni fa) e totalizzanti (perchè non si tratta più di mettere in sicurezza un incrocio, un tratto esposto, gli attraversamenti pedonali, ma imporre una velocità estremamente moderata ovunque), io dopo aver collezionato almeno venti-trenta gustosi biglietti, tra il al Gross e le altre alpenstrasse (e di week end passati da quelle parti), la chiudo qui. 

Se non mi devo godere la strada (mica correre, perchè chi mi conosce sa che sono molto tranquillo, e poi sono sempre con passeggera e valigie, quindi la prudenza è necessaria) senza stare in ogni momento a guardare il tachimetro, è arrivato il momento di dire basta.

Basta anche alle alpenstrasse austriache, così come basta al Tonale e al Bondone, dove dei leghisti incompetenti e populisti, hanno posto il limite dei 60 solo per le moto, rendendo chi, come me, vuole stare nelle regole, addirittura un bersaglio per chi viaggia in auto o in camper. 

Basta come il passo del Tramazzo, sterrato, dove per togliersi qualsiasi responsabilità, gli amministratori della Provincia di Forlì, hanno messo il divieto alle moto...

A questo punto meglio muoversi in auto, che almeno non soffri il caldo, il freddo, la pioggia... sarà l'età, sarà che avrei voglia di 'stare nelle regole', ma con regole intelligenti e rispettabili, invece... mi trovo in una società che non punisce chi non rispetta le regole intelligenti e di buon sensoi, e allora le inasprisce per allontanare da sè la responsabilità di non essere riusciti a farle rispettare... 

Davvero, basta. Non sopporto più. 

Mi sa che presto mi comprerò un cappello, un'auto infarcita di gadget elettronici per vincere la sonnolenza e la noia del traffico, e poi il casco lo appendo definitivamente al chiodo.

Addio Nockalmenstrasse?


domenica 29 settembre 2019

Le Alpi ad inizio autunno

Mappa dell'itinerario
Sabato 21 settembre. Come sempre, odiando il caos, la folla, il traffico, scelgo di fare una settimana di ferie a settembre. Negli anni, qualche volta il maltempo è arrivato puntuale con l'autunno, altre volte mi è andata bene, regalandomi giornate meravigliose, assolate e, soprattutto, strade deserte ed alberghi e ristoranti poco chiassosi. Questa settimana del 2019 è stata mediamente buona... le temperature si sono abbassate parecchio rispetto alla settimana precedente, ma di pioggia, sulle Alpi, abbiamo preso un paio di mezze giornate...
Sabato mattina, dicevo. Ce la prendiamo con calma perchè a Ravenna ci sono meno di 9 gradi, ma alle 8 esatte la Multistrada molla gli ormeggi.
Il traffico sulla Statale Romea è davvero scarso, ma il freschino aiuta a non correre troppo, restando quindi nei limiti e a non dover temere l'onnipresente sguardo torvo dei tanti autovelox.
Anche l'odiatissima tangenziale di Mestre è tranquilla, ma i sogni di un trasferimento tranquillo svaniscono poi sull'autostrada: la A4, fino alla diramazione per Udine, è tutto un cantiere, con file spesso ferme... perdiamo un bel po' di tempo, nonostante in molti ci lascino lo spazio per passare (a passo d'uomo) tra le due file ferme.
Prima di Moggio Udinese usciamo dall'autostrada e imbocchiamo la SP112 della Sella di Cereschiatis... chilometri e chilometri nei quali non incontriamo praticamente nessuno. Bello!
Pochi chilometri dopo il passo, anzi: la Sella, troviamo una spianata verdissima... d'inverno ci fanno sci di fondo, ed il bar-ristorantino 'Casa del Fondo - Sette picche' si rivela avere un'ottima, davvero ottima cucina. Il bis di è davvero notevole, anche per l'originalità della proposta. Poi uno strudel e via... dopo che ci hanno informato della riapertura del Pramollo (che era chiusa per lavori in settimana).
Il Passo del Pramollo in Multistrada è molto divertente, scendiamo a Hermagor e presto risaliamo tra le montagne affrontando il verdissimo WindischeHohe (1110 metri).
Goldeckstrasse
Poco dopo svoltiamo a sinistra in direzione Stockenboi. Il Moschbacher Boden Sattel (1116 m.) non è purtroppo tabellato, ma la strada è davvero bella. A Stockenboi si imbocca la Goldeckstrasse, che offre panorami notevoli, ma asfalto e servizi sono un po' sottotono rispetto agli 8,5 euro richiesti (seppur comprensivi dell'adesivo)...
Scendiamo in valle a Partenion, e prima di arrivare a Villach imbocchiamo la divertente Krastaler Strasse (anche qui, purtroppo, manca la tabella del Krastaler Sattel, 654 metri). Vista l'ora ci fermiamo a Feld am See... siamo fuori stagione, ma il Lindenhof Hotel, per quanto un po' caro, è aperto ed offre un riparo al calduccio, in garage, per la Multistrada. La cena è davvero notevole, peccato che soprattutto le bevande abbiano prezzi davvero eccessivi. Peccato.


