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domenica 29 settembre 2019

Le Alpi ad inizio autunno

Mappa dell'itinerario
Sabato 21 settembre. Come sempre, odiando il caos, la folla, il traffico, scelgo di fare una settimana di ferie a settembre. Negli anni, qualche volta il maltempo è arrivato puntuale con l'autunno, altre volte mi è andata bene, regalandomi giornate meravigliose, assolate e, soprattutto, strade deserte ed alberghi e ristoranti poco chiassosi. Questa settimana del 2019 è stata mediamente buona... le temperature si sono abbassate parecchio rispetto alla settimana precedente, ma di pioggia, sulle Alpi, abbiamo preso un paio di mezze giornate...
Sabato mattina, dicevo. Ce la prendiamo con calma perchè a Ravenna ci sono meno di 9 gradi, ma alle 8 esatte la Multistrada molla gli ormeggi.
Il traffico sulla Statale Romea è davvero scarso, ma il freschino aiuta a non correre troppo, restando quindi nei limiti e a non dover temere l'onnipresente sguardo torvo dei tanti autovelox.
Anche l'odiatissima tangenziale di Mestre è tranquilla, ma i sogni di un trasferimento tranquillo svaniscono poi sull'autostrada: la A4, fino alla diramazione per Udine, è tutto un cantiere, con file spesso ferme... perdiamo un bel po' di tempo, nonostante in molti ci lascino lo spazio per passare (a passo d'uomo) tra le due file ferme.
Prima di Moggio Udinese usciamo dall'autostrada e imbocchiamo la SP112 della Sella di Cereschiatis... chilometri e chilometri nei quali non incontriamo praticamente nessuno. Bello!
Pochi chilometri dopo il passo, anzi: la Sella, troviamo una spianata verdissima... d'inverno ci fanno sci di fondo, ed il bar-ristorantino 'Casa del Fondo - Sette picche' si rivela avere un'ottima, davvero ottima cucina. Il bis di è davvero notevole, anche per l'originalità della proposta. Poi uno strudel e via... dopo che ci hanno informato della riapertura del Pramollo (che era chiusa per lavori in settimana).
Il Passo del Pramollo in Multistrada è molto divertente, scendiamo a Hermagor e presto risaliamo tra le montagne affrontando il verdissimo WindischeHohe (1110 metri).
Goldeckstrasse
Poco dopo svoltiamo a sinistra in direzione Stockenboi. Il Moschbacher Boden Sattel (1116 m.) non è purtroppo tabellato, ma la strada è davvero bella. A Stockenboi si imbocca la Goldeckstrasse, che offre panorami notevoli, ma asfalto e servizi sono un po' sottotono rispetto agli 8,5 euro richiesti (seppur comprensivi dell'adesivo)...
Scendiamo in valle a Partenion, e prima di arrivare a Villach imbocchiamo la divertente Krastaler Strasse (anche qui, purtroppo, manca la tabella del Krastaler Sattel, 654 metri). Vista l'ora ci fermiamo a Feld am See... siamo fuori stagione, ma il Lindenhof Hotel, per quanto un po' caro, è aperto ed offre un riparo al calduccio, in garage, per la Multistrada. La cena è davvero notevole, peccato che soprattutto le bevande abbiano prezzi davvero eccessivi. Peccato.


