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martedì 22 aprile 2025

Cari bigotti, godetevi il lutto, ma vi dico, con sobrietà, che avete perso. E siete finiti

Il governo proclama ben cinque giorni di lutto nazionale per la morte di papa Francesco, in vista dei funerali che si terranno sabato: ed il ministro Nello Musumeci (sì, già questo è abbastanza triste 😅) ha persino affermato che per il 25 aprile le celebrazioni della Festa della Liberazione saranno sì ammesse ma «con sobrietà»

Come d'altronde sta avvenendo per altre ricorrenze formali e informali, all'insegna di un lutto clericale imposto di fatto a tutti i cittadini.

Che vadano 'fanculo: ora e sempre Resistenza. Viva il 25 aprile, viva la Libertà, viva la Repubblica, laica e democratica. Sobrietà sto cazzo.

I bigottini siano liberi di credere alle loro panzane, ma che smettano di rompere i coglioni a tutti, tanto i giovani trombano lo stesso (altro che la castità) e per fortuna con diffuso uso di anticoncezionali, in chiesa ci va una striminzita minoranza, anche i matrimoni civili sono ormai maggioranza. Il divorzio ormai è cosa normale, comunque, così come l'aborto. E se la politica ci permettesse di contarci sul diritto di scegliere il proprio fine-vita, sul suicidio assistito o sull'eutanasia, i bigotti sarebbero di nuovo sconfitti duramente.

Bene, divertitevi pure, con il vostro lutto di stato e lo show del funerale. Nella Società e nella vita di tutti i giorni siete finiti, i seminari ed i conventi sono vuoti, le parrocchie sono senza parroci: avete già perso.

giovedì 21 maggio 2009

Laicità: una bella notizia rilanciata dall'ADN-Kronos

E' di ieri, 20 maggio, questa notizia "battuta" (uan volta c'erano le telescriventi, oggi sarebbe più corretto utilizzare il termine pubblicata) dall'agenzia ADN-Kronos:
Boom di 'sbattezzi' a Milano, nel 2009 già 200 richieste.
Mons. Manganini si dice amareggiato per la consistente crescita del fenomeno: "Ne devo firmare anche 5 o 6 in un giorno". Il religioso intervistato dal 'Giornale'.
Roma, 20 mag. (Adnkronos) - "Come pastore mi preoccupo. E soffro dovendo firmare come ho fatto anche stamani, cinque o sei richieste del genere...". Lo afferma Monsignor Luigi Manganini, vicario per la disciplina dei sacramenti della diocesi di Milano, che in un'intervista a "Il Giornale" si dice amareggiato per la consistente crescita del fenomeno degli "sbattezzi": nel 2008 erano stati in tutto 200, nei primi cinque mesi di quest'anno sono già più di 200 e tutto lascia credere che possano raddoppiare."Sbattezzo" è un termine improprio, usato da alcune associazioni come l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) per indicare il gesto volontario con il quale una persona chiede sia formalizzato l'abbandono della religione di appartenenza. Fenomeno in costante crescita, che risente probabilmente di un clima politico-mediatico nel quale la Chiesa cattolica è rappresentata come "Chiesa dei no" (questo il titolo di un libro-inchiesta del vaticanista Marco Politi edito da Mondadori).
A Milano non si registrano ancora "celebrazioni" come quelle che si svolgono nei circoli anarchico-repubblicani della Romagna, dove esiste una vera e propria "cerimonia di sbattezzo", ma la frequenza dei casi preoccupa non poco il cardinale Dionigi Tettamanzi e i suoi piu' stretti collaboratori. Era stata l'Uaar nel 1995 a intraprendere un'iniziativa per il riconoscimento legale della volontà di non essere pià considerati cattolici.
"E' del tutto fuori luogo parlare di 'sbattezzo' - spiega Manganini al 'Giornale' - dato che il battesimo è un sacramento irreversibile per chi crede, che non puo' essere cancellato in alcun modo. Di fronte alla richiesta esplicita chi vuole sia attestato il suo abbandono della fede cattolica, la Chiesa si limita a segnalare questa volontà nel registro dov'era stato trascritto l'atto di battesimo".
Il prelato definisce "inquietante" il considerevole aumento dei casi. La procedura prevede che la persona interessata compili un modulo con la richiesta e si rivolga al proprio parroco il quale a sua volta invia la comunicazione all'ufficio per la disciplina dei sacramenti della curia."
'Per prima cosa - aggiunge il vicario del cardinale Tettamanzi - invitiamo il parroco a parlare con la persona che ha chiesto la cancellazione. Se poi questa insiste, cerchiamo di convocarla noi per un colloquio. Ma non vengono quasi mai. Si tratta infatti solitamente di persone molto determinate. Si prepara allora un documento della curia con il quale si autorizza il parroco che conserva il registro di battesimo a trascrivere la volontà espressa dal soggetto». Nella pagina dov'è' riportato l'atto di battesimo, si scrive pertanto che la persona «ha notoriamente abbandonato la fede cattolica".
L'annotazione non e' irreversibile, "c'e' sempre la possibilità, e la speranza - dice monsignor Manganini - di un ravvedimento".
Di fatto, quest'atto equivale all'apostasia, e dunque chi si "sbattezza" è automaticamente scomunicato, cioè interdetto dai sacramenti e dai funerali in chiesa.
Colpisce anche il dato relativo all'età dei milanesi che chiedono lo "sbattezzo": "Capita che ci sia qualche anziano - rivela il prelato - ma la maggioranza è tra i quaranta e cinquant'anni. Si tratta cioè di persone ancora nel pieno della loro vita, che intendono troncare definitivamente e polemicamente la loro appartenenza alla comunità cristiana.
Questo obbliga noi cristiani a interrogarci su quale sia la testimonianza che stiamo offrendo ai nostri fratelli, anche perchè nel caso italiano, l'abbandono del cattolicesimo non può avere alcuna motivazione economica, come invece accade in Germania, dove chi rinuncia smette di versare una tassa obbligatoria alla propria comunità di appartenenza".(fine)
Paese civile, la Germania, mi pare di poter commentare. Comunque questa è nel complesso una notizia molto positiva ed un segnale che i cittadini possono inviare ad un vertice, quello della chiesa cattolica, sempre più becero, bigotto, intollerante e lontano dalla vita reale di tutti noi. Questo, almeno, è il mio parere.