Mappa dell'itinerario
Domenica 22 settembre. La colazione al Lindenhof merita comunque le quattro stelle dell'albergo, e partiamo per affrontare il freddo della mattina con una bella carica di calorie e proteine... passiamo Bad Kleinkirchheim e ad Ebene Reichenau svoltiamo in direzione Hochrindl. Da lì scendiamo fino a Deutsch-Griffen lungo la Almenstrasse, la strada delle fattorie. In effetti qui l'Austria è bellissima, verde, tranquilla, rilassante. Non è però una strada a pagamento, e neppure adatta a correre. Torniamo sui nostri passi fino all'Hochrindl gustandoci i panorami offerti.
Hochrindl 
Questa volta a Ebene Reichenau ci dirigiamo alla Nockalmstrasse, in assoluto una delle mia strade preferite. Purtroppo è domenica, ed il freddo ancora pungente non ha fermato auto e qualche pullman. Ma è comunque fine settembre, e gli spazi per divertirsi tra questi meravigliosi tornanti ci sono tutti. Raggiungiamo il casello nord e torniamo indietro... ci fermiamo per una sosta a 'Silva Magica', l'area dedicata ai segreti della natura, con un percorso circolare di creazioni artistiche ed una baita che ospita la mostra gratuita sulla foresta, poi riprendiamo la Multistrada, anche se dalla Nockalmstrasse è un peccato uscire: è un vero e proprio parco giochi per noi motociclisti.
Tornanti della Nockalmstrasse
A Gnesau ci fermiamo in una trattoria a scaldarci con una zuppa tradizionale, poi a Oberboden svoltiamo a sinistra in direzione Stadt. Questa è una strada molto bella, e darebbe anche la possibilità di salire in cima alla Gerlitzen Gipfelstrasse... in realtà ho visto sul web che arriva ad una moderna stazione sciistica, quindi questa volta 'passo oltre' e niente Alpenstrasse.
Ripercorriamo il (purtroppo non tabellato) Krastaler Sattel e poi ci dirigiamo verso il WindischeHohe passando da Kreuzen (non senza una sosta alla fontana dello splendido casello).
Kreuzen
Scesi dal WindischeHohe andiamo diretti verso Kotschach-Mauthen, da dove la strada sale verso il Passo di Monte Croce Carnico (PlockenPass). Qui, tra le strutture abbandonate delle vecchie dogane, ci prendiamo un caffè italiano e scendiamo in Carnia. A Sutrio svoltiamo verso la Val Pesarina, e a Ravascletto troviamo un'ottima ospitalità all'Hotel Bellavista, che in zona funge da punto 'biker' per molte catene europee di motociclisti.

A fine settembre gli ospiti non sono molti, quindi ceniamo vicino al camino anzichè nella più dispersiva sala da pranzo.... cjarsons quasi dolci e frico, con una buona bottiglia di rosso... la Multistrada con le altre moto sotto al portico, una gran bella vista dalla stanza e gentilezza ai massimi livelli. Il Bellavista è davvero un'ottima sosta!


