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lunedì 4 novembre 2024

Tre giorni sulle Alpi ...a novembre!

Le previsioni ci hanno azzeccato, ma evidentemente non le seguiamo solo noi, perchè la cosa più difficile di questi tre giorni, è stata trovare una stanza d'albergo (sono pochissimi quelli aperti, ma evidentemente i tre giorni del w-e lungo e di bel tempo, hanno portato moltissime persone a cercare di passare qualche ora di svago camminando in montagna).

Noi abbiamo trovato il venerdì sera alla Stella Alpina di Voltago Agordino, mentre il sabato sera ci siamo fermati all'Albergo Ombrettola di Falcade.

Colle di Guarda
Venerdì 1° novembre 2024: partiti da Ravenna in una mattina assolata ma fredda, nel tratto di Portomaggiore - Transpolesana ci troviamo di fronte ad una "bella" nebbia, che per fortuna piano piano sparisce.
Dopo un breve tratto di A31 usciamo a Villorba-Spresiano e ci dirigiamo per il Colle di Guarda in mezzo a splendidi vigneti, per poi affrontare lo stretto, selvaggio e ben poco frequentato Passo di Praderadego. Un passo per me bellissimo, peccato che in cima non ci sia più alcuna attività ricettiva o di ristorazione attiva. Per trovare un piatto di pasta dobbiamo arrivare fino a Trichiana...
Salendo al Praderadego

Passo Praderadego
Ci fermiamo volentieri, anche perchè sappiamo che nella desolata e bellissima Valle del Mis non è che ci siano poi molte opportunità (in realtà un chiosco era aperto, ma ovviamente strapieno... anche questa volta abbiamo avuto 'naso')...
Valle del Mis, l'Osteria alla Stua

Valle del Mis - Pattine

Dopo la consueta foto ai ruderi dell'Osteria Alla Stua, raggiungiamo il parcheggio di Pattine... Mi aspettavo un paese abbandonato, in realtà molte case oggi sono utilizzate (probabilmente come seconde case, nella bella stagione). Comunque dal piccolo parcheggio, sono veramente poche centinaia di metri di passeggiata in mezzo al bosco, su una strada carrabile semplice semplice... ne vale sempre la pena per sgranchirsi un po' dopo tanti chilometri in sella.
Forse California avrebbe meritato di più, ma c'era davvero troppo fango, nell'occasione, per chi come noi era attrezzato da moto e non da trekking... sarà per la prossima volta.
Riprendiamo la Multistrada per portarci fin quasi a Forcella Franche, per svoltare a sinistra in direzione Forcella Aurine... da lì arrivare a Voltago Agordino è un attimo. Doccia, passeggiata e aperitivo.

La Stella Alpina, recentemente ristrutturata è bar, edicola, ristorante, pizzeria, albergo: è il punto di ritrovo del paese, che senza diventerebbe un quartiere-dormitorio sopra Agordo.
Le proposte del ristorante sono davvero ottime, così come i prezzi.
Le stanze sono un po' piccole, così come i bagni (d'altronde quando si ristruttura non si possono fare miracoli sulle volumetrie), ma tenute molto ma molto bene. Pulizia assoluta.
cena!

Forse il prezzo della stanza potrebbe essere un po' più basso, mentre sul ristorante niente da dire, anzi: da stra-consigliare!
In definitiva: una sosta di ottimo livello, in un paesino molto tranquillo e silenzioso.
I parcheggi sono nella piazzettina dietro la chiesa, compresi gli spazi per le moto.
Voltago è molto tranquillo, il relax è assicurato, così come il bel panorama sulle vette e le vallate circostanti.

Sabato 2 novembre... Sellaronda &...!!!
Partenza da Voltago
Passo San Pellegrino
, Passo Sella,
Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Pordoi, Passo Fedaia, Passo Falzarego, Passo Giau, Passo Staulanza, Passo Duran... c'è poco da dire, su strade stra-conosciute e fatte decine, forse centinaia di volte in questo ultimo quarto di secolo... però fatti il 2 di novembre, con un'inversione termica pazzesca (3 o 4 gradi in valle, all'ombra spesso anche con il ghiaccio, e invece fino a 17 o 18 gradi sul S.Pellegrino e sul Sella) e dei colori meravigliosi da lustrarsi gli occhi ogni volta, dopo ogni curva... beh, oggi ne valeva davvero la pena...
E' una sorta di doppio anello, che unisce il classico Sellaronda a Falzarego e Giau, per tornare poi da Staulanza e Duran... In novembre, nonostante il week-end lungo festivo, le strade sono quasi tutte poco trafficate... tranne il Giau, invaso da migliaia di auto parcheggiate ovunque. Peccato... è uno dei miei passi preferiti, ma rimane sempre meglio goderselo a inizio stagione, quando lo sci è finito ma attorno c'è ancora neve a sconsigliare le passeggiate. Appuntamento a primavera :-)
Passo San Pellegrino
Passo Sella

All'ombra rimane ...freschino :-)



...ma sempre occhio al ghiaccio in valle e all'ombra!!!

