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lunedì 9 febbraio 2009

Gli avvoltoi che si avventano sul cadavere di una donna morta 17 anni fa. Grazie, Peppino, la battaglia adesso è nostra

Eluana Englaro era morta 17 anni fa.
L'onnipotente di Wojtyla prima e Ratzinger poi, ha avuto più di tre lustri per compiere il miracolo, ma non lo ha fatto. Evidentemente gli interessava di più sciogliere il sangue di San Gennaro o fare piangere inspiegabilmente qualche statuetta della Madonna...
Ora il padre di Eluana, una persona splendida che ha voluto affermare un principio di libertà, pur sapendo che una scorciatoia sarebbe stata più facile, potrà finalmente avere pace... perchè la sofferenza, in questi anni, era soprattutto la sua...
Sarà lui a doversi estraniare per non sentire il gracchiare degli avvoltoi, i Quagliariello, i Gasparri, che cercheranno un minuto di celebrità sentenziando che una povera giovane bella e magari quasi-sana è stata uccisa di fame e di sete da un padre cattivo ed egoista. Sì, parlamentari e sciacalli: Peppino, spegni la TV e non ascoltarli. Non hanno diritto di disturbare il tuo dolore.
La Sentenza della Suprema Corte è stata rispettata, così come la volontà di Eluana ed il rispetto della libertà di rifiutare le cure sancito dalla Costituzione. Il colpo di stato lecca-vaticano di Berlusconi è stato fermato da un buon Presidnte della Repubblica, difensore della Legge e della Costituzione.
Adesso la battaglia per il testamento biologico, per la libertà di scegliere o meno di interrompere le cure e le terapie, di essere proprietari della propria vita non è più di Peppino Englaro: è nostra.

sabato 7 febbraio 2009

Prepariamoci a difendere la democrazia, perchè il caso Englaro è solo un pretesto

Il fine è chiarissimo: Berlusconi ha scelto di utilizzare la tragedia di una donna in stato vegetativo permanente da 17 anni per allearsi con il vaticano del retrogrado Ratzinger per dare la spallata alla Costituzione italiana e dimostrare di poter controllare sia la Magistratura che la Presidenza della Repubblica.
Probabilmente ha calcolato che su un altro argomento non avrebbe potuto contare sui bigotti-alla-Binetti del centro sinistra e sull'UDC di Casini. Invece calpestando i diritti di una persona in coma, insultando pesantemente la famiglia Englaro "A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Tutto qui".
A parte Fini e Della Vedova, pare che i laici del centrodestra si siano volatilizzati. Ovvio: nel centrosinistra discutere è normale, nel Popolo delle Libertà (pare ormai ridicolo un nome del genere...) contraddire il Padrone non è salutare. E se il Padrone ha deciso che leccare il culo a Ratzinger, Bagnasco, Ruini e tutta la parte più retriva della chiesa cattolica, ecco i baldi ex-socialisti, ex-liberali, ex-repubblicani pronti ad inginocchiarsi.
La libertà dei cittadini? Il valore della Costituzione? Il bilanciamento dei poteri dello Stato? Il ridicolo dvanti al mondo?
Cosa volte che sia: se Berlusconi ha deciso di conquistare il Potere utilizzando l'arma della distruzione dei diritti individuali degli italiani, beh, mica ci si può opporre.
E se poi qualcuno si chiede perchè, chi oggi fa le barricate per impedire di compiersi il destino di una ragazza che è stato fermato dai medici 17 anni fa, è pronto a far morire decine di immigrati che avranno paura di andare dai medici per paura di essere denunciati... cosa volete che sia? Si troverà qualche caso umano da passare in tv per far pensare ad altro, o un nuovo Kakaà da comprare o da vendere. Tanto gli italiani hanno la memoria corta...
Prepariamoci in ogni modo a difendere la democrazia, prchè il caso di Eluana Englaro è stato solo un pretesto, un ignobile, vergognoso pretesto di un avvoltoio che sta cercando di prendre tutto il potere. Anche quello sulla nostra morte...

venerdì 6 febbraio 2009

Una pagina vergognosa. Una offesa permanente alla Democrazia italiana. Scriviamo a Napolitano!

