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martedì 22 aprile 2025

Cari bigotti, godetevi il lutto, ma vi dico, con sobrietà, che avete perso. E siete finiti

Il governo proclama ben cinque giorni di lutto nazionale per la morte di papa Francesco, in vista dei funerali che si terranno sabato: ed il ministro Nello Musumeci (sì, già questo è abbastanza triste 😅) ha persino affermato che per il 25 aprile le celebrazioni della Festa della Liberazione saranno sì ammesse ma «con sobrietà»

Come d'altronde sta avvenendo per altre ricorrenze formali e informali, all'insegna di un lutto clericale imposto di fatto a tutti i cittadini.

Che vadano 'fanculo: ora e sempre Resistenza. Viva il 25 aprile, viva la Libertà, viva la Repubblica, laica e democratica. Sobrietà sto cazzo.

I bigottini siano liberi di credere alle loro panzane, ma che smettano di rompere i coglioni a tutti, tanto i giovani trombano lo stesso (altro che la castità) e per fortuna con diffuso uso di anticoncezionali, in chiesa ci va una striminzita minoranza, anche i matrimoni civili sono ormai maggioranza. Il divorzio ormai è cosa normale, comunque, così come l'aborto. E se la politica ci permettesse di contarci sul diritto di scegliere il proprio fine-vita, sul suicidio assistito o sull'eutanasia, i bigotti sarebbero di nuovo sconfitti duramente.

Bene, divertitevi pure, con il vostro lutto di stato e lo show del funerale. Nella Società e nella vita di tutti i giorni siete finiti, i seminari ed i conventi sono vuoti, le parrocchie sono senza parroci: avete già perso.

mercoledì 16 febbraio 2022

La Corte Costituzionale, inginocchiata davanti al papa, incatena nuovamente tutti noi


Una decisione immonda, retrograda, vergognosa, immorale, bigotta e fascista. Ennesima negazione di un diritto civile degli italiani, ennesimo schiaffo alla nostra libertà di scegliere sulla nostra vita. Ennesima schifosa leccata di culo al vaticano, cancro millenario per il Paese e per le nostre esistenze.
Auguro a tutti i bigotti, i destrorsi, i retrogradi, gli antidemocratici, di passare molti anni della loro vita da tetraplegici, alimentati con un sondino gastrico ...ma da lucidi, in modo che possano godere della meravigliosa vita che intendono imporre a chi, al contrario, chiede gli sia lasciata libertà di scelta.
Una Corte Costituzionale di senzapalle, serva del vaticano, che ci incatena di nuovo, che impedisce di decidere sulla nostra vita, che rende di nuovo (o ancora di più) l'Italia uno Stato confessionale.
E ora di nuovo a lottare. Con maggiore cattiveria e determinazione. Contro il potere della chiesa cattolica, contro le ingerenze clericali nella vita pubblica italiana, contro la negazione delle nostre Libertà civili e individuali.
VERGOGNA! 

lunedì 20 novembre 2017

Un bigotto antidemocratico ed irrispettoso delle Leggi dello Stato italiano

'Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?' Il simpatico quesito è di un parroco bolognese, tal don Francesco Pieri (qui in foto, così sapete che faccia può avere un invasato del genere), su Facebook.
Pieri, tra l'altro docente alla Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna ha replicato al telefono, alle sollecitazioni di chiarimenti di un quotidiano, con un no comment, ma su Facebook, rispondendo ai commenti, ha sottolineato che 'moralmente non c'è differenza' tra Bonino e il capo di Cosa Nostra e ha aggiunto, rispondendo a un utente che scrive, 'sicuramente la Bonino', 'il che non rende certo migliore Riina, ma dice qualcosa sulle nostre ipocrisie diffuse'.
Ovvero: la Bonino ha sulla coscienza l'aborto, legge della Repubblica Italiana, nonchè passata attraverso un referendum, da 40 anni, il compianto Totò no. Semplice vero?
Questo docente esaltato non è altro che l'ennesimo bigotto che merita molto di più di un profondo disprezzo. 
Non è, infatti, solo un povero credulone che presta fede alla favoletta di dio, gesùcristovenutoamoriresullacrocepernoi (a far che? perchè? non potrebbe fare cose più concrete e comprensibili... tipo evitare la nascita di Hitler o far venire un coccolone a Stalin prima che potesse succedere al povero Lenin?) e alla verginità della madonna (eh, sì, sai, gli arcangeli sono belli, biondi, giovani... puó capitare un cornino al marito falegname :-) ).
No. Questo è uno di quei bigotti che, da duemila anni, vogliono imporre il loro stupido credo e la loro idiota idea di vita ed abitudini a tutti, anche ai non credenti.
E' uno di quelli che ci vorrebbero proibire di scegliere. Un nazista della croce. E come tutti gli invasati antidemocratici va combattuto in ogni i modo, isolato, irriso, cacciato fuori dalla società civile.
...anche perché, la vera domanda da porre a questi cialtroni della fede, dovrebbe essere: quanti morti hanno provocato le vostre religioni del cazzo, bigotti dementi?

venerdì 15 luglio 2016

Liberté, Egalité, Fraternité

Il terrorista di Nizza ha noleggiato un camion e ha schiacciato la folla. Non era noto come un estremista integralista, e probabilmente non lo era. Era solo un piccolo criminale senza futuro, un disadattato, magari un tossico o uno spacciatore. Uno che, fino all'altro giorno, in barba al Corano si drogava, rubava o si ubriacava.
L'Isis ha semplicemente dato un motivo per morire a molti di questi disadattati cerebrolesi, persone che non sono riuscite a costruirsi un futuro normale nelle società in cui vivono, e quindi odiano tutti gli altri (buona partire dai suoi miliziani sanguinari è di questa razza, solo una parte è integralista bigotta e convinta). Ecco che si trasformano in 'lupi solitari', ovvero dei kamikaze che aspirano, nel loro suicidio, a dare un senso alle loro vuote esistenze falciando decine di persone più fortunate nella vita...
Sarà una lotta dura, con questo terrorismo strano, violento e disperato.
Credo, innanzitutto, che l'Occidente debba togliere qualsiasi spazio fisico al Califfato ed alla sua strategia di comunicazione. I tagliagole dell'Isis vanno spazzati via ed eliminati senza pietà. Ma occorre poi imporre in quegli stati dei governi forti, anche a costo di lasciar correre un po' sugli ideali occidentali di libertà e democrazia, che in quei territori, fra tribù e fedi diverse, non funzionerebbero.
E poi è necessario che l'Occidente investa decisamente in progetti di sviluppo economico, perchè se c'è un futuro, se c'è un lavoro, se i disperati si riducono di numero, inevitabilmente calano anche gli aspiranti al martirio.
Infine il nostro Occidente: anzichè blaterare contro le moschee (luoghi di culto in tutto simili ai templi dei Testimoni di Geova o alle chiese cattoliche) è necessario affermare con forza l'inevitabilità della LAICITA' dello Stato. Tutti i Cittadini devono sottostare a regole laiche. Chi non se la sente, chi vuole affermare la superiorità del suo credo imponendolo agli altri, deve essere semplicemente trattato da fuorilegge. Punto.
Dovremo imparare a convivere per molto tempo con il terrorismo di matrice islamica (anche se spesso, come detto, è più un pretesto per morire vendicandosi della felicità altrui), ma per combatterlo occorre una strategia seria, corretta e di lungo respiro: gli strali ed i populismi beceri dei politici-sciacalli, sono solo, a mio parere, controproducenti :-(

giovedì 9 ottobre 2014

Dall'Oregon, un esempio di civiltà

Mi ha colpito molto questo bellissimo articolo pubblicato su La Stampa del 9 ottobre, che dovrebbe far riflettere sull'importanza della libera scelta per quanto attiene la nostra vita.
E dovrebbe far riflettere (ed anche incazzare) sul fatto che in Italia (come in molti altri Stati) esistono invece leggi liberticide che impediscono all'individuo di scegliere.
Ma se per i clericali la vita è di un dio e la sofferenza è un privilegio che porta in paradiso, e a nessun ateo verrebbe l'idea di imporre un'eutanasia, la potenza dei bigotti invece continua ad imporre le loro regole anche a chi non crede, e vuole essere libero di decidere sulla propria vita.
Credo che sarebbe davvero ora di cominciare a dare battaglia su questi temi. 
Perchè di questo bigottismo antidemocratico non se ne può più.