Sosta panino-bicchiere di rosso-souvenirs sul Fedaia

sul Fedaia
I Serrai di Sottoguda


Arriviamo a Falcade, dove abbiamo la stanza e la cena prenotata all'Albergo Ombrettola, che il sole già inizia a nascondersi molto spesso, e l'aria si fa sempre più freschina.
Passo Duran

Il tempo di una doccia bollente e di metterci 'in borghese' e scendiamo in paese a comprare un paio di souvenirs e di farci un aperitivo con un buon bicchiere di rosso al Bar El Festil e si fa subito ora di cena.
L'Ombrettola è un albergo piccolo, tenuto benissimo, pulizia e ordine assoluti. Prezzi decisamente accettabili (tutto, a Falcade, ha prezzi molto più bassi che nella vicina Val di Fassa... evidentemente il Passo San Pellegrino, che divide le due valli, fa la differenza :-) ) e una gestione familiare che garantisce una buona cucina anche per la mezza pensione e un'accoglienza molto piacevole. Anche la posizione è ottima, perché pur vicina al centro non i sulla strada principale e quindi l'albergo risulta silenzioso. E siccome ci siamo trovati bene la prima volta, ci siamo pure tornati anche in questo fine stagione, trovandoci di nuovo benissimo, sia come stanza, che come cucina, che come accoglienza. Assolutamente consigliato!!!

Domenica 3 novembre:
il tempo purtroppo è volato. Da Falcade rientriamo per il Passo Valles, e per il Passo Rolle (tra i due passi troviamo ampi tratti di strada bianca... ghiacciata, non sterrata :-) che ci ricordano che siamo a novembre) e poi scendiamo verso Valstagna, dove ci fermiamo a pranzo nel carinissimo dehor del Ristorante-pizzeria La Villetta proprio sul tracciato di kajak sulla Brenta. E' ormai tempo di pianura e di rientrare. Per fortuna la nebbia è scomparsa e siamo a Ravenna ancor prima di buio...
Falcade

Passo Valles


...freschino...


Passo Rolle

Valstagna

Tre giorni spettacolari, e soprattutto inusuali per il periodo dell'anno.
E nei quali ci siamo proprio goduti ogni curva, ogni panorama, ogni sosta. E anche il comfort, la sicurezza e la facilità della Multistrada V2s.
L'itinerario:








lunedì 23 maggio 2022

Un weekend estivo, di maggio... e le Dolomiti senza traffico!

A volte le cose più semplici sono le più belle. Altre volte, invece, il traffico, lo stato delle strade, il clima, te le rovinano.

Le strade delle Dolomiti a mio parere sono le più belle del mondo, non solo come tracciati, ma anche per i panorami fantastici che ti obbligano a scegliere ad ogni giro di ruota se dedicarti al ritmo o se rallentare e lustrarti gli occhi di quelle formazioni rocciose, quei boschi, quei ghiaioni giustamente diventati Patrimonio UNESCO. 

Purtroppo le Dolomiti sono anche (giustamente) molto famose e frequentate. Per cui, per goderti quelle strade, devi scegliere: o frequentarle fuori stagione, con strade spesso ancora sporche della neve invernale, o fredde e piovose in autunno inoltrato, oppure a sopportare file interminabili di pullman, camper, auto, bici...

Io di solito scelgo le strade sporche o il freddo dell'autunno, ma quest'anno il clima impazzito, con questo 'colpo d'estate fuori stagione', ci ha permesso di farci un w-e davvero notevole.

Preso il venerdì pomeriggio di ferie, per raggiungere le montagne (esattamente Voltago Agordino) ed avere l'intera giornata di sabato a nostra disposizione, abbiamo deciso di regalarci uno degli itinerari più gustosi che un motociclista possa concedersi: Duran, Staulanza, Giau, Falzarego, Valparola, Gardena, Sella, Fedaja, Pordoi, San Pellegrino

Sabato 21 maggio 2022 (ma sembra fine giugno): 10 passi, 250 chilometri complessivi e miliardi di immagini mozzafiato passate da mattina a sera davanti ai nostri occhi.