Mappa dell'itinerario
Lunedì 23 settembre. Partiamo con l'asfalto appena bagnato da alcune gocce di pioggia, ma all'imbocco della Val Pesarina comincia a piovere sul serio. Sfruttiamo la fermata per visitare Pesariis, il paese degli orologi. Ma poi è la bellezza naturale della Val Pesarina che ci circonda, una bellezza solo in alcuni punti deturpata da Vaia, la tempesta di vento che anno scorso abbattè milioni di alberi. Qui in alcuni tratti, il vento ha distrutto i boschi siti nelle zone più esposte.
Val Pesarina
Ma, come dicevo, la Val Pesarina è davvero bella. E anche poco abitata e poco conosciuta. Quindi incontriamo forse tre moto e due auto prima di giungere alla Sella di Razzo e al rifugio di Sella Ciampigotto per un caffè. Oggi comunque il tempo non è particolarmente clemente: spesso la pioggia è battente ed il cielo è scuro e minaccioso. Ogni tanto la pioggia cessa per poi riprendere subito dopo. Di togliere l'antipioggia non se ne parla, ed in ogni caso in quota è freschino, quindi... avanti. Passiamo Auronzo di Cadore, il Passo Tre Croci è immerso nelle nuvole e attraversiamo Cortina sotto una pioggia battente. Sul Falzarego ci sono 4 gradi, così come sul Pordoi.
Sosta al Pordoi
Prima di affrontare il Passo Pordoi ci fermiamo ad Arabba per bere un the caldo con una fetta di strudel: ne approfittiamo per telefonare a Vigo di Fassa al Room and Breakfast El Tobià. Fermiamo una stanza: vista al giornata ci fermeremo là, anche se arriveremo a metà pomeriggio. Ma viaggiare con il freddo e con la pioggia non è la cosa più divertente, e visto che non abbiamo fretta, una bella doccia bollente, quattro passi anche con l'ombrello a Vigo, un aperitivo, una splendida cena all'El Tobià saranno un degno modo di chiudere questa giornata. Non sarà certamente il meteo a rovinare le ferie!
P.S.: se la stanza è molto bella, il ristorante dell'El Tobià a Vigo si rileva davvero ancora migliore. La zuppa di cipolle è meravigliosa, così come la guancetta di manzo brasata al Teroldego. Struttura davvero consigliatissima, così come è consigliabile prenotare, perchè le stanze sono poche, ed anche il ristorante è spesso pieno.



Mappa dell'itinerario
Martedì 24 settembre: non possiamo citare Heidi, la simpaticissima cameriera in abito tradizionale tirolese che ci prepara la colazione all'El Tobià, una colazione curata e con grande scelta, nonostante la stagione ed i pochi ospiti. Bravi!
Ma fuori c'è il sole, ed è ora di avviarsi! La salita al Passo Costalunga presenta già le ferite inflitte ai boschi dalla furia di Vaia, ma la vera devastazione è sul Passo di Carezza e attorno al Lago di Carezza. Questo piccolo laghetto era circondato dagli alberi, mentre oggi, dalla strada, appare una pozza d'acqua nel bel mezzo di un enorme cantiere di boscaioli.
Disastro di Vaia al Lago di Carezza
La definizione di disastro questa volta non è purtroppo eccessiva. Ci vorranno anni a sistemare ul territorio, e decenni per riavere finalmente un nuovo bosco... non sarà certamente la mia generazione a rivederlo
:-(
A Nova Levante svoltiamo a sinistra in direzione Passo Oclini.
Qui rimarremo fermi per un'ora. Un motociclista inglese è a terra e soccorso da un'ambulanza appena giunta. Si è scontrato frontalmente con un furgone. Motociclista, moto e soccorritori sono in mezzo alla strada e occorrerà attendere che lo imbraghino per trasportarlo in ospedale con l'elisoccorso.