La scelta di Brittany “Morirò il 1°novembre”

La 29enne malata di cancro ha deciso per il suicidio assistito in Oregon

Brittany morirà il primo novembre, come ha deciso dopo aver saputo che un tumore al cervello l’avrebbe uccisa nel giro di pochi mesi tra dolori atroci. «Non c’è una sola cellula del mio corpo - dice lei - che vuole morire.Voglio vivere.
Proprio per questo però, dovendo morire, ho scelto di farlo alle mie condizioni. Godrò a pieno ogni istante della mia esistenza, finché potrò.
Poi morirò. È una scelta etica, perché è la mia scelta».
Questa terribile storia, che sta riaprendo il dibattito sull’eutanasia negli StatiUniti, era cominciata all’inizio di gennaio, quando Brittany Maynard aveva cominciato ad avvertire forti mal di testa molto debilitanti. Aveva 29 anni, si era appena sposata con Dan Diaz, e viveva a San Francisco un’esistenza piena di promesse. La diagnosi dei medici l’aveva lasciata in stato di choc: tumore al cervello.
I dottori però le avevano dato qualche speranza: curare il cancro in maniera definitiva non era possibile, ma un intervento chirurgico avrebbe potuto ridurlo, dandole forse altri dieci anni di vita.
Poco dopo Capodanno Brittany si era fatta operare, sperando di tornare a una esistenza il più normale possibile.
Ad aprile, però, i dolori erano tornati. Il tumore non era stato fermato, ed era diventato un glioblastoma di quarto grado, cioè un cancro maligno che non lasciava più alcuna opzione per curarlo.
Secondo i medici, aveva poco più di sei mesi di vita.
Ricevuta questa terribile notizia, Brittany aveva valutato tutte le ipotesi di terapie praticabili, e si era convinta che nessuna l’avrebbe davvero aiutata. Le radiazioni totali del cervello e le altre opzioni disponibili avrebbero rovinato i suoi ultimi mesi di vita, senza darle una realistica possibilità di allungarla. Quindi aveva deciso di trasferirsi in Oregon, per approfittare della legge che in questo stato consente ai pazienti terminali di suicidarsi con l’aiuto di un medico. La famiglia aveva accettato la sua decisione e l’aveva seguita.
Brittany ha vissuto con intensità questi ultimi mesi, godendo soprattutto della natura insieme al padre, la madre, il marito, e il suo miglior amico, che è un medico. Ora però i sintomi stanno aumentando e annunciano che la fine è nente, quindi lei sta pianificando il suo suicidio assistito.
Il medico che l’ha visitata le ha già dato la ricetta per acquistare i farmaci letali e lei la porta sempre con sé. Nel frattempo, però, ha alcune cose da completare. Sta conducendo una campagna per favorire l’eutanasia, che al momento negli Usa è legale solo in cinque stati, e ha creato una fondazione per raccogliere fondi a questo scopo. Quindi sta registrando video per far conoscere la sua storia e la sua posizione, e appelli ai parlamentari della California affinché adeguino le leggi dello stato per consentire a tutti la «morte con dignità». Il 30 ottobre, poi, festeggerà per l’ultima volta il compleanno del marito. Due giorni dopo si stenderà sul letto, con lui, i genitori e il suo migliore amico al fianco, e prenderà le medicine della ricetta che ha in tasca.
PAOLO MASTROLILLI

sabato 13 agosto 2011

Eliminare qualche festa va bene, ma non solo quelle laiche!

Ci sono rimaste solo 3 (TRE) feste laiche sul calendario, e tutte con un significato importante per questo Paese.
Può anche starci, in casi eccezionali, l'esigenza di passarle di domenica.
NON ci sta, però, passare di domenica quelle e continuare a festeggiare l'8 dicembre (l'immacolata concezione di chi?), tutti i santi (ma quali? Tutti quelli che si inventa il Vaticano... anche Pio IX e Pio XII... o l'oscurantista Woytila?) o delle migliaia di santi-patrono di ogni cazzutissimo paesino...
Da italiano, da laico, pretendo almeno pari dignità (ed è già una concessione molto larga): quindi sia immediatamente convocato il Vaticano per discutere lo spostamento alla domenica di qualche festività legata al credo cattolico. Gattostanco

venerdì 21 agosto 2009

La differenza fra cattolici e clericali

Oggi propongo ai due lettori del mio Blog una bella riflessione di Massimo Salvadori: "I fondamenti della grammatica concettuale possono essere distorti per trascuratezza o ignoranza, ma anche per un calcolo strumentale. È il caso dell´uso, diventato in Italia corrente, dei termini "laici" e "cattolici", secondo cui i primi sono i non credenti, coloro che non intendono dare alla Chiesa cattolica tutti i diritti che le spettano, e i secondi gli appartenenti, tout court in quanto cattolici, al fronte contrario. Ed è naturale che siffatta distinzione-opposizione, la quale altro non è se non una grande confusione-distorsione, piaccia assai alle gerarchie cattoliche, perché essa altera e nasconde la vera distinzione-opposizione: quella tra "laici" e "clericali".
Bisogna dire che davvero offende che si sia dimenticata, sovente anche da parte di molti che si qualificano come laici e si sono tranquillamente adattati alla confusione, la lezione di grandi studiosi non credenti e credenti, cattolici e non cattolici, quali Francesco Ruffini, Gaetano Salvemini, Carlo Arturo Jemolo, per citare pochissimi nomi esemplari. I quali hanno insegnato che laici non vuol dire non cattolici, che cattolici non significa non laici, che i laici sono i non clericali indipendentemente dal fatto di essere o non essere credenti, cattolici o non cattolici e che i cattolici si dividono a loro volta in non clericali e clericali.
Una grammatica concettuale, questa, ben chiarita a suo tempo, ma che appare oggi in Italia largamente dimenticata.
A ribellarsi alla distorsione dovrebbero essere sia i non credenti sia i cattolici non clericali; ma così non è. È pur vero che ogni tanto qualche voce, anche dal versante cattolico, si leva a respingere la distorsione, ma questa ormai si è imposta.
Alle gerarchie ecclesiastiche riesce comprensibilmente gradito un simile stato di cose. Dividere gli italiani tra laici e cattolici costituisce il presupposto di una contrapposizione ad esse conveniente, della tenace azione intesa a impedire l´emergere anzitutto all´interno dei cattolici della distinzione tra cattolici laici e cattolici clericali, della riduzione dei laici a "laicisti" non credenti che non riconoscono il diritto della Chiesa di occupare lo spazio pubblico nei modi prevaricanti e privilegiati a questa assicurati a partire dai Patti del Laterano.
La laicità è libertà per tutti; è rispetto dei diritti di ogni individuo e gruppo di seguire ciò che detta la coscienza, di praticare, organizzandosi, la propria filosofia, ideologia e religione senza violare i diritti altrui e pretendere di acquisire posizioni di monopolio o di predominio in forza di privilegi e della discriminante protezione del potere politico; è creazione di un luogo aperto in cui le frontiere delle credenze si formano e si spostano unicamente per spontaneo consenso; è confronto paritetico tra le verità che si ritiene di possedere e si vogliono divulgare; è riconoscimento reciproco della dignità di tutte le visioni del mondo non violente, del diritto di dibattito e confronto; è rinuncia al ricorso a bracci secolari per far prevalere le une a danno delle altre.
Per questo la laicità è un´idea universalistica che nessuno esclude e tutti comprende; e che richiede uno Stato laico, di diritto, tutore del pluralismo culturale, religioso e sociale.
Esso è laico perché assicura nell´eguaglianza le libertà di credenti e di non credenti, di credenti sia cristiani sia appartenenti ad altre confessioni. In questo sta la sostanza, continuamente fraintesa, della "neutralità" dello Stato laico.
Da esso si differenzia lo Stato semi-laico, quale è lo Stato italiano odierno, che afferma i valori laicità ma in via di fatto conferisce privilegi di molteplice sorta alla Chiesa cattolica, la quale li chiede, anzi pretende, in nome del principio illiberale e contrario all´eguaglianza che la religione della maggioranza abbia in quanto tale diritti particolari, da tradursi in primo luogo in moneta sonante e una posizione dominante nel campo dell´insegnamento.
Lo Stato laico si contrappone allo Stato clericale, che nella storia europea ci ha dato continui aspri e persino crudeli conflitti religiosi, politici e civili; alla cui fine hanno contribuito il riformismo dei sovrani settecenteschi, le lotte di liberali e democratici, il tanto, anche recentissimamente deprecato dalle gerarchie vaticane, illuminismo, il faticoso farsi strada nel seno e del protestantesimo e del cattolicesimo delle correnti che, non a caso, furono denominate e si denominarono "liberali".
Tendenze liberatrici, che la Chiesa cattolica combatté e denunciò come perniciose e colpevoli di contrastare e al limite di mirare a distruggere l´unica verità in effetti tale e in grado di guidare propriamente le coscienze. Certo, oggi non è consentito neppure alla Chiesa di respingere frontalmente, come in passato, lo Stato laico; ma laico essa lo vuole sempre e soltanto se le offre gli strumenti per stabilire una condizione di primato religioso, morale e civile, orientando allo scopo la politica.
Basta, dunque, nel nostro paese con questo deviante, equivoco, prevalente linguaggio che pone da una parte i laici e dall´altra i cattolici; e si ritorni alla giusta, vera e illuminante distinzione tra laici e clericali.
Uno dei terreni principali in cui in Italia si gioca la questione della laicità dello Stato è, come a tutti presente, la scuola. A questo proposito vorrei concludere citando un passo di Salvemini, tratto da un discorso tenuto alla Camera il 2 luglio 1920. Lo Stato - diceva - «non domanda all´insegnante quale fede politica e religiosa abbia: gli domanda solo che dimostri di possedere l´educazione critica e scientifica senza cui ogni fede è dogmatismo, è catechismo, è fanatismo, non è luce di umanità, non è vita dello spirito. Gli domanda (…) di sviluppare nei suoi alunni quelle abitudini critiche e razionali, che permettano loro di rendersi conto delle basi attuali delle loro credenze, e li metta in grado di conservarle o mutarle (…)».
Ora i cattolici che respingono i principi di laicità «non accettano questa scuola. Per essi la verità è una sola: quella tramandata da un ente superiore all´umanità e di cui è depositaria la gerarchia ecclesiastica… E la scuola deve insegnare questa sola verità».
Il tempo passa, ma in Italia resta sempre aperta la questione di intendere la laicità per ciò che è e ha da essere.
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Articolo di Massimo L. Salvadori pubblicato su La Repubblica di venerdì 21 agosto 2009

