giovedì 15 settembre 2005

L'ultima legge ad personam. E l'Italia affonda!

Per Berlusconi le elezioni sono come i processi: quando sa di perderli li aggiusta (ElleKappa)

La legge-truffa elettrorale è l'ultima vergogna di un Italia che sta sprofondando nella disistima del mondo intero e dei propri cittadini che si sentono imprigionati in un Paese governato da una cricca inaffidabile dalla quale non sanno più cosa aspettarsi...
... e intanto Fazio è ancora lì, il debito pubblico è cresciuto a dismisura negli ultimi mesi, la Finanziaria non si sa neppure cosa sia, la scuola pubblica e la ricerca sono allo stremo, gli imprenditori non sanno più cosa prevedere per il 2006... 
(Gattostanco 14 settembre 2005)

L'ultima legge ad personam

di EZIO MAURO da 'Repubblica' del 14 settembre 2005

QUANDO dicevamo che l'agonia politica di Berlusconi sarà una stagione terribile, in cui maturerà il peggio, non immaginavamo questo: un cambio in corsa delle regole del gioco a pochi mesi dal voto, con un ribaltone improvviso dal maggioritario al proporzionale e una nuova legge elettorale tagliata a colpi di maggioranza sulle esigenze del centrodestra, come un doppiopetto del Cavaliere.

Dieci anni di maggioritario, un sistema che ha saputo garantire per due volte l'alternanza al potere della destra e della sinistra, vengono dunque bruciati in un falò privato ad Arcore, sacrificati all'incapacità delle forze del Polo di trovare una ragione politica per stare insieme.

Il risultato è paradossale. Divisi su tutto e separati in casa, Udc e Forza Italia ricorrono alla superstizione estrema del proporzionale, ma lo fanno con due progetti politici opposti e inconciliabili. Casini e Follini vogliono cambiare la legge elettorale per riprendere piena libertà di movimento e liberarsi per sempre di Berlusconi. Il Cavaliere concede il cambiamento per la ragione opposta: imprigionare ancora i centristi in questa campagna elettorale, fingendo che l'intesa possa continuare, e la sua leadership anche.

In realtà è l'istinto della fine che guida l'azzardo di Berlusconi. Poiché in questo paesaggio politico, istituzionale, normativo, ha già perso, il Cavaliere prova a cambiare quadro e paesaggio. Annunciando di essere pronto a ogni forzatura, anche nelle regole. 
La prima è una legge disegnata sulle esigenze attuali del Polo, che trasforma in handicap elettorale la morfologia del centrosinistra.

Con lo sbarramento al quattro per cento, com'è noto, i piccoli partiti (come i Verdi, i Comunisti Italiani, lo Sdi, il movimento di Di Pietro) portano voti alla coalizione cui appartengono, ma non prendono seggi. 
Ed ecco che nella nuova legge elettorale il premio di maggioranza non va alla coalizione che prende più voti, ma più seggi, in modo che se anche l'Unione confermerà i sondaggi vincendo con una larga maggioranza di voti, potrebbe trovarsi con questo artificio minoranza in Parlamento. (...)

domenica 17 luglio 2005

Riflessioni di mototurista

Qualche chilometro in collina, un cimitero di guerra sulla Futa, la pace nella nostra Europa!


Domenica mattina, di buon ora a causa del caldo già asfissiante della pianura a metà luglio, Claudia ed io partiamo per la collina. Girettino tranquillo: Imola, Sassoleone, Passo della Raticosa, Passo della Futa, panino e Sangiovese al passo del Giogo, poi Scarperia, Passo della Colla, da Marradi l'attraversamento a S. Benedetto in Alpe, il Muraglione, il Valico di Croce ai Mori, il Passo della Calla e (finalmente) a casa dopo 380 chilometri :-) 
Ma questa è la normalità di chi abita da queste parti e vuole vincere l'arsura di luglio senza buttarsi a mollo nell'Adriatico tra una partita di racchettoni ed un ghiacciolo...
Il giretto domenicale, però, mi ha portato ad impegnare una mezz'oretta fermandomi al cimitero della Wehrmacht al Passo della Futa. Ci sono sepolti oltre 30.000 militari che difendevano la linea gotica nell'inverno 1944/45.
Non è un sacrario imponente e monumentale come può essere quello italiano di Asiago. Anzi. E' sobrio, costruito con il vile cemento. Ma è vasto e ricopre un'intera collinetta ad un paio di centinaia di metri dalla cima del passo. Le lapidi sono allineate nel'erba sempre tagliata con attenzione. Due bandiere (una italiana ed una tedesca) sventolano in cima al monumento (aperto ai visitatori) al centro del cimitero. Vi sono ospitati gli ossari di intere divisioni.
Leggere tutti quei nomi, le date di nascita (dal 1900 al 1926) e la morte (da metà del 44 a marzo 1945) fa venire la pelle d'oca. E voglia di riflettere.

