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mercoledì 20 maggio 2009

Ottopermille e cinquepermille

Mi sento meglio. Ho firmato la dichiarazione dei redditi ed apposto due firme:
- quella per l'otto per mille alla chiesa Valdese (direte voi: "Ma tu non sei ateo?" Sì, è vero. Ma visto che una buona parte dei quattrini che vengono disposti a favore dello Stato Italiano, poi, passano a iniziative della chiesa cattolica, mi pareva che la decisione più giusta fosse questa. I Valdesi tutto quanto ricevono spendono veramente e solo in iniziative benefiche... quindi...)
- il cinque per mille l'ho devoluto all'UAAR. Sì, l'Unione Atei Agnostici Razionalisti. A mio parere c'è infatti molto bisogno di battaglie laiche in questo Paese www.uaar.it
Se vi serve qualche informazione indipendente su come viene diviso e poi utilizzato l'otto per mille: http://www.occhiopermille.it

sabato 26 aprile 2008

Un 8 per mille democratico!

Contro la Chiesa gerarchica di Ruini e Ratzinger
L'appello di Micromega (già sottoscritto da 2500 intellettuali sia cattolici che laici): "Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa." 
Tra i primi firmatari: Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Oliviero Toscani, Lella Costa, don Enzo Mazzi, Simone Cristicchi, Giorgio Bocca, Ferzan Ozpetek, Paolo Flores d’Arcais... (vai al sito di MicroMega)
Gattostanco, naturalmente è d'accordo e vi invita tutti ad agire di conseguenza!

giovedì 29 marzo 2007

Qualche idea per uno Stato laico

Le scelte dei parlamentari (anche ulivisti) che intendono rispondere esclusivamente alle pressioni della chiesa cattolica (e non al proprio elettorato...), rendono pressante l'esigenza di porsi la questione di come riuscire a difendersi dalle crociate integraliste ora di questa chiesa cattolica, ma domani anche di altre religioni più o meno moderate o rappresentative...
Sì, perchè uno Stato non può avere cittadini di serie a e dittadini di serie b, con diritti diversi a seconda del loro credo religioso o ateismo. I diritti ed i doveri debbono essere uguali. E per questo è quindi necessario che lo Stato italiano si ponga l'obiettivo di diventare compiutamente uno Stato laico, soprattutto in vista alle inevitabili trasformazioni e modificazioni che la propria popolazione vedrà nei prossimi decenni, con una riduzione dei cattolici ed un aumento di credenti di altre religioni.
Affermare la necessità di uno Stato laico, e di uguali dititti/doveri per qualsiasi cittadino nei confronti dello Stato italiano è la maggiore garanzia che si possa avere per un futuro di civile convivenza.
Per fare questo è necessario giungere ad almeno due fondamentali modificazioni dello status quo:
1) superamento del Concordato.
Non è possibile che ad una religione siano accordati così tanti privilegi rispetto alle altre. Soprattutto va eliminato l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole e la possibilità di inserimento nei ruoli dell'insegnamento di docenti scelti dalla Curia. In sostituzione dell'insegnamento della religione cattolica sarebbe positivo l'insegnamento di educazione civica. 
Ovviamente con il superamento del concordato va eliminato anche il versamento dell'otto per mille. Chi vorrà contribuire ad una chiesa o ad un partito politico dovrebbe poterlo fare (e quindi dovranno essere trovati dei meccanismi e delle limitazioni per detrarre fiscalmente questi versamenti);
2) superamento dell'obiezione di coscienza nei servizi pubblici
Non è possibile che medici, farmacisti, giudici possano essere obiettori di coscienza che vadano così a limitare servizi e prestazioni previste dalle Leggi dello Stato.
Gli obiettori dovranno partecipare a concorsi per cariche o posti di lavoro che non vadano in rotta di collisione con le loro coscienze... oppure trovarsi un posto in strutture private che non eroghino servizi pubblici.
In questa fase transitoria, in quanto elettore/cittadino italiano, d'ora in poi voglio poter votare solo ed esclusivamente per i candidati che si impegnano a rappresentare i propri elettori ed a rispondere solamente alla propria coscienza, alle Leggi dello Stato Italiano ed alla Costituzione Repubblicana.
E quindi vorrei sapere se i candidati alle elezioni, una volta eletti, siano impegnati o meno con i vescovi, in qual caso mi rivolgerò altrove e farò il possibile affinchè vi siano candidati diversi in sede di formazione delle liste.
Lo stesso vale, ovviamente, per i possibili candidati di qualsiasi religione/setta/credenza del pianeta e del sistema solare, ovviamente.
C'è poi, nell'immediato, una cosa che possiamo fare noi laici: togliere risorse a questa chiesa cattolica sempre più bigotta, intransigente ed arroccata sui propri privilegi: destiniamo la nostra quota di 8 per mille alla Chiesa Valdese!
Gattostanco, 29 marzo 2007