giovedì 21 maggio 2009

Laicità: una bella notizia rilanciata dall'ADN-Kronos

E' di ieri, 20 maggio, questa notizia "battuta" (uan volta c'erano le telescriventi, oggi sarebbe più corretto utilizzare il termine pubblicata) dall'agenzia ADN-Kronos:
Boom di 'sbattezzi' a Milano, nel 2009 già 200 richieste.
Mons. Manganini si dice amareggiato per la consistente crescita del fenomeno: "Ne devo firmare anche 5 o 6 in un giorno". Il religioso intervistato dal 'Giornale'.
Roma, 20 mag. (Adnkronos) - "Come pastore mi preoccupo. E soffro dovendo firmare come ho fatto anche stamani, cinque o sei richieste del genere...". Lo afferma Monsignor Luigi Manganini, vicario per la disciplina dei sacramenti della diocesi di Milano, che in un'intervista a "Il Giornale" si dice amareggiato per la consistente crescita del fenomeno degli "sbattezzi": nel 2008 erano stati in tutto 200, nei primi cinque mesi di quest'anno sono già più di 200 e tutto lascia credere che possano raddoppiare."Sbattezzo" è un termine improprio, usato da alcune associazioni come l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) per indicare il gesto volontario con il quale una persona chiede sia formalizzato l'abbandono della religione di appartenenza. Fenomeno in costante crescita, che risente probabilmente di un clima politico-mediatico nel quale la Chiesa cattolica è rappresentata come "Chiesa dei no" (questo il titolo di un libro-inchiesta del vaticanista Marco Politi edito da Mondadori).
A Milano non si registrano ancora "celebrazioni" come quelle che si svolgono nei circoli anarchico-repubblicani della Romagna, dove esiste una vera e propria "cerimonia di sbattezzo", ma la frequenza dei casi preoccupa non poco il cardinale Dionigi Tettamanzi e i suoi piu' stretti collaboratori. Era stata l'Uaar nel 1995 a intraprendere un'iniziativa per il riconoscimento legale della volontà di non essere pià considerati cattolici.
"E' del tutto fuori luogo parlare di 'sbattezzo' - spiega Manganini al 'Giornale' - dato che il battesimo è un sacramento irreversibile per chi crede, che non puo' essere cancellato in alcun modo. Di fronte alla richiesta esplicita chi vuole sia attestato il suo abbandono della fede cattolica, la Chiesa si limita a segnalare questa volontà nel registro dov'era stato trascritto l'atto di battesimo".
Il prelato definisce "inquietante" il considerevole aumento dei casi. La procedura prevede che la persona interessata compili un modulo con la richiesta e si rivolga al proprio parroco il quale a sua volta invia la comunicazione all'ufficio per la disciplina dei sacramenti della curia."
'Per prima cosa - aggiunge il vicario del cardinale Tettamanzi - invitiamo il parroco a parlare con la persona che ha chiesto la cancellazione. Se poi questa insiste, cerchiamo di convocarla noi per un colloquio. Ma non vengono quasi mai. Si tratta infatti solitamente di persone molto determinate. Si prepara allora un documento della curia con il quale si autorizza il parroco che conserva il registro di battesimo a trascrivere la volontà espressa dal soggetto». Nella pagina dov'è' riportato l'atto di battesimo, si scrive pertanto che la persona «ha notoriamente abbandonato la fede cattolica".
L'annotazione non e' irreversibile, "c'e' sempre la possibilità, e la speranza - dice monsignor Manganini - di un ravvedimento".
Di fatto, quest'atto equivale all'apostasia, e dunque chi si "sbattezza" è automaticamente scomunicato, cioè interdetto dai sacramenti e dai funerali in chiesa.
Colpisce anche il dato relativo all'età dei milanesi che chiedono lo "sbattezzo": "Capita che ci sia qualche anziano - rivela il prelato - ma la maggioranza è tra i quaranta e cinquant'anni. Si tratta cioè di persone ancora nel pieno della loro vita, che intendono troncare definitivamente e polemicamente la loro appartenenza alla comunità cristiana.
Questo obbliga noi cristiani a interrogarci su quale sia la testimonianza che stiamo offrendo ai nostri fratelli, anche perchè nel caso italiano, l'abbandono del cattolicesimo non può avere alcuna motivazione economica, come invece accade in Germania, dove chi rinuncia smette di versare una tassa obbligatoria alla propria comunità di appartenenza".(fine)
Paese civile, la Germania, mi pare di poter commentare. Comunque questa è nel complesso una notizia molto positiva ed un segnale che i cittadini possono inviare ad un vertice, quello della chiesa cattolica, sempre più becero, bigotto, intollerante e lontano dalla vita reale di tutti noi. Questo, almeno, è il mio parere.

