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lunedì 12 giugno 2023

Umana pietà, niente di più.

Considero Berlusconi il primo e più grande colpevole di aver trasformato la politica in un'arena di populisti, incuranti di regole e rispetto del vero.

Ha esaltato l'arrembaggio sociale insegnando ai giovani che estetica, assenza di regole e di morale, valgono più della cultura, dell'impegno, dell'onestà intellettuale.
Ha distrutto la televisione come servizio pubblico, creando un popolo di teledipendenti senza capacità critica.
Ha contribuito a distruggere i partiti tradizionali, dove (nonostante difetti e debolezze) l'appartenenza e la competenza erano alla base delle scelte di una base di iscritti, sdoganando quella del 'partito personale e proprietario'.
Ha picconato senza ritegno la Giustizia, dimostrando la forza del denaro e degli avvocati al proprio servizio, anche inserendo questi ultimi nelle Istituzioni.
Ha rappresentato l'esaltazione dell'ad personam, il contrario della res publica
🤬
Per degli anni, vergognandomi di essere italiano, ho viaggiato con questo adesivo appiccicato sulla valigia della Moto Guzzi. (qui sopra)..
No, personalmente non ne sentirò la mancanza. Quindi che riposi in pace, ma non fatene un disinteressato statista, eh
😉

lunedì 30 maggio 2011

Una bella giornata per gli italiani

A Berlusconi (che per primo aveva voluto "giocare" la carta del test nazionale su sè stesso) sono arrivati due schiaffoni giganteschi (più altri meno importanti, ma comunque dolorosi come Cagliari, Trieste etc.).

Bene. Ci volevano.

Pisapia potrà dare un'occhiata anche agli enormi (e non sempre limpidi affari) che Moratti, Formigoni & c. stavano facendo con i miliardi dell'Expo.

Il risultato di De Magistris (che dovrebbe metter su una squadra di giovani tecnici molto slegati dalla vecchia classe politica napoletana) è uno splendido e sonoro schiaffone anche alla "vecchia" casta napoletana bassoliniana/dalemiana che tanto male ha fatto allo stesso PD e a tutto il centrosinistra... Governo Prodi compreso.

E' una bella giornata, questa, a mio avviso.

Ora va capitalizzata.Ma finalmente, è la prova che un'alternativa è possibile.

Che Berlusconi si può battere e che la gente non gli crede più ogni volta che racconta favole, bugie o barzellette.

E forse è il segnale che può smuovere anche il centrodestra a ricercare una nuova leadership ed un nuovo modo di fare politica, magari più vicino a quella destra moderna, moderata ed europea, liberista e legalitaria, così distante dall'arrogante e cialtronesco berlusconismo.

Rispetto agli ultimi tempi, oggi ci si vergogna un po' meno, ad essere italiani :-)

E, mi raccomando, non prendete impegni per il giorno dei referendum: dobbiamo raggiungere il quorum!

sabato 2 ottobre 2010

Beppe Grillo, il nuovo alleato di Berlusconi

Ok, tutti giovani, belli, vergini, onesti e sognatori. Ammettiamo pure che il movimento delle 5stelle di Beppe Grillo sia veramente il nuovo ed il pulito vento di giovinezza che spira sulla scena della politica italiana.
Bene: il movimento Grillo/cinquestelle si presenterà alle elezioni, sottrarrà all'IDV due o tre punti, un paio al PD e porterà in Parlamento 20 giovani senza macchia e senza paura....
...ma che non staranno nè con il centro-destra, nè con il centro, nè con il centro-sinistra.
Quindi saranno a tutti gli effetti grandi alleati del Berlusconismo.
Non mi pare nè un obiettivo intelligente nè un risultato positivo per un paese, come il nostro, prostrato ed inquinato da tre lustri di populismo/cialtronismo leghista/berlusconiano, che hanno fiaccato e ridotto il già insufficiente senso dello Stato e rispetto delle regole della maggioranza degli italiani.
Francamente io continuerò a votare Di Pietro, che come Ministro non è stato male, e soprattutto un fedele alleato del Governo Prodi (che, lo ricordo, è caduto sui voti contrari dei comunisti e trotzkistu Ferrando e Rossi, e poi sul voltagabbanismo di Mastella e Dini).
Perchè non basta sconfiggere Berlusconi e Bossi, è necessario (sì, necessario, perchè un Paese va poi amministrato) creare un'alternativa di governo, con i numeri e la 'tenuta' per mettere mano a riforme non più rinviabili (da una nuova legge elettorale ad una norma sul conflitto di interessi) e che possano riportare la democrazia italiana tra quelle ...almeno decenti.


martedì 30 marzo 2010

E... complimenti Beppe!

Oggi, alla luce dei risultati delle elezioni regionali 2010, sono orgoglioso di essere romagnolo.
Sì, perchè mi sentirei veramente male ad aver votato in Valcamonica, pensando allo stipendio regalato a Renzo "La Trota" Bossi che è risultato il più votato solo per il fatto che è il figlio del Senatùr, mentre tanti ragazzi validi e preparati non trovano che stage gratuiti.
Penso anche all'igienista dentale di Berlusconi (nonchè ex ballerina di Colorado Cafè), che gli elettori lombardi hanno eletto in Consiglio Regionale... immagino conoscendone la grande preparazione politico-economica-culturale.
Penso anche ai sognatori grillini, che hanno di fatto sottratto i voti necessari alla rielezione di Mercedes Bresso, regalando il Piemonte alla Lega e a Cota. Bravo Beppe (Grillo): ora che si stavano estinguendo i Trotzkisti ed i Comunisti Leninisti, ci voleva un nuovo alleato di Berlusconi e della Lega, che andasse a rubare voti tra i sognatori di sinistra...
Questi comunque sono gli italiani. Quando Santoro ha intelligentemente mostrato spezzoni video della folla che rispondeva alle domande retoriche del Duce e poi di Berlusconi, non erano i due politici ad essere simili, ma proprio gli italiani ad essere sempre gli stessi.
E il livello culturale è sempre più basso, al di là della maggiore scolarizzazione o delle maggiori possibilità tecnologiche. Nel dopoguerra la politica permeava la società. Poca tv e molti giornali, anche per chi magari non aveva potuto studiare e fare "le scuole alte" (così si diceva). Ma c'era l'aggregazione nei circoli, nelle parrocchie (anche), nelle feste popolari.
Oggi sempre di più c'è la televisione, il disimpegno. Si legge sempre meno e le scelte si fanno in base a ciò che di straforo si sente nel TG (o peggio alle frasi fatte o alle generalizzazioni che affiorano tra le puttanate del Grande Fratello, Amici o reality via dicendo). Non ci si impegna più in politica, nelle sezioni, non si frequentano più circoli...
Non si sogna più, non ci si impegna mai per il bene comune: ha vinto il privato, la furbizia, la sopraffazione. Le regole? Roba che vale per gli altri, sempre e solo per gli altri...
Questa Italia è stata ovviamente ben compresa da un grande comunicatore. Che da 15 anni se la sta ulteriormente plasmando sempre meglio a favore ovviamente della propria forza politica.
Che dire?
Va preso atto della volontà degli italiani.
E il centro sinistra, se vuole veramente invertire la deriva di questo paese, deve trovare un nuovo modo di entrare in contatto con questi italiani. Meno idealista, meno sognatore, certo. Con meno divisioni ma anche con uomini sempre al di sopra di ogni sospetto (Marrazzo, Del Bono o Del Bono agli elettori del centro destra sembrerebbero dei perseguitati dai magistrati cattivi, ma agli elettori del centrosinistra, ancora fanno male, e fanno perdere voti...).

mercoledì 10 marzo 2010

Ma per chi ci hai preso, Berlusconi? Non siamo mica tutti dei SandroBondi o degli Scodinzolini!

