domenica 17 giugno 2001

LarioGiro!

Il giro del Lago di Como per la splendida organizzazione dell'amico Schwarz della Mailing List Mototuristi.

15/17 giugno 2001












Impaginazione del vecchio sito gattostanco



domenica 3 giugno 2001

Mario Rigoni Stern: 'La Repubblica nata nei lager'

Ripropongo uno splendido articolo di Mario Rigoni Stern pubblicato, su La Stampa, all'indomani del 2 giugno 2001

NEL 1939 Mussolini, in un discorso alle grandi manovre, aveva gridato «... quest’anno il congedo non verrà!».
La classe di leva era il 1917 e da allora incominciò a cambiare qualcosa. 
I veci smisero di cantare l’allegra canzone dei congedanti ma anche un’altra che era nata alla fine dell’Ottocento, composta, secondo la tradizione del 6° Alpini, dal tenente Magliano. Diceva: «Sul cappello portiamo il trofeo / dei reali di Casa Savoia / Lo portiamo con fede e con gioia...».

Poi, nel giugno 1940 andammo sulle Alpi Occidentali cantando: «Con il fucile novantuno / che quando spara non fa fumo / e con il settantacinquetredici la Francia tremerà...». 
Il fucile modello 1891 era quello dei nostri padri nella Prima guerra mondiale; il 75/13 l’obice Skoda di preda bellica, già in uso nell’Esercito austro-ungarico.

Nella disgraziata campagna contro la Grecia nacque la più triste canzone di guerra: «Sul ponte di Perati bandiera nera / l’è il lutto degli alpini che van a la guerra ...».

Francia, Africa, Grecia, Balcani, Russia... Vennero anche il 25 luglio e l’8 settembre 1943... 
Quelle discussioni nelle lunghe ore della fame. Fu lì, nelle baracche del Lager 1/B, nella Masuria, che vedemmo definitivamente chiaro: basta con i re, basta con il duce!

Non eravamo acculturati politicamente, non avevamo avuto maestri, elementari le nostre scuole ma, oramai, eravamo carichi di esperienze, anche se giovani. 
Dicevamo, nelle ore del freddo e della fame: «Quando ritorneremo in Italia bisogna cambiare: repubblica!».

E con che forza quel 2 giugno di 55 anni fa calcammo la matita copiativa sulla scheda che indicava repubblica contro re e duci e su quell’altra per l’Assemblea Costituente che aveva il compito di elaborare e votare la nuova Costituzione. 
Era la prima volta che noi, generazioni cresciute sotto il fascismo, e le donne avevamo il diritto di voto. 
Era l’Italia che ci aveva chiamato a farlo. Quella povera Italia che - per fortuna! - aveva perduto la guerra e sulle montagne, con la Resistenza, ritrovata la libertà.

Era un’Italia rotta, affamata, lacera nella quale tutti i partiti collaborarono in solidarietà nazionale che permise una ricostruzione straordinaria.

Questo pensavo poco fa guardando alla televisione la rivista prima e la sfilata poi per la Festa della Repubblica.

E lì, a rappresentare l’Italia, c’era sul palco delle autorità un presidente senza pennacchi e medaglie, sereno nel suo vestito della festa; sorridente salutava, e davanti a lui non c’erano aquile romane o croci uncinate ma tante bandiere d’Europa e la gente applaudiva e le donne buttavano fiori, i bambini seduti per terra si divertivano e non sfilavano in divisa. 
Passavano davanti ai nostri occhi tanti anni di storia e di sofferenze, vedevamo il trascorrere dei decenni, di epoche ormai, e alla fine ci veniva di fare delle considerazioni: erano in questa festa del 2 giugno più i servizi civili e per la pace che non quelli per la guerra. Che bello!

