martedì 15 gennaio 2008

Una vittoria per l'Italia laica!

L'ondata oscurantista dei ...bacapìle si può arginare
Credo che l'annullamento della visita di papa Ratzinger alla Sapienza sia una notizia positiva per il nostro Paese: significa che finalmente l'ingerenza della chiesa cattolica si può arginare. 
E prendere spunto da Galileo non significa che questa sia una battaglia anacronistica: una società meno laica porrebbe (e pone già) forti limitazioni alla libertà personale: in tema di aborto, divorzio, terapie per malattie di natura genetica. Ma anche insegnamento, ex insegnanti di religione che passando automaticamente di ruolo eliminano una possibilità ad altri laureati, l'otto per mille frutto della non-scelta è una risorsa che noi Italiani paghiamo ma di cui non disponiamo...

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La lettera dei docenti della Sapienza contro Ratzinger

Tra i firmatari, i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Carlo Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli. 
Ecco il testo della lettera: 
"Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. 
Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". 
Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. 
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato". 
Ai Docenti della Sapienza va tutto il mio rispetto ed un mio ringraziamento per questa difesa della ragione e delle Istituzioni laiche e repubblicane.

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Sondaggio del TG di La7
Il 73% dei telespettatori votanti si sono espressi a favore di Studenti e Docenti de La Sapienza
Il sondaggio questa sera del TG di La7 ha conteggiato un 73% dei votanti a favore della "rivolta" di Docenti e studenti della Sapienza.
Non sarà certanmente uno specchio fedele della società italiana, ma credo che sia un segnale concreto del fatto che molti italiani si siano stancati di sentire, in ogni telegiornale, gli editoriali di un Papa senza alcun contradditorio...

Gattostanco, 15 gennaio 2008

domenica 13 gennaio 2008

Una Chiesa che scambia il sacro col profano

Un articolo di Eugenio Scalfari (La Repubblica del 13 gennaio 2008)
E' durato ventiquattr'ore il gelo tra Vaticano e Campidoglio, tra il Papa e il sindaco di Roma. 
Poi c'è stata la marcia indietro guidata dal cardinal Bertone, Segretario di Stato, e Roma da città in "gravissimo degrado" come aveva affermato Benedetto XVI di fronte a Veltroni, Marrazzo e Gasbarra allibiti di tanta inattesa severità, è diventata di colpo una "città godibile e accogliente" e le istituzioni locali "alacremente impegnate a migliorare la socievolezza e il benessere diffuso".
Le due diplomazie parallele hanno lavorato sotto traccia senza risparmiarsi, ottenendo infine il risultato desiderato da entrambe (quella di Veltroni e quella di Bertone): correggere la "gaffe" di papa Ratzinger, ristabilire rapporti amichevolmente corretti tra le due sponde del Tevere, mettere allo scoperto l'ultimo colpo di coda di Ruini, autore del dossier cui si era ispirato il Papa per la sua improvvida sortita. Ruini sta facendo i bagagli, tra poco lascerà il Vicariato (per limiti d'età).
Al suo posto andrà il prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica, candidato del Segretario di Stato.

Quanto all'assalto antiveltroniano scaturito dopo l'intervento papale dell'altro giorno, la correzione effettuata dal cardinale Segretario di Stato ha avuto l'effetto di un "boomerang": per l'ennesima volta gli statisti del centrodestra - con la sola eccezione di Casini - si sono esposti con strepiti e sceneggiate clericaloidi per poi trovarsi spiazzati e beffati. 
Una vittoria non trascurabile per Veltroni, derivante da un appuntamento che in condizioni diverse avrebbe avuto dai "media" l'attenzione di poche righe e che si è invece trasformato in una prova di forza del sindaco di Roma e leader del Partito democratico.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma è proprio così?

Dipende dai punti di vista. Per i laici-laici (adesso si usa definirli così) restano molti punti interrogativi dopo questa vicenda, ma problemi ancora maggiori si pongono al laicato cattolico.

Non che siano nati dalla "gaffe" di Benedetto XVI; esistono da molto tempo e precedono di anni l'incoronazione dell'attuale pontefice. Ma quest'ultima sua sortita ha avuto l'effetto di riproporli tutti, insoluti e sempre più urticanti.