Legalità. Rispetto della Legge. Meritocrazia. Ma come si fa a crederci ancora con un governo del genere? E dire che dovrebbe essere proprio la destra ad essere più concentrata su questo tema... ...sì, nel resto del mondo, non certamente in Italia.
Ma l'avete visto PapiSilvio oggi in TV? Dice che a Roma non hanno potuto presentare le liste perchè i Radicali cattivi ed i Giudici Comunisti non li hanno fatti entrare!!! E dire che a Roma il centrodestra ha sia il Ministro degli Interni che quello della Difesa... Sono talmente BUONI, quelli del Partito dell'Amore, che non li hanno neppure chiamati?
Ma per chi ci prendono? Credono che TUTTI siamo come quei cretini che vanno in estasi ascoltando e cantando "Perfortuna che Silvio c'è"???
Cialtroni.
Hanno fatto a "coltellate" fino all'ultimo momento per inserire nelle liste gli amici o le amichette* degli amici, e poi se la prendono (come al solito) con chi vuole fare rispettare le Leggi.
Bisogna fare in modo che l'Italia si liberi di questi cialtroni, perchè questi (spesso incompetenti ed ancora più spesso in malafede) ci stanno portando in un baratro politico/economico/culturale che ormai ha precedenti comparabili solo nel ventennio mussoliniano.
E' necessario che finalmente in Italia ci sia un vero centro-destra, politico, ideale, lontano milleanni dal populismo qualunquista dell'attuale maggioranza sottopadrone.
Il berlusconismo si è rivelato un vero e proprio tumore maligno per la vita politica, culturale, morale del notro Paese.
Dobbiamo fargli perdere più voti possibile! Coinvolgendo, appunto, anche le persone oneste e intelligenti che sono di centro-destra e che oggi non possono certamente (oggi) andare fiere di questo stato di cose!
*nella foto Nicole Minetti, ex-starlette in TV. Grazie a chi voterà il PDL in Lombardia, noi contribuenti le dovrmo pagare lo stipendio... meriti? Essere gnocca e... naturalmente l'igienista dentale del Sultano. Questa è civiltà?

martedì 15 dicembre 2009

Senza ipocrisia

La violenza è sempre da condannare. In ogni ambito, a meno che ovviamente non si tratti di legittima difesa. Nel caso del lancio del "Duomo di Milano" sul naso di Berlusconi non lo è. Quindi il gesto dello psicolabile milanese non solo è da condannare, ma è anche dannoso per chi, ogni giorno, lotta con le armi della democrazia, contro il Berlusconismo, vedendolo come un cancro involutivo che sta avvelenando da tre lustri la Repubblica Italiana.
Detto questo, mi sembra doveroso condannare anche chi, sopratutto tra le fila del PDL e dei colonnelli di Berlusconi, vuole colpevolizzare l'opposizione rispetto al lancio del fermacarte.
A mio parere, infatti, è stata questa maggioranza, in questi ultimi anni, ad avvelenare coscientemente e opportunisticamente il clima politico italiano.
Gli esempi sono molti: il Quagliarello alla Camera che urlava "assassino" al povero Beppino Englaro, o il Ministro La Russa che gridava "Devono morire" rivolto ai Giudici della Corte Europea su cricifisso... (un commento da buon cattolico, mi pare)..., o Berlusconi che dà del coglione a chi vota centrosinistra, e ai magistrati affibbia l'epiteto di matti o comunisti un giorno sì ed uno sì... ...e poi concludo con "l'uso criminoso della tv pubblica" assegnato ad un Giornalista serio e di prim'ordine come Enzo Biagi (ma con un po' di tempo l'elenco potrebbe continuare a non finire, anche perchè i vari Calderoli con il maiale al guinzaglio o le Santanchè a urlare davanti alle moschee sono sempre di quella amorevole maggioranza che ci governa, quella stessa che ogni giorno copre le proprie porcate politiche con insulti, menzogne, annunci che poi risulteranno essere solo tali...).
Quando il clima politico è avvelenato, un matto o un esaltato è più portato a perdere la testa.
E siccome un fermacarte non ha mai ucciso nessuno, il matto in questo modo ha fatto addirittura un regalo alla maggioranza di Berlusconi.
Ma un politico che, con i suoi metodi ed i suoi conflitti di interesse, è un pericolo per la democrazia, rimane tale anche con un naso rotto.

sabato 12 dicembre 2009

Ciampi: ma Berlusconi è veramente padrone di se?

(ASCA) - Roma, 11 dic - "Faccio fatica a commentare sortite cosi' inqualificabili, che riflettono tempi molto tristi. Certo, ognuno è responsabile di ciò che fa e dice e, nel caso di un politico, sta ai cittadini esprimere un giudizio. Ma stavolta ci sarebbe quasi da valutare anche se chi lancia questo genere di accuse sia davvero 'compos sui', vale a dire pienamente padrone di sè".
Così, l'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in un'intervista al Corriere della Sera sulle parole di ieri del premier, Silvio Berlusconi su Consulta e Costituzione.
A proposito delle accuse del premier agli ultimi tre presidenti della Repubblica di aver 'infiltrato' giudici di parte nella Corte Costituzionale, Ciampi ricorda inoltre di aver nominato "tutti giuristi stimatissimi e di chiara fama (Giovanni Maria Flick, Sabino Cassese, Maria Rita Saulle, Giuseppe Tesauro), scelti non per un gioco di bilancino politico e dopo un'inchiesta interna sulle ideologie sulle quali si erano formati, ma soltanto in base a criteri di competenza tecnica. Si spulci pure il curriculum di ciascuno di loro per vedere se possono sul serio essere definiti dei pasionari di una fantomatica sinistra".

Nota di Gattostanco: imho Ciampi, Scalfaro, Napolitano sono tre personalità di moralità talmente alta che Berlusconi dovrebbe pulirsi la bocca ogni volta che li nomina!

Gattostanco, 12 dicembre 2009

giovedì 26 novembre 2009

L'appello di Roberto Saviano contro la legge ammazzaprocessi

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino.
Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto.
Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto.
Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica.
È una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
ROBERTO SAVIANO
Per firmare l'appello: qui

lunedì 27 luglio 2009

Chi ha visto i 35 miliardi sperperati dal Tesoro?