Mario Rigoni Stern

da La Stampa On Line

domenica 6 maggio 2001

Mototagliatella 2001

Predappio, 6 maggio 2001: nonostante il maltempo, un gruppetto di I.R.I. si ritrova a Predappio per la Mototagliatella!







martedì 1 maggio 2001

RadUNO!

Il raduRo del 2001 di Internet Riders of Italy

Organizzazione della Divisione Umbria di I.R.I. - 28 aprile, 1 maggio 2001

Poi, purtroppo, mentre gli altri raduristi completavano il programma dei quattro giorni, il sottoscritto è dovuto tornare a Ravenna per motivi di lavoro...

Le foto degli altri due giorni sono in mano ai più fortunati.








domenica 15 aprile 2001

L'album nel cassetto

Qualche foto del millennio precedente e del 2000/2001, cioè prima che mettessi online i siti di Gattostanco o di TDMitalia... Certo che il tempo vola davvero 😔

La grandezza delle foto, digitalizzate dalle stampe realizzate ancora con pellicola e negativi, dimostra quanto fosse importante, nei primi anni di internet, risparmiare 'peso'. Ogni pixel di troppo rallentava la navigazione!

Metà anni '90, gli esordi con il KLR

1997 con il Supertenerè sull'Altipiano di Asiago

1997 con il Supertenerè sull'Altipiano di Asiago

Sirolo

Corno alle Scale

La dura vita di chi porta i motociclisti in spiaggia la domenica

Sul Lago di Garda

2000: è la volta della Fazer 600

...qui d'inverno sul Verghereto...

...al Gavia...

...e a Papozze!  :-) 

Solden, Austria

2001: il TDM, usato ma tenuto bene, al baretto di Marina 

2001: il TDM, usato ma tenuto bene, al baretto di Marina 

2001: il TDM accessoriato per viaggiare!

Memorial Spadino a Morgex

Motoagliatella, Predappio 

LarioGiro I.R.I. 

LarioGiro I.R.I. 

sabato 24 marzo 2001

Memorial Spadino 2001

Spadino era Pierlucio Tinazzi, un motociclista morto nel rogo del Tunnel mentre cercava di salvare, con la sua moto, delle vite umane. Lui poteva vivere, ma ha prima portato in salvo un automobilista, poi è rientrato per continuare la spola con il suo agile mezzo a due ruote, finchè non ne è più uscito.
Ogni anno, il Coordinamento Motociclisti organizza una piccola ma commovente cerimonia, e centinaia di motociclisti salgono al Bianco portando un fiore. Il 24 marzo eravamo oltre cinquecento, e queste poche istantanee sono la testimonianza che valeva la pena esserci!
I MOTOCICLISTI NON DIMENTICANO Pierlucio Tinazzi, detto "Spadino", era un motociclista che lavorava per la Società Traforo del Monte Bianco. Il suo lavoro consisteva nel percorrere il tunnel in moto per verificare che tutto fosse a posto. Il 23 marzo 1999 un camion si è incendiato in galleria, provocando in poco tempo un incendio di enormi proporzioni, nel quale hanno perso la vita alcune decine di persone. Mentre il fuoco divorava tutto, Spadino entrava e usciva dal fumo nero con la sua moto, portando in salvo diverse persone. Finchè non è rimasto in trappola, chiuso in una "cabina di sicurezza" con il camionista che voleva portare via da lì.
IL MIO 'SPADINO 2001':
Carisio
Sabato mattina sveglia alle 6 e qualcosa, poi alle 7.15 il Tdm punta in direzione Monte Bianco.
Sosta alle 8.05 all'area di servizio di Secchia (MO) per continuare il viaggio con Sandro Cattani, poi a Muggiano il ritrovo con "i Milanesi" (in realtà coloro che hanno scelto di raggrupparsi a Milano, perchè ci sono anche toscani ed emiliani. Ne ricordo solo alcuni: Alessio Masi, Delfo, Carlo Cattaneo, Mirko Sassi il WebMaster di Mototuristi - lui è di Reggio, ma la sua dolcissima e bionda metà è milanese purosangue - e tanti altri).
Nuovo appuntamento al Casello di Carisio. Lì ci sono il noto "listmaker" Pollix, la GoldWing di Fabio "TuZZìo" Selva con a bordo il figlioletto Jacopo, Johnny e Federica, Davide e Barbara con le gloriose Ducati Indiana, Lucy (che arriva, da sola, da Gorizia in sella ad un mono XT) ... zip ... poi Carlo Romano e Mike Urru, che ci faranno da guida fino all'indomani.
A Morgex
Tanti altri e tanti visi a me sconosciuti ma nomi ben presenti nelle Mailing List di mototuristi o del Coordinamento Motociclisti.
Oppure i cappellini neri con le lettere oro di Internet Riders, quelli di "Piano, ma pienti!".
Fra tutti spicca, inconfondibile, l'algida chioma e la bianchissima barba di Babbo Natale, quello vero, quello che solo i motociclisti italiani possono considerare come loro collega: Paolo Schiannini.
Tutti insieme raggiungiamo il punto di ritrovo a Morgex, ci facciamo spennare nell'unico locale a portata di piazzale, ma poi la colonna che sale a Tunnel è da brividi.
A Morgex
Non so se qualcono del Coordinamento Motociclisti si sia messo a contarci tutti, ma credo fossimo oltre cinquecento moto. Cinquecento moto che portavano un simbolico omaggio ad un motociclista che è morto per cercare di salvare altre vite umane. E' morto pur potendo salvarsi.
E' giusto che sia ad esempio di una categoria, quella di noi motociclisti, spesso considerata quale accozzaglia di brutti, sporchi e cattivi. Non è così, ed è importante, anche per noi, farlo capire a più gente possibile!