Clima estivo, giubbotto traforato e jeans tecnici: anche la leggerezza fa comfort e gusto di guida senza stress. Strade già pulitissime (purtroppo anche a causa della temperatura molto alta e della poca neve caduta nell'inverno) e soprattutto sgombre: complici le scuole aperte ed i tanti alberghi e ristoranti ancora chiusi, non c'è davvero nessuno.

Inutile stare a raccontare la bellezza di questi passi, tutti stranoti... peccato solo che, ad oltre tre anni e mezzo dalla notte terribile di Vaia, i Serrai di Sottoguda siano ancora chiusi e non visitabili neppure a piedi). So solo che quando siamo tornati a Voltago, saremmo ripartiti subito: e non solo per il grande comfort garantito dalla Multistrada, ma anche perchè consci che ben difficilmente potrà capitarci di nuovo, qui, un weekend simile.



L'Hotel Ristorante Pizzeria Bar Stella Alpina di Voltago Agordino.

Abbiamo scelto Voltago perchè, da Ravenna, raggiungibile anche partendo nel primo pomeriggio, dopo aver lavorato il mattino.

La Stella Alpina la conoscevamo già, perchè ci avevamo fatto base nel 2009 (con un'altra Multistrada 😀 ) 

E' in pratica il ritrovo di tutto il paese, l'unico bar, l'unico ristorante-pizzeria (e anche il market-alimentari lì vicino è sempre della famiglia). In questi ultimi anni lo hanno risistemato per bene, con il bar, la sala colazione e la sala da pranzo, davvero accoglienti. Le stanze sono rimaste ovviamente non particolarmente spaziose, ma ben tenute, con i bagni nuovi. E' una struttura datata (ed è anche il suo bello), ma vedere come una famiglia riesce a mantenere vivo un paese investendo e dandosi da fare così, beh, fa bene al cuore. Anche la cucina è curata e casalinga. Insomma: merita una fermata, non per risparmiare (i prezzi sono allineati) ma per vivere una serata in un paesino dove nessuno chiude la porta a chiave e due chiacchiere si fanno con chiunque.

Consiglio: il secondo 'Stella Alpina' è una sorta di piatto unico, che consente di assaggiare lo Schiz ed i Pastin (ottimi) con polenta e contorni. Dolci fatti in casa (fatti bene).


Domenica 22 maggio

Ovviamente il week end finisce con la domenica. Però abbiamo scelto un itinerario che ci regala una mattina molto interessante. 

Salutati i cordialissimi gestori della Stella Alpina, riaffrontiamo il Passo Duran e attraversiamo Longarone salendo verso la diga del Vajont (chi non l'ha mai visitata si fermi, e magari salga a Casso a vedere tutto dall'alto, e poi ad Erto vecchia...).

Noi costeggiamo l'enorme frana che torreggia come una collina sulla strada, e ci godiamo la meravigliosa Val Cellina.

Giunti a Barcis, costeggiamo il lago e poi saliamo a Piancavallo. La strada, dentro al bosco, sarebbe bellissima, se l'asfalto non fosse sporchissimo e pieno di sabbia e ghiaia... Non sappiamo se ad averla ridotta così siano state le piogge o le auto del rally, ma tant'è. Occorre prudenza.

Arriviamo a Piancavallo, e scendiamo verso Aviano godendoci solo in parte il panorama a causa della foschia che nasconde buona parte della pianura.

Questa strada, ripida sì, ma anche larga e facile, è l'insulto all'intelligenza perpetrato da qualche politico pordenonese: il limite dei 40, infatti, nel 2022 (non nel 1922) è una porcata che espone tutti, anche gli utenti della strada più tranquilli, a delle possibili sanzioni. Noi trotterellando in discesa dietro un'auto ai 60 all'ora circa - nei tratti meno curvosi - e quindi cercando di non superare troppo i limiti, siamo stati sorpassati da più di un ciclista, che non avendo la targa non si preoccupa dei limiti. Certi politici meriterebbero la gogna mediatica: peccato che nei cartelli stradali non siano elencati i nomi di questi fenomeni.