Ieri su La Repubblica ho letto un commento di Eugenio Scalfari che mi ha colpito molto, e che mi piace riproporre per chi non abbia letto il quotidiano:
Sono molti, anzi moltissimi gli italiani che di fronte allo scandalo Berlusconi (non saprei chiamarlo altrimenti) rispondono: "A noi non importano i suoi vizi, privati o pubblici che siano; a noi importa che governi bene nell'interesse del paese e dei cittadini".
Si può non essere d'accordo su questo modo di ragionare che reputa la coerenza morale come un "optional" al quale un personaggio pubblico può sottrarsi. Ma adattiamoci a questa diffusa indifferenza morale e seguiamo pure quel modo di ragionare: sta governando bene?
Poniamoci solo questa domanda e cerchiamo di rispondervi con fatti e cifre.
Il governo ha varato un nuovo decreto legge per contenere la crisi e ha presentato il bilancio di un anno e mezzo di attività. Possediamo dunque tutti i dati per rispondere e non sono dati controversi perché è lo stesso governo a fornirceli. Il deficit è arrivato al 5,2 ed è molto probabile che salga ancora.
In parte questo pessimo risultato è dovuto a cause internazionali ma in altra parte è dovuto a cause esclusivamente interne e cioè all'andamento della spesa pubblica e delle entrate.
La spesa è aumentata in un anno del 4,9 per cento.
In cifre assolute si tratta di 35 miliardi di euro.
Stiamo parlando di spesa corrente della Pubblica amministrazione. Come è stato possibile uno sfondamento di queste dimensioni che equivale ad una pesantissima manovra finanziaria?
Voglio citare il commento che di questo sfondamento sorprendente ha fatto Romano Prodi in un articolo pubblicato sul "Messaggero" di mercoledì scorso: "Questo dato mette in evidenza una non prevista espansione della spesa ordinaria della pubblica amministrazione di fronte ad una preoccupante caduta degli investimenti. Tutto questo in presenza di una diminuzione del peso degli interessi sul debito pubblico per effetto della caduta dei tassi sui mercati internazionali. Davvero viene da pensare che qualche "fannullone" si sia dimenticato di esercitare il proprio compito di contenere la spesa corrente e indirizzarla invece verso gli investimenti necessari per sostenere lo sviluppo futuro del paese".
Io capisco che il nostro premier non voglia rispondere sulle veline, sulle "escort" e sul processo Mills. Ma qui stiamo ponendo a lui e al suo ministro dell'Economia una domanda di tutt'altra natura: che ne avete fatto di quei 35 miliardi di maggiori spese in un anno di vacche magrissime?
In teoria ci potreste rispondere che quei miliardi li avete usati per "stimolare" l'economia. Invece no, neppure quello avete fatto. I denari freschi per stimolare o sostenere l'economia ammontano in tutto e per tutto in 3 miliardi, pari allo 0,2 per cento del prodotto nazionale lordo in confronto con il 3 per cento che è la media dei paesi Ocse. Dieci volte meno di tutti gli altri.
Allora ripeto: che cosa ne avete fatto di quei 35 miliardi?
Altre domande non meno stringenti potrebbero esser fatte. Per esempio sul piano-casa che prevede centomila alloggi per famiglie con basso reddito. I progetti saranno certificati da un professionista di fiducia del committente. Sono veramente necessarie queste case, con le quali il territorio sarà definitivamente devastato mentre esiste una quantità di case sfitte per le quali non c'è domanda di mercato?
Un altro esempio riguarda la messa sotto schiaffo (nel decreto approvato venerdì dalla Camera) della Corte dei conti che il governo sta riducendo a un simulacro manomettendo i suoi poteri di controllo sulla pubblica amministrazione.
Chi è il "fannullone operoso" che stravolge dall'interno il sistema delle garanzie dilapidando risorse al punto che bisognerebbe segnalarlo al ministro Brunetta per le opportune sanzioni?
* * *
Può darsi che i molti che se ne infischiano delle veline, delle "escort" e del processo Mills se ne freghino anche della dilapidazione delle pubbliche risorse se non sono loro ad esserne toccati e anzi se per caso ne sono addirittura beneficiati.
La comunità nazionale affonda ma i molti che appartengono alla vasta cerchia clientelare ne godono.
Il rampante Tarantini è solo uno dei tanti e fa il nababbo tra la sua fattoria pugliese e la villa di Porto Cervo in prossimità di Villa Certosa. Non saranno certo lui e i tanti come lui a preoccuparsi del "fannullone" che sperpera a Roma. Però non c'è solo questo, il catalogo è lungo. Adesso faremo parlare Mario Draghi, governatore "pro tempore" della Banca d'Italia fino a quando i "fannulloni" non lo sbatteranno fuori perché sta diventando troppo ingombrante.
* * *
Parlando mercoledì scorso davanti alle competenti commissioni parlamentari il governatore ha sollevato un tema del quale finora sono in pochi ad essersi accorti nell'ambito delle istituzioni e quei pochi si sono ben guardati di renderlo oggetto di pubblico dibattito: l'usura nelle sue più varie forme, la penetrazione della mafia, della camorra e della 'ndrangheta nel tessuto imprenditoriale, specialmente nel settore delle aziende medio-piccole e piccole che hanno poca capacità di resistere alla crisi.
Draghi ha lanciato un allarme rosso su questo fenomeno che sta penetrando massicciamente nel tessuto produttivo non solo sotto forma di racket o di prestiti usurari, ma anche di acquisto di aziende che non sono più in grado di sostenersi e che vengono utilizzate dalla criminalità come preziose stazioni di riciclaggio per capitali accumulati con il commercio della droga, gli appalti di favore e l'usura vera e propria. Interrogato sull'efficacia dei controlli per impedire l'estendersi del fenomeno, il governatore ha detto a chiare lettere che i controlli esistenti sono assai poco efficaci e andrebbero rapidamente revisionati. Interrogato anche sullo scudo fiscale (che verrà istituito con il decreto in corso di approvazione parlamentare) e sui suoi probabili effetti negativi sul riciclaggio di capitali, il governatore, molto prudente nel pronunciarsi su una legge in corso di approvazione, ha tuttavia manifestato un aperto scetticismo sui controlli che lo scudo prevede per impedire il riciclaggio di capitali mafiosi. Ha osservato che in altri paesi che hanno fatto ricorso in questi mesi a provvedimenti analoghi non è stato concesso l'anonimato a chi decide di far rientrare capitali, non sono state abbonate le tasse evase ed è stata prevista una rigorosa certificazione sull'origine dei predetti capitali.
Nulla di simile è contenuto nella normativa predisposta nel decreto, sicché il rischio che capitali di origine criminale rientrino in Italia beneficiando per di più della robusta sanatoria che il decreto prevede, è ampiamente incombente.
All'allarme di Draghi si sono associate le parti sociali e in particolare la Confindustria, i commercianti, gli artigiani e l'associazione bancaria Abi.
Ma le questioni sollevate dal governatore non si limitavano all'usura e al riciclaggio. Riguardavano anche le norme previste nel decreto sulle banche. Si è infatti scoperto che alcuni articoli della legge imponevano alle banche misure molto pesanti che rischiavano di incepparne seriamente il funzionamento.
Il governo (i soliti "fannulloni") non se ne erano evidentemente resi conto, ma sotto le energiche proteste dell'Abi e della stessa Confindustria, ha deciso di annullare quelle disposizioni rinviando di 48 ore il voto di fiducia.
Intanto si è saputo che le "sofferenze" bancarie, cioè i crediti che i debitori non sono più in grado di restituire, sono aumentate in questi mesi del 125 per cento rispetto al periodo precedente e tutto fa prevedere che continueranno ad aumentare con ritmi ancor più intensi. La conseguenza inevitabile è una valutazione ancor più rigorosa del merito del credito, specie nel settore delle imprese medio-piccole, le più bisognose di sostegno.
* * *
Parole che direi definitive sono state dette in proposito dall'amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, nell'intervista pubblicata venerdì sul nostro giornale.
La fonte è insospettabile per oggettività politica e prudenza di giudizi: Passera è il banchiere che ha voluto e finanziato la nuova Alitalia, così come aveva voluto e finanziato la nuova Telecom senza più il controllo di Tronchetti Provera. Ed è quello stesso banchiere che ha già stipulato con Confindustria il finanziamento delle Pmi con una linea di credito complessiva di 500 miliardi di euro.
Ed ecco il suo giudizio sulla situazione e su ciò che ci aspetta a partire dal prossimo settembre. "Oggi produzione, fatturato interno, export e investimenti sono tutti in drammatico calo. Ciò che è stato fatto finora è nella direzione corretta, ma affinché queste misure abbiano effetto ci vuole molto di più di fronte ad una recessione di tale gravità.
L'Italia ha ritardi infrastrutturali gravissimi. L'efficienza del sistema-paese è il nostro vincolo più grave e poi lo scarso dinamismo della società che viene da fattori che ci vedono in fondo a tutte le classifiche mondiali: mobilità, meritocrazia, capacità decisionale. Qui c'è il nostro problema maggiore che logora non solo l'economia ma anche la democrazia". Più prudente ma più chiaro e più sincero di così...!
* * *
La Lega punta sul federalismo ed ha la capacità politica di imporlo a Berlusconi.
La Lega è in grado di ricattare politicamente Berlusconi così come una qualunque "escort" è e sarà in grado di fare su tutt'altro piano.
Tra i due tipi di ricatto, così diversi tra loro, c'è tuttavia un nesso evidente che dimostra appunto la ricattabilità del premier. Le conseguenze sul piano della governabilità sono sotto gli occhi di tutti.
I dati e i giudizi sopra riportati sono anch'essi sotto gli occhi di tutti e c'è anche sotto gli occhi di tutti la necessità di quello che Corrado Passera ha chiamato uno "shock positivo", cioè un'immediata politica di rilancio che contenga la gravissima recessione che non sta affatto alle nostre spalle ma davanti a noi. Se lo shock positivo non ci sarà - e non c'è alcun segno che possa arrivare in tempo utile - avremo uno shock negativo che un paese economicamente prostrato e politicamente imbambolito non è in grado di fronteggiare.
Il premier e i suoi sodali del partito guidato dall'avvocato Ghedini non sembrano rendersene conto e daranno priorità ad una dissennata riforma della giustizia che provocherà una traumatica torsione istituzionale.
La Lega dal canto suo vorrà portare a casa quanto più potrà di federalismo e di barriere anti-immigrazione e soprattutto anti-integrazione.
Sono due mine vaganti ad altissimo contenuto esplosivo e questo spiega le preoccupazioni del presidente della Repubblica e nell'ambito del centrodestra del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Occorrerebbe arrestare qui ed ora questa deriva.
Non è un complotto politico né un catastrofismo perverso e infondato, ma una lucida visione dei fatti. L'esito è nelle mani degli italiani se sapranno essere all'altezza del compito.
(di Eugenio Scalfari, tratto da La Repubblica di domenica 26 luglio 2009)

giovedì 28 maggio 2009

Lo strano paese visto dall'Europa (e a ragione...)