mercoledì 20 maggio 2009

Ottopermille e cinquepermille

Mi sento meglio. Ho firmato la dichiarazione dei redditi ed apposto due firme:
- quella per l'otto per mille alla chiesa Valdese (direte voi: "Ma tu non sei ateo?" Sì, è vero. Ma visto che una buona parte dei quattrini che vengono disposti a favore dello Stato Italiano, poi, passano a iniziative della chiesa cattolica, mi pareva che la decisione più giusta fosse questa. I Valdesi tutto quanto ricevono spendono veramente e solo in iniziative benefiche... quindi...)
- il cinque per mille l'ho devoluto all'UAAR. Sì, l'Unione Atei Agnostici Razionalisti. A mio parere c'è infatti molto bisogno di battaglie laiche in questo Paese www.uaar.it
Se vi serve qualche informazione indipendente su come viene diviso e poi utilizzato l'otto per mille: http://www.occhiopermille.it

venerdì 27 marzo 2009

Ostaggi degli ayatollah cattolici e di chi fa affari con loro

Ieri il Senato della Repubblica italiana ha definitivamento messo nero su bianco che siamo ostaggi.
Ostaggi dei voleri di una chiesa, quella che sta in Vaticano: la chiesa cattolica romana. Quella che anni fa metteva al rogo le streghe o chi, come Galileo, osservava che forse la fede "non l'aveva spiegata proprio giusta". Quella stessa chiesa che qualche decennio fa benediva le baionette dell'Impero risorto sui colli di Roma, presenziava alle sfilate delle Camicie Nere, si accordava con il Duce per ottenere le prebende ed i privilegi di religione di Stato... e non ha mai scomunicato chi toglieva ogni libertà e dignità agli ebrei o agli antifascisti, rinchiudendoli prima nei ghetti, poi nei lager ed infine, semplicemente, li sopprimeva in una colonna di fumo o nel freddo delel fosse comuni.
Bene (anzi, male!): questa chiesa continua a poter contare, in questo Paese (ormai solo in questo paese...) in una forza politico/finanziaria/economica colossale. Ovvio che il centrodestra (che non nasceva come movimento compattamente clericale) in cerca di una identità e di una storia politica di fatto inesistente in FI, ne abbia approfittato, svendendo la laicità dello Stato in cambio di un patto di ferro con il Vaticano di un papa oscurantista come Ratzinger.
E quindi Berlusconi ed i suoi accoliti gli hanno svenduto i diritti di milioni di Italiani.
Gli hanno svenduto le nostre vite, il nostro diritto a scegliere la fase terminale della nostra vita.
Secondo questa tragica messinscena che dovrebbe chiamarsi “Testamento bio-illogico” votato in Senato, i cittadini, credenti o meno, dovranno tutti rassegnarsi a soffrire e ad accettare cure e nutrizioni forzate, perchè la vita è dono di un dio. Anche se loro a quel dio non credono, anche se credono ad un altro dio.
Come scrive Valerio Magrelli su MicroMega "la fede si è trasformata da scelta individuale in strumento di sopraffazione" ed è stata svelata "...l’anima nera, violenta, vendicativa, prevaricatrice, di ogni santa inquisizione, il gusto inebriante per la conversione forzata: 'Non mi basta decidere per me, voglio farlo anche per te. Voglio che tu sia libero di ubbidirmi'..."
I Radicali di Emma Bonino e l'IDV di Antonio Di Pietro hanno promesso battaglia alla Camera (ma con i numeri che gli italiani hanno assegnato in questo Parlamento a Berlusconi non ci sono speranze), ma dovremo tutti impegnarci affinchè si possa svolgere e raggiunga il quorum, l'inevitabile referendum che ci liberi dai rapitori con i sottanoni e da chi ci ha loro svenduti.

giovedì 19 marzo 2009

Poche parole... molta vergogna

Non c'è molto da dire. Questo commento di ElleKappa su "La Repubblica" di oggi mi pare sufficiente. E, se ci pensiamo, può estendersi ad ogni azione della chiesa cattolica e di un governo Berlusconi che si sta comportando oggi con Ratzinger come ieri con Bush: prostrandosi senza ritegno, senza dignità, in nome del Popolo Italiano ma ignorando il comune sentire dello stesso Popolo che, purtroppo, ha dato la maggioranza a questa Maggioranza.
E chi ha un po' di testa e di rispetto per la Libertà di coscienza, per la Laicità dello Stato, per il rispetto delle Regole delal Democrazia, ovviamente, si vergogna.

lunedì 9 marzo 2009

Una chiesa sempre più oscurantista, isolata, incomprensibile

Notiziuola dal Brasile: "la chiesa cattolica brasiliana ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l'aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno.
"Chi ha realizzato l'aborto è stato scomunicato, si spera che queste persone, in un momento di riflessione, si pentano", ha dichiarato alla stampa l'arcivescovo di Recife, José Cardoso Sobrinho. I medici di Recife, nel nordest del Paese, hanno praticato l'aborto dopo aver stabilito che la bambina rischiava la vita se avesse portato avanti la gravidanza e partorito i gemelli che aveva in grembo, ed i Brasile l'aborto è permesso in casi di supro o pericolo di morte per la donna (la bambina, in questo caso).
L'arcivescovo ha sottolineato invece che "la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore".
Beh, se questa è la legge del suo dio se la può tenere. E a mio parere questo tronfio arcivescovo può tenersi anche il suo dio.
Questo caso è l'ennesima prova di come, ormai, la chiesa cattolica abbia scelto la linea dello scontro frontale con la libertà dei cittadini (e anche del buon senso, mi apre) e quindi in ogni Paese civile occorra alzare la guardia a difesa della laicità dello Stato, pena il ritorno agli stati governati dalle leggi religiose e dagli ayatollah del Vaticano, e alla limitazione dei diritti dei non credenti o dei diversamente credenti.
Ci sono momenti in cui mi chiedo come delle persone adulte e con un cervello funzionante seguano ancora gli insegnamenti della chiesa cattolica. E credo che per i medici di Recife, quella scomunica sia da incorniciare, perchè l'attestazione di aver operato a difesa del diritto e dell'intelligenza, contro l'oscurantismo medioevale di una chiesa ormai isolata e incomprensibile.
E adesso scomunicate anche noi!Su Facebook è stato costituito il gruppo “Voglio essere scomunicato anch’io!”. Questo il manifesto:
Sono per la masturbazione, per il sesso prematrimoniale, per l’uso del profilattico.
Sono per la decriminalizzazione dell’omosessualità, per l’aborto terapeutico, per l’eutanasia.
Sono per le coppie di fatto, per l’assenza dei crocifissi nelle scuole, per “libera chiesa in libero stato”.
Sono contro il battesimo ai neonati, contro la confessione dei peccati, contro l’idea di “dogma” e “eresia”.
Sono contro la protezione dei preti pedofili, contro l’Opus Dei, contro il potere temporale della chiesa.
Per aderire al Gruppo “Voglio essere scomunicato anch’io!” vai su Facebook