Al di là della palese inconsistenza politica e culturale di papa Ratzinger, che da Ratisbona in qua si comporta come un allievo di questo o quel dignitario della sua corte spostando la barra del timone secondo i suggerimenti che gli vengono da chi di volta in volta lo consiglia, esiste più che mai un disagio profondo nella Chiesa e nel laicato cattolico. 
La Chiesa di Benedetto XVI, ma anche quella di Giovanni Paolo II, non riesce ad entrare in sintonia con la cultura moderna e con la moderna società. 
Questo è il vero tema che dovrebbero porsi tutti coloro che si occupano dei rapporti tra la società ecclesiale e la società civile all'inizio del XXI secolo.

La gerarchia ecclesiastica e quello che pomposamente viene definito il Magistero si sono da tempo e sempre più trasformati in una "lobby" che chiede e promette favori e benefici, quanto di più lontano e disdicevole dall'attività pastorale e dall'approfondimento culturale. 
Il "popolo di Dio" soffre di questa trasformazione; i laici non trovano terreno adatto al dialogo se non sul piano miserevole di comportarsi anch'essi come una confraternita pronta a compromessi e patteggiamenti. 
Quando un Papa arriva al punto di bacchettare un sindaco di Roma e un presidente di Regione e reclama maggiori aiuti finanziari per il Gemelli e il Gesù Bambino e per le scuole cattoliche; quando il Vicariato di Roma e il vertice della Conferenza episcopale intervengono direttamente sui membri del Parlamento e del Consiglio comunale romano per bloccare una legge o mandarne avanti un'altra; quando questa prassi va avanti da anni di fronte a problemi mondiali che chiamano in causa civiltà e culture, bisogna pur dire che siamo in presenza di spettacoli desolanti.

Aggiungo che si tratta di responsabilità condivise. La gerarchia cattolica baratta da anni (o da secoli?) il sacro con il profano; le istituzioni politiche l'accompagnano su questa strada di compromessi al ribasso per cavarne improbabili tornaconti elettorali; lo stuolo sempre più vociante degli atei devoti affianca o precede il corteo. 
Verrebbe spontaneo di voltar la faccia dall'altra parte per non vedere.

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Veltroni ha fatto bene a protestare sottotraccia e portare a casa la vistosa correzione di rotta vaticana. 
Zapatero, in una situazione per molti versi analoga, ha scelto una strada diversa. L'Episcopato spagnolo guidato dal primate vescovo di Madrid aveva pochi giorni fa portato in piazza un milione di fedeli per protestare contro la legge sul matrimonio dei "gay"; la vicepresidente del governo, signora Fernandez de la Vega, ha ufficialmente commentato quella manifestazione con queste parole: "La società spagnola non è disposta a tornare ai tempi in cui una morale unica era imposta a tutto il Paese né ha bisogno di tutele morali. Tanto meno ne ha bisogno il governo che non le accetta".

Capisco che Madrid non è Roma e il vescovo di Madrid non è il Papa. Ma la Chiesa è la stessa in Spagna come in Italia. 
I laici-laici italiani avrebbero probabilmente preferito che la protesta del leader del partito democratico fosse stata simile a quella del suo collega spagnolo, ma in Italia non si può. L'Italia è una provincia papalina, Porta Pia è una data caduta in disuso, il Concordato fu voluto e firmato da un altro ateo devoto come Benito Mussolini e inserito nella Costituzione con il voto determinante di un altro ateo come Togliatti per ragioni esclusivamente politiche.
In Italia ci sono oggi due minoranze, quelle dei cattolici autentici e quella degli autentici laici. In mezzo c'è un corpaccione di laici e di cattolici "dimezzati", che ostentano virtù civiche e religiose che non praticano affatto. Quella è la maggioranza del paese. Il resto viene da sé.

Il guaio è che la gerarchia ecclesiastica e il Magistero non sono affatto turbati da questa situazione paganeggiante.
La loro preoccupazione è l'otto per mille, i contributi pubblici agli oratori, la costruzione di nuove chiese e parrocchie, l'esenzione dall'Ici, l'insegnamento del catechismo nella scuola pubblica, il finanziamento di quella privata. E naturalmente la crociata antiabortista, la moratoria.

