Visualizzazione post con etichetta sicurezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sicurezza. Mostra tutti i post

venerdì 3 marzo 2023

Italiani brava gente... si commuove, ma poi ci ripensa...


Come al solito mi piace andare un po' controcorrente (ah, quanto mi manca Montanelli) e cercando di schivare il falso buonismo-a-tutti-i-costi.

Parliamo di immigrazione. E di immigrati. Vivi, e morti (come nel naufragio di Crotone).

Pensate davvero che chi ha votato la destra, e lo ha fatto quasi solo pensando al problema immigrazione incontrollata e senso di insicurezza, oggi stia piangendo poi così tanto? E che, nel caso, continuerà a farlo ancora per molto?

Altri barconi arriveranno, altre navi sbarcheranno, altri immigrati chiederanno con arroganza i due Euro per il carrello davanti al supermercato, altri immigrati se ne staranno a cazzeggiare tutto il giorno dalle parti della stazione o del parco pubblico... e passata la settimana del dispiacere, tornerà a prevalere la voglia di fermare gli sbarchi.

D'altronde è chiaro a tutti (tranne che a una piccolissima parte di buonisti scollegati dalla realtà) che non possiamo aprire le porte indiscriminatamente: se lo si venisse a sapere, il flusso in arrivo da Africa e Asia sarebbe ingestibile e insostenibile.

E allora smettiamola con questi piagnistei inutili e squallidi: ci saranno anche altri morti, perchè in qualche modo (anche rendendo difficile l'accesso), è ovvio che l'Europa e l'Italia debbano continuare a scoraggiare le partenze.

Detto questo, sarebbe ora che tutti (sia da destra che da sinistra) si lavorasse insieme su due direzioni: aiutare le economie dei Paesi di partenza, approvare vere politiche si inserimento culturale e lavorativo per chi è qui. E leggi ferree (e rimpatri certi per chi non ha diritto di restare) per ridare sicurezza all'opinione pubblica.

mercoledì 15 luglio 2020

Una minoranza che ci sta facendo del male

La riflessione di Nicolò Bertaccini
su InMoto di Agosto 2020
Oggi ho letto, sul nuovo numero di InMoto, questa bella, semplice e condivisibile riflessione dell'amico Nicolò Bertaccini. Temo però che anche queste righe saranno inutili. D'altronde non sono neppure frutto di novità particolari, sono ormai anni ed anni che con l'aumentare delle prestazioni e del numero delle moto in circolazione, si vedono in giro sempre più numeri 'da circo', pericolosi per chi li fa e per chi si trova per caso ad assistervi. 
Un riflessione, infatti, che mi ha ricordato questo mio post, sul blog, di ben 15 anni fa...
Non solo il clima, quindi, citato nel mio post di un giorno di Capodanno, ha facilitato l'andare in moto per tutti. Da allora sono aumentate incredibilmente le potenze e la facilità delle moto, anche grazie all'elettronica, che ci porta a sentirci quasi invincibili. Eppure non c'è elettronica che possa fare i miracoli se sbagliamo una curva e ci troviamo qualcun altro che arriva dall'altra parte, o se arriviamo a centocinquanta all'ora ad un attraversamento pedonale o ad un incrocio dove una Panda od un camion si stanno immettendo non prevedendo l'arrivo di un missile. 
Troppo facile o... troppi imbecilli
(tristi riflessioni di Capodanno)?
Il post del 1° gennaio 2005
su questo blog.
Abbiamo contato molti morti e feriti, in questi anni, abbiamo visto le campagne di stampa 'contro i motociclisti pericolosi e cattivi' e vissuto quelle dei Forestali con l'auto civetta a 40 all'ora sugli Appennini. Ora stanno arrivando i limiti differenziati (assurdi e pericolosi, tra l'altro) e le strade vietate alle moto (una vergogna, per chi ha una moto in regola). Ma purtroppo quando l'opinione pubblica ha una categoria nel mirino, i politici seguono la 'pancia' della maggioranza degli elettori... e noi motociclisti NON siamo maggioranza
Io ormai ho un'età che credo mi consentirà di viaggiare in moto fino a quando ne avrò voglia o ce la farò, ma se i giovani vogliono evitare di trovarsi di fronte all'estinzione dell'oggetto moto sulle strade, sarà meglio che inizino veramente a isolare e fermare i nostri più grandi nemici, ovvero i motociclisti senza buonsenso 🙄

