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giovedì 21 maggio 2009

Laicità: una bella notizia rilanciata dall'ADN-Kronos

E' di ieri, 20 maggio, questa notizia "battuta" (uan volta c'erano le telescriventi, oggi sarebbe più corretto utilizzare il termine pubblicata) dall'agenzia ADN-Kronos:
Boom di 'sbattezzi' a Milano, nel 2009 già 200 richieste.
Mons. Manganini si dice amareggiato per la consistente crescita del fenomeno: "Ne devo firmare anche 5 o 6 in un giorno". Il religioso intervistato dal 'Giornale'.
Roma, 20 mag. (Adnkronos) - "Come pastore mi preoccupo. E soffro dovendo firmare come ho fatto anche stamani, cinque o sei richieste del genere...". Lo afferma Monsignor Luigi Manganini, vicario per la disciplina dei sacramenti della diocesi di Milano, che in un'intervista a "Il Giornale" si dice amareggiato per la consistente crescita del fenomeno degli "sbattezzi": nel 2008 erano stati in tutto 200, nei primi cinque mesi di quest'anno sono già più di 200 e tutto lascia credere che possano raddoppiare."Sbattezzo" è un termine improprio, usato da alcune associazioni come l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) per indicare il gesto volontario con il quale una persona chiede sia formalizzato l'abbandono della religione di appartenenza. Fenomeno in costante crescita, che risente probabilmente di un clima politico-mediatico nel quale la Chiesa cattolica è rappresentata come "Chiesa dei no" (questo il titolo di un libro-inchiesta del vaticanista Marco Politi edito da Mondadori).
A Milano non si registrano ancora "celebrazioni" come quelle che si svolgono nei circoli anarchico-repubblicani della Romagna, dove esiste una vera e propria "cerimonia di sbattezzo", ma la frequenza dei casi preoccupa non poco il cardinale Dionigi Tettamanzi e i suoi piu' stretti collaboratori. Era stata l'Uaar nel 1995 a intraprendere un'iniziativa per il riconoscimento legale della volontà di non essere pià considerati cattolici.
"E' del tutto fuori luogo parlare di 'sbattezzo' - spiega Manganini al 'Giornale' - dato che il battesimo è un sacramento irreversibile per chi crede, che non puo' essere cancellato in alcun modo. Di fronte alla richiesta esplicita chi vuole sia attestato il suo abbandono della fede cattolica, la Chiesa si limita a segnalare questa volontà nel registro dov'era stato trascritto l'atto di battesimo".
Il prelato definisce "inquietante" il considerevole aumento dei casi. La procedura prevede che la persona interessata compili un modulo con la richiesta e si rivolga al proprio parroco il quale a sua volta invia la comunicazione all'ufficio per la disciplina dei sacramenti della curia."
'Per prima cosa - aggiunge il vicario del cardinale Tettamanzi - invitiamo il parroco a parlare con la persona che ha chiesto la cancellazione. Se poi questa insiste, cerchiamo di convocarla noi per un colloquio. Ma non vengono quasi mai. Si tratta infatti solitamente di persone molto determinate. Si prepara allora un documento della curia con il quale si autorizza il parroco che conserva il registro di battesimo a trascrivere la volontà espressa dal soggetto». Nella pagina dov'è' riportato l'atto di battesimo, si scrive pertanto che la persona «ha notoriamente abbandonato la fede cattolica".
L'annotazione non e' irreversibile, "c'e' sempre la possibilità, e la speranza - dice monsignor Manganini - di un ravvedimento".
Di fatto, quest'atto equivale all'apostasia, e dunque chi si "sbattezza" è automaticamente scomunicato, cioè interdetto dai sacramenti e dai funerali in chiesa.
Colpisce anche il dato relativo all'età dei milanesi che chiedono lo "sbattezzo": "Capita che ci sia qualche anziano - rivela il prelato - ma la maggioranza è tra i quaranta e cinquant'anni. Si tratta cioè di persone ancora nel pieno della loro vita, che intendono troncare definitivamente e polemicamente la loro appartenenza alla comunità cristiana.
Questo obbliga noi cristiani a interrogarci su quale sia la testimonianza che stiamo offrendo ai nostri fratelli, anche perchè nel caso italiano, l'abbandono del cattolicesimo non può avere alcuna motivazione economica, come invece accade in Germania, dove chi rinuncia smette di versare una tassa obbligatoria alla propria comunità di appartenenza".(fine)
Paese civile, la Germania, mi pare di poter commentare. Comunque questa è nel complesso una notizia molto positiva ed un segnale che i cittadini possono inviare ad un vertice, quello della chiesa cattolica, sempre più becero, bigotto, intollerante e lontano dalla vita reale di tutti noi. Questo, almeno, è il mio parere.

