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sabato 11 marzo 2023

Rocca delle Caminate, Diga di Ridracoli, Campigna, Forche, Centoforche, Chioda... un gran bel giro ed una gran bella giornata

In questo periodo che vede la siccità attanagliare, purtroppo da ben due anni, tutto l'arco alpino (e di conseguenza la pianura padana), essere riusciti a riempire l'invaso di Ridracoli, che con i suoi 33.000.000 di metri cubi d'acqua, garantisce una buona riserva d'acqua per la Romagna, è qualcosa che dà un po' di tranquillità e sicurezza in vista dei prossimi mesi.

Quando poi l'invaso è pieno, e la diga esonda, lasciando l'acqua in eccesso al suo corso naturale verso il Bidente, l'esondazione è un vero e proprio spettacolo. Uno spettacolo frutto della collaborazione tra la capacità ingegneristica dell'Uomo, e la bellezza e la forza della Natura.

Non potevamo non esserci, e pagare i 5 Euro di ingresso è solo un piacevole contributo che si dà a RomagnaAcque e a chi gestisce in maniera più che ottimale questo invaso anche come attrazione turistica e naturalistica.

Oltretutto, ora che Ridracoli è diventata un'attrazione e che i parcheggi per le auto sono troppo pochi rispetto a chi vi si reca, essere saliti in moto è stato utile, oltre che divertente (sì, perchè qui le strade ed il paesaggio offerta valgono sempre un giro in moto!).

L'itinerario, di questo sabato mattina, è molto semplice: da Ravenna raggiungiamo Forlì e con la nuova tangenziale raggiungiamo Via delle Caminate (SP125) in modo da raggiungere Rocca delle Caminate sul bellissimo crinale sopra Borgo Condè.

Da Rocca delle Caminate scendiamo sulla Rocca di Meldola e poi, con la statale Bidentina, passiamo Cusercoli, Civitella, Santa Sofia. A Isola si svolta a sinistra per la Diga di Ridracoli (segnalata bene).


Al parcheggio si pagano i 5 euro di ingresso, e poi una stretta e ripida stradina (ben tenuta) si porta fino alla diga... che oggi è davvero uno spettacolo.

Dopo due passi lungo il lago di Ridracoli, torniamo in sella alla Multistrada: ci ricordavamo uno stretto stradello che da Biserno in pochi chilometri porta a Berleta, sulla Bidentina... in effetti c'è ancora, ma il manto asfaltato è davvero distrutto, e alla fine, in attesa delle (a quanto pare prevista) risistemazione, forse conviene tornare indietro fino a Isola.

Comunque la Bidentina è sempre bella, e dopo Corniolo la salita verso il Passo della Calla è una delle mie strade preferite!

Ci fermiamo da Cristian e Nada all'Alpen Bar di Campigna... anche qui la neve è rimasta davvero poca, ma almeno c'è ancora un po' di senso dell'inverno... Tortelli di patate con i funghi per Claudia, tagliatelle con ragù di cinghiale per me... una sosta in questo piccolo chalet alpino in mezzo ai boschi, è sempre un momento piacevolissimo.

Due chiacchiere, un bicchiere di vino... è ora di rientrare... verso la primavera.

Scendiamo fino a Galeata, dove svoltando a sinistra inizia la salita per il Valico delle Forche. A Strada San Zeno si svolta a sinistra per poche centinaia di metri per poi subito trovare, con strettissima svolta a destra, i bei tornanti del Valico di Centoforche che porta a Rocca San Casciano.


Attraversiamo il centro del paese e raggiungiamo Modigliana svalicando il Passo di Monte Chioda, dove vediamo, all'ombra, le ultimissime tracce di neve, per poi spaziare su tutta la Romagna fino al mare.

Da Modigliana a Faenza, invece è piena primavera, con albicocchi e peschi fioriti ovunque.

240 chilometri di piacere. Anche oggi la Multistrada si è dimostrata in ogni momento una compagna perfetta per divertirsi in coppia: agile, facile, sicura, confortevole e parca nei consumi. 



domenica 1 gennaio 2023

Capodanno 2023: auguri

Capodanno 2023: le previsioni indicavano nebbia fitta, invece c'è solo un po' di grigia e triste foschia. La temperatura, per essere il 1° gennaio, è alta già di prima mattina... dove sono finiti i gelidi primi giorni dell'anno nei quali si incidevano nel ghiaccio della galaverna gli auguri?