A loro interessa non già di usare lo spazio pubblico per propagandare la dottrina e il Vangelo ma entrare nelle istituzioni politiche per guidare il voto dei parlamentari e condizionare i partiti. 
L'attuale Segretario di Stato, che rimpiange il Togliatti dell'articolo 7 della Costituzione, è comunque un progresso rispetto al suo predecessore, cardinal Sodano che, alla vigilia di ogni elezione, esaminava i leader dei vari partiti per vedere chi offriva maggiori garanzie alla Santa Sede. E quelli si facevano esaminare, felici quando il "master" toccava ad uno di loro invece che all'altro. 
Serve a qualche cosa una Chiesa così? Fa barriera contro le invasioni barbariche del terzo millennio o invece apre loro la porta?

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Risponderò con una citazione quanto mai attuale: "La Chiesa sembra porsi di fronte allo Stato e alle forze politiche italiane come un altro Stato e un'altra forza politica; l'immagine stessa della Chiesa risulta appiattita sulle logiche dello scambio, impoverita di ogni slancio profetico, lontana dal compito di offrire ad una società inquieta e per tanti aspetti lacerata motivi di fiducia, di speranza, di coesione. Le responsabilità del laicato cattolico sono del tutto ignorate. La sorpresa e il disorientamento sono forti per tutti i cattolici che hanno assorbito la lezione del Concilio Vaticano II su una Chiesa popolo di Dio nella quale il ruolo della gerarchia non cancella ma anzi è al servizio di un laicato che ha proprie e specifiche responsabilità. Tra queste vi è proprio quella di tradurre nel concreto della vita politica e della legislazione di uno Stato democratico esigenze e valori di cui la coscienza cattolica è portatrice. E' legittimo e doveroso per tutti i cittadini, e perciò anche per i cattolici, contribuire a far sì che le leggi dello Stato siano ispirate ai propri convincimenti ma questo diritto dovere non è la stessa cosa che esigere una piena identità tra i propri valori e la legge. E' in questa complessa dinamica che si esprime la responsabilità dei cattolici nella vita politica. Urgente si è fatta l'esigenza della formazione del laicato cattolico alle responsabilità della democrazia. Perché mai l'Italia e i cattolici italiani debbono sempre esser trattati come "il giardino della Chiesa"?". 
L'autore di questa pagina è Pietro Scoppola e la data è del febbraio 2001, nel pieno d'una campagna elettorale che si concluse con la vittoria di Berlusconi e del suo cattolicesimo ateo e paganeggiante. Ma potrebbe essere stata scritta anche oggi con la stessa attualità. Purtroppo l'autore è scomparso, la sua voce non parla più e la perdita è stata grave per i laici ma soprattutto per i cattolici. 
Scoppola si rendeva conto che solo il dialogo tra la minoranza dei veri laici e la minoranza dei cattolici autentici avrebbe ridotto il peso di quell'indifferenziato corpaccione di finti devoti e di finti laici "appiattiti sullo scambio dei benefici e dei favori, impoveriti di slancio profetico e pastorale, dominati dalla gerarchia e dalle oligarchie".

Questo era il problema di allora ed è ancora quello di oggi. Di esso il Partito democratico, la sinistra radicale, i cattolici moderati, gli uomini e le donne di buona volontà, dovrebbero discutere; su di esso dovrebbero dialogare. La gerarchia occupi tutto lo spazio pubblico che vuole ma non interferisca nell'autonomia dei laici e delle istituzioni civili. I rappresentanti di queste ultime impediscano le interferenze anziché assecondarle o nel caso migliore tollerarle fingendo che non vi siano state. Queste finzioni non fanno bene né alla Chiesa popolo di Dio né alla democrazia.