...salita allo Stelvio
Non è bello assistere ad una scena del genere, anche se le informazioni che arrivano dai soccorritori e dai Carabinieri poi giunti lì, sembrano tranquillizzanti sul non pericolo di vita. Purtroppo il motivo dell'incidente è davvero sciocco: il motociclista inglese era appena partito dall'albergo. Ha percorso 200 metri e probabilmente in quei pochi secondi non si è reso conto di essere in Europa. Ha viaggiato a sinistra. Ed il furgone, nonostante la frenata, non ha potuto far niente. Sembra una barzelletta, ma è semplicemente la dimostrazione del fatto che, in moto, non ci si può distrarre mai. Neppure quando si è spensierati, si è appena messo in moto dopo colazione, e si parte guardando i meravigliosi boschi dell'Obereggen o sistemando nel GPS la rotta della giornata...
In Svizzera: l'Umbrail Pass
Quando l'elicottero si alza e le ambulanze si spostano, i Carabinieri fanno passare per primi noi in moto, che occupiamo poco spazio. La fila di auto ferme è chilometrica... per i primi minuti, dopo aver assistito ad un incidente, si guida sempre un po' contratti, ma poi i panorami dell'Oclini ci riconciliano con la nostra passione.
Scendiamo in valle, in mezzo a meleti e poi ai vigneti di Caldaro, dov'è cominciata la vendemmia.
I tracciati del Passo della Mendola e del Passo Palade a me piacciono moltissimo. Evitiamo in buona parte Merano stando alla sua sinistra passando dal Cermes, poi ovviamente c'è la trafficata strada che da Merano porta a Silandro.
Ma poi, dopo Prato allo Stelvio si torna a godere: i 48 tornanti che portano al Passo dello Stelvio sono stancanti anche in moto, ma la neve fresca caduta ieri, i panorami mozzafiato, il gusto di salire, curva dopo curva... fanno dimenticare tutto, anche il freddo pungente.
Dopo un cappuccino bollente al Genziana scendiamo dall'Umbrail Pass (la strada per Bormio sarebbe stata riaperta solo all'indomani), percorriamo la verdissima Val Mustair, l'OfenPass (o Fuorn) ed imbocchiamo il tunnel per Livigno (non lo prendiamo mai, preferendo ovviamente il percorso Zernez-Bernina-Forcola, ma oggi è tardi, è freddo, e vogliamo goderci un po' Livigno, magari per un aperitivo o un po' di shopping).
In realtà facciamo poco shopping e niente aperitivo, ma visitiamo una mostra fotografica.
A sera, però, Sciatt, Pizzoccheri e sorbetto al Braulio ci fanno andare a nanna soddisfatti.


Mappa dell'itinerario
Mercoledì 25 settembre. Partiamo da Livigno, dopo ovviamente aver fatto il pieno, in una giornata che si preannuncia divisa a metà: prima il sole, ma nel pomeriggio la pioggia è certa. Sul Passo del Foscagno ci sono 3 gradi. Direzione Bormio, ma a Pedenosso, dove ci fermiamo per un caffè nell'unico bar del paesino, svoltiamo a sinistra per arrampicarci alle Torri di Fraele.
La strada per le Torri di Fraele
La strada che sale la Passo del Fraele è una serpentina che riproduce, in piccolo, lo Stelvio. Queste torri in antichità proteggevano il passo, ma anche, credo, gli incassi dei dazi che erano imposti sui commerci da e per Engadina e Germania.
Oggi queste torri, a strapiombo sulla Valdidentro, emozionano anche noi 'viaggiatori' moderni.
Svalicando ci si trova di fronte ad una strada larga ma sterrata, che si addentra nella Valle di Fraele, si costeggia prima il piccolo Lago delle Scale e poi si raggiungono i Laghi di Cancano.
Torri di Fraele
Acqua, dighe, alte montagne, strade bianche, pietraie. Claudia ed io ci perdiamo a percorrere ogni metro di queste strade, ci fermiamo ogni cinque minuti a fotografare, ad osservare. E' incredibile: saremo passati decine e decine di volte dalla strada che collega Livigno con Bormio, ma non eravamo mai saliti alle Torri di Fraele e ai Laghi di Cancano, che invece offrono panorami ed emozioni notevoli. E devo ringraziare l'amico Alessandro Veridiani che qualche tempo fa mi ha suggerito questa deviazione, perchè merita davvero di averci questa mezza giornata di inizio autunno.
Laghi di Cancano
E' quasi inizio pomeriggio, infatti, quando scendiamo. E per pranzo ci fermiamo a Pedenosso, nel barettino dove avevamo fatto una breve sosta-caffè a inizio mattina.
Daniela ci prepara un tagliere di ottimi affettati e ci presenta alcuni formaggi semplicemente squisiti. E' un barettino semplice, che se contattato in anticipo può offrire anche piatti tipici della zona.
Noi lo consigliamo davvero: posti così, che stanno aperti più per la passione delle persone che per il fatturato e gli utili che sono in grado di erogare a chi li gestisce, sono un patrimonio che va difeso in ogni modo!
Il bar di Daniela a Pedenosso
Non siamo ancora ripartiti che inizia a piovere forte.
Stiamo lì, sotto la tenda del bar a chiacchierare del più e del meno, gli 'indigeni' danno consigli a Claudia su come migliorare i suoi pizzoccheri e dove andare a comprare formaggi, Tanéda o Pestéda... questo è il bello di viaggiare in moto: potersi fermare in una qualsiasi Pedenosso e trovare persone da conoscere o con le quali chiacchierare o scambiare idee.
E' metà pomeriggio quando ripartiamo. Piove, ma Bormio è vicina.
Steakhouse Braulio
Ci regaliamo una sosta all'Hotel San Leonardo.
E' un quattro stelle, non proprio a buon mercato, ovviamente, ma è un gran bell'albergo, praticamente in centro e con il garage per la Multistrada.
Una doccia rigenerante, lo shopping per Bormio (anche se troviamo lo show room della Braulio, come al solito, chiuso), l'aperitivo e, infine, la cena alla Steakhouse Braulio... abbiamo percorso, in moto, 70 chilometri, Credo che sia la tappa più corta di tutta la mia modesta 'carriera' di vecchio mototurista, eppure mi sono divertito... buona notte!