giovedì 23 agosto 2018

Gli abbattimenti mai eseguiti dei daini in soprannumero: pericolo mortale

Per fortuna questo turista tedesco guidava una BMW a quattro ruote e non una moto... in caso contrario, forse, oltre all'animale conteremmo anche vittime umane.
E questo perchè qualche decina di animalisti-deficienti hanno di fatto impedito l'abbattimento, deciso qualche tempo fa dalla Provincia di Ravenna, di questi animali in soprannumero ed incontrollabili, che spesso attraversano una delle strade più trafficate della Romagna, la statale Adriatica tra Ravenna e Cervia.
Personalmente, da motociclista, propenderei per l'abbattimento anche degli animalisti-talebani, ma pare che ci sia una legge che ancora li protegge :-D 
Scherzi a parte: prima che ci siano dei morti, gli Enti Locali DEVONO provvedere a ridurre il numero di questi animali dannosi e non certamente a rischio di estinzione, oppure i pubblici amministratori ne saranno responsabili. 
E se gli ambientalisti continueranno ad avere comportamenti anche contro la legge, pur di impedirlo, questi andranno perseguiti e messi in condizione di non nuocere, perchè la legalità e l'interesse comune non possono essere schiacciati dalla scemenza esagitata di frange minoritarie.
(articolo del Corriere Romagna di oggi)

lunedì 3 maggio 2010

I morti, in moto, sulle strade più belle. A quando i divieti?

Questo è il titolo a tutta pagina del Corriere di Romagna di oggi. E non è per niente fuori luogo. Tre morti in due giorni sulle strade più belle (e famose) dei nostri Appennini. Due sulla strada del Muraglione, uno tra la Colla e la Sambuca. Poi ci sono i tanti feriti, spesso recuperati con l'eliambulanza.
Non si tratta dei "classici" (pur dolorosi) incidenti sulle vie del mare, le inversioni o le mancanze precedenze in città... queste ovviamente continuano, ci devono far stare tutti "sempre all'erta", certo, ma... ...in questo caso si ripropone nei fatti, davvero e come ormai succede da molti anni, la primavera di sangue sui Passi appenninici. Velocità elevata, uscite di strada, invasione di corsia, schianto contro le auto ferme al semaforo di un cantiere per frana... qui la responsabilità è dei comportamenti di alcuni motociclisti (spesso ne diventano poi le vittime), non degli automobilisti impediti o arroganti.
E' comprensibile, perchè dopo tanti mesi di inverno c'è una gran voglia di guidare. E anche chi non ha mai fermato la moto, finalmente l'asfalto pulito e caldo ti permette di godere un bel ritmo. E allora è in primavera che comincia tutto.
Decine, centinaia, migliaia di utenti delle due ruote che tra sabato e domenica si trovano a percorrere le stesse strade cercando la piega, la prestazione, il ritmo. Qualcuno il tempo.
Ma non sono piste. Dall'altra parte arrivano camion, camper, autovetture, ciclisti e... altri motociclisti.
Se in pista trovare olio sull'asfalto significa una lunga scivolata, in strada quasi sempre significa infacciarsi contro un altro utente (incolpevole) delle due o delle quattro ruote, oppure contro un guard rail, un masso, un palo... o volar giù in un dirupo.
Tra queste decine, centinaia, migliaia di utenti delle due ruote ce n'è una bella fetta che allaccia il casco ma disconnette il cervello.
Ieri il Sindacato di Polizia ha (a mio parere giustamente) polemizzato sul fatto che, a causa dei tagli sull'organico, la Polizia Stradale di S. Sofia, spesso non ha più neppure una pattuglia per controllare andando su è giù, la statale del Muraglione. Qualcuno, magari di quelli con la targa orizzontale e le gomme slick, gongolerà. Io tremo.
Tremo perchè amo quelle strade. Vorrei continuare a percorrerle e a godermele in moto.
Ma se già oggi Claudia ed io evitiamo Muraglione, tra maggio e luglio, proprio per evitare i decerebrati che utilizzano quella strada come se fosse la loro pista, non vorrei che, proprio a causa di questa strage continua, di questa arroganza e imbecillità perdurante, unite alla carenza degli organici delle Forze dell'Ordine, i pubblici amministratori giungessero alla scelta per loro più comoda (e di fronte ai cittadini non motociclisti più elettoralmente pagante): vietare alle moto, a tutte le moto, il Muraglione oggi, poi la Colla domani, e mano a mano che gli smanettoni occupano altre strade, tutte quelle più belle.
E se continuiamo così, accadrà. Possiamo esserne certi.

