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domenica 3 gennaio 2021

Adesso basta! Questa incompetenza raggiunge la criminalità

Ancora una volta all'opera l'incompetenza e l'incapacità criminale di chi, al governo, ha in mano le nostre vite: da ottobre stanno emanando provvedimenti insufficienti per arginare il contagio, stanno sperperando risorse in spese inutili (bonus a pioggia, banchi troppo piccoli con le rotelle) e distruggendo l'economia e la psiche degli italiani.

Ora il nuovo progetto è quello di farci lavorare tra settimana ed impedirci di fare pure una camminata in spiaggia, in campagna, in montagna, nei week end, una ciaspolata, un giro in moto o in bici...

Ancora, sì. 

E nella stessa pagina di Repubblica di oggi leggiamo che dal 18 apriranno i comprensori sciistici.

Scieranno solo dal lunedì al venerdì, immagino 😡

conte, speranza, boccia, franceschini, di maio, patuanelli, azzolina (rigorosamente con la lettera minuscola, perchè non si meritano altro)... ce li dobbiamo ricordare questi nomi. Sono dei ciarlatani incapaci e incompetenti, che hanno sulla coscienza molti morti e molte sofferenze evitabili.

domenica 25 ottobre 2020

Ennesimo DPCM. Ennesima 'forte' dimostrazione di un governo incapace

Leggo l'ennesimo DPCM del fine settimana. 'È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza'.

Francamente non ricordo in quale posizione, nella gerarchia delle Fonti del Diritto, siano le Forti Raccomandazioni: prima o dopo quelle primarie? Prima o dopo gli usi e le consuetudini? E se a me delle raccomandazioni del Premierconte non me ne frega niente?

Dài, è solo l'ennesima dimostrazione che siamo di fronte ad un governo ridicolo. Di senzapalle. 

O si ha il coraggio di imporre, o se no si lascia fare dicendo come stanno le cose, ma le 'forti raccomandazioni' sono solo una pubblica ammissione di mancanza di coraggio.

E intanto treni, metropolitane ed autobus continueranno a riempirsi di lavoratori e studenti, nei centri commerciali si continuerà a ciabattare tutti insieme e contenti nei freddi giorni di pioggia (e non solo 😒 ) mentre anche chi ha organizzato bene la propria attività di ristorazione (ma penso anche alle pasticcerie, ai cinema) deve chiudere o ridurre gli orari. Perchè ovviamente siamo incapaci di controllare i comportamenti della 'gggente'.

Sì, un governo ridicolo. E la prossima settimana, di fronte a 30.000 contagi al giorno e alla saturazione dei posti negli ospedali (è il dato più importante e pericoloso, questo) ci sarà un nuovo DPCM, prova-provata che questi tre provvedimenti autunnali del Premierconte non valevano un fico secco. Incapaci, ma soprattutto senza palle. E un danno per la credibilità delle nostre Istituzioni.

martedì 28 aprile 2020

Per evitare gli assembramenti fateci vivere!

Conte, alcuni Governatori e alcuni Sindaci non capiscono perchè la gente, nelle grandi città, rischia di creare assembramenti... magari pensassero a cosa si può fare e cosa no...
Qui ci sono cinque motivi, ma se ne possono trovare molti altri: non si può andare a lavare l'auto, e neppure dal concessionario per trattare l'acquisto della nuova. Non si può prendere su la macchina e andare in collina o in campagna a comprare il vino. Forse nelle grandi città qualche ristoratore, pizzeria o gelateria, con l'asporto o la consegna a domicilio, riesce a limitare i danni, ma gli alimentari, le piadinerie, i bar, i chioschi dei piccoli paesi di collina, di mare, di montagna, stanno facendo la fame, nel vuoto silenzio di un governo di cialtroni incompetenti.
Dando regole di distanziamento sociale e protezioni, e controllando i conseguenti comportamenti, l'Italia potrebbe certamente parzialmente ripartire, salvando la nostra mente e la nostra economia.