Ci vestiamo con calma e partiamo alla volta degli Appennini.


L'inversione termica è evidente: da Rocca San Casciano a Portico di Romagna ci sono 13, 14 gradi.

Sul Passo del Muraglione, invece, il vento e qualche nuvola minacciosa riducono la temperatura, ma non hanno limitato il numero di motociclisti che vi si sono dati appuntamento per il primo giro augurale dell'anno: non è facile trovare un posto per la moto, e per arrivare al bancone ci vuole un po' di pazienza.


Salutiamo alcuni amici, ma decidiamo di non fermarci lì per pranzo: scendiamo verso la Toscana, e dopo Dicomano andiamo ad affrontare lo splendido tracciato del Valico di Croce ai Mori... sono 25 chilometri di wilderness assoluta, soprattutto il 1° gennaio. Occorre solo stare un po' attenti alla strada umida e un po' scivolosa, me per il resto è solo divertimento e relax.


A Stia, ovviamente seguiamo le indicazioni per la nostra strada preferita, ovvero il tratto di 'Bidentina' che sale al Passo della Calla. E che alle 13 di Capodanno è assolutamente deserta... a parte la nostra Multistrada.




Svalicato il passo, si scende a Campigna, ed eccoci all'Alpen Bar con una fumante piadina con salsiccia matta in una mano, ed un bicchiere di Sangiovese nell'altra: questo è il modo migliore per iniziare il 2023: auguri, quindi.



Due passi ed un caffè nella sempre accogliente Santa Sofia, poi il rientro in pianura. Anche questo capodanno è andato. L'età avanza con la rapidità di una Blitzkrieg, purtroppo. Godetevela, ragazzi, finchè ce n'è!



Buon 2023 a tutti, comunque 😉


domenica 6 novembre 2022

Ducati e Bagnaia: la MotoGP è rossa!

Quando riesci a sconfiggere le "corazzate" giapponesi, i ricconi 'striaci e (in Superbike) anche i perfidi crucchi bavaresi... c'è tanto orgoglio per il Made in Italy (anzi: il Made in Borgo Panigale 😉) 👍

...e dopo 50 anni l'accoppiata MV-Agostini, oggi c'è la coppia Ducati-Bagnaia.

Oggi a Pesaro, di fronte al maxischermo, c'erano tanti appassionati, tanti giovani, tanti motociclisti. E questo è un bel segnale non solo per il nostro motociclismo sportivo, ma anche per la filiera legata alle moto di serie, quelle che ci regalano migliaia di chilometri di emozioni.

Ducati, rispetto a colossi come i Costruttori giapponesi, è una piccola fabbrichetta. Ed anche le dimensioni di KTM e BMW (che fa correre le sue 1000RR in Superbike) sono decisamente superiori a Ducati.

Eppure a Borgo Panigale si respira un'aria...

Quando guidi una Ducati, anche una normalissima Multistrada, senti emozioni diverse, godi sensazioni uniche. Fai parte di una famiglia. La tua Rossa (perchè una Ducati è sempre rossa, anche se la carrozzeria è verniciata di giallo, di grigio, di bianco...) non è solo un mezzo di trasporto. E' una continua produttrice di emozioni, sia che metti le saponette a terra in pista, sia che tu vada (come me) cercando un ritmo tranquillo e panorami da ammirare.

Un appello, a chi segue solo la MotoGP ed i vari piloti: andate a visitare il Museo di Borgo Panigale, magari quando è possibile fare un giro in Fabbrica.

Date un'occhiata al piazzale interno della Fabbrica (un normale parcheggio) dove però quando un Ducatista arriva con la sua Ducati, la Guardia alza la sbarra per farlo entrare e dice alla Rossa: "bentornata a casa". Forse sono sciocchezze, ma forse rappresentano anche quel 'qualcosa in più' che ha una Vittoria di-e-su una Ducati.