Scesi ad Aviano, raggiungiamo Sarone e saliamo immediatamente verso l'Alpago e la foresta del Cansiglio, polmone verde davvero bello, tra malghe, pascoli, boschi... mangiamo un panino con il Pastin al Ristoro Pian Cansiglio (posizione meravigliosa, prezzi accettabili, ma davvero troppo lenti... dovrebbero andare a lezione da Cristian e Nada dell'Alpen Bar di Campigna 😁 ) e e poi completiamo il giro alzandoci di quota, sopra Tambre, per poi scendere fino al Lago di Santa Croce.

E' ora di rientrare davvero. Tra l'altro le nuvole stanno diventando minacciose, e in autostrada comincia a piovere. Ma con 27 gradi, ed un tasso di umidità ancora più alto, decidiamo di seguire il 'metodo Carletto' (chi era in IRI qualche anno fa capirà)... e le lasciamo presto alle nostre spalle. La pianura ci porterà ad affrontare il traffico, sulla Romea, di chi rientra dal mare. Noi trotterelliamo tranquilli, ricordando gli spazi infiniti e senza presenze umane che ci siamo goduti in questi due giorni.

Quando i limiti sono troppo bassi, i ciclisti, che sono senza targa, in discesa si fanno beffe di auto e moto 

Le altre FOTO dell'itinerario sono su Google Foto: QUI

Gli itinerari di sabato e domenica:



martedì 13 luglio 2021

Cinque giorni tranquilli sulle Alpi

Cosa raccontare di un semplice giretto di cinque giorni sulle Alpi? Niente di eccezionale, di eroico o avventuroso, ma solo la voglia di 'staccare' da questo periodo difficile, dal lavoro, dagli impegni, dagli orari scanditi dall'agenda.

Per la prima volta, da anni, Claudia ed io siamo partiti senza neppure una traccia sul GPS, che abbiamo praticamente sempre tenuto spento. Lo abbiamo utilizzato solo qualche volta per cercare un distributore o la strada più comoda per l'albergo, ma l'itinerario di massima lo ha deciso Claudia mettendoselo in tasca in un foglietto di carta... e poi abbiamo fatto tutte le variazioni che ci venivano in mente.

Questo è quello che è venuto fuori. Così. Spesso fermandoci pure presto, di pomeriggio, per farci una doccia e goderci anche l'ora dell'aperitivo o guardarci qualche vetrina.


Lunedì 5 luglio.

Innanzitutto di lunedì, per evitare il traffico dei 'giornalieri' del week end. E poi, senza fretta, abbiamo fatto anche poca autostrada. Adriatica, poi la Transpolesana, a Verona ci siamo immessi nella A22 del Brennero uscendo prima di Caldaro. Sì, perchè il Passo della Mendola è a mio parere bellissimo, con i suoi primi tornanti da circuito, e poi la strada a sbalzo sulla valle... sosta-merenda in cima al passo, sulla terrazza panoramica. Non si poteva cominciare meglio 😊

Dopo la Mendola, il Passo Palade, poi quello di Cermes (per evitare un po' di traffico di Merano-città) e siamo già ad affrontare i tornanti del Passo dello Stelvio. D'altronde la fame comincia a farsi sentire, e NON si può rinunciare al mitico panino-salsiccia-di-cervo-con-crauti-e-maionese!

Scendiamo nel versante di Bormio e andiamo sgranchirci un po' facendo due passi fino al Forte di Oga, dal quale si domina davvero tutto. Non l'avevo mai visitato. Merita. 

Non è tardi, ma Bormio merita una visita ed uno spritz. Cerchiamo un alberghetto vicino al centro ma in zona defilata. Non è granchè. La camera è una singola nella quale hanno piazzato un letto matrimoniale. Il proprietario è gentile ma freddo. Non merita alcuna citazione, ma neppure una pubblica condanna, quindi, semplicemente, non vi dirò qual è 😉


Ceniamo in centro, ovviamente cercando un tavolo all'aperto. E' pure freschino. E' quello che cercavamo!

Martedì 6 luglio.

La colazione non è male, e di buon umore ci dirigiamo verso Santa Caterina Valfurva. Abbiamo prenotato un appartamentino, ad agosto, con una coppia di amici, per passarci una settimana a camminare. Quindi approfittiamo del giro in moto per recuperare alcune mappe di sentieri così da poterli 'studiare' in anticipo. La mascherina della ragazza che ci accoglie all'ufficio informazioni, gentilissima ed efficiente, le copre il sorriso ma gli occhi sono splendidi. Vi consiglio di fare una fermata a chiedere una cartina 😍

E dopo Santa Caterina c'è la salita al Passo Gavia. E al Passo Gavia ci sono panorami meravigliosi. E scendendo dal Passo Gavia la strada è stretta, da brivido quando incontri un'auto che non sta proprio dalla sua parte, ma vuoi mettere? Il Passo Gavia è unico, è bellissimo, è faticoso, è pericoloso, è asfaltato malissimo... ma è il Passo Gavia!