lunedì 23 febbraio 2009

Un partito serio decide a maggioranza Anche sull’etica

Ho trovato una gran bella intervista ad Ignazio Marino. Faccio copia-incolla della prima parte e la ripropongo, perchè mi pare molto importante, sia per quanto esprime sul tema della laicità dello Stato, sia per quanto riguarda la possibilità di sopravvivenza del PD.
Ignazio Marino, 54 anni, è tornato in Italia da tre anni. Viveva a Pittsburgh, poi a Philadeplhia. Dirigeva il centro trapianti di una delle più antiche università americane, il Jefferson medical college. Trapianti di fegato.
«Ho scelto di occuparmi del fegato perché è l'intervento ancora oggi tecnicamente più difficile. Ero attratto, da ragazzo, dall'idea di poter fare qualcosa che non tutti sono in grado di fare».
Opera ancora, la domenica e il lunedì, a Verona. E' nato a Genova, ha una figlia adolescente, ha studiato alla Cattolica. E' cattolico, cresciuto con gli scout. A chi entra nel suo ufficio - una mansarda a Sant'Ivo alla Sapienza - mostra una lettera indirizzata da Paolo VI ai medici cattolici nel 1970.
«Legga, io non avrei saputo dire parole così». Scriveva il Papa: nella fase terminale di una malattia incurabile dovere del medico è «alleviare la sofferenza e non prolungare con qualunque mezzo una vita che non è più pienamente umana».
Non pienamente umana.
Parliamo della legge sul testamento biologico proprio oggi che in commissione il gruppo del Pd si è diviso: 6 senatori tra cui Marino hanno votato contro la proposta Calabrò, il ddl del governo, 3 si sono astenuti. Tra questi Dorina Bianchi, teo-dem che da pochi giorni ha preso il suo posto alla guida del gruppo Pd in commissione Sanità. Tra ex Ds ed ex Margherita si è consumato ieri uno scontro aspro che a molti è parso il prologo di quel che potrebbe accadere da domani nel Partito democratico. Anche di questo, delle sorti del partito, parliamo con Marino: pensa che si debba arrivare al più presto a «delle primarie vere, non di corrente».
Di sé dice: «Non sono la persona più adatta, ma i candidati non si autocandidano. Quando c'è un'indicazione collettiva sono chiamati al confronto. Non è affatto una mia aspirazione ma se fosse utile ad un cammino comune, certo».
Senatore, lei ha detto che se passasse questa legge bisognerebbe sottoporla a referendum. Marini ha commentato che le sue sono 'fantasie da scienziato'. Gasparri, dopo il voto di ieri, che 'la linea Marino è stata sconfitta'. Si sente sconfitto?
«Siamo in un pasticcio, si dovrebbe ripartire dall'esame della realtà. Non c'è bisogno di essere scienziati per contare fino a dieci: se su 9 persone 6 esprimono un parere questa è la maggioranza. Ho osservato ieri che si dovrebbe tener conto dell'opinione della maggioranza, rappresentarla. Non vorrei che si arrivasse alla decisione di non decidere, tutto qui. Quel disegno di legge è incostituzionale e antiscientifico. Il centrodestra ha mostrato finora assoluta indisponibilità alle modifiche. Se passasse così com'è avremmo migliaia di ricorsi alla Corte costituzionale».
Perché?
«All'articolo 2 dice che l'attività medica non può in nessun caso consentire la morte del paziente. Welby non potrebbe più decidere di sé, domani: nessuno potrebbe staccare il respiratore a chi lo voglia. L'articolo 5 parla di idratazione e alimentazione come forme finalizzate ad alleviare le sofferenze e le esclude dal testamento biologico: anche a voler banalizzare e parlare, come si fa, di pane e acqua ciascun medico sa che non è questo ad alleviare le sofferenze del paziente.
Inoltre mi domando, per paradosso: e l'aria? Perché non è contemplata la respirazione forzata che, come in assenza di capacità di deglutire, è determinata da una lesione neurologica e muscolare? All'articolo 6 il testamento biologico è di fatto reso inapplicabile. Si dice che bisogna andare ogni tre anni a depositarlo dal notaio, che i notai devono accoglierlo a titolo gratuito (non sono stati sentiti! Lo farebbero?) che bisogna andarci col medico di base e col fiduciario. Immagini questo corteo di persone che ogni tre anni va dal notaio. Un medico di base, che ha in media 1500 assistiti, dovrebbe andarci 500 volte all'anno, escludendo i festivi anche 3 volte al giorno. Una ragazza di 18 anni che voglia fare oggi la dichiarazione dovrebbe tornarci col corteo circa 24 volte nella vita. Tutto questo senza che le disposizioni siano vincolanti. E allora per cosa tanta fatica? Bisognerebbe piuttosto ripartire dalla Costituzione».
Cosa intende?
«La salute è un diritto di tutti gli individui, c'è scritto. Individui, non cittadini. Pensi al dibattito di questi giorni sulle cure mediche agli immigrati. Nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la sua volontà. Allora dov'è il problema se si fa una legge che lasci a ciascuno la scelta?»
Lei, da cattolico, non sente il bisogno di fare proselitismo per le ragioni della vita?
«I principi morali non si impongono per legge. La catechizzazione, eventualmente, si fa con l'esempio».
Non hai mai avuto difficoltà a interrompere un trattamento?
«L'ho avuta, sì, a lasciar andare un paziente. In questi casi la soluzione si trova dentro l'ospedale. Non ho mai tolto un respiratore, come spesso i parenti chiedono negli ultimi momenti per avere intimità col malato. Togliere il respiratore mi riesce difficilissimo. Ho chiesto di farlo ai miei collaboratori, se quella era la volontà espressa. Ho avuto una donna di 27 anni con un figlio di 5 colpita da un'epatite fulminante, dopo il trapianto il decorso ha avuto un esito pessimo ed eravamo oltre i protocolli: non c'era da insistere. Nonostante il parere dei colleghi ho deciso di trapiantarla di nuovo. Era il 2002, mi chiama ancora ogni tanto.
Ho avuto un veterano del Vietnam colpito da epatite b, aveva un testamento biologico precisissimo: dopo due settimane di terapia intensiva il trattamento doveva essere sospeso. Suo fratello ha fatto cinque ore di volo per assicurarsi che fosse rispettato. Pensavo che ci fossero ancora possibilità, ho convocato il comitato etico dell'ospedale che ha deciso di rispettare la libera scelta del malato. Il vero umanesimo è rispettare la volontà degli uomini anche quando è difficile. Il ricorso alla tecnica finisce per essere idolatria, è una rinuncia alla carità cristiana che è ascolto. Sono credente ma il compito del legislatore è laico».
Lei si è dimesso ad ottobre da capogruppo per presiedere la commissione d’inchiesta sull'efficienza del Servizio sanitario
«Vorrei studiare gli indicatori sulla qualità e l'efficienza delle nostre Asl. Per esempio. Quante fratture di femore vengono operate entro 48 ore dal ricovero? Quanti giorni prima di un intervento programmato avviene il ricovero? Se avviene 5 giorni prima si stanno usando male i soldi. Si trovano le migliori Asl e le peggiori, si interviene non in base a un criterio clientelare o politico ma in base a dei parametri di qualità».
Bisognerebbe poterlo fare anche in politica con le candidature.
«Certo. Bisognerebbe entrare in una fase in cui si candida chi lo voglia, e su questo non ci sarà carenza. Tra chi lo voglia si dovrebbe scegliere chi sia più adatto a quel ruolo. Non equilibri alchemici tra correnti: il profilo. Bisognerebbe sottoporre le persone al giudizio degli elettori».
E' soddisfatto di aver lasciato l'America per fare politica?
«Un giorno, due anni fa, ho parlato in aula a favore di un emendamento alla finanziaria che assegnava 180 milioni di euro all'anno per indennizzare i pazienti danneggiati negli ospedali col sangue infetto. Ho raccontato di quelli che avevo visto, entrati con una frattura e usciti con l'Aids. I loro occhi. Tutta l'aula ha votato. Ci sono altri modi di fare qualcosa per la salute oltre lo sala operatoria».
La chiesa non è sulle sue posizioni.
«La chiesa sono le suore di Haiti che curano i lebbrosi, non è il clero. La chiesa universale ha una straordinaria capacità di esserci. Sono stato scout negli anni '70, si discuteva di campi estivi comuni: la coeducazione di maschi e femmine. Si immagina? Paolo VI non si oppose a quel processo. Controllo, certo, ma non ostacolo»...
L'intervista, a cura di Concita De Gregorio è stata pubblicata su L'Unità e sull'Unità on line di venerdì 20 febbraio 2009.