Altro che, come dice Frattini, invidia o anti-italianità da combattere tutti uniti. Le reazioni ed i commenti di tutta la stampa europea (anche conservatrice), lei sì, libera dai condizionamenti della Fininvest e dei potentati politici vicini al governo italiano, ci dovrebbero far comprendere quanto tutto il mondo ci guardi come a dei fenomeni imbarazzanti di imbarbarimento della Politica... riporto alcuni commenti pubblicati oggi dai media:
ROMA. Il caso Berlusconi-Noemi continua ad interessare la stampa estera. Dopo gli attacchi di ieri con l'editoriale del Financial Times, le critiche dell'Independent e di EL Paìs, e la successiva risposta piccata del ministro degli Esteri Franco Frattini, oggi è il quotidiano francese di orientamento moderato Le Figaro a occuparsi della vicenda.
"Indebolito dalla vita privata". Il giornale diretto da Etienne Mougeotte dedica al presidente del Consiglio una foto in prima pagina e due colonne a sinistra con un titolo emblematico: "Berlusconi indebolito dalla sua vita privata". Nell'articolo all'interno del giornale, firmato dal corrispondente da Roma Richard Heuzé, si sottolinea come il premier "abbia l'arte di complicarsi la vita", in questo caso a sole "due settimane dalle elezioni europee e amministrative e con una popolarità che lui stesso afferma essere del 73%".
"Difatti - prosegue Heuzé -, tutti i temi politici delle elezioni, dalle riforme parlamentari all'immigrazione, sono tutti stati relegati in secondo piano".
Infine, il corrispondente del Figaro sostiene che l'arrivo di Berlusconi allo stadio Olimpico ieri sera per la finale di Champions, è stato "salutato dai presenti al grido di "papi, papi", il soprannome che Noemi Letizia ha dato al premier.
"Ha cambiato la società italiana". Sul tedesco Sueddeutsche Zeitung è apparso invece un editoriale allarmato del corrispondente dall'Italia Stefan Ulrich che parla dei tanti errori politici di Berlusconi, e di come quest'ultimo abbia "cambiato la società italiana". "Berlusconi - scrive Ulrich - ha imposto una vita-spettacolo ai limiti della volgarità. Consumismo rapace, opportunismo e sfrenatezza sono i nuovi valori".
"Il Nobel? Uno scherzo?" Sul quotidiano berlinese Tagesspiegel è uscito oggi nella pagina degli editoriali un ritratto di Berlusconi carico di pungente ironia. L'articolo informa i lettori della raccolta di firme avviata per iniziativa dei comitati guidati da Emanuele Verghini per proporre Berlusconi come Nobel per la pace. "Uno scherzo? - si chiede il giornale - Non per nulla. In un momento storico Berlusconi è riuscito a scongiurare il pericolo della terza guerra mondiale e ha salvato il mondo dall'olocausto nucleare - afferma sarcastico Tagesspiegel". Poi il commento finale: "Di fronte a questi meriti certo non irrilevanti, le piccole, meschine polemiche sul caso-Noemi e sulle donne nelle liste elettorali potrebbero infine sparire".
"Non risponde alle dieci domande". Il periodico spagnolo El diario Montanes invece torna sul caso delle dieci domande e afferma che La Repubblica ha "costretto il premier a chiudersi in casa senza rispondere alle domande e a ritirarsi dalla campagna elettorale per le elezioni europee".
Il blog del Financial Times. Dopo l'attacco pubblicato ieri, oggi si riparla di Berlusconi nel Brussels blog di Tony Barber: il "vero peccato" del premier non ha a che vedere con la vicenda Noemi Letizia o con il caso Mills, ma con la sua cattiva gestione dell'economia italiana. Giudicando "sorprendente che non sia stato condannato per essere il peggior amministratore dell'economia italiana dal 1945". La Repubblica, 28 maggio 2008

domenica 3 maggio 2009

L'Italia: un triste paese che tutto concede e giustifica al suo imperatore... che tristezza.

Veronica Lario ha avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi, portando a termine un percorso cominciato molto tempo fa come ammise lei stessa alla fine dell'estate 2008, quando confessò che all'eventualità di una separazione stava meditando da dieci anni.
Non mi sono mai occupato di gossip, ma credo che alcune frasi riportate dalla stampa italiana abbiano anche un valore culturale e politico.
Leggo infatti che la decisione sarebbe arrivata la mattina di martedì 28 aprile. Veronica Lario ha guardato i giornali e letto come ..."nella notte di domenica il premier si sia presentato a sorpresa in una villetta di Casoria, dove si celebravano i diciott'anni di Noemi Letizia. Lei è bella, bionda, studia da grafica pubblicitaria a Portici e sogna una carriera televisiva, tanto che avrebbe inviato il suo "book" fotografico al presidente del Consiglio in persona. Un album che avrebbe provocato la scintilla. Accanto a Noemi ci sono il padre Elio e la madre Anna. La ragazza chiama Berlusconi "papi", ai giornalisti dirà più tardi che lo conosce da tempo e che spesso lo va a trovare a Milano e Roma, "perché lui, poverino, lavora molto e non può sempre venire a Napoli". Il Cavaliere le ha portato un regalo, una collana d'oro giallo e bianco con pendente di brillanti. C'è chi mormora anche le chiavi di un'auto, ma Noemi smentisce..."
Ora: dopo le smancerie alla sua ministra Carfagna di anno scorso,le foto con le squinzie sulle ginocchia nella sua villa in Sardegna, le telefonate per spendere una parola buona per le sue amichette, le liste del PDL alle europee infarcite da veline e attricette... scopriamo che il Premier ha anche il tempo per approfondire l'amicizia con una bionda teenager...
"La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni" avrebbe detto Veronica Lario.
Sono d'accordo.
E qui lasciamo il gossip e veniamo alla politica e alla cultura italiana.
In un paese anglosassone, per un premier di centro destra che da qualche tempo amoreggia amabilmente con l'integralismo cattolico, comportamenti del genere e le parole di una moglie indignata, siglerebbero la fine della carriera politica.
Quello che ci sconcerta, invece, è che questo "ciarpame politico" (come lo ha definito la moglie di "papi") non faccia scandalo, che quasi nessuno si stupisca, che "per una strana alchimia il paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo imperatore", come racconta a chi le sta vicino.
E agli elettori di centro destra chiedo: è questa l'Italia che sognate?
L'Italia dove il Capo sceglie le sue amichette o le ragazzine belline per metterle in lista e spedirle a Bruxelles (dove invece occorrerebbe avere dei Parlamentari preparati ed autorevoli)?
L'Italia dove il sogno delle diciassettenni è quello non di studiare, farsi un futuro di impegno e di soddisfazione, ma di inviare il book al Presidente-Tycoon per diventare attricetta, valletta o... amichetta?
L'Italia dove il Vaticano sceglie le leggi per tutti, anche per chi non crede, ma chiude ovviamente tutti gli occhi rispetto ai comportamenti tutt'altro che pii dei politici guardacaso del centro-destra?
A me st'Italia fa schifo, tanto quanto gli italiani che, per ignavia, ignoranza o stolta ricerca dell'effimero interesse personale, sono proni ai voleri dell'Imperatore, ed hanno spento il proprio cervello.

venerdì 10 aprile 2009

Va bene tutto, e... Berlusconi è troppo bravo!