Post scriptum. Molti lettori mi chiedono di intervenire a proposito della campagna per una moratoria sull'aborto. 
L'ho già fatto nei miei due ultimi articoli domenicali e non mi sembra di dover aggiungere altro. Mi chiedono anche un'opinione sulla disponibilità di Veltroni a dialogare su questi temi con Giuliano Ferrara, l'ateo devoto che ha promosso quella moratoria. Non ho opinioni in proposito. 
Anche a me capita talvolta di dialogare con il conduttore di "Otto e mezzo" in qualcuna delle sue trasmissioni. Certo Veltroni è un capo partito, ma questo non cambia molto le cose. Mi permetto semmai di incitare Veltroni a discuterne con le donne che sono le vere protagoniste, anzi le vere vittime di questa campagna di stampa regressiva. Il corpo delle donne, dal momento in cui è stato fecondato dal seme maschile e quali che siano le circostanze di quella fecondazione, dovrebbe diventare di proprietà della legge, cioè dello Stato? 
Questo sarebbe l'illuminismo cristiano di cui si scrive sul "Foglio"? 
Se questo è il tema, credo e spero che Veltroni avrà usi più utili per impiegare il suo tempo.


Eugenio Scalfari, 13 gennaio 2008

venerdì 28 dicembre 2007

Cialtronismo di bassa ...lega

In questi giorni di festa in Romagna sono apparsi dei brutti manifesti che sembrano essere tornati da un altro tempo, quello delle guerre di religione: "Romagna Cristiana, Mai musulmana. Buon natale."
Non è guerra di religione: è cialtronismo di bassa lega.
Dimenticano tra l'altro, questi neo crociati, che la Romagna è sempre stata all'avanguardia nel difendere l'Idea stessa di Stato Laico, Repubblicano, Unito: qui, a rischio della vita si è difeso Garibaldi, dagli Austriaci come si è combattuto per l'unità d'Italia e la Libertà dal giogo vaticano.
Qui la Resistenza alle dittature nazifasciste (quelle benedette dalle gerarchie vaticane del "Got Mit Uns") è stata una Resistenza di popolo, vera, dura, sanguinosa.
Un integralista, che antepone il proprio credo al rispetto delle libertà altrui, è un pessimo cittadino sia che sia cristiano, musulmano, induista o anticlericale.
Un cittadino rispettoso delle Leggi e delle libertà altrui è un buon cittadino qualunque sia (o non sia) la propria religione!
Giocare alle guerre di religione può essere divertente da bambini (quando si gioca con i soldatini) o appagante con i cervelli rozzi e ignoranti da grandi, ma è sempre disgustoso e pericoloso. Vergogna!

Gattostanco, 28 dicembre 2007

martedì 18 dicembre 2007

PD: ancora una volta il Vaticano condiziona la politica italiana

Anch'io ci avevo creduto. Ma temo che ancora una volta ai laici sia chiesto di mettere da parte le proprie idee per rincorrere qualche migliaio di voti dei cattolici integralisti. 
Il risultato? 
Siamo l'unico paese dove tutto il centro destra rincorre le posizioni del Vaticano. Accettando supinamente anche le più bigotte, becere, oscurantiste. 
E nel centro sinistra i bigotti sono ancora l'ago della bilancia, giocando sporco con i loro voti, negando addirittura il voto di fiducia al proprio Governo. 
E io, laico, dovrei stare in un PD ostaggio della Binetti e di papa Ratzinger? No, mi spiace. 
Spero che i laici (tutti, anche quelli che oggi non contano nulla nel centrodestra) riescano prima o poi a trovare una collocazione. Speravo potesse essere il PD, ma evidentemente non si riesce ancora a cambiare quella mentalità che già fece sì che fosse votato l'articolo 7 della Costituzione 
Mi spiace, ma io non entrerò mai in un partito sottomesso ad una chiesa...