IMBECILLITA' AL POTERE

Dal 10 maggio anche gli anziani potranno andare a messa, ma a tutti gli italiani non sarà possibile andare a fare una camminata in montagna, un bagno al mare, un giro in moto o in barca... o, per molti, lavorare... e poi non sono cialtroni al governo?

lunedì 27 aprile 2020


Ci obbligano a stare chiusi in casa, a far morire l'economia sciorinando numeri e numeri di nuovi contagi ma senza spiegare da cosa siano provocati.
Poi, un po' alla volta, capiamo che sono quasi tutti frutto di ritardi nel fare i tamponi (gente già ammalata o focolai noti da tempo, oppure ricoverati nelle RSA lasciate per due mesi ad affrontare da sole il dramma covid-19)... e noi cittadini, colpevolizzati per essere andati fino all'edicola e impediti a fare sport o attività anche individuali che potrebbero essere svolte in piena sicurezza.
Eppure non mi sembra di vedere, nelle categorie di lavoratori che hanno tenuto vivo il Paese (operai delle filiere essenziali, commesse dei supermercati e dei negozi aperti) quella strage prevista dalle cornacchie del 'dobbiamo restare chiusi in casa'. Evidentemente, con i dovuti accorgimenti (distanziamento sociale e protezioni) è possibile lavorare, muoversi, vivere.
Io fino ad oggi ho rispettato le regole imposte, anche se giudico questo lockdown troppo lungo e diffuso rispetto gli altri Paesi, una chiusura che ci costerà davvero tanto in termini di lavoro e di economia. Ma dopo la penosa sceneggiata di Conte di ieri sera: BASTA!!! 😤
Viaggiare in moto, in bici, andare a fare trekking, passeggiare in spiaggia o in pineta, prendere il sole in riva al mare... sono le cose più sane e sicure. E rappresentano anche un volano economico fondamentale per tante attività.
Se gli incompetenti e pavidi ministri di questo debole e triste raccogliticcio governo non lo capiscono, glielo dovremo far capire noi, ripartendo comunque, anche a costo delle multe.
Certo: dovremo essere attenti ad usare la massima attenzione al distanziamento sociale e all'uso delle protezioni dove servono, dimostrando di essere più civili ed educati di quanto pensano i vari conte, speranza, boccia, arcuri, borrelli... che non stanno facendo una gran figura. 

Ma basta davvero con questa infinita chiusura in casa che non ha eguali in tutto il mondo. Mandiamo a casa subito questo governo di pusillanimi incapaci ed incompetenti, prima che facciano affondare definitivamente noi ed il Paese.