Nonostante la lettera del Presidente della Repubblica, il consiglio dei ministri ha approvato all´unanimità il decreto-legge per vietare la sospensione di alimentazione e idratazione fino al varo della legge sul testamento biologico...
Le dichiarazioni di Berlusconi, oggi pomeriggio, sono da ricovero in ospedale psichiatrico per delirio di onnipotneza:
"Non farò omissione di soccorso"
"Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli"
"Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo"
"Se il presidente della Repubblica non firmasse il decreto, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas ed approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo, e cioè quella che contiene questa norma"
Siamo alla cronaca in diretta della fine della Democrazia del Diritto (oltre che a una sceneggiata indecorosa fatta solo, probabilmente, per ottenere l'appoggio dei vescovi alle elezioni in Sardegna).
Questo è il fac simile di una lettera al Presidente della Repubblica. Io l'ho spedita... per inviarla basta un click (o copia-e-incolla): https://servizi.quirinale.it/webmail/
"Caro Presidente Napolitano, nonostante i suoi recenti richiami alla moderazione riguardo all’uso dei decreti legge, apprendo con ansia il comunicato del Presidente del Consiglio dei Ministri, col quale annuncia un provvedimento sotto forma di decreto legislativo, appunto, d’urgenza in materia di testamento biologico, volto chiaramente a bloccare l’esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione, riguardo il caso della Sig.ra Englaro. Mi chiedo se il Governo si renda conto che tale decretazione è in contrasto con l’art. 77 della Costituzione, vista l’indimostrabile natura di “straordinaria urgenza” e con l’art. 101 poiché si configura come una vera e propria censura politica di una sentenza definitiva, minando la base elementare di uno stato di diritto, la divisione dei poteri. Scrivo a lei che è il Garante della nostra Costituzione, a lei che saprà di certo vigilare sulla deriva meramente decisionista di provvedimenti di questo tipo e preservare il potere legislativo del Parlamento, l’unico organo delegato dal popolo per rappresentarlo, cui spetta la sovranità della Repubblica. Firma e città"
Certo che un governo che si prepara a far seccare gli immigrati cercando di dissuaderli ad andare dal medico e poi che lecca così il culo a Ratzinger, è la prova lampante di quanto siano falsi i gerarchi della chiesa cattolica.
Eccolo qua, il PDL, pronto a calarsi le braghe davanti alle pressioni del vaticano, alla faccia delle libertà dei cittadini italiani e delle Sentenze della Magistratura.
Come Mussolini, l'anticlericale socialista che, giunto al potere, non ci mise molto a decidere che leccare il deretano dei sottanoni vaticani era molto più comodo... e quindi firmo' il Concordato e fece della religione cattolica la religione di stato.
Mi auguro che i sardi possano essere il primo schiaffone meritato a qusta manica di cialtroni. L'Italia intera ne ha bisogno!
http://www.gattostanco.it

domenica 1 febbraio 2009

Niente di nuovo dal prete tedesco vestito di bianco e con le scarpine rosse...

Il tedesco vestito di bianco con le scarpine rosse continua imperterrito con le sue ingerenze e le sue pressioni. Anche oggi è tornato sul tema dell'eutanasia e della libera scelta degli individui.
"Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio" ha pontificato dal balcone in Piazza S. Pietro.
Ma razza di prete zuccone: lo vuoi capire, sì o no, che ci sono miliardi di persone che NON credono in dio e miliardi di persone che non credono nel tuo dio?
Herr Ratzinger, come al solito, è intervenuto a piedi pari nel dibattito italiano sul caso di Eluana Englaro e nel giorno in cui i vescovi italiani hanno dedicato alla "Forza della Vita nella Sofferenza".
"Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell'amarezza di dure prove fisiche e morali" come al solito lungi da lui e dai suoi preti, la possibilità di immaginare che qualcuno non creda nelle loro storie.
Lontano da loro la possibilità di accettare la libertà delle scelte altrui.
Uno stato confessionale, dove la legge della sua chiesa schiaccia la legge dello Stato ed i diritti dei non credenti o dei diversamente credenti: questo è il sogno del pastore tedesco...
Gott mit uns (Dio è con noi), d'altronde, non era anche scritto nei cinturoni di quell'esercito che doveva creare un Reich millenario?