Gattostanco, 18 dicembre 2007

domenica 11 novembre 2007

Un Gattostanco al Salone di Milano

Claudia ha lottato ferocemente con la ressa...
ed eccola, provata, con l'autografo
di BAYLISS sullo zaino ;)
...come un bambino in un ingrosso di giocattoli :)
Il venerdì all´Eicma le donne non pagano, e da buoni mototuristi abituati a viaggiare in coppia, l´occasione non può essere lasciata sprecata: le moto da viggio devono essere scelte in coppia, perchè se le nostre passeggere non se ne innamoreranno, il numero dei chilometri percorsi in un anno diminuirà parecchio. E questo, un mototurista, non può accettarlo ;)
Peccato però che lo sciopero dei mezzi pubblici porti tutti ad utilizzare quelli privati, e ci vogliano poi oltre due ore per percorrere la tangenziale fino a Rho.
Cmq, come sempre, l´Eicma per un appassionato è un po´ come entrare da bambini in un ingrosso di giocattoli... e per di più con delle gran belle commesse :D
 ...però da questo punto di vista ho avuto l´impressione che gli espositori abbiano un po´ risparmiato: c´erano sì delle belle ragazze, ma non molto numerose.
stand Mivv
Cmq a mio parere le ragazze più carine e simpatiche erano allo stand della Mivv...
Ma veniamo alle moto che più mi hanno colpito (vado a memoria e qualcosa mi scorderò: pazienza, mica mi paga qualche rivista di moto):
Bimota: come sempre sono tra le moto più belle in assoluto. Peccato che la Mantra degli anni novanta non abbia avuto seguito ed oggi siano praticamente solo monoposto ...ma se fossi uno sportivone facoltoso avrei già firmato il contratto per la DB7!!!
Bello, dal vivo, il nuovo Monster Ducati: il nuovo Monsterino 696 in foto non mi aveva proprio fatto una grande impressione: mi pareva troppo corta, quasi schiacciata, con quel fanale spiattellato e quella coda tronca.
Invece dal vivo è moderna e simpatica. Grintosa. Certo che se qualcuno ha poi voglia di viaggiarci un po´ mi piacerebbe capire come attaccare due borse, perchè quelle marmitte alte e larghe saranno belle, ma in quanto a fruibilità... vabbeh, ma si sa: io commento da motorurista ;)
Honda: i miei compagni di Eicma hanno stra-criticato il nuovo Transalp. A me la sua linea piace. Mi pare moderna e simpatica. Certo che quando poi lo guardi da vicino i risparmi che ne fanno una proposta abbastanza economica si vedono tutti, per plastiche, finiure etc.
 Se l´altra novità è la CB1000R, beh, io non la commento. L´avevo tranquillamente scambiata per una Hornet un po´ elaborata on i soliti cupolini e scarichi strani... boh: andranno anche bene queste Honda, costeranno anche poco. A me però non fanno proprio "battere" il cuore.
Aprilia: io ne ho avuto una, qualche tempo fa, era un´ottima RST 1000 Futura, ma anche lei soffriva della malattia che mi pare affliggere tutte le Aprilia: per quanto siano ben costruite, ben studiate, ben dotate... sembrano sempre realizzate in economia. Sarà un discorso di scelta degli accostamenti, dei colori, delle plastiche, però anche le nuove Shiver, Mana, Dorsoduro, non riescono ad apparire come moto "ricche".
BMW: che il GS1200 fosse stato oggetto di ristyling me lo ha fatto notare il mio socio GSdotato, che però afferma con certezza di preferire il Model Year 2007.
Per quano riguarda il resto delle novità: tra un po´ per elencare tutti i modelli del listino BMW ci vorrà un libro. L´F650 non è più un mono 650 ma un bicilindrico parallelo. La Husqvarna gli ha già confezionato la G450X.  L´F800GS mi pare una gran buona idea per tutti gli enduristi che non trovano più proposte con la ruota da 21, ma se poi guardiamo le finiture, gli attacchi delle borse, i maniglioni, le plastichine... insomma, non siamo poi mica a livelli eccelsi...
Kawasaki: mah. Sono salito sulla GTR1400 e mi ha dato l´impressione di essere un camion. Sarà splendida sulle autostrade tedesche, ma per renderla divertente tra i tornanti del Manghen, i tecnici Kawasaki dovrebbero aver fatto i miracoli. Ed io ai miracoli non ci credo ;)
KTM: ma... in Austria lo sanno che esiste anche il compasso? Originali sì, ma a me, personalmente, non me ne piace una!
Moto Morini: la Granpasso mi incuriosiva molto. La linea laterale è molto, molto bella. Il design di Marabese si vede, eccome. Ho però l´impressione che il frontale sia quasi stato raffazzonato per spendere il meno possibile in stampi e fanaleria. Poi c´è un problema di praticità legato all´utilizzo che si fa di questi mezzi: con quella marmitta alta e larga, e l´utilizzo di normali borse GiVi marchiate, l´ingombro in larghezza è enorme. Peccato che la piccola Morini non possa permettersi di investire in borse e attacchi sagomati e dedicati...
MV: peccato che Tamburini si ostini a lavorare solo per Castiglioni. Da quelle parti non ci sono soldi da investire su nuovi modelli, ed è un vero peccato.
NCR: la Leggera su base Hypermotard è bellissima. Ma è anche una netta induzione a compiere reati contro il Codice della Strada... ;)
Suzuki: la B-King a mio modestissimo parere è una delle moto più brutte ed inutili mai realizzate. Una pacchianata che si traduce in un continuo messaggio del tipo "io ce l´ho più grossa di tutti" ogni volta che la porti fuori dal garage per arrivare al baretto... e poi? Io preferisco nettamente l´umile ed intelligente Bandit 1250 ;)
...ho dimenticato qualcosa?
No. La Moto Guzzi non l´ho dimenticata, ma l´ho tenuta appositamente per ultima, un po´ come si tiene per ultimo il gusto di gelato che ci piace di più, in modo da conservarne più a lungo il sapore.
Sì, perchè lo stand Moto Guzzi presentava alcune novità interessanti: la nuova posizione di guida della Sport 1200 potrebbe aver eliminato l´unico difetto di questa Brevona cattiva.
La Bellagio è stata fatta oggetto di un bel maquillage estetico che le dona sicuramente.
E poi la Stelvio: dal vivo IMHO è bellissima. In foto mi pareva pesante la prte anteriore, ma dal vivo invece apprezzi le tante sfaccettature della carrozzeria, la pulizia formale attorno al manubrio e nella zona di comando. Curata nei dettagli: cerchi, finiture, collettori cromati, attacchi integrati delle borse, gomme tubeless.
Per un peso (è scritto nella scheda tecnica) di soli 214 chili.
Il design della Stelvio rischia forse di far invecchiare un po´ le linee delle serie attuali, ma lo ammetto: non vedo l´ora di provarla...
 ...perchè una scimmia sta nascendo in me (e Claudia)...
Granpasso
Ressa per Bayliss
Cineserie assurde