giovedì 18 ottobre 2018

Il popolo che crede alle bacchette magiche

Gli italiani.
Siamo uno dei Paesi più indebitati d'Europa (mi pare il secondo dopo la Grecia), abbiamo infrastrutture ridotte male perchè costruite male, abbiamo poco senso civico (basta osservare come la maggioranza degli italiani tratta i beni comuni) ed ancora meno morale (l'Italia è o non è, da secoli, il paese dove la furbizia conta più della competenza?) e numerose zone del Paese sono di fatto in mano alla criminalità organizzata, che quantomeno decide quanto riscuotere di pizzo, chi fare assumere, quali fornitori devono utilizzare le aziende (e poi ci chiediamo perchè non si investe al sud e non si riesce a ridurre la disoccupazione).
E questi mali sono atavici e sono tutti nostri. 
Non sono colpa dei tedeschi, dei francesi o della UE, sono dovuti alle scelte politiche degli italiani, della classe politica che gli italiani si votano e si scelgono in assoluta libertà.
Politici che sono eletti se promettono qualcosa: meno tasse, un posto di lavoro anche quando è inutile, una pensione più alta rispetto a quanto versato, oppure in anticipo. Un condono (fiscale, edilizio... anche se poi dopo al primo temporale si scopre che il condono non serve a non far esondare il torrente su cui si è costruito in spregio ad ogni norma... e la colpa torna ad essere dello Stato).
Siamo un popolo che ha avuto una buona classe politica solo nei primi anni del secondo dopoguerra. 
Come mai? Semplice: tutti i vertici delle Istituzioni, in quegli anni, venivano dalla lotta di Resistenza.
Ma la Resistenza è stata fatta da un'elìte, quindi chi era chiamato a governare o a reggere le neonate imprese di Stato (dalla Rai all'Eni, dall'IRI agli enti locali) veniva da quel ristretto numero di Italiani che aveva scelto coscientemente di combattere la dittatura.
Quando le masse (compreso quello sciagurato 46% che ancora aveva votato per la Monarchia nel 1946) hanno cominciato a far pesare le proprie scelte elettorali, ecco che la nostra classe politica è tornata ad essere mediamente pietosa.
Negli anni 70 e 80 abbiamo sciupato tutto l'abbrivio datoci dalla ricostruzione e dal Piano Marshall.E la politica ha cominciato a 'comprare' l'elettorato facendo debiti a lunga scadenza... migliaia di lavoratori e di enti inutili, pensioni erogate anche solo dopo 14 anni sei mesi e un giorno di lavoro, oppure calcolate non su quanto versato ma in base all'ultimo stipendio (magari aumentato il mese prima di andare in pensione)...
...e gli elettori (che vogliono sempre passare per incolpevoli, ma in realtà hanno la responsabilità del loro voto e delle loro scelte) hanno votato in massa per chi prometteva ed erogava favori, prebende, pensioni (e hanno rafforzato sindacati che chiedevano le stesse cose, non pensando mai al futuro)... non chi avvertiva che così facendo si indeboliva il Paese, perchè già se devi pagare degli interessi sul debito, poi hai dei costi in più e sei meno competitivo degli altri... poi sei più debole e ricattabile, visto che devi affidarti ai mercati finanziari per trovare prestiti.
Ecco la storia del perchè ci siamo ridotti così.
Ed ancora oggi la stragrande maggioranza degli italiani cerca favori, riduzioni di tasse o quantomeno trovare dei colpevoli, dentro (i 'ladri') o fuori (quei cattivoni della UE).
Ma senza i sacrifici fatti negli anni 90 per entrare nell'Euro, oggi saremmo già falliti. Chi avrebbe investito i propri denari nella svalutata ed inaffidabile liretta?
Siamo entrati nella crisi globale del 2007 come il vaso di coccio tra quelli di ferro... ed è già tanto se ne siamo usciti solo ammaccati e non affondati (grazie, appunto all'Euro e alla BCE di Draghi)... e ancora gli ignoranti sono qui che cercano dei colpevoli per i sacrifici... 
...siamo noi i colpevoli.
Lo siamo quando votiamo Berlusconi che getta via miliardi per salvare Alitalia (ed i bacino di voti che rappresenta) lo stesso che oggi voglione (ri)fare leghisti e grillini, o che promette l'abolizione dell'ICI (ma poi ovviamente da qualche altra parte i soldi li dovrà prendere, no?).
Lo siamo quando votiamo dei cialtroni che ogni giorno sparano sulla UE o sui mercati finanziari (ai quali dobbiamo il fatto di avere ancora un'economia funzionante), che vogliono spendere miliardi (che non ci sono) in prebende assurde ed incontrollabili come il reddito di cittadinanza (un regalo a milioni di lavoratori in nero, in regioni dove lo Stato non riuscirà a controllare nulla).
Via gli alibi. La responsabilità è nostra.
Ed ora dobbiamo mandare a casa questi cialtroni al governo, che rischiano di vanificare in pochi mesi i sacrifici fatti fin'ora, e di indebitare ancora di più le nuove generazioni, zavorrandone il futuro.

martedì 8 maggio 2018

Un Paese malato. Anzi: di ammalati

La stragrande maggioranza degli italiani, anziché darsi da fare in politica e per la cosa pubblica, sempre di più si richiude nell'ignoranza (non leggendo, non informandosi, non pensando) e nell'effimero egoismo.