martedì 22 gennaio 2008

Giù la maschera: ora è tutto chiaro!

Ecco la chiesa guidata da Ratzinger, Ruini, Bagnasco!
Con l'intervento di Bagnasco di ieri, il vertice della chiesa cattolica romana ha gettato la maschera, quella maschera con la quale cercava di negare le sempre più pesanti ingerenze nel Paese confinante: la Repubblica Italiana. 
La chiesa cattolica non cerca libertà di espressione o libertà di culto per i suoi credenti: li ha già conquistati da secoli e nessuno riuscirà (e neppure, giustamente, ci proverà mai) a negarglieli. La chiesa cattolica romana vuole potere, soldi e privilegi. 
Potere sulla sull'attività legislativa italiana: impedire la legge per le unioni di fatto, impedire qualsiasi discussione sull'eutanasia o sul testamento biologico, ridurre la libertà delle donne in merito all'aborto (scelta già fortemente limitata dai troppi ginecologi obiettori che mentengono il posto pur non erogando un servizio previsto da una Legge dello Stato e dal servizio sanitario nazionale). 
Soldi: l'otto per mille, i contributi in mille rivoli alle innumerevoli iniziative delle associazioni religiose, delle parrocchie degli enti controllati. Ma non solo: la vergognosa esenzione dall'ICI anche per i luoghi NON di culto. E lo Stato che paga (dopo averli messi di ruolo, e dovendoseli poi tenere anche quando la Curia non li tutilizzasse più) gli insegnanti di religione scelti dalla chiesa. 
E, non ultimi, i privilegi. Privilegi per le scuole cattoliche, privilegi per i medici obiettori cattolici, privilegi per i propri enti "morali" e le proprie fondazioni (fino a non pagare l'ICI o, appunto, a indicare quali insegnanti far diventare di ruolo nella scuola pubblica). 
I cattolici democratici sono in affanno a mandar giù le scelte strategiche di questo vertice vaticano. Ovvio: il pontificato di Ratzinger si sta dimostrado, nei modi e nei fatti, quanto di più aggressivo nei confronti della democrazia italiana, risvegliando tra l'altro, la rabbia e l'anticlericalismo di chi sente sempre più la necessità di difendere la laicità dello Stato e la separazione tra Stato e chiese. 
L'aggressione al nascituro Partito Democratico, prima con il voto contrario al Governo prodi della Binetti, poi con il colpo di grazia del pio Mastella (ma è scritto nel Vangelo che i potenti possano scegliere di occupare con solo i propri fedelissimi, in barba ad ogni legge e/o meritocrazia, ogni posto pubblico?) dimostra chiaramente che chi oggi governa il Vaticano non vuole assolutamente un dialogo tra laici e cattolici: vuole tutto! Vuole in pratica governare l'Italia. 
Ora i laici ed i cattolici progressisti e democratici devono dare battaglia. 
L'Aventino non paga contro chi non è democratico, perchè approfitterà solamente del "campo lasciato libero" da chi ha scelto di non combattere. E' vero che gli italiani con il prosciutto dell'infallibilità papale sugli occhi sono ancora tanti, è vero che ad applaudire Ratzinger domenica scorsa erano duecentomila... ma non erano forse milioni ad applaudire Mussolini nelle tante piazze italiane durante il ventennio? 
Gattostanco, 22 gennaio 2008

martedì 15 gennaio 2008

Una vittoria per l'Italia laica!