mercoledì 20 maggio 2009

Ottopermille e cinquepermille

Mi sento meglio. Ho firmato la dichiarazione dei redditi ed apposto due firme:
- quella per l'otto per mille alla chiesa Valdese (direte voi: "Ma tu non sei ateo?" Sì, è vero. Ma visto che una buona parte dei quattrini che vengono disposti a favore dello Stato Italiano, poi, passano a iniziative della chiesa cattolica, mi pareva che la decisione più giusta fosse questa. I Valdesi tutto quanto ricevono spendono veramente e solo in iniziative benefiche... quindi...)
- il cinque per mille l'ho devoluto all'UAAR. Sì, l'Unione Atei Agnostici Razionalisti. A mio parere c'è infatti molto bisogno di battaglie laiche in questo Paese www.uaar.it
Se vi serve qualche informazione indipendente su come viene diviso e poi utilizzato l'otto per mille: http://www.occhiopermille.it

lunedì 2 febbraio 2009

Ricordare Darwin

Da tempo, il mondo anglosassone commemora la nascita di Charles Darwin (12 febbraio
1809) con conferenze, incontri, dibattiti ed eventi varî che celebrano i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. Nel 2003 il Darwin Day è finalmente arrivato anche nel nostro Paese grazie all’UAAR. Dal 2004 l’UAAR organizza in tutta Italia diversi incontri con scienziati, docenti e giornalisti scientifici.
DARWIN DAY 2009 a RAVENNA: Domenica 8 febbraio, alle ore 10.30 presso la Libreria Feltrinelli in via IV Novembre 7 si terrà, in occasione del Darwin day UAAR, un incontro con Guido Barbujani, professore di genetica all’Università di Ferrara, e la presentazione del suo ultimo libro "Europei senza se e senza ma" *Gli africani siamo noi*-
Per informazioni: ravenna@uaar.it
Appassionato naturalista, nell’ambito di unamissione scientifica intorno al mondo, Darwin raccolse elementi sugli esseri viventi che loportarono a formulare la teoriaevoluzionistica. Per Darwin, gli esseri viventiche popolano la terra sono comparsi per unprocesso evolutivo determinato dalla selezione naturale, escludendo perciò lacreazione dovuta all’intervento di una entità soprannaturale.
Guido Barbujani ci invita aconsiderare l'evoluzione del genere umano e ad interrogarci sulla nostra certezza di europei circondati da una sempre maggiore presenza di stranieri.
In occasione dei 200 anni dalla nascita di Darwin, vogliamo riaffermare la validità dell’approccio scientifico alla realtà, della libertà di pensiero, del relativismo.

venerdì 16 gennaio 2009

VERGOGNA!

Contrordine: nessun autobus porterà sulle fiancate i manifesti della campagna a favore dell’ateismo. La concessionaria degli spazi pubblicitari della società di trasporti genovese, la IGP Decaux, ha deciso di non concedere lo spazio alla Uaar e allo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, annunciato nei giorni scorsi. Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni.
«Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. - dichiara Raffaele Càrcano, segretario generale della Uaar - Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste».
Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente “a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione”. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla IGP Decaux.
«Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. - conclude Carcano - Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua».
Un solo, amaro commento: c'è veramente da vergognarsi ad essere italiani.
Uno Stato e tutti i suoi Cittadini sottoposti ogni giorno alle pressioni di una chiesa senza ormai alcun pudore, che è presente ogni giorno su radio e tv senza alcun contraddittorio, e che si erge ormai a giudice supremo di ciò che è vero e ciò che è permesso, non solo per i suoi credenti, ma per tutti.
VERGOGNA!
VERGOGNA due volte, perchè è di oggi la notizia che la Casa di Cura che doveva ospitare Eluana Englaro per porre fine ad un accanimento terapeudico non voluto ed eseguire una sentenza della Magistratura italiana, ha ovviamente rinunciato, piegata dalle minacce del ministro Sacconi e dei bigotti antidemocratici di ogni sigla e colore...
Invito tutti i cittadini moderni e democratici a sostenere l'UAAR e a firmare per l'otto per mille alla Chiesa Valdese, in modo da togliere risorse alla chiesa cattolica (firmando per l'otto per mille allo allo Stato... con questo stato... probabilmente il Vaticano riuscirebbe a metterci le mani sopra).