Che schifo, Herr Ratzinger!

venerdì 23 gennaio 2009

Roberto Saviano: 'La Rivoluzione di un padre'

Su La Repubblica di oggi è pubblicato uno splendido articolo di Roberto Saviano, intitolato 'La rivoluzione di un padre'. L'intelligenza di Saviano, a mio avviso, è quella di farci riflettere non solo sul caso specifico di Eluana Englaro e delle ingerenze clericali sulal nostra vita e sui nostri diritti, ma anche su come, in Itlaia, la mancanza della cultura dei diritti manchi ad ogni livello e i ogni campo, trasformandosi in un vero e proprio "male nazionale". E' per questo che ve lo ripropongo:
BEPPINO Englaro, il papà di Eluana, sta dando forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Ciò credo debba essere evidente anche per chi non accetta di voler sospendere uno stato vegetativo permanente e ritiene che ogni forma di vita, anche la più inerte, debba essere tutelata. Mi sono chiesto perché Beppino Englaro, come qualcuno del resto gli aveva suggerito, non avesse ritenuto opportuno risolvere tutto "all'italiana". Molti negli ospedali sussurrano: "Perché farne una battaglia simbolica? La portava in Olanda e tutto si risolveva".
Altri ancora consigliavano il solito metodo silenzioso, due carte da cento euro a un'infermiera esperta e tutto si risolveva subito e in silenzio. Come nel film "Le invasioni barbariche", dove un professore canadese ormai malato terminale e in preda a feroci dolori si raccoglie con amici e familiari in una casa su un lago e grazie al sostegno economico del figlio e a una brava infermiera pratica clandestinamente l'eutanasia.
Mi chiedo perché e con quale spirito accetta tutto questo clamore. Perché non prende esempio da chi silenziosamente emigra alla ricerca della felicità, sempre che le proprie finanze glielo permettano. Alla ricerca di tecniche di fecondazione in Italia proibite o alla ricerca di una fine dignitosa. Con l'amara consapevolezza che oramai non si emigra dall'Italia solo per trovare lavoro, ma anche per nascere e per morire.
Nella vicenda Englaro ritornano sotto veste nuova quelle formule lontane e polverose che ci ripetevano all'università durante le lezioni di filosofia. Il principio kantiano: "Agisci in modo che tu possa volere che la massima delle tue azioni divenga universale" si fa carne e sudore. E forse solo in questa circostanza riesci a spiegarti la storia di Socrate e capisci solo ora dopo averla ascoltata migliaia di volte perché ha bevuto la cicuta e non è scappato.
Tutto questo ritorna attuale e risulta evidente che quel voler restare, quella via di fuga ignorata, anzi aborrita è molto più di una campagna a favore di una singola morte dignitosa, è una battaglia in difesa della vita di tutti.
E per questo Beppino, nonostante il suo dramma privato, ha dovuto subire l'accusa di essere un padre che vuole togliere acqua e cibo alla propria figlia, contro coloro che dileggiano la Suprema Corte e contro chi minaccia sanzioni e ritorsioni per le Regioni che accettino di accogliere la sua causa, nel pieno rispetto di una sentenza della Corte di cassazione.L'unica risposta che ho trovato a questa domanda, la più plausibile, è che la lotta quotidiana di Beppino Englaro non sia solo per Eluana, sua figlia, ma anche e soprattutto in difesa del Diritto, perché è chiaro che la vita del Diritto è diritto alla vita.
Beppino Englaro con la sua battaglia sta aprendo una nuova strada, sta dimostrando che in Italia si può e si deve restare utilizzando gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. In Italia non esiste nulla di più rivoluzionario della certezza del Diritto.
E mi viene in mente che tutelare la certezza dei diritti, la certezza dei crediti, costituirebbe la stangata definitiva all'economia criminale.
Se fosse possibile, nella mia terra, rivolgersi a un tribunale per veder riconosciuto, in un tempo congruo, la fondatezza del proprio diritto, non si avvertirebbe certo il bisogno di ricorrere a soluzioni altre.
Beppino questo sta dimostrando al Paese. Non sarebbe necessario ricorrere al potere di dissuasione delle organizzazioni criminali, che al Sud hanno il monopolio, illegale, nel fruttuoso business del recupero crediti.
E a lui il merito di aver insegnato a questo Paese che è ancora possibile rivolgersi alle istituzioni e alla magistratura per vedere affermati i propri diritti in un momento di profonda e tangibile sfiducia. E nonostante tutte le traversie burocratiche, è lì a dimostrare che nel diritto deve esistere la possibilità di trovare una soluzione. Per una volta in Italia la coscienza e il diritto non emigrano.
Per una volta non si va via per ottenere qualcosa, o soltanto per chiederla. Per una volta non si cerca altrove di essere ascoltati, qualsiasi cittadino italiano, comunque la pensi non può non considerare Beppino Englaro un uomo che sta restituendo al nostro Paese quella dignità che spesso noi stessi gli togliamo.
Immagino che Beppino Englaro, guardando la sua Eluana, sappia che il dolore di sua figlia è il dolore di ogni singolo individuo che lotta per l'affermazione dei propri diritti. Se avesse agito in silenzio, trovando scorciatoie a lui sarebbe rimasto forse solo il suo dolore.
Rivolgendosi al diritto, combattendo all'interno delle istituzioni e con le istituzioni, chiedendo che la sentenza della Suprema Corte sia rispettata, ha fatto sì, invece, che il dolore per una figlia in coma da 17 anni, smettesse di essere un dolore privato e diventasse anche il mio, il nostro, dolore. Ha fatto riscoprire una delle meraviglie dimenticate del principio democratico, l'empatia.
Quando il dolore di uno è il dolore di tutti. E così il diritto di uno diviene il diritto di tutti.
(Roberto Saviano, da "La Repubblica" del 23 gennaio 2009)