Si capisce che il Gavia mi piace un sacco? 😂😂😂

Il Passo del Tonale è come al solito orrendo, soprattutto dopo essere appena scesi da lassù. L'asfalto però è tutt'altra cosa, così come è una vergogna vedere il cartello del limite a 60 all'ora solo per le moto. Siccome è martedì me ne frego tranquillamente, anche perchè io non corro mai, ma non ci sto neppure a fare da bersaglio per le auto che possono scendere ben più veloci di 60 all'ora... ed in ogni caso è martedì, quindi di controlli neppure l'ombra. E' la solita cialtroneria italiana, quella del Trentino e del leghista Fugatti... e infatti, come potete notare, anche questa volta sono stato bene attento a NON dormire mai in Trentino. Spero che altri lo facciano, in modo che gli operatori turistici costringano la Provincia a ritirare tale assurda e pericolosa delibera 😤😤😤

In fondo alla Val di Sole ci dirigiamo a nord, in direzione Val D'Ultimo. Sono chilometri e chilometri della splendida strada che, in mezzo al verde infinito dei boschi, svalica (purtroppo in galleria) il Passo Castrin. Ripassiamo da Merano, percorriamo la Val Passiria e saliamo il meraviglioso Passo di Monte Giovo, dove ci fermiamo per pranzare con un'ottima fetta di torta e un bicchierone di succo di mela. E vuoi mettere il panorama che si gode da quel tavolo?

Scesi a Vipiteno, visto che è ancora presto, decidiamo di andare a vedere la Val di Vizze, che non conoscevamo. Bella e selvaggia, con pochissimo turismo e pochi paesini ancora dedicati a pascoli e raccolti, motociclisticamente parlando però non regala emozioni particolari. Scegliamo quindi di tornare a Vipiteno, dove troviamo un'ottima accoglienza all'Hotel Hubertushof, a cinque minuti dal centro pedonale. Il centro di Vipiteno è davvero bello. E la cena, all'aperto, si dimostrerà notevole. Sosta consigliata!

Mercoledì 7 luglio.

Lasciamo l'hotel e ci dirigiamo direttamente in direzione Passo Pennes. E' un gran bel freschino, alle 9 di mattina... e i messaggi degli amici rimasti a Ravenna invece ci raccontano di temperature record ed umidità da Indocina... noi ci siamo messi la maglietta termica, sotto il giubbotto 😊

Il Passo Pennes è uno dei miei preferiti. Aspro, poco conosciuto. E poi a poco a poco degrada nella verdissima e tranquillissima Val Sarentino. Ma prima di giungere alla trafficatissima e calda Bolzano, ecco che a sinistra c'è una stretta e ripida stradella che si arrampica fin sull'Altopiano di Renon. Verde, tranquillo, ordinato... e che regala viste di straordinaria bellezza sulle cime delle vicine Dolomiti.

Prima di raggiungere Barbiano, da dove poi scenderemo per dirigerci verso l'Alpe di Siusi e poi Ortisei, consiglio una fermata per andare ad ammirare le piramidi di roccia del Renon. Noi non abbiamo seguito le indicazioni 'classiche', che portano vicini ma bassi. Ma ci siamo fermati un po' più avanti, dove scendendo a piedi in una stradina laterale, si ammira dall'alto la magnificenza di queste formazioni geologiche... e il campo coltivato appena sopra.

I Passi Gardena, Falzarego e Valparola sono bellissimi e stra-conosciuti, inutile scriverne. Chi non li avesse mai percorsi, se li segni: un motociclista non può non conoscerli, è davvero peccato mortale.

Scendiamo su Cortina (dove non ci siamo mai fermati prima d'ora per la notte) e troviamo stana e garage all'Hotel Villa Neve, a due passi dal centro. I prezzi non sono bassissimi, ma oltre al garage per la moto, c'è compreso pure uno sconto del 10% in un gruppo di quattro ristoranti convenzionati.

Siccome è presto, ci facciamo una doccia ed andiamo a fare un po' di shopping. Tra settimana ancora il turismo di massa non si è mosso... si sta bene. Ci si rilassa. Lo spritz in centro a Cortina mi mancava 😋

Cena sulla terrazza del Ristorante Pizzeria El Bronsin... la guancetta di manzo brasata era davvero notevole. Consigliato 😉

Giovedì 8 luglio.