mercoledì 11 febbraio 2009

Un appello ai laici del centrodestra

Il caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo permanente per 17 anni, al di là del caso specifico, del dolore di una famiglia, delle diverse idee che ciascuno di noi ha del "fine vita" e di quale libertà è concessa agli uomini e alle donne di deciderla per se, ci ha permesso di chiarire un aspetto politico di grande importanza.
Il PDL di Berlusconi ha deciso di allearsi con la chiesa cattolica allo scopo di avere la certezza di aumentare il proprio potere.
Eppure il partito di Berlusconi non era nato come movimento cattolico, anzi.
Al suo interno sono confluite molte anime socialiste, repubblicane, liberali. Certo, anche cattolici. Ma d'altronde i cattolici ex della grande "balena bianca" si sono divisi un po' ovunque sulla base delle diverse sensibilità: nel centro sinistra, nell'Udc, in AN, in Forza Italia.
Il problema dei laici del centrodestra (ma, visti i rapporti di forza nel Paese ed ancora di più nel Parlamento, il problema di tutti i laici italiani) è che se nel centrosinistra laici e cattolici discutono (e sui temi eticamente sensibili spesso è lasciata libertà di coscienza), nel PDL Berlusconi decide e governa la sua creatura in manera ben diversa.
E se ha scelto, come fece nel 1922 l'ex socialista anticlericale di Predappio, tal Benito Mussolini (che con il Vaticano firmò quell'orrenda cosa chiamata Concordato) di cavalcare l'alleanza con il potentato clericale, per i laici del PDL non c'è più possibilità di discutere, di scegliere, di contare.
Se i Laici del PDL non molleranno Berlusconi, avranno sulla loro coscienza, aver riportato indietro l'orologio della storia italiana di 90 anni, consegnando al terzo millennio un'Italia governata dalle leggi vaticane.
Sì, ci imporranno una legge liberticida sul testamento biologico, di eutanasia neppure si potrà parlare. La scuola cattolica avrà sempre più finanze, tolte a quella pubblica. Libertà di scelta della donna sul tema dell'aborto e e politiche sulla contraccezione saranno sempre più a rischio.
La domanda è: questa è l'Italia che sono pronti a supportare i laici del centro destra?
Se la risposta è no, è necessario che tolgano subito l'apporto al centrodestra di Berlusconi, subito, e alle elezioni. Sì, perchè nel partito verticista del Premier sono solo i risultati elettorali che contano: le decisioni sono solo quelle del vertice, ma se cominciano a ridursi i consensi, allora, forse, potrà esserci una marcia indietro.
Elezioni regionali sarde, elezioni europee: i laici del centrodestra hanno un compito, dare un segnale a Berlusconi.
A mio modestissimo parere questo è il momento di non ritorno per la nostra democrazia repubblicana e laica.
E siete voi, laici della maggioranza di centrodestra a dover decidere da che parte stare: con il Vaticano o con la Libertà...

sabato 7 febbraio 2009

Prepariamoci a difendere la democrazia, perchè il caso Englaro è solo un pretesto

Il fine è chiarissimo: Berlusconi ha scelto di utilizzare la tragedia di una donna in stato vegetativo permanente da 17 anni per allearsi con il vaticano del retrogrado Ratzinger per dare la spallata alla Costituzione italiana e dimostrare di poter controllare sia la Magistratura che la Presidenza della Repubblica.
Probabilmente ha calcolato che su un altro argomento non avrebbe potuto contare sui bigotti-alla-Binetti del centro sinistra e sull'UDC di Casini. Invece calpestando i diritti di una persona in coma, insultando pesantemente la famiglia Englaro "A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Tutto qui".
A parte Fini e Della Vedova, pare che i laici del centrodestra si siano volatilizzati. Ovvio: nel centrosinistra discutere è normale, nel Popolo delle Libertà (pare ormai ridicolo un nome del genere...) contraddire il Padrone non è salutare. E se il Padrone ha deciso che leccare il culo a Ratzinger, Bagnasco, Ruini e tutta la parte più retriva della chiesa cattolica, ecco i baldi ex-socialisti, ex-liberali, ex-repubblicani pronti ad inginocchiarsi.
La libertà dei cittadini? Il valore della Costituzione? Il bilanciamento dei poteri dello Stato? Il ridicolo dvanti al mondo?
Cosa volte che sia: se Berlusconi ha deciso di conquistare il Potere utilizzando l'arma della distruzione dei diritti individuali degli italiani, beh, mica ci si può opporre.
E se poi qualcuno si chiede perchè, chi oggi fa le barricate per impedire di compiersi il destino di una ragazza che è stato fermato dai medici 17 anni fa, è pronto a far morire decine di immigrati che avranno paura di andare dai medici per paura di essere denunciati... cosa volete che sia? Si troverà qualche caso umano da passare in tv per far pensare ad altro, o un nuovo Kakaà da comprare o da vendere. Tanto gli italiani hanno la memoria corta...
Prepariamoci in ogni modo a difendere la democrazia, prchè il caso di Eluana Englaro è stato solo un pretesto, un ignobile, vergognoso pretesto di un avvoltoio che sta cercando di prendre tutto il potere. Anche quello sulla nostra morte...

venerdì 23 gennaio 2009

Eutanasia del diritto: la vergogna italiana

La minacce di un ministro rendono inapplicabili il dettato della Costituzione ed una Sentenza della Cassazione... Sacconi come i bravi di Don Rodrigo... una VERGOGNA per il nostro Paese
Un ricatto. Un'intimidazione odiosa fondata sulla minaccia di togliere il denaro che dà lavoro almeno a 300 persone.
Un attentato al diritto: c'è una sentenza ma alla politica - a questo governo, a questo ministro - non interessa. Decide lui, è lui che ha i soldi e il potere: il resto non conta.
Provate a spiegare cosa sia cambiato per Eluana Englaro e per la sua famiglia nelle ultime ore.
Provate a dirlo a un adolescente che ve ne chiede conto, a uno straniero di passaggio in Italia. L'ho fatto, ieri, con entrambi.
Perché la clinica non vuole più ospitare Eluana?, mi ha domandato mio figlio liceale. Perché ha paura che il ministro tolga il lavoro a trecento persone, se lo fa.
Dice proprio così il comunicato «il ministro potrebbe assumere provvedimenti che metterebbero a repentaglio il posto di lavoro di più di trecento persone». Ma cosa c'entra il ministro con la clinica, non è privata? C'entra, perché sì è una clinica privatama vive della convenzione con la Regione: per ogni paziente che ospita riceve una quota di denaro pubblico. Se non ricevesse più quel denaro non ce la farebbe a sostenere le spese da sola e dovrebbe chiudere.
E perché il ministro non vuole che ospiti Eluana? Perché quella clinica aveva dato la disponibilità ad applicare la sentenza che dice che Eluana e la sua famiglia hanno il diritto, la libertà di decidere se e come e quanto accanirsi a tenerla in vita.
La famiglia di Eluana ha chiesto di interrompere l'assistenza, dopo tanti anni di quella specie di vita e senza che si siano speranze. La giustizia ha detto che possono farlo.
E perché - domanda ancora il ragazzo - il ministro non vuole, allora?
Perché il ministro non è d'accordo con la giustizia. Dunque dice: se non fate come voglio io vi tolgo i soldi che vi consentono di lavorare.
Ecco, è questo. È nelle domande scarne di un sedicenne il senso di quello che è accaduto in queste ore. (...)
Ignazio Marino, medico e senatore, dice che «Sacconi il ministro minaccia come i "bravi" e che questo è un pericolosissimo precedente».
Conchita De Gregorio, 17 gennaio 2009
 
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(...)La clinica convenzionata Città di Udine ha comunicato venerdì scorso che non potrà effettuare l'intervento richiesto dalla famiglia Englaro e autorizzato dalla Cassazione, per porre fine alla vita vegetativa di Eluana a diciotto anni di distanza dal suo inizio.
La suddetta clinica era disposta ad eseguire ciò che la famiglia voleva e che la magistratura aveva autorizzato, ma ne è stata impedita dall'intervento del ministro Sacconi il quale ha minacciato di far cessare i rimborsi dovuti alla clinica per le degenze dei suoi clienti, costringendola quindi a sospendere la sua attività.
La decisione d'un ministro ha cioè la forza di impedire che una sentenza abbia corso. Si tratta d'un fatto di estrema gravità politica e costituzionale, di un precedente che mette a rischio la divisione dei poteri e la natura stessa della democrazia.
Poiché si invoca da molte parti una riforma della giustizia condivisa con l'opposizione, a nostro giudizio si è ora creata una questione preliminare: non si può procedere ad alcuna riforma condivisa se non viene immediatamente sanata una ferita così profonda.
Se la volontà politica di un ministro o anche di un intero governo può impedire l'esecuzione di una sentenza definitiva vuol dire che lo Stato di diritto non esiste più  e quindi non esiste più un ordine giudiziario indipendente.
Non c'è altro da aggiungere per commentare una sopraffazione così palese e una violazione così patente dell'ordinamento costituzionale.
Eugenio Scalfari, 18 gennaio 2009 

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Grazie, Presidente Bresso!