Il maxischermo è stata una bella "scusa" per ripercorrere la splendida Panoramica che parte da Gabicce Monte e scende proprio in centro a Pesaro 😍 Non perdetevela. Ma ricordate che ci sono limiti un po' 'strettini' (a causa di chi ci correva un po' troppo) e che la domenica mattina, dalle 6.30 alle 12.00, è riservata a pedoni e ciclisti.




domenica 30 ottobre 2022

E alle preoccupazioni ci pensiamo domani

E' una di quelle giornate che non pensi alla siccità, al troppo caldo per essere a fine ottobre e al clima impazzito... te la godi, ti fermi a prendere un caffè all'Alpen Bar di Campigna, ti scofàni la Schiacciata con i funghi della Consuma (e ungi tutto il bauletto portandotene a casa una intera), fai una pausa al Muraglione standotene in t-shirt come in piena estate... ti godi le tante curve ed i colori di un Appennino bellissimo... 250 chilometri perfetti, una Multistrada perfetta... e alle preoccupazioni ci penseremo domani.




Da/a Ravenna, 250 chilometri perfetti :-) 



domenica 11 settembre 2022

Un w-e in un Appennino che sa regalare emozioni spesso inaspettate

Con un paio di coppie di cari amici abbiamo deciso di regalarci un tranquillo week end di moto, di chiacchiere e di risate. Niente di avventuroso, ma semplicemente la voglia di condividere qualche ora della comune passione. E allora, ovviamente, abbiamo deciso di tracciare un itinerario comune non banale, cercando curve (tante curve) di strade poco trafficate, e unendo la possibilità di fare due passi per sgranchirsi le ginocchia, visitando paesi piccoli ma interessanti.

Abbiamo lasciato la pianura già a Riolo Terme, dove a Borgo Rivola hanno rinnovato il tradizionale cartello stradale 'Curva Capirossi', e a Palazzuolo sul Senio ci siamo diretti verso Firenzuola godendoci le davvero belle curve (bene asfaltate, anche se la sede stradale è stretta, quindi non si corre!) del Passo del Paretatio / Monte Faggiola.

Dopo il Passo della Futa, la discesa verso Castiglione dei Pepoli, per poi giungere al (quasi vuoto... che tristezza) Lago del Brasimone.


Al Lago di Suviana, con un livello più 'normale', ci siamo regalati una sosta-pranzo al primo chioschetto (il 'Chiosco del Lago'), con un gnocco fritto davvero notevole... consigliato!


Solo un poco appesantiti 😊 riprendiamo le moto e a Ponte della Venturina evitiamo la Porrettana scegliendo invece la Provinciale 632 che passa da Molino del Pallone e Pracchia. E' una strada molto meno trafficata, più panoramica... insomma, a nostro parere più godibile, in moto. I boschi di questo appennino così caro a Guccini (siamo nei pressi di Pavana!) sono fitti e meravigliosi...

Dopo il Passo dell'Oppio ricominciamo a salire verso il Passo dell'Abetone. Ma prima di arrivare in cima ci regaliamo una sosta a Cutigliano, con un piccolo e gradevole centro animato anche di turisti. Una sosta breve, ma gradevole.



Raggiungiamo il Passo dell'Abetone, godibile più per la strada ed il panorama che per le brutture architettoniche che vi hanno costruito. Ma tutti i monti, qui attorno, sono rossi delle piante di mirtillo... ovviamente compriamo qualche barattolo di marmellata (consiglio quelle prodotte dalla Bottega dei Loli... le mie preferite 😋 )

Visto che è ancora presto per andare a riposarci, facciamo invece sgranchire le ruote raggiungendo con buon ritmo il Passo delle Radici. Strada davvero molto bella, curvosa... peccato che in cima il rifugio/bar/ristorante sia chiuso da qualche anno... sembra incredibile, visto che ci sono sempre motociclisti ed automobilisti che sostano in cima al passo...