Mappa dell'itinerario
Giovedì 26 settembre. E' giorno di rientro, per noi, ma ovviamente non faremo scegliere l'itinerario 'più veloce' al navigatore... dopo un'opulenta colazione al San Lorenzo ci dirigiamo verso la Valtellina per affrontare gli stretti ed ispidi tornanti del Passo del Mortirolo. A parte un vecchietto francese che con la sua C3 tende a stare in mezzo alla strada per non farci passare, il traffico è davvero ridotto al lumicino.
Qualche austriaco, qualche tedesco... gli italiani snobbano le ferie in autunno...
Passiamo Edolo, Malonno e ci dirigiamo verso il Passo Crecedomini, uno dei miei preferiti, perchè dopo un inizio della salita in mezzo alle case, poi regala chilometri e chilometri di vera wilderness... soprattutto se, come facciamo noi, prendiamo la strada sterrata che porta al Dosso dei Galli e poi al Passo del Maniva, passando sotto gli inquietanti trasmettitori abbandonati della rete Troposcatter NATO.
La strada, per quanto sterrata, è piuttosto ben tenuta, ed affrontabile anche con moto stradali. La Multistrada, poi, in mappatura 'Enduro' si rivela perfettamente suo agio, anche a pieno carico. Una moto davvero eclettica, confortevole, divertente e sicura in ogni condizione. Ducati ha lavorato davvero bene con questo progetto!
Passo Crocedomini
Che dire? La discesa a Bagolino mette a dura prova sospensioni e ciclistica di qualsiasi moto, perchè l'asfalto è veramente indecente. Poi, però, la discesa ad Anfo e sul Lago di Idro, è su asfalto nuovo e perfetto.
Ci fermiamo sul lago per un veloce panino, poi andiamo ad imboccare l'autostrada che ci riporterà a casa in Romagna, ancora alle prese con un caldo fuori stagione che, quassù, avevamo dimenticato.
Un inizio d'autunno davvero divertente, una buona terapia contro lo stress.

La stazione abbandonata Troposcatter NATO a Dosso dei Galli
Per chi volesse vedere un po' più di fotografie di questi sei giorni,
l'ALBUM è pubblico e pubblicato su Google Foto: QUI

domenica 13 giugno 2004

Le montagne di giugno, ancora innevate, sono fantastiche

La settimana scorsa il tempo è stato splendido. E finalmente si è sentita aria d'estate.
E per mia fortuna avevo scelto proprio quella settimana per un giretto in moto sulle Alpi :-)
Nel nostro arco alpino la neve, ancora presente in quantità in quote medio/alte, ha iniziato a lasciare spazio con maggiore solerzia ai prati ed ai pascoli.
Greggi e mandrie hanno finalmente iniziato a risalire in quota per raggiungere gli alpeggi. Più volte, invece, ho incontrato vitelli che, stipati due a due in piccoli rimorchi, venivano trasportati "a motore", evidentemente troppo giovani e poco obbedienti per essere intruppati nella transumanza.
Uscito dalla sardostrada a Desenzano, mi sono subito diretto al Lago di Idro per affrntare il Passo Crocedomini.Come sempre, ad inizio giugno, è ufficialmente chiuso al traffico, ma in mt so che non ci saranno problemi.