Mappa dell'itinerario
Domenica 22 settembre. La colazione al Lindenhof merita comunque le quattro stelle dell'albergo, e partiamo per affrontare il freddo della mattina con una bella carica di calorie e proteine... passiamo Bad Kleinkirchheim e ad Ebene Reichenau svoltiamo in direzione Hochrindl. Da lì scendiamo fino a Deutsch-Griffen lungo la Almenstrasse, la strada delle fattorie. In effetti qui l'Austria è bellissima, verde, tranquilla, rilassante. Non è però una strada a pagamento, e neppure adatta a correre. Torniamo sui nostri passi fino all'Hochrindl gustandoci i panorami offerti.
Hochrindl 
Questa volta a Ebene Reichenau ci dirigiamo alla Nockalmstrasse, in assoluto una delle mia strade preferite. Purtroppo è domenica, ed il freddo ancora pungente non ha fermato auto e qualche pullman. Ma è comunque fine settembre, e gli spazi per divertirsi tra questi meravigliosi tornanti ci sono tutti. Raggiungiamo il casello nord e torniamo indietro... ci fermiamo per una sosta a 'Silva Magica', l'area dedicata ai segreti della natura, con un percorso circolare di creazioni artistiche ed una baita che ospita la mostra gratuita sulla foresta, poi riprendiamo la Multistrada, anche se dalla Nockalmstrasse è un peccato uscire: è un vero e proprio parco giochi per noi motociclisti.
Tornanti della Nockalmstrasse
A Gnesau ci fermiamo in una trattoria a scaldarci con una zuppa tradizionale, poi a Oberboden svoltiamo a sinistra in direzione Stadt. Questa è una strada molto bella, e darebbe anche la possibilità di salire in cima alla Gerlitzen Gipfelstrasse... in realtà ho visto sul web che arriva ad una moderna stazione sciistica, quindi questa volta 'passo oltre' e niente Alpenstrasse.
Ripercorriamo il (purtroppo non tabellato) Krastaler Sattel e poi ci dirigiamo verso il WindischeHohe passando da Kreuzen (non senza una sosta alla fontana dello splendido casello).
Kreuzen
Scesi dal WindischeHohe andiamo diretti verso Kotschach-Mauthen, da dove la strada sale verso il Passo di Monte Croce Carnico (PlockenPass). Qui, tra le strutture abbandonate delle vecchie dogane, ci prendiamo un caffè italiano e scendiamo in Carnia. A Sutrio svoltiamo verso la Val Pesarina, e a Ravascletto troviamo un'ottima ospitalità all'Hotel Bellavista, che in zona funge da punto 'biker' per molte catene europee di motociclisti.

A fine settembre gli ospiti non sono molti, quindi ceniamo vicino al camino anzichè nella più dispersiva sala da pranzo.... cjarsons quasi dolci e frico, con una buona bottiglia di rosso... la Multistrada con le altre moto sotto al portico, una gran bella vista dalla stanza e gentilezza ai massimi livelli. Il Bellavista è davvero un'ottima sosta!


Mappa dell'itinerario
Lunedì 23 settembre. Partiamo con l'asfalto appena bagnato da alcune gocce di pioggia, ma all'imbocco della Val Pesarina comincia a piovere sul serio. Sfruttiamo la fermata per visitare Pesariis, il paese degli orologi. Ma poi è la bellezza naturale della Val Pesarina che ci circonda, una bellezza solo in alcuni punti deturpata da Vaia, la tempesta di vento che anno scorso abbattè milioni di alberi. Qui in alcuni tratti, il vento ha distrutto i boschi siti nelle zone più esposte.
Val Pesarina
Ma, come dicevo, la Val Pesarina è davvero bella. E anche poco abitata e poco conosciuta. Quindi incontriamo forse tre moto e due auto prima di giungere alla Sella di Razzo e al rifugio di Sella Ciampigotto per un caffè. Oggi comunque il tempo non è particolarmente clemente: spesso la pioggia è battente ed il cielo è scuro e minaccioso. Ogni tanto la pioggia cessa per poi riprendere subito dopo. Di togliere l'antipioggia non se ne parla, ed in ogni caso in quota è freschino, quindi... avanti. Passiamo Auronzo di Cadore, il Passo Tre Croci è immerso nelle nuvole e attraversiamo Cortina sotto una pioggia battente. Sul Falzarego ci sono 4 gradi, così come sul Pordoi.
Sosta al Pordoi
Prima di affrontare il Passo Pordoi ci fermiamo ad Arabba per bere un the caldo con una fetta di strudel: ne approfittiamo per telefonare a Vigo di Fassa al Room and Breakfast El Tobià. Fermiamo una stanza: vista al giornata ci fermeremo là, anche se arriveremo a metà pomeriggio. Ma viaggiare con il freddo e con la pioggia non è la cosa più divertente, e visto che non abbiamo fretta, una bella doccia bollente, quattro passi anche con l'ombrello a Vigo, un aperitivo, una splendida cena all'El Tobià saranno un degno modo di chiudere questa giornata. Non sarà certamente il meteo a rovinare le ferie!
P.S.: se la stanza è molto bella, il ristorante dell'El Tobià a Vigo si rileva davvero ancora migliore. La zuppa di cipolle è meravigliosa, così come la guancetta di manzo brasata al Teroldego. Struttura davvero consigliatissima, così come è consigliabile prenotare, perchè le stanze sono poche, ed anche il ristorante è spesso pieno.