Con una bella discesa, con le ruote che danzano tra le curve (ritmo, non velocità o rischi inutili) scendiamo fino a Pievepelago e poi raggiungiamo Riolunato.
Ieri, con un giro di telefonate e di contatti sul web, abbiamo faticato a trovare in zona una struttura che avesse tre stanze disponibili. Molti alberghi hanno già chiuso in attesa della stagione invernale, e la maggior parte di quelli ancora aperti è piena.
Però Casa Benassi (Room & Breakfast di Riolunato) ha accettato al nostra prenotazione, ed è stata una piacevolissima sorpresa. La struttura, molto bella, è stata ristrutturata davvero con gusto. Le stanze sono ampie, ci sono molti spazi comuni... e poi, per i più 'trendy', sauna e vasca idromassaggio all'aperto, con vista sui boschi circostanti. Anche l'aperitivo non è stato affatto male! Consigliatissimo.

Ci ricordavamo che a Riolunato c'è anche una simpatica trattoria, il Trebbo. Beh, ci siamo tornati per cena e abbiamo ritrovato un'ottima cucina, dei prezzi onesti ed un ottimo Lambrusco. 
Due passi (anche tre!) nel simpatico centro storico di Riolunato per smaltire la cena, e il sonno comincia a bussare... Buonanotte!



Domenica 11 settembre
Ci svegliamo di buon mattino. A Ravenna, notiamo collegandoci alle webcam casalinghe, piove. Qui no. Ci sta andando bene. Ci va molto, ma molto bene, anche la colazione. Non solo c'è di tutto. Ma è tutto particolarmente buono. Quando facciamo il check-out ringraziamo e facciamo i complimenti: a Casa Benassi ci siamo trovati davvero bene. Un'ospitalità davvero degna di questa terra meravigliosa tra Emilia Romagna e Toscana!


Non piove, il sole sta salendo lentamente, ma il termometro della Multistrada segna 10 gradi... decidiamo di fare un primo tratto breve ed andare a visitare la splendida Fiumalbo... con un gran bel centro storico, una meravigliosa produzione di croccanti e invasa dal profumo dei porcini appena raccolti...
 


Il sole comincia a far alzare la temperatura, riprendiamo le moto e torniamo verso Pievepelago e Sant'Annapelago... da lì parte la stradella che porta a Le Tagliole e poi al Lago Santo, incantevole piccolo specchio d'acqua incastonato tra le montagne... tranquilli: ci si arriva a piedi in 5 minuti dal parcheggio, quindi anche se si è vestiti con stivali e protezioni, non è un'impresa!



Purtroppo l'orologio è tiranno... decidiamo che è ora di rientrare. Torniamo sui nostri passi e ci fermiamo sulla strada, nei pressi di Pievepelago, al Caseificio Cooperativo del paese, per comprare un po' di formaggio. Grazie al sottovuoto non sarà un problema portarlo fino a casa... e il Parmigiano Reggiano da 24 e 27 mesi ne valeva la pena!

Dal centro di Pievepelago (anche se la ZTL costringe ad un lungo giro fino a fuori del paese) parte il tracciato della Strada Panoramica Pievepelago-Lama Mocogno... a me piace moltissimo: è poco trafficata, panoramica, abbastanza ben tenuta (c'è qualche avvallamento, ma in appennino, si sa, purtroppo è facile che il terreno si muova): Barigazzo, La Santona... prima di Lama Mocogno ci fermiamo per pranzo a Cà dell'Alpino e scopriamo un'enclave sarda (nel menù ci sono specialità dell'Appennino Emiliano ma anche quelle sarde). Noi sei ci dividiamo in ordine sparso a seconda dei gusti, ma alla fine ne esce una sosta più che soddisfacente.


Dopo Lama Mocogno scendiamo fin quasi fino a Pavullo, poi lasciamo la strada principale che si fa trafficata, svoltando a destra per la (molto) curvosa provinciale di ponte Samone. Passiamo dal piccolo e raccolto borghetto di Montalbano, poi dalla Zocca del Blasco e da Tolè...

Avevo inserito nell'itinerario ancora molte curve, ma si sta facendo tardi. Qualche impegno casalingo ci porta a dirigerci a Bologna per imboccare l'autostrada. Tiro su il plexiglass... la Multistrada gode di più tra le curve, ma sa essere comoda e protettiva anche ai 130 all'ora 😉

qui sotto gli itinerari di sabato 10 e domenica 11 settembre 2022. Buona strada a tutti!!!