Sì, perchè se la prima guerra mondiale è ormai molto lontana da noi, il Secondo Conflitto ci è meno distante.
E allora a vedere questi due tedeschi con una piccola coroncina di fiori da portare su quella tomba di un soldato che oggi potrebbe essere ancora un arzillo ottuagenario mi ha fatto pensare all'importanza dell'Europa. 
Da decenni in questo continente non ci scanniamo più tra di noi. Le frontiere ci sono state aperte, l'economia sta diventando continentale, abbiamo una stessa moneta.
I nostri giovani studiano, lavorano, stanno insieme a coetanei francesi, tedeschi, inglesi e si sentono sempre più europei.

Il cimitero tedesco della Futa, dove sono sepolti 30.000 tedeschi che, per fortuna, sono stati sconfitti dagli AngloAmericani, è un incredibile monito a non dimenticare. 
E a dare la giusta importanza a quanto i governi europei più illuminati che si sono susseguiti in questi sessant'anni hanno fatto per dare un futuro di pace e di unione a questo continente.

Ecco, questa è la riflessione che facevo, via interfono, scendendo dalla Futa verso il Passo del Giogo.
Poi, per mia fortuna, non c'erano più trincee o croci, ma un ottimo panino ed uno splendido Sangiovese all'ombra delle foglie mosse dal vento :-) 
La passione per la moto è anche questo, in una afosissima domenica di luglio!

Gattostanco, 20 luglio 2005

lunedì 6 giugno 2005

Giugno 2005... sempre e solo strade storte ;-)

Arriva la primavera, arriva il disgelo... e Gattostanco parte per un giretto tra le più belle strade delle Alpi... in una stagione nella quale ancora ci sono pochi camper ed il traffico non è toppo intenso.

Partenza domenica 29 maggio:
Dopo aver passato qualche ora tra la Val Formazza (splendida la cascata del Toce) e l'Alpe Devero (posti meravigliosi ma che stanno fin troppo diventando meta dei "vacanzieri della domenica", ed aver pernottato a Ponte Formazza (toh... anche lì c'è un Albergo Edelweiss... che come nome non è originale, ma come ospitalità è assolutamente consigiabile) abbiamo fatto rotta verso il Sempione.



...che abbiamo trovato chiuso per lavori (sigh).
Quindi treno-navetta per Briga (anche se per pochi chilometri... legare la moto e tremare al pensiero di una frenata troppo brusca ... è sempre un'avventura).



La Ducati non era ancora stata da quelle parti, ma capisce al volo: in direzione nord ci sono il Nufenen, il S. Gottardo (rigorosamente sulla vecchia statale pavimentata in ciottoli!!!), il Sustenpass, il Grimsel, il Furka e l'Oberalppass.

Non vi tedierò più di tanto. Il Susten era chiuso per lavori (lo dovrebbero aver rieperto la domenica successiva), ma il Grimsel è forse il più bel passo tra tutti quelli che ho percorso: dalla parte del Furka c'è una vista fantastica sul ghiacciaio del Gletsh e sulla strada che si arrampica sulle rocce, ma a nord una vista mozzafiato sul laghi verdissimi, cascate a perdita d'occhio e... un'asfalto e dei tornanti disegnati per "sfregare le orecchie per terra" :-)

Poi Lucomagno S. Bernardino, quest'ultimo una bellissima scoperta.
Ovunque laghi ghiacciati, neve, cascate. Ma anche scoiattoli, stambecchi, marmotte appena sveglie (e un po' rincoglionite) dal letargo.