Mappa dell'itinerario
Martedì 24 settembre: non possiamo citare Heidi, la simpaticissima cameriera in abito tradizionale tirolese che ci prepara la colazione all'El Tobià, una colazione curata e con grande scelta, nonostante la stagione ed i pochi ospiti. Bravi!
Ma fuori c'è il sole, ed è ora di avviarsi! La salita al Passo Costalunga presenta già le ferite inflitte ai boschi dalla furia di Vaia, ma la vera devastazione è sul Passo di Carezza e attorno al Lago di Carezza. Questo piccolo laghetto era circondato dagli alberi, mentre oggi, dalla strada, appare una pozza d'acqua nel bel mezzo di un enorme cantiere di boscaioli.
Disastro di Vaia al Lago di Carezza
La definizione di disastro questa volta non è purtroppo eccessiva. Ci vorranno anni a sistemare ul territorio, e decenni per riavere finalmente un nuovo bosco... non sarà certamente la mia generazione a rivederlo
:-(
A Nova Levante svoltiamo a sinistra in direzione Passo Oclini.
Qui rimarremo fermi per un'ora. Un motociclista inglese è a terra e soccorso da un'ambulanza appena giunta. Si è scontrato frontalmente con un furgone. Motociclista, moto e soccorritori sono in mezzo alla strada e occorrerà attendere che lo imbraghino per trasportarlo in ospedale con l'elisoccorso.

...salita allo Stelvio
Non è bello assistere ad una scena del genere, anche se le informazioni che arrivano dai soccorritori e dai Carabinieri poi giunti lì, sembrano tranquillizzanti sul non pericolo di vita. Purtroppo il motivo dell'incidente è davvero sciocco: il motociclista inglese era appena partito dall'albergo. Ha percorso 200 metri e probabilmente in quei pochi secondi non si è reso conto di essere in Europa. Ha viaggiato a sinistra. Ed il furgone, nonostante la frenata, non ha potuto far niente. Sembra una barzelletta, ma è semplicemente la dimostrazione del fatto che, in moto, non ci si può distrarre mai. Neppure quando si è spensierati, si è appena messo in moto dopo colazione, e si parte guardando i meravigliosi boschi dell'Obereggen o sistemando nel GPS la rotta della giornata...
In Svizzera: l'Umbrail Pass
Quando l'elicottero si alza e le ambulanze si spostano, i Carabinieri fanno passare per primi noi in moto, che occupiamo poco spazio. La fila di auto ferme è chilometrica... per i primi minuti, dopo aver assistito ad un incidente, si guida sempre un po' contratti, ma poi i panorami dell'Oclini ci riconciliano con la nostra passione.
Scendiamo in valle, in mezzo a meleti e poi ai vigneti di Caldaro, dov'è cominciata la vendemmia.
I tracciati del Passo della Mendola e del Passo Palade a me piacciono moltissimo. Evitiamo in buona parte Merano stando alla sua sinistra passando dal Cermes, poi ovviamente c'è la trafficata strada che da Merano porta a Silandro.
Ma poi, dopo Prato allo Stelvio si torna a godere: i 48 tornanti che portano al Passo dello Stelvio sono stancanti anche in moto, ma la neve fresca caduta ieri, i panorami mozzafiato, il gusto di salire, curva dopo curva... fanno dimenticare tutto, anche il freddo pungente.
Dopo un cappuccino bollente al Genziana scendiamo dall'Umbrail Pass (la strada per Bormio sarebbe stata riaperta solo all'indomani), percorriamo la verdissima Val Mustair, l'OfenPass (o Fuorn) ed imbocchiamo il tunnel per Livigno (non lo prendiamo mai, preferendo ovviamente il percorso Zernez-Bernina-Forcola, ma oggi è tardi, è freddo, e vogliamo goderci un po' Livigno, magari per un aperitivo o un po' di shopping).
In realtà facciamo poco shopping e niente aperitivo, ma visitiamo una mostra fotografica.
A sera, però, Sciatt, Pizzoccheri e sorbetto al Braulio ci fanno andare a nanna soddisfatti.