L'ondata oscurantista dei ...bacapìle si può arginare
Credo che l'annullamento della visita di papa Ratzinger alla Sapienza sia una notizia positiva per il nostro Paese: significa che finalmente l'ingerenza della chiesa cattolica si può arginare. 
E prendere spunto da Galileo non significa che questa sia una battaglia anacronistica: una società meno laica porrebbe (e pone già) forti limitazioni alla libertà personale: in tema di aborto, divorzio, terapie per malattie di natura genetica. Ma anche insegnamento, ex insegnanti di religione che passando automaticamente di ruolo eliminano una possibilità ad altri laureati, l'otto per mille frutto della non-scelta è una risorsa che noi Italiani paghiamo ma di cui non disponiamo...

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La lettera dei docenti della Sapienza contro Ratzinger

Tra i firmatari, i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Carlo Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli. 
Ecco il testo della lettera: 
"Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. 
Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". 
Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. 
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato". 
Ai Docenti della Sapienza va tutto il mio rispetto ed un mio ringraziamento per questa difesa della ragione e delle Istituzioni laiche e repubblicane.

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Sondaggio del TG di La7
Il 73% dei telespettatori votanti si sono espressi a favore di Studenti e Docenti de La Sapienza
Il sondaggio questa sera del TG di La7 ha conteggiato un 73% dei votanti a favore della "rivolta" di Docenti e studenti della Sapienza.
Non sarà certanmente uno specchio fedele della società italiana, ma credo che sia un segnale concreto del fatto che molti italiani si siano stancati di sentire, in ogni telegiornale, gli editoriali di un Papa senza alcun contradditorio...

Gattostanco, 15 gennaio 2008

martedì 18 dicembre 2007

PD: ancora una volta il Vaticano condiziona la politica italiana

Anch'io ci avevo creduto. Ma temo che ancora una volta ai laici sia chiesto di mettere da parte le proprie idee per rincorrere qualche migliaio di voti dei cattolici integralisti. 
Il risultato? 
Siamo l'unico paese dove tutto il centro destra rincorre le posizioni del Vaticano. Accettando supinamente anche le più bigotte, becere, oscurantiste. 
E nel centro sinistra i bigotti sono ancora l'ago della bilancia, giocando sporco con i loro voti, negando addirittura il voto di fiducia al proprio Governo. 
E io, laico, dovrei stare in un PD ostaggio della Binetti e di papa Ratzinger? No, mi spiace. 
Spero che i laici (tutti, anche quelli che oggi non contano nulla nel centrodestra) riescano prima o poi a trovare una collocazione. Speravo potesse essere il PD, ma evidentemente non si riesce ancora a cambiare quella mentalità che già fece sì che fosse votato l'articolo 7 della Costituzione 
Mi spiace, ma io non entrerò mai in un partito sottomesso ad una chiesa...

Gattostanco, 18 dicembre 2007

martedì 30 ottobre 2007

Contro tutti i bigottismi

Io credo che l'obiezione di coscienza sia una cosa seria.
Nessuno può obbligare qualcuno ad andare contro ciò che gli dice la religione in cui crede.
Ma che lo Stato, che deve essere al di sopra di ogni credo e garantire a tutti i cittadini (di qualsiasi fede o a nche non credenti) le stesse Leggi e gli stessi servizi ed opportunità, non può permettersi di accettare l'obiezione di coscienza in certi ruoli.
Tu, medico cattolico, non vuoi praticare gli aborti previsti da una Legge dello Stato?
Bene, tu non puoi restare in quel reparto, dovrai o cercarti un altro ospedale oppure andare in qualche altro settore, magari a fare l'ortopedico.
Tu farmacista non vuoi vendere profilattici, anticoncezionali o pillole del giorno dopo perchè il papa ti ha convinto? 
Benissimo, vai a vendere profumi o pane, perchè la Farmacia è un servizio pubblico, e nel pubblico c'è anche chi non crede alle ciance del tuo papa o della tua religione.
Tu, cuoco, sei musulmano e non puoi toccare la carne di maiale? 
Va bene, non puoi certamente lavorare in una mensa pubblica. Cercati un posto in un ristorante islamico o da un privato che accetti questa limitazione che ti viene data dalla tua religione.
E' ora di farla finita.
Tutte le religioni debbono essere parificate davanti allo Stato, ma lo Stato deve garantire a tutti i cittadini, credenti e non, il rispetto delle Regole, delle Leggi e la possibilità di accedere a quanto previsto dal nostro ordinamento laico.
E' anche ora di cominciare a discutere di testamento biologico, di eutanasia: nessuno potrà obbligare un credente a pratiche che vadano contro il suo credo, ma perchè il credente vuole imporre a ME, ateo, le sue scelte e quelle della sua religione?
E basta con tutti questi soldi regalati alla chiesa cattolica, con questo genuflettersi di fronte al bigottismo imperante soprattutto a destra, ma anche in una buona parte di centro sinistra.
Solo l'affermazione della centralità e del rispetto di uno Stato Laico ci garantirà dalle richieste e dei ricatti di vecchie e nuove religioni!

Gattostanco, 30 ottobre 2007