Che dire? La Svizzera è bellissima.
I rostì sono ovunque ottimi e abbondanti. E preparati in tanti modi sempre diversi :-) Un difetto: dormire e mangiare costa moltissimo. Un vero peccato.





Furka
Grimsel
Grimsel
Per dirigermi verso l'Austria ho scelto un percorso più a nord e meno trafficato: statale verso l'Urner See (abbastanza banale e trafficata, però) poi IbergereggSihl See e Satteleggstrasse (passi e laghi secondari ma veramente belli).



Breve fermata a Vaduz (credevo di trovare una piccola capitale alpina, ma la cittadina è un orribila accozzaglia di palazzi moderni e bar per clienti danarosi).
Dall'altra parte del confine, infatti, Feldkirch è molto più bella :-)
Il castello di Vaduz 
Vaduz
E poi: Silvretta!
Che dire? La prima parte (provenendo da Partenen) è tutta un tornante, poi diventa sinuosa. In cima la vista ti riempie gli occhi di guglie, di ghiacciaia, di cascate. Poi scende verso Galtur in maniera sinuosa, tranquilla, regolare. mentre la deviazione per lo Stau See ti regala la sensazione di essere sopra un fiordo norvegese.
Silvretta




Dopo due pernottamenti costosi a Spluegen ed Andermatt, finalmente una sosta finalmente economica a Galtur: Zimmer+Fruhstuck 25 euro a testa. Mega Hot Dog, Rotwein & patatine all'AlpenGrill (un Imbiss): 6 euro a testa!

L'indomani avvicinamento alle Dolomiti (avevo appuntamento con un po' di amici a Dorf Tirol): Resia, Umbrail Pass, Stelvio.

Gli altri due giorni li ho passati in compagnia con altri IRIsti.
Certo, in due si è più liberi: di fermarsi, di rallentare o di andare più veloci.
Però ogni tanto è bello anche condividere con altri venti cari amici i passi più belli.

Fermata per torta al Giovo... E allora di nuovo a danzare tra i tornanti dello Stelvio, dell'Umbrail, del Passo del Rombo.


E poi i conosciutissimi (ma sempre amati) Nigra, Sella, Gardena, Giovo (a proposito: in cima al Giovo hanno aperto un nuovo "bar-rifugetto" dove hanno delle torte fantastiche!!!).


Il rientro per Palade, Mendola, attraversando i magnifici vigneti tra il Lago di Caldaro e Ora (ci sono strade provinciali difficili da trovare, ma che permettono di NON rompersi le scatole nelle statali dritte e trafficate). Poi Passo Manghen ed una sconosciutissima (per me) provinciale 133 che si arrampica sopra Levico Terme e ti lancia direttamente verso il Passo di Vezzena (Statale della Val d'Assa).

Sì, perchè anch'io ho un rito: quando torno dalle Alpi orientali o dalle Dolomiti, un pranzo all'Osteria del Termine non può mancare :-)

Per chi può essere interessato ad una prossima sosta: la TV per vedere la MotoGP non c'è, ma questa fiamminga di grigliata mista è il piatto unico di default alla storica Osteria di Confine!

Insomma, dopo oltre 3.000 chilometri, anche Claudia ed io siamo rientrati da una settimana di Alpi&tornanti... e avremmo già voglia di ripartire!
La Ducatona, che tra l'altro ha compiuto i 15.000 km proprio nel piazzale dell'Hotel Eichenhof di Dorf Tirol , non vede l'ora di farlo ;-)

giovedì 21 aprile 2005

Perchè essere anticlericali

Quanto è difficile sperare che un giorno sarà possibile avere una "libera Chiesa in un libero Stato"