martedì 13 gennaio 2009

Finalmente: grazie all'UAAR un po' di laicità in giro per l'Italia

Leggo con grande soddisfazione, su La Repubblica di oggi, un articolo di Rita Celi: "Spot sull'ateismo, anche a Genova i busche promuovono l'inesistenza di dio. Dopo Londra, Washington e Barcellona dal 4 febbraio nella città liguredue mezzi pubblici diffonderanno il messaggio lanciato dall'Unione atei". Ne riporto il testo con grande soddisfazione, perchè, finalmente in questo Paese, gli atei riescono a dimostrare che non c'è solo la chiesa, che non tutti condividono le continue ingerenze delle gerarchie vaticane, che una reazione è possibile, che c'è chi sente bisogno di laicità.
"LA CATTIVA notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". E' questa la versione italiana della campagna a favore dell'ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà due autobus pubblici a Genova. Ma sarà solo l'inizio.
O forse la fine di questa promozione dell'incredulità, a giudicare dalle animate polemiche e controffensive religiose seguite alla stessa iniziativa sui bus di Londra, in Spagna, a Washington e anche in Australia, dove è stata bloccata prima ancora di apparire per le strade. Non a caso l'apertura della campagna lanciata dall'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) partirà da Genova. "E' una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei" spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar.
"Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l'Uaar ha deciso di riprendersi un po' di par condicio. E di fare pubblicità all'incredulità".
Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l'idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. "
La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola" prosegue Carcano. "Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l'Uaar intende riconquistare all'incredulità un po' di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle", con un messaggio "che vuole invitare a riflettere, con l'aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista".
L'idea dei bus atei è stata della British Humanist Association e il successo è stato tale che è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. Come già accaduto all'estero, anche gli atei italiani hanno lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari per estendere l'iniziativa con altri mezzi e in altre città. Reazioni permettendo.
"Non abbiamo idea di cosa ci aspetta perché è sempre difficile fare previsioni" prosegue Carcano. "Per fare un esempio nel mondo dell'editoria, la chiesa non critica i libri di Augias o di Maltese quando escono ma solo quando se ne comincia a parlare, allora si scatenano, come hanno fatto anche con Dan Brown.
Anche noi avremmo potuto lanciare la nostra campagna partendo da Roma, ma abbiamo preferito evitare di fare del facile vittimismo".L'Unione degli atei italiani è quindi pronta e anche curiosa di vedere che tipo di reazioni ci saranno.
"Vedremo cosa succederà nella laica Genova quando gireranno per la città mezzi pubblici che, al posto delle solite pubblicità, incoraggeranno a vivere senza il conforto della fede". Intanto la campagna sull'inesistenza di dio si diffonde nelle metropoli non solo europee.
In Spagna - da oggi a Barcellona, presto a Madrid e Valencia, poi anche a Saragozza, Siviglia e Bilbao - lo slogan è stato tradotto da quello inglese: "There's probably no god. Now stop worrying and enjoy your life" (Probabilmente dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita).
Il messaggio scelto dalla American Humanist Association per i bus di Washington è "Why believe in a god? Just be good for goodness' sake" (Perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà).
In Australia lo slogan creato suona come "gli atei dormono la domenica mattina".
Nella cattolica Spagna i fondi sono stati raccolti dall'Unione atei e liberi pensatori (Ual) attraverso il sito busateo.org ma, mentre a Barcellona la campagna è partita oggi, a Madrid l'associazione degli atei (Amal) sta ancora negoziando l'affitto dello spazio pubblicitario su due autobus urbani con l'impresa di trasporti locale.
A Londra l'iniziativa degli atei britannici ha raccolto donazioni che hanno ampiamente superato le aspettative al punto che la campagna sarà estesa in tutto il territorio nazionale su bus e metropolitane.
Intanto Christian Voice, un'associazione cristiana, ha fatto pervenire una protesta ufficiale alla Advertising Standards Authority (Asa), sostenendo che la campagna viola le leggi sulla veridicità degli slogan perché il messaggio viene "presentato come un dato di fatto e ciò significa che, per non trasgredire le regole, dev'essere provato". L'associazione degli umanisti britannici non si è lasciata intimidire dalla lamentela e la sua direttrice, Hanne Stinson, ha dichiarato: "Mi dispiacerebbe per l'Asa, se venisse richiesto all'autorità di pronunciarsi sull'esistenza di Dio. Se comunque decidessero di aprire un'inchiesta, siamo disposti a collaborare".
Il sito dell'UAAR è: http://www.uaar.it