Mappa dell'itinerario
Mercoledì 25 settembre. Partiamo da Livigno, dopo ovviamente aver fatto il pieno, in una giornata che si preannuncia divisa a metà: prima il sole, ma nel pomeriggio la pioggia è certa. Sul Passo del Foscagno ci sono 3 gradi. Direzione Bormio, ma a Pedenosso, dove ci fermiamo per un caffè nell'unico bar del paesino, svoltiamo a sinistra per arrampicarci alle Torri di Fraele.
La strada per le Torri di Fraele
La strada che sale la Passo del Fraele è una serpentina che riproduce, in piccolo, lo Stelvio. Queste torri in antichità proteggevano il passo, ma anche, credo, gli incassi dei dazi che erano imposti sui commerci da e per Engadina e Germania.
Oggi queste torri, a strapiombo sulla Valdidentro, emozionano anche noi 'viaggiatori' moderni.
Svalicando ci si trova di fronte ad una strada larga ma sterrata, che si addentra nella Valle di Fraele, si costeggia prima il piccolo Lago delle Scale e poi si raggiungono i Laghi di Cancano.
Torri di Fraele
Acqua, dighe, alte montagne, strade bianche, pietraie. Claudia ed io ci perdiamo a percorrere ogni metro di queste strade, ci fermiamo ogni cinque minuti a fotografare, ad osservare. E' incredibile: saremo passati decine e decine di volte dalla strada che collega Livigno con Bormio, ma non eravamo mai saliti alle Torri di Fraele e ai Laghi di Cancano, che invece offrono panorami ed emozioni notevoli. E devo ringraziare l'amico Alessandro Veridiani che qualche tempo fa mi ha suggerito questa deviazione, perchè merita davvero di averci questa mezza giornata di inizio autunno.
Laghi di Cancano
E' quasi inizio pomeriggio, infatti, quando scendiamo. E per pranzo ci fermiamo a Pedenosso, nel barettino dove avevamo fatto una breve sosta-caffè a inizio mattina.
Daniela ci prepara un tagliere di ottimi affettati e ci presenta alcuni formaggi semplicemente squisiti. E' un barettino semplice, che se contattato in anticipo può offrire anche piatti tipici della zona.
Noi lo consigliamo davvero: posti così, che stanno aperti più per la passione delle persone che per il fatturato e gli utili che sono in grado di erogare a chi li gestisce, sono un patrimonio che va difeso in ogni modo!
Il bar di Daniela a Pedenosso
Non siamo ancora ripartiti che inizia a piovere forte.
Stiamo lì, sotto la tenda del bar a chiacchierare del più e del meno, gli 'indigeni' danno consigli a Claudia su come migliorare i suoi pizzoccheri e dove andare a comprare formaggi, Tanéda o Pestéda... questo è il bello di viaggiare in moto: potersi fermare in una qualsiasi Pedenosso e trovare persone da conoscere o con le quali chiacchierare o scambiare idee.
E' metà pomeriggio quando ripartiamo. Piove, ma Bormio è vicina.
Steakhouse Braulio
Ci regaliamo una sosta all'Hotel San Leonardo.
E' un quattro stelle, non proprio a buon mercato, ovviamente, ma è un gran bell'albergo, praticamente in centro e con il garage per la Multistrada.
Una doccia rigenerante, lo shopping per Bormio (anche se troviamo lo show room della Braulio, come al solito, chiuso), l'aperitivo e, infine, la cena alla Steakhouse Braulio... abbiamo percorso, in moto, 70 chilometri, Credo che sia la tappa più corta di tutta la mia modesta 'carriera' di vecchio mototurista, eppure mi sono divertito... buona notte!