Il Presidente della Repubblica, la Camera dei Deputati, il Senato, rappresentano anche quegli italiani che, come me, non riconoscono come propria guida spirituale il pontefice della Chiesa e a maggior ragione quelli che non ritengono di dover derivare da essa la definizione della propria identità.
Vorrei che le Istituzioni tenessero in considerazione anche chi, come me, in questi giorni non si è sentito rappresentato da chi affermava "...è un momento di grande gioia per tutti gli italiani" o "il suo pontificato sarà importante per tutti noi che abbiamo bisogno di una guida morale, spirituale e di una nostra identità".
Grazie, ma il sottoscritto ha sempre fatto volentieri a meno della guida spirituale di qualsiasi religione, chiesa, setta o santone :-)
E allora, già che ci siamo, vediamo un po' perchè mi piace definirmi anticlericale e quali sono le motivazioni che mi spingono a sperare in una riduzione forte del peso politico della Chiesa cattolica ...tranquilli, evito di andare troppo indietro nel tempo, non c'è bisogno di andare all'inquisizione o a Galileo Galilei... :-)

Eutanasia e rifiuto dell'accanimento terapeutico.
Io credo che la vita sia mia. Vorrei decidere se e quando valga ancora la pena di essere vissuta.
Nei paesi più evoluti se ne comincia a discutere (in qualche caso finalmente la libertà dei cittadini è già legge).
La Chiesa sta bloccando questa discussione con tutte le sue forze.
Ma se veramente la sua azione riguardasse solo i credenti... non dovrebbe impegnarsi così nel contrasto delle leggi dello Stato, no?

Aborto. Voler impedire una libera scelta alle donne mi pare vergognoso.
Così come vergognoso l'atteggiamento sempre più violento dei fanatici contro i centri di interruzione della gravidanza e contro i medici abortisti.
Il Popolo italiano si è pronunciato con un referendum, ma ogni giorno questo diritto civile va difeso contro le pressioni della Chiesa cattolica.
Ma se veramente la sua azione riguardasse solo i credenti... non dovrebbe impegnarsi così nel contrasto delle leggi dello Stato, no?

Divorzio.
Idem come sopra.
C'è voluto un voto popolare per difendere la legge dal referendum abrogativo voluto dalla Chiesa cattolica.
Ma se veramente la sua azione riguardasse solo i credenti... non dovrebbe impegnarsi così nel contrasto delle leggi dello Stato, no?

Vogliamo parlare della lotta alla contraccezione?
Del vergognoso contrasto attuato dal Vaticano contro ogni politica di controllo delle nascite in Africa?

La vergogna degli insegnanti di religione scelti dalla Curia e pagati dallo Stato italiano, anche dai non credenti.
D'altronde il concordato fu una vergogna per lo Stato italiano, una ignobile commistione (che faceva comodo al Duce) tra interessi dello Stato e della Chiesa. Uno sdoganamento dei manganellatori e del fascismo direi.
E oggi non credo sia un fatto positivo neppure per i cattolici avere uno Stato così clericale: se un giorno i musulmani saranno numerosi, non sarebbe meglio dimostrargli la forza morale di una Stato che non fa differenza tra credi ma che afferma la libertà e l'uguaglianza di tutti i cittadini e di tutte le sue leggi?

L'assurdità di una Chiesa che accetta con gratitudine, nella nuova America neoconservatrice, le assurde, antistoriche, deficienti tesi negazioniste dell'evoluzionismo... non ne vogliamo parlare?

Le sconcie ricchezze sulle quali prosperano le curie e le organizzazioni clericali in ogni città.
Lo IOR. I milioni di euro incassati con l'8%.
I soldi drenati dalla scuola pubblica a favore di quella privata (quasi tutta in mano agli enti religiosi).
Solo C.L. riesce a controllare tra l’altro circa 250 istituti scolastici ed è affiancata dalla Compagnia delle opere, braccio imprenditoriale cioè una holding che gestisce circa 15 mila imprese...

Vogliamo parlare dei 4 sì che i cittadini democratici e non clericali dovranno andare a crocettare il 12 giugno prossimo (non ho tempo per scriverne, ma sarà un argomento da trattare)?

No, io non ho niente "di personale" contro la Chiesa cattolica. Sono sposato con rito civile e non entro in Chiesa da anni.
Ma mi fanno ribrezzo i fanatismi e le ingerenze clericali nella vita della nostra società civile.