venerdì 16 gennaio 2009

VERGOGNA!

Contrordine: nessun autobus porterà sulle fiancate i manifesti della campagna a favore dell’ateismo. La concessionaria degli spazi pubblicitari della società di trasporti genovese, la IGP Decaux, ha deciso di non concedere lo spazio alla Uaar e allo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, annunciato nei giorni scorsi. Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni.
«Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. - dichiara Raffaele Càrcano, segretario generale della Uaar - Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste».
Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente “a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione”. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla IGP Decaux.
«Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. - conclude Carcano - Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua».
Un solo, amaro commento: c'è veramente da vergognarsi ad essere italiani.
Uno Stato e tutti i suoi Cittadini sottoposti ogni giorno alle pressioni di una chiesa senza ormai alcun pudore, che è presente ogni giorno su radio e tv senza alcun contraddittorio, e che si erge ormai a giudice supremo di ciò che è vero e ciò che è permesso, non solo per i suoi credenti, ma per tutti.
VERGOGNA!
VERGOGNA due volte, perchè è di oggi la notizia che la Casa di Cura che doveva ospitare Eluana Englaro per porre fine ad un accanimento terapeudico non voluto ed eseguire una sentenza della Magistratura italiana, ha ovviamente rinunciato, piegata dalle minacce del ministro Sacconi e dei bigotti antidemocratici di ogni sigla e colore...
Invito tutti i cittadini moderni e democratici a sostenere l'UAAR e a firmare per l'otto per mille alla Chiesa Valdese, in modo da togliere risorse alla chiesa cattolica (firmando per l'otto per mille allo allo Stato... con questo stato... probabilmente il Vaticano riuscirebbe a metterci le mani sopra).