Mappa dell'itinerario
Giovedì 26 settembre. E' giorno di rientro, per noi, ma ovviamente non faremo scegliere l'itinerario 'più veloce' al navigatore... dopo un'opulenta colazione al San Lorenzo ci dirigiamo verso la Valtellina per affrontare gli stretti ed ispidi tornanti del Passo del Mortirolo. A parte un vecchietto francese che con la sua C3 tende a stare in mezzo alla strada per non farci passare, il traffico è davvero ridotto al lumicino.
Qualche austriaco, qualche tedesco... gli italiani snobbano le ferie in autunno...
Passiamo Edolo, Malonno e ci dirigiamo verso il Passo Crecedomini, uno dei miei preferiti, perchè dopo un inizio della salita in mezzo alle case, poi regala chilometri e chilometri di vera wilderness... soprattutto se, come facciamo noi, prendiamo la strada sterrata che porta al Dosso dei Galli e poi al Passo del Maniva, passando sotto gli inquietanti trasmettitori abbandonati della rete Troposcatter NATO.
La strada, per quanto sterrata, è piuttosto ben tenuta, ed affrontabile anche con moto stradali. La Multistrada, poi, in mappatura 'Enduro' si rivela perfettamente suo agio, anche a pieno carico. Una moto davvero eclettica, confortevole, divertente e sicura in ogni condizione. Ducati ha lavorato davvero bene con questo progetto!
Passo Crocedomini
Che dire? La discesa a Bagolino mette a dura prova sospensioni e ciclistica di qualsiasi moto, perchè l'asfalto è veramente indecente. Poi, però, la discesa ad Anfo e sul Lago di Idro, è su asfalto nuovo e perfetto.
Ci fermiamo sul lago per un veloce panino, poi andiamo ad imboccare l'autostrada che ci riporterà a casa in Romagna, ancora alle prese con un caldo fuori stagione che, quassù, avevamo dimenticato.
Un inizio d'autunno davvero divertente, una buona terapia contro lo stress.

La stazione abbandonata Troposcatter NATO a Dosso dei Galli
Per chi volesse vedere un po' più di fotografie di questi sei giorni,
l'ALBUM è pubblico e pubblicato su Google Foto: QUI

lunedì 6 giugno 2005

Giugno 2005... sempre e solo strade storte ;-)

Arriva la primavera, arriva il disgelo... e Gattostanco parte per un giretto tra le più belle strade delle Alpi... in una stagione nella quale ancora ci sono pochi camper ed il traffico non è toppo intenso.

Partenza domenica 29 maggio:
Dopo aver passato qualche ora tra la Val Formazza (splendida la cascata del Toce) e l'Alpe Devero (posti meravigliosi ma che stanno fin troppo diventando meta dei "vacanzieri della domenica", ed aver pernottato a Ponte Formazza (toh... anche lì c'è un Albergo Edelweiss... che come nome non è originale, ma come ospitalità è assolutamente consigiabile) abbiamo fatto rotta verso il Sempione.



...che abbiamo trovato chiuso per lavori (sigh).
Quindi treno-navetta per Briga (anche se per pochi chilometri... legare la moto e tremare al pensiero di una frenata troppo brusca ... è sempre un'avventura).



La Ducati non era ancora stata da quelle parti, ma capisce al volo: in direzione nord ci sono il Nufenen, il S. Gottardo (rigorosamente sulla vecchia statale pavimentata in ciottoli!!!), il Sustenpass, il Grimsel, il Furka e l'Oberalppass.