In quota c'è ancora molto sale, la strada è molto sporca, ma il Crocedomini è sempre affascinante.
Praticamente un prosieguo del Crocedomini è il Passo del Vivione, l'asfalto è stretto ma perfetto, circondato da fitti boschi.
Non ci faremo intimidire!

Crocedomini
E' la volta poi del Passo della Presolana, francamente ben guidabile ma non eccezionale per quanto riguarda il paesaggio. Mi è piaciuto molto di più il Passo San Marco, ancora ben innevato a bordo strada, che con i suoi 2000 metri ci porta veramente a contatto con un paesaggio da alta quota.
Verso il Vivione

Passo del Vivione

Passo San Marco

Passo San Marco
Come primo giorno è già molto, ma decidiamo di raggiungere il Passo dell'Aprica per trovare un alloggio dignitoso, ed un buon trampolino di lancio per il Mortirolo :-)

Motociclisti svizzeri all'Aprica, al rientro dal Mugello


Anche l'indomani il sole ci allieta il risveglio. Salendo dall'Aprica per il Mortirolo, la natura è sovrana. La strada non induce certamente spiriti velocistici, ma gli scoiattoli nel bosco, i colori di un cielo blu scuro e i profumi di resina, muschio ed erba che si liberano dal gelo invernale, ci fanno sentire veramente vivi!
dall'Aprica verso il Mortirolo


...non ci faremo intimidire... 2 
Anche qui la strada è chiusa al traffico. Infatti, in quota, una colata di neve lascia poche spanne libere di strada. Ma la moto ha solo due ruote, e con qualche attenzione (e dopo avere constatato, a piedi, che non c'è rischio di rimanere bloccati senza spazio per fare inversione) passiamo!

Scendiamo verso Ponte di Legno, perchè l'obiettivo è il Passo Gavia.
Che dire del Passo Gavia visto martedì 8 giugno 2004?
Che in certi punti la neve ci sovrastava di parecchi metri?
Che il cielo sembrava un dipinto? Che le montagne attorno erano di una bellezza e di un bianco abbagliante?
Che non avremmo più voluto andare via di lì?
Verso il Gavia...Non ci sono parole per descrivere quanto mi piaccia il Passo Gavia :-)

Gavia
Gavia
Scendiamo poi a S. Caterina Valfurva: dopo aver acquistato panini e speck ci riserviamo due ore di meritato riposo in un'area pic-nic lungo la strada che porta al Ghiacciaio dei Forni. Forse in alta stagione ci saranno bambini rompicoglioni e un'enormità di umani urlanti... ma oggi non c'è nessuno. La cascatella, la vista sulla vallata, sulle rocce, sui ghiacciai sono solo nostre. La scelta di una panchina all'ombra o una panchina al sole è dettata solamente dal nostro aver caldo o cercare di abbronzarci :-)
Poi c'è lo Stelvio. Anch'esso con la sua neve, ma sicuramente meno romantico ed eroico del Gavia.
Avevamo già scelto di scendere dall'Umbrail, ma poi ci siamo resi conto che non ci sarebbe stata alternativa: dalla parte dell'Alto Adige la neve blocca ancora la strada!
Come dicevo scendo dal belissimo e sconosciuto Passo Umbrail. Lo sterrato "facile facile" è migliore di molti asfalti post-gelate-invernali. La vista sula verdissima ed ordinatissima Val Mustair rende un servigio alla salute degli occhi :-)
Verso lo Stelvio

Verso lo Stelvio
Lo Stelvio chiuso verso Trafoi
Sceendendo dall'Umbrail


Aggiungi didascalia
Da lì, dopo una breve visita a Glorenza (non dimenticatela!) un alberghetto al Passo Resia ci garantirà un sano riposo... ieri 600 chilometri, oggi meno di 150... ma che belli :-)
Glorenza 
Glorenza

Resia
Resia

Obiettivo del mercoledì erano due strade alpine austriache a pedaggio: la Silvretta (che non ho mai percorso) e quella del Passo del Rombo. Beh, fallimento completo: tutte e due sono ancora chiuse per neve :-(
Con altri delusi: la Silvretta è ancora chiusa :-(

Tobadill
Tobadill
Delusi, rientriamo in Italia dalla vecchia Statale del Brennero e ci consoliamo parzialmente con il Passo delle Erbe e con il Furcia...