Dopo una buona colazione risaliamo sulla Multistrada e ci dirigiamo immediatamente verso uno dei miei passi preferiti: il Passo Giau.

Il bello di essere lì di prima mattina (e in mezzo alla settimana) è che non c'è troppo traffico. E' quasi tutto per noi (anche se ricordo di esserci arrivato, qualche volta, a inizio stagione, in mezzo a muri di neve e senza nessuno attorno... ma erano anni senza pandemia, senza restrizioni, senza le limitazioni alla mobilità).

Passiamo da Colle Santa Lucia, dove Vaia ha spazzato via centinaia di migliaia di alberi. Ogni volta che passiamo di qua, dopo quel maledetto ottobre 2018, proviamo sempre più pena... 

Operai forestali-alpinisti stanno pulendo una parete. Approfittiamo della sosta forzata per indossare l'antipioggia...

La salita al Passo Pordoi è purtroppo su strada bagnata. Però che bello essere così in pochi, quassù!

Dopo il caffè "dalla Maria", scendiamo a Canazei per poi risalire verso il Passo Fedaja, con la splendida Marmolada sulla destra. Scendiamo fino ad Alleghe, e poi ci sono le curve divertenti del Passo Valles, dove ci fermiamo per pranzare con un paio di cappuccini e torta. 

Il Passo Rolle offre ancora un bellissimo scorsi di Dolomiti, poi piano piano si scende. Dopo Fonzaso prendiamo la strada per Fastro e Primolano (strada fortificata per sbarrare la strada agli assalitori) e saliamo sull'Altipiano dei Sette Comuni da Enego.

Raggiungiamo Foza, un paesino che amiamo molto, ben curato, con una vista meravigliosa sulla pianura e sui paesi vicini dell'Altipiano. Come sempre alloggiamo all'Hotel Alpi, di cui conosciamo già anche l'ottima cucina.

La serata si fa movimentata poco prima di cena, quando una specie di tempesta di vento e grandine si abbatte su Foza... vola via anche la lamiera del tetto di una casa di fronte all'albergo. La Multistrada, parcheggiata in giardino, è bravissima: non si fa stendere dal vento. E la fortuna ci assiste, perchè non è colpita da nulla di quello che le cade attorno, neppure da alcuni chicchi di grandine di notevole grandezza che poi ritroviamo lì vicino una volta che tutto si è calmato.

I danni, per fortuna, non sono di rilievo neppure per l'albergo. Si cena con un po' di ritardo, ma la qualità rimane davvero ottima. E' un alberghetto che consiglio davvero!

Andiamo a nanna con i Vigili del Fuoco sui tetti delle case attorno a raccogliere i pezzi di tutto ciò che è volato via o è pericolante, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Venerdì 9 luglio.

Dopo colazione, lasciamo l'Hotel Alpi e scendiamo per la stretta e curvosa strada che da Foza scende a Valstagna... chi ha letto 'Il Sergente nella neve' di Mario Rigoni Stern non dimenticherà mai il tormentone "Qui Valstagna: parla Beppo!".

A Romano d'Ezzelino prendiamo la strada che sale verso Cima Grappa. Mi piace molto il massiccio del Monte Grappa. Denso di storia, di sacrificio. Ma anche duro, senza corsi d'acqua. 

Vivere qui, sia prima che durante che dopo la guerra, non deve essere facile.

Ci fermiamo a Malga Meda a comprare un po' di (buonissimo) formaggio, e scopriamo che ancora oggi non hanno acqua potabile corrente...

Ci godiamo il posto. Ci fermiamo per pranzo ad un tavolo (panoramico) del Rifugio Bassano (peccato una maledetta nuvola che arriva ad impedirci di vedere tutto ciò che c'è laggiù in pianura)... insomma, passeggiamo e cazzeggiamo.

Quando decidiamo di scendere ci fermiamo a vedere il Ponte di San Lorenzo, il punto più avanzato mai raggiunto dagli austro-ungarici prima di essere fermati e poi respinti...

E poi c'è il rientro, in pianura. Ma si sa: tutte le cose belle prima o poi finiscono. Rimangono i ricordi. Ed i report sul blog ;-)

Le mappe dell'itinerario, per chi cercasse idee per un giretto simile al nostro:






La 'collezione' dei passi, con foto, mappe e report, invece è QUI  😉