giovedì 27 novembre 2008

Omicidio volontario ai pirati della strada

Ieri a mio parere è stata scritta una pagina importante.
Stefano Lucidi, che il 22 maggio scorso, uccise saltando un semaforo rosso (e poi fuggendo) due ragazzi che viaggiavano a bordo di uno scooter, è stato condannato a 10 anni per omicidio volontario.
Sono pochi 10 anni per due omicidi, ma è la prima volta in Italia che ad un pirata della strada viene applicata una condanna di omicidio volontario (che significa: saltare deliberatamente un rosso, una precedenza, mettersi alla guida sapendo di essere ubriachi o drogati, non è come provocare per sbaglio o distrazione un incidente, ma è invece accettare consapevolmente il rischio di uccidere).
Spero che questa sentenza sia la prima di una serie.
E che questa consapevolezza sia recepita da chi (ne vediamo troppi), si mette per strada infischiandosene degli altri, mettendo sul conto (per stupidità, ignoranza) la possibilità di far loro male, ferire, menomare, uccidere.
"E' una sentenza giusta che dedichiamo a tutti quei ragazzi che hanno perso la vita e non hanno avuto giustizia. Che questa sentenza costituisca un monito severissimo per tutti quei giovani che hanno perso il senso della loro vita e il rispetto profondo della vita altrui" ha commentato l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, difensore di parte civile e legale delle famiglie dei due ragazzi.
Non renderà certamente la vita alle vittime della strada, ma chissà che non cominci a fare deterrenza. E che resista e si rafforzi ad un eventuale giudizio di appello.

mercoledì 30 aprile 2008

No Credit: un'intelligente campagna di sensibilizzazione in Alto Adige

In Alto Adige si registra un gran numero di incidenti motociclistici con gravi conseguenze. Del resto è naturale: con delle strade così belle è facile farsi prendere la mano...
Questo, tra l'altro, con una tendenza che, da anni ormai, è in aumento.
La Provincia Autonoma di Bolzano ha preso a cuore il problema pianificando l’adozione di una serie di misure volte a prevenire gli incidenti motociclistici.
A tal fine, un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei club motociclistici, scuole, esperti in materia di segnaletica, assistenza psicologica e comunicazione che ha messo a punto, su incarico della Provincia Autonoma, un pacchetto destinato ad accrescere la sicurezza sulle strade. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione di giovani e adulti sulle due ruote (ma anche turisti) sui rischi della circolazione stradale sensibilizzandoli sulla problematica degli incidenti e sulla necessità di adottare uno stile di guida più prudente.
Non solo comunicazione, però: alla luce del fatto che le conseguenze di molti incidenti motociclistici sono aggravate dalla presenza di spigoli vivi sui guardrails in curva, sui tratti viari particolarmente pericolosi l'Amministrazione della Provincia Autonoma di Bolzano intende limitare il rischio collocando pannelli di protezione nello spazio compreso tra il guardrail e il ciglio della strada.
In questo modo si mira a ridurre il pericolo di lesione per le vittime degli incidenti.
Francamente mi sembra una iniziativa intelligente, sia dal punto di vista degli interventi sui guard rails, sia per quanto riguarda l'impatto emotivo della comunicazione. E mi auguro che venga presa ad esempio da molte altre amministrazioni pubbliche responsabili delle nostre strade!