Non vi tedierò più di tanto. Il Susten era chiuso per lavori (lo dovrebbero aver rieperto la domenica successiva), ma il Grimsel è forse il più bel passo tra tutti quelli che ho percorso: dalla parte del Furka c'è una vista fantastica sul ghiacciaio del Gletsh e sulla strada che si arrampica sulle rocce, ma a nord una vista mozzafiato sul laghi verdissimi, cascate a perdita d'occhio e... un'asfalto e dei tornanti disegnati per "sfregare le orecchie per terra" :-)

Poi Lucomagno S. Bernardino, quest'ultimo una bellissima scoperta.
Ovunque laghi ghiacciati, neve, cascate. Ma anche scoiattoli, stambecchi, marmotte appena sveglie (e un po' rincoglionite) dal letargo.


Che dire? La Svizzera è bellissima.
I rostì sono ovunque ottimi e abbondanti. E preparati in tanti modi sempre diversi :-) Un difetto: dormire e mangiare costa moltissimo. Un vero peccato.





Furka
Grimsel
Grimsel
Per dirigermi verso l'Austria ho scelto un percorso più a nord e meno trafficato: statale verso l'Urner See (abbastanza banale e trafficata, però) poi IbergereggSihl See e Satteleggstrasse (passi e laghi secondari ma veramente belli).



Breve fermata a Vaduz (credevo di trovare una piccola capitale alpina, ma la cittadina è un orribila accozzaglia di palazzi moderni e bar per clienti danarosi).
Dall'altra parte del confine, infatti, Feldkirch è molto più bella :-)
Il castello di Vaduz 
Vaduz
E poi: Silvretta!
Che dire? La prima parte (provenendo da Partenen) è tutta un tornante, poi diventa sinuosa. In cima la vista ti riempie gli occhi di guglie, di ghiacciaia, di cascate. Poi scende verso Galtur in maniera sinuosa, tranquilla, regolare. mentre la deviazione per lo Stau See ti regala la sensazione di essere sopra un fiordo norvegese.
Silvretta




Dopo due pernottamenti costosi a Spluegen ed Andermatt, finalmente una sosta finalmente economica a Galtur: Zimmer+Fruhstuck 25 euro a testa. Mega Hot Dog, Rotwein & patatine all'AlpenGrill (un Imbiss): 6 euro a testa!

L'indomani avvicinamento alle Dolomiti (avevo appuntamento con un po' di amici a Dorf Tirol): Resia, Umbrail Pass, Stelvio.

Gli altri due giorni li ho passati in compagnia con altri IRIsti.
Certo, in due si è più liberi: di fermarsi, di rallentare o di andare più veloci.
Però ogni tanto è bello anche condividere con altri venti cari amici i passi più belli.

Fermata per torta al Giovo... E allora di nuovo a danzare tra i tornanti dello Stelvio, dell'Umbrail, del Passo del Rombo.


E poi i conosciutissimi (ma sempre amati) Nigra, Sella, Gardena, Giovo (a proposito: in cima al Giovo hanno aperto un nuovo "bar-rifugetto" dove hanno delle torte fantastiche!!!).


Il rientro per Palade, Mendola, attraversando i magnifici vigneti tra il Lago di Caldaro e Ora (ci sono strade provinciali difficili da trovare, ma che permettono di NON rompersi le scatole nelle statali dritte e trafficate). Poi Passo Manghen ed una sconosciutissima (per me) provinciale 133 che si arrampica sopra Levico Terme e ti lancia direttamente verso il Passo di Vezzena (Statale della Val d'Assa).

Sì, perchè anch'io ho un rito: quando torno dalle Alpi orientali o dalle Dolomiti, un pranzo all'Osteria del Termine non può mancare :-)

Per chi può essere interessato ad una prossima sosta: la TV per vedere la MotoGP non c'è, ma questa fiamminga di grigliata mista è il piatto unico di default alla storica Osteria di Confine!

Insomma, dopo oltre 3.000 chilometri, anche Claudia ed io siamo rientrati da una settimana di Alpi&tornanti... e avremmo già voglia di ripartire!
La Ducatona, che tra l'altro ha compiuto i 15.000 km proprio nel piazzale dell'Hotel Eichenhof di Dorf Tirol , non vede l'ora di farlo ;-)