Quando a Napoli c'era troppo rusco, abbiamo visto il Presidente del Consiglio che, come un vero e proprio pendolare, tutti i giorni era a Napoli.
Ora purtroppo dobbiamo piangere quasi trecento vittime di un terremoto in Abruzzo, e tutti i giorni ci tocca vedere un Presidente del Consiglio che tutti i giorni è nei dintorni de L'Aquila e che, ovviamente seguito da un codazzo di guardie del corpo, fancazzisti presenzialisti del seguito, giornalisti, intralcia le operazioni di soccorso e chi deve operare in fretta per salvare vite umane e spostare tonnellate di macerie. Ed in questo, purtroppo, imitato da molti ministri alla ricerca di una foto, un miniservizio televisivo, un trafiletto sui giornali.
Sì, perchè le Elezioni Europee sono vicine, e gli italiani vedendo un Presidente del Consiglio sempre all'erta, anzichè chiedersi "ma non ha nulla di più importante da fare per il bene del Paese, in questo momento di recessione globale?", un po' come ai tempi del presenzialista Mussolini, ritratto a torso nudo mentre raccoglieva il grano o faceva il cemento inaugurando un cantiere edile, amano vedere i propri eroi dare l'esempio, presenziare in prima persona, figurare.
Sì, la cultura politica italiana è questa: figurare, rappresentare una realtà magari diversa dalla verità, comunque interpretare una commedia. Ma bisogna ammettere che Berlusconi in questo è bravissimo, ha una marcia in più.
Ve lo immaginate Prodi con casco da Pompiere in mezzo ai terremotati d'Abruzzo?
Tutte le TV lo avrebbero preso in giro per il ridicolo "phisique du rol" da Pompiere, Gasparri e Cicchitto avrebbero presentato un'interrogazione alle Camere per chiedergli conto di aver ostacolato i soccorsi, Berlusconi avrebbe tuonato che, se fosse stato Presidente del Consiglio, il terremoto non ci sarebbe stato o le case non sarebbero crollate.
Sì: Berlusconi è bravissimo ad incantare noi italiani. E ce lo dovremmo sopportare almeno fino a quando camperà. Mettiamoci il cuore in pace.

sabato 7 febbraio 2009

Prepariamoci a difendere la democrazia, perchè il caso Englaro è solo un pretesto

Il fine è chiarissimo: Berlusconi ha scelto di utilizzare la tragedia di una donna in stato vegetativo permanente da 17 anni per allearsi con il vaticano del retrogrado Ratzinger per dare la spallata alla Costituzione italiana e dimostrare di poter controllare sia la Magistratura che la Presidenza della Repubblica.
Probabilmente ha calcolato che su un altro argomento non avrebbe potuto contare sui bigotti-alla-Binetti del centro sinistra e sull'UDC di Casini. Invece calpestando i diritti di una persona in coma, insultando pesantemente la famiglia Englaro "A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Tutto qui".
A parte Fini e Della Vedova, pare che i laici del centrodestra si siano volatilizzati. Ovvio: nel centrosinistra discutere è normale, nel Popolo delle Libertà (pare ormai ridicolo un nome del genere...) contraddire il Padrone non è salutare. E se il Padrone ha deciso che leccare il culo a Ratzinger, Bagnasco, Ruini e tutta la parte più retriva della chiesa cattolica, ecco i baldi ex-socialisti, ex-liberali, ex-repubblicani pronti ad inginocchiarsi.
La libertà dei cittadini? Il valore della Costituzione? Il bilanciamento dei poteri dello Stato? Il ridicolo dvanti al mondo?
Cosa volte che sia: se Berlusconi ha deciso di conquistare il Potere utilizzando l'arma della distruzione dei diritti individuali degli italiani, beh, mica ci si può opporre.
E se poi qualcuno si chiede perchè, chi oggi fa le barricate per impedire di compiersi il destino di una ragazza che è stato fermato dai medici 17 anni fa, è pronto a far morire decine di immigrati che avranno paura di andare dai medici per paura di essere denunciati... cosa volete che sia? Si troverà qualche caso umano da passare in tv per far pensare ad altro, o un nuovo Kakaà da comprare o da vendere. Tanto gli italiani hanno la memoria corta...
Prepariamoci in ogni modo a difendere la democrazia, prchè il caso di Eluana Englaro è stato solo un pretesto, un ignobile, vergognoso pretesto di un avvoltoio che sta cercando di prendre tutto il potere. Anche quello sulla nostra morte...

venerdì 6 febbraio 2009

Una pagina vergognosa. Una offesa permanente alla Democrazia italiana. Scriviamo a Napolitano!

Nonostante la lettera del Presidente della Repubblica, il consiglio dei ministri ha approvato all´unanimità il decreto-legge per vietare la sospensione di alimentazione e idratazione fino al varo della legge sul testamento biologico...
Le dichiarazioni di Berlusconi, oggi pomeriggio, sono da ricovero in ospedale psichiatrico per delirio di onnipotneza:
"Non farò omissione di soccorso"
"Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli"
"Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo"
"Se il presidente della Repubblica non firmasse il decreto, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas ed approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo, e cioè quella che contiene questa norma"
Siamo alla cronaca in diretta della fine della Democrazia del Diritto (oltre che a una sceneggiata indecorosa fatta solo, probabilmente, per ottenere l'appoggio dei vescovi alle elezioni in Sardegna).
Questo è il fac simile di una lettera al Presidente della Repubblica. Io l'ho spedita... per inviarla basta un click (o copia-e-incolla): https://servizi.quirinale.it/webmail/
"Caro Presidente Napolitano, nonostante i suoi recenti richiami alla moderazione riguardo all’uso dei decreti legge, apprendo con ansia il comunicato del Presidente del Consiglio dei Ministri, col quale annuncia un provvedimento sotto forma di decreto legislativo, appunto, d’urgenza in materia di testamento biologico, volto chiaramente a bloccare l’esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione, riguardo il caso della Sig.ra Englaro. Mi chiedo se il Governo si renda conto che tale decretazione è in contrasto con l’art. 77 della Costituzione, vista l’indimostrabile natura di “straordinaria urgenza” e con l’art. 101 poiché si configura come una vera e propria censura politica di una sentenza definitiva, minando la base elementare di uno stato di diritto, la divisione dei poteri. Scrivo a lei che è il Garante della nostra Costituzione, a lei che saprà di certo vigilare sulla deriva meramente decisionista di provvedimenti di questo tipo e preservare il potere legislativo del Parlamento, l’unico organo delegato dal popolo per rappresentarlo, cui spetta la sovranità della Repubblica. Firma e città"
Certo che un governo che si prepara a far seccare gli immigrati cercando di dissuaderli ad andare dal medico e poi che lecca così il culo a Ratzinger, è la prova lampante di quanto siano falsi i gerarchi della chiesa cattolica.
Eccolo qua, il PDL, pronto a calarsi le braghe davanti alle pressioni del vaticano, alla faccia delle libertà dei cittadini italiani e delle Sentenze della Magistratura.
Come Mussolini, l'anticlericale socialista che, giunto al potere, non ci mise molto a decidere che leccare il deretano dei sottanoni vaticani era molto più comodo... e quindi firmo' il Concordato e fece della religione cattolica la religione di stato.
Mi auguro che i sardi possano essere il primo schiaffone meritato a qusta manica di cialtroni. L'Italia intera ne ha bisogno!
http://www.gattostanco.it

martedì 17 giugno 2008

arieccolo! - il vero volto del Cavaliere

Ci ha provato a fare lo statista, ad essere un Presidente del Consiglio "normale".
Poi il vero volto del Caimano è riapparso: e come al solito per garantirsi l'impunità e
bloccare Magistratura e Stampa... magari sperando che gli Europei di calcio facciano passare sotto silenzio questa nuova vergogna...