mercoledì 17 dicembre 2008

Gli avvoltoi del bigottismo all'assalto della Legge

"Viviamo in uno Stato di Diritto", avevo scritto il 14 novembre scorso dopo la sentenza della Corte di Cassazione che aveva affermato il diritto del padre di Eluana Englaro, dopo diciotto anni di calvario, a vedere rispettate le volontà della figlia.
Ieri invece gli avvoltoi del bigottismo, i piccoli politici che cercano la benemerenza del vaticano, hanno un nuovo entusiasta condottiero, il prode Ministro del Welfare Sacconi.
"Interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale" è l'atto di indirizzo che il ministero del Welfare ha inviato a tutte le Regioni.
E il suo effetto immediato vuole essere un blocco delle procedure che, dopo anni di battaglie legali, hanno portato la famiglia di Eluana Englaro ad ottenere lo stop dell'alimentazione e dell'idratazione che tengono il corpo di Eluana in stato vegetativo da 16 anni.
In un Paese civile l'atto del ministero non dovrebbe valere nulla, perché la legge non la fa Sacconi nè qualsiasi atto di indirizzo ministeriale, ma è l'ennesima riprova di come, in Italia, certe tristi e piccole figure di politicanti non riescano a capire quanto male facciano alla cultura del Diritto nel calpestare, per piccoli interessi elettorali, le regole sancite dalla Costituzione della separazione tra i Poteri dello Stato e inficiare nei fatti il rispetto della Legge (oltre che di tutti quelli che non sono pronti a prostrarsi davanti ad un prete cattolico.
Concordo con il parere del bioeticista Demetrio Neri, membro del Comitato nazionale di bioetica, per il quale l'atto d'indirizzo, secondo Neri, non solo va contro una sentenza del Tribunale della Repubblica, ma è anche "una grave crudeltà verso la famiglia, il padre e la madre di Eluana". Il fatto che un atto sia legale o illegale dipende, mi sembra dato che non sono un giurista, dall'esistenza di una legge e il ministro Sacconi non può sostituirsi al Parlamento nel fare le leggi".
Caro Sacconi, cari bigotti sempre pronti ad obbligare gli altri ad uniformarsi al volere del vaticano: Vergogna!

venerdì 14 novembre 2008

Viviamo in uno stato di diritto

Nonostante le becere pressioni della chiesa cattolica e gli strali moralisti-falso-bigotti di molti elementi della maggioranza populista che governa l'Italia (ed anche moralmente vergognosi nei confronti di tutti i familiari che vivono casi terribili come quello di Eluana Englaro) , la Corte di Cassazione ha fatto rispettare la legge italiana.
Certo che è triste leggere commenti come "una parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana, privilegia forme più o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente, impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore" (Mantovano, An), "equivale a uccidere" (la ex pin-up, oggi ministro Carfagna), "si autorizza il primo omicidio di stato in nome del popolo italiano" (Volontè, Udc).

Gli uomini politici dovrebbero aver sempre rispetto delle Istituzioni, anche quando non si è d'accordo con un'interpretazione o una scelta, perchè se no si va a lederne l'autorevolezza e l'autorità.
Come ha detto il padre di Eluana, costretto a diciotto anni di calvario per vedere rispettate le volontà della figlia, grzie ad un potere dello Stato, la Magistratura, "Viviamo in uno stato di diritto".
Ora è necessaria una legge, che renda non più necessari interi lustri per un diritto, quello ad una fine della vita dignitoso, che non può essere dettato a tutti, credenti e non, da una chiesa.

mercoledì 12 novembre 2008

Poco garbo e nessun rispetto dal cardinale Barragan...

Sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio": lo ha ribadito ieri all'ANSA il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, il cardinale Javier Lozano Barragan, in attesa della sentenza della suprema Corte di Cassazione sul caso di Eluana Englaro.
Francamente credo che ogni chiesa ed ogni religione abbiano il diritto di esprimere le proprie convinzioni e chiedere ai propri fedeli di attenervisi.
Ma le continue pressioni della chiesa cattolica romana sulle nostre Istituzioni, gli interventi senza garbo e senza rispetto sulla vita di Cittadini Italiani non credenti, diversamente credenti o solo diversamente pensanti, sono francamente ormai insopportabili.
Mi auguro che la Cassazione ponga fine a questa triste e troppo lunga vicenda, e che il signor Englaro possa finalmente avere una risposta di civiltà dalle nostre Istituzioni, nel rispetto delle volontà di Eluana.
E che, prima o poi, anche noi italiani riusciremo ad allentare il giogo della bigotta chiesa cattolica romana sulle nostre leggi e sui nostri diritti ancora troppo spesso negati...