Vorrei essere libero di chiedere di non soffrire e di decidere di finire la mia vita con dignità, quando sarà ora. 
Senza che qualcuno mi venga a dire "la vita è un dono di Dio e nessuno può porvi fine...". 
Ma va a caghèr. E' la mia. Nel tuo dio io non ci credo.

Vorrei che ci fossero le chiese dove chi crede possa pregare in pace, ma che le leggi dello Stato fossero per tutti.
Perchè, vedete, chi è ateo e rispettoso delle libertà altrui (anche se è molto geloso della propria e quindi anche un po' brontolone) non ha un confessore che possa pulirgli la coscienza e non ha bisogno di leggi divine che gli indichino la strada per vivere in onestà.

Poi mi piacerebbe vedere un popolo più amante della propria coscienza civile e politica che teso a "sbacioccare la corona di qualche chiesa". Ma questa è un mio sogno che non ha molte speranze di divenire realtà.

Gattostanco, 21 aprile 2005

giovedì 24 marzo 2005

'Cazzo, è la nostra storia, demente!'

"Cazzo, è la nostra storia, demente!" è una frase pronunciata ieri, alla Camera, da Gavino Angius e indirizzata al capogruppo UDC D'Onofrio (...sì, proprio il masticatore che ha chiamato la polizia perchè infastidito dal giornalista delle Iene e che, nell'attesa dell'arrivo della Volante farneticava frasi del tipo "ve la fate sotto, adesso, eh...").

Ma il contesto è serio: durante la dichiarazione di voto sulle modifiche alla nostra Costituzione D'Onofrio ha affermato che "...nel '47 c'era chi voleva importare la Costituzione sovietica in Italia".

Visto che io non sono mai stato comunista, che sono ben felice della caduta del muro di Berlino e della nascita di una sinistra moderata ed europea anche in Italia, credo di potermi arrogare il diritto di ringraziare Angius.

La nostra Costituzione del 1947 fu uno dei momenti più alti della nascita di uno Stato finalmento moderno, democratico e rispettoso delle libertà e del bilanciamento dei poteri dello Stato a garanzia dei diritti fondamentali di tutti i cittadini.

E fu scritta e votata grazie ad uno sforzo enorme da parte di tutti gli schieramenti (cattolici, comunisti, azionisti, liberali) che accettarono di abbandonare ogni volontà di stravincere (e molti dogma di partito) in cambio di una Costituzione di tutti.

Lo stravolgimento di ieri, sia da un punto di vista metodologico sia dal punto di visto di cio' che ne è scaturito, non è altro che l'ennesima dimostrazione della pochezza e della rozzezza di chi, purtroppo, è stato chiamato a governarci.

Sono semplicemente schifato, arrabbiato, umiliato.

Gattostanco, 24 marzo 2005

giovedì 17 marzo 2005

Vivere (o morire) di spot?

VIVERE (O MORIRE) DI SPOT?
(Il sempre più incredibile premier)
La credibilità delle Istituzioni è fondamentale per un Paese moderno e democratico.
Noi continuiamo ad avere un premier improvvisatore che pensa di governare con gli spot.

Ma l'Italia non è un giornale di annunci economici e di pubblicità. E' un Paese che sta perdendo tutte le sfide economiche, culturali, di modernizzazione. E' un Paese che non crede più alle Istituzioni, delegittimate, viliese, derise dai comportamenti di buona parte di coloro che, purtroppo, vi sono stati insediati per uno sciagurato voto degli Italiani.

Berlusconi modifica le scelte di fondo del Paese a "Porta a Porta", improvvisa gli spot per guadagnare un voto in più, infischiandosene della credibilità sua e del suo governo. 
Per poi accorgersi, il giorno dopo, di averla sparata troppo grossa e accusare tutti i cattivoni comunisti di stravolgere il suo pensiero.
Che pena.

Ci sono le regionali tra venti giorni. Diamoci da fare. Facciamo in modo che le forze di governo "sentano" la sfiducia degli italiani.
E impegnamo un po' del nostro tempo per far crescere un'alternativa di sinistra moderna, europeista, democratica, credibile, moderata.


Gattostanco, 17 marzo 2005