Ecco un bellissimo commento di Enzo Mauro:

Il vero volto del Cavaliere

di EZIO MAURO (La Repubblica del 17 giugno 2008)
NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un'emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell'opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. 
La Repubblica vive un'altra grave umiliazione, con le leggi ad personam che ritornano, il governo del Paese ridotto a scudo privato del premier, la maggioranza parlamentare trasformata in avvocato difensore di un cittadino indagato che vuole sfuggire al suo legittimo giudice, deformando le norme. 
In un solo giorno - dopo la strategia del sorriso, il dialogo, l'ambizione del Quirinale - Silvio Berlusconi ha chiamato a raccolta i suoi uomini per operare una doppia azione di sfondamento alla normalità democratica del nostro sistema costituzionale. Sotto attacco, la libertà di informazione da un lato, e l'obbligatorietà dell'azione penale dall'altro. 
Per la prima volta nella storia repubblicana, il governo e la sua maggioranza entrano nel campo dell'azione penale per stravolgerne le regole e stabilire una gerarchia tra i reati da perseguire. Uno stravolgimento formale delle norme sulla fissazione dei ruoli d'udienza, che tuttavia si traduce in un'alterazione sostanziale del principio di obbligatorietà dell'azione penale. Principio istituito a garanzia dell'effettiva imparzialità dei magistrati e dell'uguaglianza dei cittadini. 
La nuova norma berlusconiana (presentata come un emendamento al decreto-sicurezza, firmato direttamente dai Presidenti della I e II commissione di Palazzo Madama) obbliga i giudici a dare "precedenza assoluta" ai procedimenti relativi ad alcuni reati, ma questa precedenza serve soprattutto a mascherare il vero obiettivo dell'intervento: la sospensione "immediata e per la durata di un anno" di tutti i processi penali relativi ai fatti commessi fino al 31 dicembre 2001 che si trovino "in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado". 
È esattamente la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi nel processo in corso davanti al Tribunale di Milano per corruzione in atti giudiziari: con l'accusa di aver spinto l'avvocato londinese Mills a dichiarare il falso sui fondi neri della galassia Fininvest all'estero. 
Quel processo è arrivato al passo finale, mancano due udienze alla sentenza. Si capisce la fretta, il conflitto d'interessi, l'urgenza privata, l'emergenza nazionale che ne deriva, la vergogna di una nuova legge ad personam. Bisogna ad ogni costo bloccare quei giudici, anche se operano "in nome del popolo italiano", anche se il caso non riguarda affatto la politica, anche se il discredito internazionale sarà massimo. Bisogna con ogni mezzo evitare quella sentenza, guadagnare un anno, per dar tempo all'avvocato Ghedini (difensore privato del Cavaliere e vero Guardasigilli-ombra del suo governo) di ripresentare quel lodo Schifani che rende il premier non punibile, e che la Consulta ha già giudicato incostituzionale, perché viola l'uguaglianza dei cittadini: un peccato mortale, in democrazia, qualcosa che un leader politico non dovrebbe nemmeno permettersi di pensare, e che invece in Italia verrà presentato in Parlamento per la seconda volta in pochi anni, a tutela della stessa persona, dalla stessa moderna destra che gli italiani hanno scelto per governare il Paese. 
Con ogni evidenza, per l'uomo che guida il governo non è sufficiente vincere le elezioni, e nemmeno stravincerle: non gli basta avere una grande maggioranza alle Camere, parlamentari tutti scelti di persona e imposti agli elettori, una forte legittimazione popolare, mano libera nel dispiegare legittimamente la sua politica. No. Ancora una volta a Berlusconi serve qualcosa di illegittimo, che trasformi la politica in puro strumento di potere, il Parlamento in dotazione personale, le istituzioni in materia deformabile, come le leggi, come i poteri della magistratura. 
È una coazione a ripetere, rivelatrice di una cultura politica spaventata, di una leadership fuggiasca anche quando è sul trono, di un sentimento istituzionale che abita la Repubblica da estraneo, come se fosse un usurpatore, e non riesce a farsi Stato, vivendo il suo stesso trionfo come abusivo. Col risultato di vedere il Capo dell'esecutivo chiedere aiuto al potere legislativo per bloccare il giudiziario. Qualcosa a cui l'Occidente non è abituato, un abuso di potere che soltanto in Italia non scandalizza, e che soltanto l'establishment italiano può accettare banalizzandolo, per la nota e redditizia complicità dei dominati con l'ordine dominante, che è a fondamento di ogni autoritarismo popolare e di ogni democrazia demagogica, come ci avviamo purtroppo a diventare. 
Questo uso esclusivo delle istituzioni e della norma, porta fatalmente il Premier ad un conflitto con il Capo dello Stato, garante della Costituzione. Napolitano era già intervenuto, nelle forme proprie del suo ruolo, contro il tentativo di introdurre la norma anti-prostitute nel decreto sicurezza, spiegando che non si vedeva una ragione d'urgenza. Poi aveva preso posizione per la stessa ragione contro l'ingresso nel decreto della norma che porta i soldati in strada a svolgere compiti di polizia. Oggi si trova di fronte un emendamento che addirittura sospende per un anno i processi penali e ordina ai magistrati come devono muoversi di fronte ai reati, una norma straordinaria inserita come "correzione" in un decreto che parla di tutt'altro. 
Che c'entra la sospensione dei processi con la sicurezza? Qual è il carattere di urgenza, davanti ai cittadini? L'unica urgenza - come l'unica sicurezza - è quella privatissima e inconfessabile del premier. Una stortura che diventa un abuso, e anche una sfida al Capo dello Stato, che non potrà accettarla. Come non può accettarla il Partito Democratico, che ieri con Veltroni ha accolto la proposta di Scalfari: il dialogo sulle riforme non può continuare davanti a questi "strappi" della destra, perché non si può parlare di regole con chi le calpesta. 
Nello stesso momento, mentre blocca i magistrati e ferma il suo processo, Berlusconi interviene anche sulla libertà di cronaca. Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il cronista autore dell'articolo e fino a 400 mila euro per l'editore. Le nuove norme vietano all'articolo 2 la pubblicazione "anche parziale o per riassunto" degli atti delle indagini preliminari "anche se non sussiste più il segreto", fino all'inizio del dibattimento. 
Questo significa il silenzio su qualsiasi notizia di inchiesta giudiziaria, arresto, interrogatorio, dichiarazione di parte offesa, argomenti delle difese, conclusioni delle indagini preliminari, richiesta di rinvio a giudizio. Tutto l'iter investigativo e istruttorio che precede l'ordinanza del giudice dell'udienza preliminare è ora coperto dal silenzio, anche se è un iter che nella lentezza giudiziaria italiana può durare quattro-sei anni, in qualche caso dieci. In questo spazio muto e segreto, c'è ora l'obbligo (articolo 12) di "informare l'autorità ecclesiastica" quando l'indagato è un religioso cattolico, mentre se è un Vescovo si informerà direttamente il Cardinale Segretario di Stato del Vaticano, con un inedito privilegio per il Capo del governo di uno Stato straniero, e per i cittadini-sacerdoti, più cittadini degli altri. 
Se il diritto di cronaca è mutilato, il diritto del cittadino a sapere e a conoscere è fortemente limitato. Con questa norma, non avremmo saputo niente dello spionaggio Telecom, del sequestro di Abu Omar, della scalata all'Antonveneta, della scalata Unipol alla Bnl, del default Parmalat, della vicenda Moggi, della subalternità di Saccà a Berlusconi, dei "pizzini" di Provenzano, della disinformazione organizzata da Pollari e Pompa, e infine degli orrori della clinica Santa Rita di Milano. Ma non c'è solo l'ossessione privata di Berlusconi contro i magistrati e i giornalisti (alcuni). 
C'è anche il tentativo scientifico di impedire la formazione di quel soggetto cruciale di ogni moderna democrazia che è la pubblica opinione, un'opinione consapevole proprio in quanto informata, e influente perché organizzata come attore cosciente della moderna agorà. No alla pubblica opinione (che non sappia, che non conosca) a favore di opinioni private, meglio se disorientate e spaventate, chiuse in orizzonti biografici e in paure separate, convinte che non esista più un'azione pubblica efficace, una risposta collettiva a problemi individuali. 
A questo insieme di individui - di cui certo fanno parte anche gli sconfitti della globalizzazione, la nuova plebe della modernità - il populismo berlusconiano chiede solo una vibrazione di consenso, un'adesione a politiche simboliche, una partecipazione di stati d'animo, che si risolve nella delega. La cifra che lega il tutto è l'emergenza, intesa come orizzonte delle paure e fine del conformismo, del politicamente corretto, delle regole e degli equilibri istituzionali. 
Conta decidere (non importa come), agire (non conta con che efficacia), trasformare l'eccezione in norma. Il governo, a ben guardare, non sta militarizzando le strade o le discariche, ma le sue decisioni e la sua politica. Meglio, sta militarizzando il senso comune degli italiani, forzandolo in un contesto emergenziale continuo, con l'esecutivo trasformato per conseguenza da organo ordinario in straordinario, che opera in uno stato d'eccezione perenne. Così Silvio Berlusconi può permettersi di venire allo scoperto in serata, scrivendo in una lettera a Schifani che la norma blocca-processi "è a favore di tutta la collettività", anche se si applica "a uno tra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica". 
È il preannuncio di una ricusazione, in una giornata come questa, vergognosa per la democrazia, con il premier imputato che rifiuta il suo giudice mentre ne blocca l'azione. 
A dimostrazione che Berlusconi è pronto a tutto. Dovremmo prepararci al peggio: se non fosse che il peggio, probabilmente, lo stiamo già vivendo. 
(Tratto da "La Repubblica" del 17 giugno 2008)

giovedì 15 settembre 2005

L'ultima legge ad personam. E l'Italia affonda!