Passo delle Erbe
Raggiungiamo quindi la Valle di Anterselva per assestare, l'indomani, il balzo verso il Grossglockner...
Valle di Anterselva
Gli orari di apertura del Passo Stalle in direzione Austria


Il Grossglockner, in giugno, è affascinante quanto il Gavia o lo Stelvio: anche qui neve, asfalto pulito, vista mozzafiato dall'Edelweissspitze.
Il ghiacciaio del Pasterze visto dal piazzale del Franz Josefs Hohe




L'Alpenstrasse vista dalla cima dell'Edelweisspitze
Ma è anche la soddisfazione di vedere come il motociclisti vengano considerati una risorsa economica di primaria importanza, e quindi blanditi, coccolati, ricercati :-)
la spugna, il secchio ed il rotolone di carta a disposizione per pulire le visiere...
Piccole cose, forse, che però fanno piacere e sicuramente rafforzano la voglia di ritornare.
E quindi ecco la brochure con i percorsi ad anello tra le strade alpine dell'Austria.
La saletta riservata per il relax dei "Bikers" all'EdelweissSpitze, oppure la spugna, il secchio ed il rotolone di carta a disposizione per pulire le visiere...
Ma anche gli armadietti gratuiti per i caschi, l'adesivo "dedicato" che viene rilasciato assieme al biglietto del pedaggio...
Insomma: una capatina al Grossglockner non può mancare nel "palmarès" di un vero mototurista!
Polleggiamo all'Edelweissspitze in attesa che finisca una corsa ciclistica sul versante nord poi decidiamo di seguire le indicazioni di un percorso ad anello (stravolgendo quindi i nostri piani) presente nella brochure che ci è stata regalata. Scendiamo quindi per la Gasteiner Tal (splendida) fino a Bad Gastein. Da qui la strada si interrompe: l'unico modo di raggiungere Mallnitz è caricare la moto sul treno-navetta.
Il treno navetta Bad Gastein - Mallnitz

Tremo per le carenature della Futura, ma raggiunta Mallnitz me la riconsegnano sana e salva :-)

Ci dirigiamo poi per Spittal e Gmund, tra boschi verdissimi e cittadine da Austria-Felix.


Dopo aver pernottato a Eisentratten in una locanda centenaria (e a poca spesa) affrontiamo un altro parco-giochi per motociclisti: la bellissima, verdissima e rilassante Nockalmstrasse.
Eisentratten: la locanda centenaria

Nockalmstrasse

Nockalmstrasse

...peccato, la Nockalmstrasse è già finita!
Nockalmstrasse: anche qui, pur se meno maestosa di quella del Grossglockner,conosciamo una strada che sembra disegnata per essere vissuta a due ruote: profumi, sapori, asfalto, boschi e tanti motociclisti, di ogni Paese (gli italiani sono, come sempre, i meno numerosi... mah).

Rientriamo in Italia per il Passo del Pramollo, dopo aver toccato il Millstatter See e "beccato" per pura fortuna un altro tratto di asfalto bellissimo: una semplice stradella secondaria che porta da Pollan ad Hermagor!
...una semplice stradella secondaria che porta da Pollan ad Hermagor
Il Pramollo è splendido e guidabile nella sua parte austriaca, in pessimo stato, purtroppo, nella parte italiana.
Pramollo
Telefoniamo agli amici di IRI che ci confermano l'appuntamento a Canazei!!!!!! Velocissimamente ci lanciamo verso la Carnia, poi Sappada, Cortina, il Pordoi... sono le 19.30 quando arriviamo in albergo.
...verso le Dolomiti! Appuntamento con gli amici di Internet Riders of Italy

La passione per la moto è anche questa: darsi appuntamento una settimana prima a Canazei, per poi fare assieme, l'indomani il Sella-Ronda :-))))))




E trovare un bicilindrico italiano pronto a salutarti con un pronto e promettente borbottìò. Credo che anche la Futura si sia divertita moltissimo, almeno quanto Claudia ed io!
Lamps (sono appena partito e non vedo l'ora di ripartire!!!!)