Riccardo Forte, presidentissimo del CM non ha fatto alcun comizio. Poche parole, toccanti, vicino ai fiori ed alla piccola targa commemorativa.
Verso il Tunnel
Poi via. Molti si sono fermati a Courmayer, noi, in un piccolo gruppetto, abbiamo raggiunto Cossato, vicino a Biella, accuditi dagli "indigeni" Carlo Romano, Mike Urru (l'uomo che piega con la GoldWing come con un Monster), Roberto, Mario. Babbo Natale, Davide & Barbara, Aldo, Claudia ed io, a cena, ad Oropa, poi al mattino dopo una breve escursione al Lago d'Orta.
Il rientro a Ravenna lottando contro un vento laterale che faceva sbandare anche il Tdm in versione StationWagon.

Qualcuno, a casa, ci ha chiesto se ne valeva le pena.
Al Tunnel
del Monte Bianco
Già: vale la pena lasciare in garage la quattroruote con l'aria condizionata, l'abs, gli airbags per prendere questo frullatore a due ruote che, a carico, pesa un casino?
Vale la pena alzarsi presto di sabato mattina, infilarsi il casco e sudare dentro alla giacca imbottita ogni volta che ci si ferma, mentra quando si viaggia e va via il sole l'aria è ancora fredda?
Vale la pena fare più di 1.000 chilometri in due giorni con la scusa di commemorare Pierlucio Tinazzi, Spadino, un motociclista che è morto da eroe dentro al rogo del Monte Bianco ma che tu, ovviamente non hai mai conosciuto?

La vita è fatta di ricordi e di esperienze, di sensazioni e di amicizie. Questo è partecipare ad un'iniziativa come il "Memorial Spadino".
Grazie a chi organizza eventi come questo, grazie a chi vi partecipa in amicizia, grazie a chi ti accoglie e ti regala un sorriso e un lampeggio, queste sensazioni e questi ricordi positivi e duratori ti accompagneranno a lungo.
Per questo sì, sicuramente ne valeva la pena.
Babbo Natale (alias Paolo Schiannini)


Al Tunnel
Il ricordo di Riccardo Forte