Per Berlusconi le elezioni sono come i processi: quando sa di perderli li aggiusta (ElleKappa)

La legge-truffa elettrorale è l'ultima vergogna di un Italia che sta sprofondando nella disistima del mondo intero e dei propri cittadini che si sentono imprigionati in un Paese governato da una cricca inaffidabile dalla quale non sanno più cosa aspettarsi...
... e intanto Fazio è ancora lì, il debito pubblico è cresciuto a dismisura negli ultimi mesi, la Finanziaria non si sa neppure cosa sia, la scuola pubblica e la ricerca sono allo stremo, gli imprenditori non sanno più cosa prevedere per il 2006... 
(Gattostanco 14 settembre 2005)

L'ultima legge ad personam

di EZIO MAURO da 'Repubblica' del 14 settembre 2005

QUANDO dicevamo che l'agonia politica di Berlusconi sarà una stagione terribile, in cui maturerà il peggio, non immaginavamo questo: un cambio in corsa delle regole del gioco a pochi mesi dal voto, con un ribaltone improvviso dal maggioritario al proporzionale e una nuova legge elettorale tagliata a colpi di maggioranza sulle esigenze del centrodestra, come un doppiopetto del Cavaliere.

Dieci anni di maggioritario, un sistema che ha saputo garantire per due volte l'alternanza al potere della destra e della sinistra, vengono dunque bruciati in un falò privato ad Arcore, sacrificati all'incapacità delle forze del Polo di trovare una ragione politica per stare insieme.

Il risultato è paradossale. Divisi su tutto e separati in casa, Udc e Forza Italia ricorrono alla superstizione estrema del proporzionale, ma lo fanno con due progetti politici opposti e inconciliabili. Casini e Follini vogliono cambiare la legge elettorale per riprendere piena libertà di movimento e liberarsi per sempre di Berlusconi. Il Cavaliere concede il cambiamento per la ragione opposta: imprigionare ancora i centristi in questa campagna elettorale, fingendo che l'intesa possa continuare, e la sua leadership anche.

In realtà è l'istinto della fine che guida l'azzardo di Berlusconi. Poiché in questo paesaggio politico, istituzionale, normativo, ha già perso, il Cavaliere prova a cambiare quadro e paesaggio. Annunciando di essere pronto a ogni forzatura, anche nelle regole. 
La prima è una legge disegnata sulle esigenze attuali del Polo, che trasforma in handicap elettorale la morfologia del centrosinistra.

Con lo sbarramento al quattro per cento, com'è noto, i piccoli partiti (come i Verdi, i Comunisti Italiani, lo Sdi, il movimento di Di Pietro) portano voti alla coalizione cui appartengono, ma non prendono seggi. 
Ed ecco che nella nuova legge elettorale il premio di maggioranza non va alla coalizione che prende più voti, ma più seggi, in modo che se anche l'Unione confermerà i sondaggi vincendo con una larga maggioranza di voti, potrebbe trovarsi con questo artificio minoranza in Parlamento. (...)

giovedì 17 marzo 2005

Vivere (o morire) di spot?

VIVERE (O MORIRE) DI SPOT?
(Il sempre più incredibile premier)
La credibilità delle Istituzioni è fondamentale per un Paese moderno e democratico.
Noi continuiamo ad avere un premier improvvisatore che pensa di governare con gli spot.

Ma l'Italia non è un giornale di annunci economici e di pubblicità. E' un Paese che sta perdendo tutte le sfide economiche, culturali, di modernizzazione. E' un Paese che non crede più alle Istituzioni, delegittimate, viliese, derise dai comportamenti di buona parte di coloro che, purtroppo, vi sono stati insediati per uno sciagurato voto degli Italiani.

Berlusconi modifica le scelte di fondo del Paese a "Porta a Porta", improvvisa gli spot per guadagnare un voto in più, infischiandosene della credibilità sua e del suo governo. 
Per poi accorgersi, il giorno dopo, di averla sparata troppo grossa e accusare tutti i cattivoni comunisti di stravolgere il suo pensiero.
Che pena.

Ci sono le regionali tra venti giorni. Diamoci da fare. Facciamo in modo che le forze di governo "sentano" la sfiducia degli italiani.
E impegnamo un po' del nostro tempo per far crescere un'alternativa di sinistra moderna, europeista, democratica, credibile, moderata.


Gattostanco, 17 marzo 2005

domenica 2 gennaio 2005

BOINK :-)

un commento del 2 gennaio 2005

E' difficile, con il cavalletto della macchina fotografica, uccidere qualcuno.
Soprattutto sapendo che si ha a disposizione un solo colpo, per di più dovendo nascondere il gesto fino all'ultimo secondo, perchè i ragazzoni della scorta interverrebbero immediatamente :-)

E allora il gesto del povero Dal Bosco è evidentemente classificabile come uno di quei gesti inutili e, spesso dannosi per sè stessi... che però quando ti capita l'occasione fai fatica a reprimere :-D

Perchè è dura, oggi, per le persone normali, gli operai, i precari, gli impiegati, le persone anche solo banalmente con un po' di cultura politica, essere italiani.

E' difficile, oggi, pensare di vivere in un Paese democratico.

Si ha una democrazia quando tutti devono sottostare a regole che garantiscono ad ogni pensiero e forza politica la possibilià di vincere le elezioni successive, ma quando chi governa non possa fare, a suo piacimento, il bello ed il cattivo tempo a forza di maggioranza e modificando, appunto, le "regole" a proprio vantaggio...
...si giunge alla fine della democrazia.

Quando il buon Dal Bosco e centinaia di migliaia di altre persone "normali", sono costrette ad ascoltare e vedere telegiornali asserviti fino quasi alla sistematica mistificazione che ripropongono l'apologia del "premier", quando vedono leggi votate "ad personam" per garantire l'impunità a questo premier con la prescrizione, quando sentono dei ministri della Repubblica etichettare come "nazisti" i giudici che si sono permessi di condannare per mafia un amico (e parlamentare) di Berlusconi...
... possono anche pensare che in questo Paese una vera democrazia non ci sia più.

Questo può solo alimentare l'odio verso chi ha creato, grazie alla nota mancanza di cultura politica della maggioranza degli italiani, un vero e proprio "culto" del "capo", quasi una dittatura mediatica e populista legata all'Unto del Signore.
E quando l'odio prende il sopravvento rispetto alla certezza del diritto e alla fiducia verso la possibilità democratica di cambiare chi governa... c'è l'imbarbarimento.
Probabilmente cercato, voluto, apprezzato soprattutto dai berlusconiani e dai neoconservatori italiani che vedono così la possibilità di inculcare negli italiani la paura dei cosacchi prodiani pronti a mangiare i bambini... 
e con sette televisioni asservite, il Cavalier B. ha purtroppo buone probabilità di farcela. E' per questi motivi che io sono incazzato con il buon Dal Bosco.
Gli concedo le attenuanti del fatto che... a portata di cavalletto da Berlusconi... era dura non volerne approfittare, ma così facendo gli ha reso un servizio non indifferente.

Allora, ripeto, dobbiamo avere la forza di vincere le prossime elezioni, sconfiggere questo regime vergognoso, incivile, arrogante, falso, bugiardo, cialtrone, ma dimostrando che la parte sana ed intelligente del Paese non ha bisogna della violenza.

Quella (anche quella verbale di chi è vergognosamente al governo, come i Gasparri ed i Calderoli...) la lasciamo ai fascisti, ai falsi, ai mercenari e agli mbecilli...