Pubblico un articolo tratto da La Repubblica del 23 gennaio 2009. Il tema è sempre quello: le vergognose ingerenze della chiesa cattolica. Una chiesa cattolica ormai senza più freni, senza inibizione nè pudore, che affonda i suoi artigli nel ventre molle di una classe politica divisa nel centro sinistra e prona, vergognosamente supina nel centro destra (nel quale le voci dei laici non trovano neppure più un francobollo di carta stampata... che tristezza:
"I credenti non possono essere richiamati con i diktat. Penso che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a piedi giunti, su una materia così delicata, su cui milioni di cattolici in tutto il mondo ogni giorno prendono decisioni assolutamente simili a quelle della famiglia Englaro, e lo fanno con sofferenza e difficoltà. Questo la Chiesa lo sa, e ci sono tanti medici cattolici che ogni giorno devono prendere decisioni difficili, e ne sono dilaniati. Occorre delicatezza negli interventi. Stiamo rischiando di perdere il carattere laico del nostro Stato con polemiche di questo genere".
E' la dura risposta di Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte, alle critiche lanciate contro di lei, in un'intervista a Repubblica, dall'arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto. Mercedes Bresso - governatore del Pd - è intervenuta in diretta a Repubblica Tv, questa mattina.
"A Poletto, che richiama i medici cattolici alla obiezione di coscienza, chiedo: quale è la differenza tra l'Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah, dove viene ingiunto a tutti coloro che credono di assumere un certo comportamento? Una cosa è una raccomandazione, l'espressione di una posizione che io considero assolutamente legittima, Un'altra cosa è l'ingiunzione a persone che sono tenute al rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico".
Perché la presidente Bresso si è fatta avanti su una vicenda così difficile? "Io penso che ci sia un dovere delle strutture pubbliche di dare attuazione alla decisione della Cassazione, che peraltro è stata presa due volte perché c'era stato un annullamento per ragioni formali. Trattandosi di una questione molto delicata sul piano etico, è evidente che pur non esistendo nel nostro ordinamento l'obiezione di coscienza dei medici se non per la 194 esplicitamente indicata, è evidente che nessuno che non lo desiderasse sarà obbligato a intervenire in questo caso. Ricordo peraltro che medici cattolici e non cattolici, credenti e non credenti tutti i giorni prendono con le famiglie decisioni di questo tipo e non vedo che altro principio adottare se non quello che deriva dall'habeas corpus, fondante del diritto occidentale, cioè la decisione di una persona e di chi quella persona rappresenti quando questa non è più in grado di decidere".
"Già in passato come Regione Piemonte avevamo offerto la nostra disponibilità alla famiglia Englaro. E lo ribadisco: la circolare del ministero Sacconi non supera la legge, e l'interpretazione della legge non è compito degli organi esecutivi. E' inquietante che si pieghi la legge a una decisione politica. Se ci saranno dei problemi nell'applicare il protocollo, verranno affrontati, nel pieno rispetto delle regole, insieme alla famiglia. Sono preoccupata: vedo minacciato l'unico principio laico e di rispetto delle persone è quello dell'autodeterminazione. Per questo serve una legge sul testamento biologico. La medicina permetterà tra pochi anni di mantenere in vita chiunque, e allora cosa faremo? Eluana è una persona in stato vegetativo permanente, non una disabile".
"Io non ho imposto niente a nessuno - insiste la Bresso - Se ci saranno dei contatti, saranno direttamente tra la famiglia Englaro e le nostre strutture sanitarie. Chi invece ha imposto qualcosa è il presidente della regione Lombardia, Formigoni, che ha vietato ogni intervento su Eluana nella sua regione". Quali strutture sarebbero pronte? "Se anche lo sapessi, non lo direi, per questioni di riservatezza. La famiglia ha scelto una via difficile, di legalità, esponendosi a critiche e a rifiuti. Ora ha diritto alla riservatezza".
In trasmissione, contro la scelta della Bresso, interviene anche Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare del Pdl con delega alle questioni bioetiche. "Temo che ci saranno delle difficoltà forti ad applicare quella sentenza. Ci sono dei problemi tra la sanità pubblica e il modo in cui è stato fatto quel decreto. Non esiste un livello di assistenza - ha spiegato la Roccella - in cui inserire un protocollo di quel genere. E' difficile inserire un protocollo per portare una malata, che può vivere ancora molti anni e che viene curata, allo stadio terminale e farla morire. Perché questo si chiede. Si chiede che si prenda un malato e invece di curarlo lo si porti alla morte. Qualsiasi struttura sanitaria pubblica che vorrà provare a fare questo scoprirà che ci sono dei problemi". "Siamo di fronte ad una disabile - ha concluso Eugenia Roccella - e non ad una persona in stato vegetativo permanente".

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Ho pubblicato queste righe di Conchita De Gregorio e di Eugenio Scalfari perchè le condivido in pieno.
Credo che quest'Italia, governata da piccoli politici così poco rispettosi delle Regole di convivenza civile, delle Leggi e dei Diritti dei cittadini, ma così pronti a piegarsi alle richieste di quella lobby politico-finanziaria che è il Vaticano, sia veramente giunta al bivio: quando non c'è più laicità, non c'è più rispetto della Legge, non c'è più rispetto delle Istituzioni, è a rischio la Democrazia.
Quella vera, non quella finta dei reality e dei sondaggi.
L'articolo pubblicato su Repubblica sulla risposta civile e laica di Mercedes Bresso alle solite ingerenze del cardinale Poletto, mi pare quantomeno doveroso.

Gattostanco, 23 gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

VERGOGNA!

Contrordine: nessun autobus porterà sulle fiancate i manifesti della campagna a favore dell’ateismo. La concessionaria degli spazi pubblicitari della società di trasporti genovese, la IGP Decaux, ha deciso di non concedere lo spazio alla Uaar e allo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, annunciato nei giorni scorsi. Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni.
«Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. - dichiara Raffaele Càrcano, segretario generale della Uaar - Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste».
Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente “a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione”. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla IGP Decaux.
«Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. - conclude Carcano - Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua».
Un solo, amaro commento: c'è veramente da vergognarsi ad essere italiani.
Uno Stato e tutti i suoi Cittadini sottoposti ogni giorno alle pressioni di una chiesa senza ormai alcun pudore, che è presente ogni giorno su radio e tv senza alcun contraddittorio, e che si erge ormai a giudice supremo di ciò che è vero e ciò che è permesso, non solo per i suoi credenti, ma per tutti.
VERGOGNA!
VERGOGNA due volte, perchè è di oggi la notizia che la Casa di Cura che doveva ospitare Eluana Englaro per porre fine ad un accanimento terapeudico non voluto ed eseguire una sentenza della Magistratura italiana, ha ovviamente rinunciato, piegata dalle minacce del ministro Sacconi e dei bigotti antidemocratici di ogni sigla e colore...
Invito tutti i cittadini moderni e democratici a sostenere l'UAAR e a firmare per l'otto per mille alla Chiesa Valdese, in modo da togliere risorse alla chiesa cattolica (firmando per l'otto per mille allo allo Stato... con questo stato... probabilmente il Vaticano riuscirebbe a metterci le mani sopra).