martedì 30 ottobre 2007

Contro tutti i bigottismi

Io credo che l'obiezione di coscienza sia una cosa seria.
Nessuno può obbligare qualcuno ad andare contro ciò che gli dice la religione in cui crede.
Ma che lo Stato, che deve essere al di sopra di ogni credo e garantire a tutti i cittadini (di qualsiasi fede o a nche non credenti) le stesse Leggi e gli stessi servizi ed opportunità, non può permettersi di accettare l'obiezione di coscienza in certi ruoli.
Tu, medico cattolico, non vuoi praticare gli aborti previsti da una Legge dello Stato?
Bene, tu non puoi restare in quel reparto, dovrai o cercarti un altro ospedale oppure andare in qualche altro settore, magari a fare l'ortopedico.
Tu farmacista non vuoi vendere profilattici, anticoncezionali o pillole del giorno dopo perchè il papa ti ha convinto? 
Benissimo, vai a vendere profumi o pane, perchè la Farmacia è un servizio pubblico, e nel pubblico c'è anche chi non crede alle ciance del tuo papa o della tua religione.
Tu, cuoco, sei musulmano e non puoi toccare la carne di maiale? 
Va bene, non puoi certamente lavorare in una mensa pubblica. Cercati un posto in un ristorante islamico o da un privato che accetti questa limitazione che ti viene data dalla tua religione.
E' ora di farla finita.
Tutte le religioni debbono essere parificate davanti allo Stato, ma lo Stato deve garantire a tutti i cittadini, credenti e non, il rispetto delle Regole, delle Leggi e la possibilità di accedere a quanto previsto dal nostro ordinamento laico.
E' anche ora di cominciare a discutere di testamento biologico, di eutanasia: nessuno potrà obbligare un credente a pratiche che vadano contro il suo credo, ma perchè il credente vuole imporre a ME, ateo, le sue scelte e quelle della sua religione?
E basta con tutti questi soldi regalati alla chiesa cattolica, con questo genuflettersi di fronte al bigottismo imperante soprattutto a destra, ma anche in una buona parte di centro sinistra.
Solo l'affermazione della centralità e del rispetto di uno Stato Laico ci garantirà dalle richieste e dei ricatti di vecchie e nuove religioni!

Gattostanco, 30 ottobre 2007