P.S.: se c'è un conto corrente per pagare l'avvocato a Dal Bosco (visto che lui non può avvalersi di parlamentari cone Ghidini, Previti, Taormina, Pecorella, Trantino etc. etc.), qualche Euro glielo metto anch'io :-)

Lamps

Gattostanco, 2 gennaio 2005

sabato 13 settembre 2003

I have (ancora) a dream

Al peggio non c'è mai fine, purtroppo: le pretese d'impunità condotte fino ad infangare, insultare, dileggiare e delegittimare un'Istituzione fondamentale come la Magistratura, gli insulti addirittura ai parlamentari europei rèi di non omaggiarlo e di contestarlo, le assenze dalle cerimonie pubbliche a causa delle possibili contestazioni, l'ignoranza della Storia con il tentativo di far passare il Fascismo per un regime in fondo bonario "che non ha ammazzato nessuno e mandava in vacanza gli oppositori".
Che schifo

Come fa schifo il continuo lamento dell'Uomo che ha in mano la quasi totalità dell'informazione televisiva che, senza un minimo di pudore e non sapendo come difendere esternazioni assurde, idiote e senza fondamento, attacca continuamente i giornali e i giornalisti colpevoli, secondo "Lui" di gettare "un completo discredito e disprezzo nei confronti degli italiani... "
Evidentemente, come tutti i dittatori, il nostro Presidente del Consiglio non sopporta il dissenso ed ama essere circonadato solo da lecchini accondiscendenti ed inoffensivi "yes-men".

No Cavalier Banana, Lei rappresenta solo i suoi accoliti interessati e quegli stolti (molto più numerosi) che è riuscito ad abbindolare con grande capacità affabulatoria. D'altronde nessuno Le disconosce grande capacità commerciale... 
però il sottoscritto e tanti altri Italiani che conoscono un po' la Storia del Fascismo, che da sempre hanno lottato contro le altre aberrazioni antidemocratiche (il comunismo reale, le ingerenze delle religioni contro la laicità dello Stato) non si sentono assolutamente rappresentati (e non vogliono esserlo) da un simile Presidente del Consiglio!

E nello schifo di dover vergognarsi delle cose che Lei "spara a vanvera" in troppe occasioni (anche ufficiali), non possiamo neppure dimenticare che è alla guida di un Governo che sta portando l'Ialia alla recessione, a chiudere bilanci affidandosi a condoni e a manovre "una tantum", che ragiona di allontanare i lavoratori dalla pensione ma che ha trovato subito il modo di ridurre le tasse per i redditi altissimi, elimnare la tassa di successione per i grandi patrimoni, e che riducendo i trasferimenti dello Stato alle autonomia locali costringerà ad essere Comuni e Provincie ad aumentare imposte e tariffe!

Ma il nostro Presidente del Consiglio, nonostante i tentativi del suo gruppo di potere, non è ancora un vero dittatore, perchè comunque ci sarà ancora qualche elezione, ed il Popolo Italiano avrà forse un'ultima possibilità di farlo scendere dal trono.

"The Economist è preoccupato riguardo a Berlusconi, sia perchè rappresenta un oltraggio al popolo italiano e per il sistema giudiziario di quel Paese, sia perchè rappresenta il caso più estremo in Europa di abuso da parte di un capitalista della democrazia nella quale vive ed opera"
(tratto dall'editoriale di "The Economist" del 1° agosto 2003)

Ecco, io ho un sogno:

sogno milioni di italiani che leggono i giornali e lasciano spente le tv per qualche ora, sogno che "La gazzetta dello Sport" non sia più uno dei giornali più venduti, sogno che i comici del Bagaglino si ritrovino senza lavoro perchènessuno ride più alle loro stupidaggini insulse.
Sogno chegli italiani, prima di entrare in una cabina elettorale, si chiedano: ma questo politico è almeno un po' onesto o è un ladrone/evasore fiscale? E soprattutto: che politica farà questo mio rappresentante? Gli operai, la classe media, i pensionati, potranno ancora credere alle baggianate di chi gli vuole scippare il voto promettendogli che una politica liberista e di destra, appoggiata dalla Confindustria, sarà un nuovo "miracolo italiano" proprio per le classi più deboli?
Capiranno che un Governo del Cav. Banana farà risparmiare un sacco di soldi a chi li ha e scipperà (dopo aver regalato qualche briciola di risparmio sulle imposte dirette), migliaia di euro in riduzioni dei trasferimenti agli enti locali e quindi, in definitiva, rendendo più cara la vita, la sanità, le tariffe dei servizi pubblici?

Il Popolo Italiano capirà che il bilancio di uno Stato già dissestato da un deficit decennale non può reggersi su una tantum ed entrate straordinarie, e che Tremonti ci sta portando fuori dall'Europa? 
Da quell'Europa che significa non dover ritornare ad una condizione di stato di argilla?

E che i flirt amorevomente leccaculo di Silvio Banana con il Gendarme del Mondo (l'altro incapace della politica eletto per qualche centinaio di voti grazie alle lobby petroliere e ad i miliardi investiti nella campagna elettorale ... che vergogna, popolo americano...), allontanandoci da quell'Europa voluta disperatament dai Padri Fondatori dell'Italia democratica, ci stanno non solo ricoprendo di ridicolo davanti al modo intero, ma pure indebolendo politicamente?

Ecco, io sogno un Popolo che discuta di questi temi. Si può essere o meno d'accordo con le mie idee (in fondo io alle elezioni, ho sempre perso, anche se la Storia poi ha sempre dato ragione alle analisi e alle previsioni dell'area nella quale mi sono sempre riconosciuto, quella che, nata nel Risorgimento con il Partito Repubblicano ha avuto nel Partito D'Azione un'esempio di rara forza e brillantezza), ma che si discuta di Politica. E non solo del campionato di calcio (l'oppio dei popoli?).

E sgombrando il tavolo dalle dicerìe e dalle menzogne: oggi i comunisti non mangiano più i bambini, ma i Previti che evadono le tasse e pagano i giudici per accaparrarsi i soldi dello Stato, rubano i nostri soldi!

Gattostanco

P.S. che nostalgia della Prima Repubblica: una volta i politici che rubavano cercavano di farlo di nascosto, per evitare di doversi dimettere dalle cariche ricorperte e, in qualche caso, finire in galera.
Oggi i politici esigono l'immunità, i cittadini eleggono (per stupidità e ignoranza) i loro avvocati al Parlamento e questi, anzichè governare l'Italia (che ne ha un gran bisogno) occupano il loro tempo per salvare il Capo...

Riusciremo a cambiare questo stato di cose e a cominciare a vergognarci un po' di meno, in giro per il mondo? 

giovedì 11 settembre 2003

Il Fascismo riabilitato di Silvio B.

Berlusconi, vergogna!
Ma la storia la conosce? O è solo un modo per distogliere l'attenzione della pubblica opinione dallo scempio della Giustizia, dai condoni e dal disastro dei conti pubblici?
Il Presidente del Consiglio ignora i crimini del fascismo e dichiara che si è trattato di una dittatura benigna, che mandava al mare gli oppositori e dove non si uccideva nessuno.
Berlusconi dimostra ancora una volta che non è adatto a governare un paese civile.
Potrebbe essere il raìs populista di una repubblica delle banane, potrebbe essere un ottimo animatore di un (brutto) programma popolare, ma non ha la dignità di un leader di un Paese democraico ed europeo.

Il regime di Mussolini ha ucciso centinaia di oppositori (conosce la storia di Matteotti? dei Fratelli Rosselli? Dei Cervi? Le leggi razziali hanno distrutto la vita di centinaia di migliaia di ebrei italiani. L'esigenza di "qualche migliaio di morti" da lanciare sul tavolo di una pace che doveva nascere da una guerra vinta dall'Asse, ha portato alla distruzione l'Esercito Italiano, lanciandolo in un'avventura senza armi moderne, equipaggiamenti, vestiti e munizioni... e Mussolini conosceva tali condizioni!

Io non so chi abbia potuto (e per quali motivi) votare tale soggetto alla Presidenza del Consiglio: ma se io lo avessi votato me ne vergognerei profondamente!

(by Gattostanco 11/9/2003)