martedì 13 gennaio 2009

Finalmente: grazie all'UAAR un po' di laicità in giro per l'Italia

Leggo con grande soddisfazione, su La Repubblica di oggi, un articolo di Rita Celi: "Spot sull'ateismo, anche a Genova i busche promuovono l'inesistenza di dio. Dopo Londra, Washington e Barcellona dal 4 febbraio nella città liguredue mezzi pubblici diffonderanno il messaggio lanciato dall'Unione atei". Ne riporto il testo con grande soddisfazione, perchè, finalmente in questo Paese, gli atei riescono a dimostrare che non c'è solo la chiesa, che non tutti condividono le continue ingerenze delle gerarchie vaticane, che una reazione è possibile, che c'è chi sente bisogno di laicità.
"LA CATTIVA notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". E' questa la versione italiana della campagna a favore dell'ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà due autobus pubblici a Genova. Ma sarà solo l'inizio.
O forse la fine di questa promozione dell'incredulità, a giudicare dalle animate polemiche e controffensive religiose seguite alla stessa iniziativa sui bus di Londra, in Spagna, a Washington e anche in Australia, dove è stata bloccata prima ancora di apparire per le strade. Non a caso l'apertura della campagna lanciata dall'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) partirà da Genova. "E' una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei" spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar.
"Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l'Uaar ha deciso di riprendersi un po' di par condicio. E di fare pubblicità all'incredulità".
Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l'idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. "
La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola" prosegue Carcano. "Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l'Uaar intende riconquistare all'incredulità un po' di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle", con un messaggio "che vuole invitare a riflettere, con l'aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista".
L'idea dei bus atei è stata della British Humanist Association e il successo è stato tale che è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. Come già accaduto all'estero, anche gli atei italiani hanno lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari per estendere l'iniziativa con altri mezzi e in altre città. Reazioni permettendo.
"Non abbiamo idea di cosa ci aspetta perché è sempre difficile fare previsioni" prosegue Carcano. "Per fare un esempio nel mondo dell'editoria, la chiesa non critica i libri di Augias o di Maltese quando escono ma solo quando se ne comincia a parlare, allora si scatenano, come hanno fatto anche con Dan Brown.
Anche noi avremmo potuto lanciare la nostra campagna partendo da Roma, ma abbiamo preferito evitare di fare del facile vittimismo".L'Unione degli atei italiani è quindi pronta e anche curiosa di vedere che tipo di reazioni ci saranno.
"Vedremo cosa succederà nella laica Genova quando gireranno per la città mezzi pubblici che, al posto delle solite pubblicità, incoraggeranno a vivere senza il conforto della fede". Intanto la campagna sull'inesistenza di dio si diffonde nelle metropoli non solo europee.
In Spagna - da oggi a Barcellona, presto a Madrid e Valencia, poi anche a Saragozza, Siviglia e Bilbao - lo slogan è stato tradotto da quello inglese: "There's probably no god. Now stop worrying and enjoy your life" (Probabilmente dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita).
Il messaggio scelto dalla American Humanist Association per i bus di Washington è "Why believe in a god? Just be good for goodness' sake" (Perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà).
In Australia lo slogan creato suona come "gli atei dormono la domenica mattina".
Nella cattolica Spagna i fondi sono stati raccolti dall'Unione atei e liberi pensatori (Ual) attraverso il sito busateo.org ma, mentre a Barcellona la campagna è partita oggi, a Madrid l'associazione degli atei (Amal) sta ancora negoziando l'affitto dello spazio pubblicitario su due autobus urbani con l'impresa di trasporti locale.
A Londra l'iniziativa degli atei britannici ha raccolto donazioni che hanno ampiamente superato le aspettative al punto che la campagna sarà estesa in tutto il territorio nazionale su bus e metropolitane.
Intanto Christian Voice, un'associazione cristiana, ha fatto pervenire una protesta ufficiale alla Advertising Standards Authority (Asa), sostenendo che la campagna viola le leggi sulla veridicità degli slogan perché il messaggio viene "presentato come un dato di fatto e ciò significa che, per non trasgredire le regole, dev'essere provato". L'associazione degli umanisti britannici non si è lasciata intimidire dalla lamentela e la sua direttrice, Hanne Stinson, ha dichiarato: "Mi dispiacerebbe per l'Asa, se venisse richiesto all'autorità di pronunciarsi sull'esistenza di Dio. Se comunque decidessero di aprire un'inchiesta, siamo disposti a collaborare".
Il sito dell'UAAR è: http://www.uaar.it

venerdì 19 dicembre 2008

Monsignor Amato: c'è una terribile persecuzione anti-cristiana in Spagna e Italia

Monsignor Angelo Amato, l'attuale prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, già ex segretario della Dottrina della Fede, ed amico personale di Papa Ratzinger, ha affermato in un'intervista che in Spagna sta avanzando l'indottrinamento laico, la "statolatria", cioè l'ingerenza dello Stato nella vita personale di ognuno.
Ha espresso questo giudizio partendo dalle cosidette "leggi etiche" del governo Zapatero (in foto), tra cui l'introduzione nelle scuole dell'Educazione alla cittadinanza, l'educazione civica resa obbligatoria per tutti gli studenti.
Ma non si è limitato a parlare di Spagna, evocando anche una persecuzione anti-cristiana in Italia, che si manifesterebbe attraverso "norme di legge, sentenze della Magistratura, comportamenti irridenti il Vaticano, il Vangelo, il Santo Padre, la Chiesa, la dottrina cattolica".
Irridenti. Sì, ha proprio detto irridenti.
In effetti, sentendo parlare di persecuzione anti-cristiana in Italia mi verrebbe da ridere.
Forse sono solo nella mia mente i miliardi dell'otto per mille (anche quelli dei cittadini italiani che non scelgono la destinazione appunto, dell'otto per mille), gli insegnanti di religione scelti dal Vaticano e pagati dallo Stato, l'obiezione di coscienza dei medici sull'aborto senza alcuna conseguenza sulle carriere (anzi, spesso vantaggiosa per i medici), le continue ingerenze nella vita politica e gli stop a discussioni in tema di testamento biologico, pacs. Ogni intervento del papa che viene riportato dai telegiornali senza alcuna forma di contraddittorio, i simboli della chiesa cattolica negli edifici pubblici... questa sarebbe la persecuzione anti-cristiana...
Certo, forse Monsignor Angelo Amato vorrebbe anche una legge che gli consenta di bruciare me e tanti altri che non la pensano come lui e che non sbaciucchiano la sua mano inanellata e quella del suo infallibile padrone Ratzinger.
Ma queste affermazioni assurde, odiose, espressione di un'arroganza rozza e sprezzante, più che irridere alla chiesa me la fanno odiare.

venerdì 14 novembre 2008

Viviamo in uno stato di diritto

Nonostante le becere pressioni della chiesa cattolica e gli strali moralisti-falso-bigotti di molti elementi della maggioranza populista che governa l'Italia (ed anche moralmente vergognosi nei confronti di tutti i familiari che vivono casi terribili come quello di Eluana Englaro) , la Corte di Cassazione ha fatto rispettare la legge italiana.
Certo che è triste leggere commenti come "una parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana, privilegia forme più o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente, impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore" (Mantovano, An), "equivale a uccidere" (la ex pin-up, oggi ministro Carfagna), "si autorizza il primo omicidio di stato in nome del popolo italiano" (Volontè, Udc).

Gli uomini politici dovrebbero aver sempre rispetto delle Istituzioni, anche quando non si è d'accordo con un'interpretazione o una scelta, perchè se no si va a lederne l'autorevolezza e l'autorità.
Come ha detto il padre di Eluana, costretto a diciotto anni di calvario per vedere rispettate le volontà della figlia, grzie ad un potere dello Stato, la Magistratura, "Viviamo in uno stato di diritto".
Ora è necessaria una legge, che renda non più necessari interi lustri per un diritto, quello ad una fine della vita dignitoso, che non può essere dettato a tutti, credenti e non, da una chiesa.