Non è una novità, bensì un circolo vizioso iniziato decenni fa e che oggi ha raggiunto un livello davvero allarmante ...basta analizzare la maggior parte dei post pubblicati, condivisi e commentati sui social come Facebook.

La cultura, l'impegno, la conoscenza, il rispetto degli altri e la necessità di dialogare e confrontarsi con chi ha idee diverse, trovando mediazioni e minimi comuni denominatori, sono considerate inutili o persino dannose.
Ovvio che ci sia sempre più spazio per ciarlatani ed affabulatori, che soffiano odio e rendono impossibile anche un normale confronto democratico. Gli stessi partiti, quelli che sono rimasti, stanno soffrendo di questo male, vedendo ridursi i propri iscritti e, soprattutto, gli iscritti attivi. 

Francamente non vedo vie d'uscita a questa situazione. Non invidio i giovani, davvero, che si trovano a vivere in un Paese ammalato di ignoranza, presunzione e di incomunicabilità, ma che in maggior parte neppure lo comprendono :-(

mercoledì 24 giugno 2015

Tafazziani di tutta la sinistra, dividiamoci!

Questo Paese è incredibile. Ha un bisogno enorme di cambiare, ma non appena qualcuno prova a fare riforme, sembra che prima andasse tutto bene.
Io credo di poter dire la mia, visto che Renzi neppure lo avevo votato, alle primarie: a me questo governo non dispiace (considerando che a causa del porcellum berlusconiano è costretto al compromesso con Ncd): la legge elettorale dovrebbe assicurare alle prossime elezioni una maggioranza che governi, il Jobs Act è un passo avanti rispetto a ieri (oltre il 90% di contratti a termine... e un uso assurdo della GIG), gli 80 euro ai redditi bassi sono stati la prima operazione di redistribuzione del reddito da 50 anni, e sulla scuola... beh, per quel che ho potuto capire, mi trovo d'accordo.
Poi, ovvio, si potrebbe anche far meglio, ma ai maghi, ai parolai e agli sfascisti, proprio bisognerebbe dar meno credito...
...e men che meno ai soliti tafazzian-velleitari che a sinistra non mancano mai di aiutare le destre: se ieri le perfomance migliori sono state di Bertinotti, Ferrando, Rossi, Ferrero e Vendola, oggi Civati, Cofferati, Landini e Fassina sembrano avviati a prestazioni ancora più devastanti. Come saranno fieri di sè stessi, a sventolare sorridenti le bandiere rosse dell'utopia, di fronte ad un'economia mondiale globalizzata che non fa sconti. 
Per governare gli italiani ci vorrebbe Mandrake... peccato che sia un personaggio inventato... ma responsabilità e realismo, proprio non hanno spazio nei cervelli di un sacco di italiani :-( 

venerdì 23 marzo 2012

Delusione per un governo che non conosce l'equità

Rosi Bindi: "Monti forte con operai e pensionati, debole con televisioni e avvocati" "il premier usa due pesi e due misure"
Su La Stampa di oggi è pubblicata un'intervista del bravo Ugo Magri a Rosy Bindi. La ripropongo erchè ne condivido in pieno l'analisi e le conclusioni:
Monti promette che verranno evitati abusi sui licenziamenti economici. Soddisfatta, onorevole Bindi?
«Il ministro Fornero sembra dire il contrario. Forse non ci si è ancora resi conto che si tratta di materia esplosiva e per il Pd molto molto delicata».
A questo punto?
«Noi avevamo lavorato per un accordo condiviso con tutte le parti sociali e fondato sul modello tedesco. Rivendichiamo la possibilità di lavorare in Parlamento per arrivare a quella soluzione. Nei licenziamenti per motivi economici è necessario che sia un magistrato a stabilire se ci vuole il reintegro o l’indennizzo. Ci sembrava un punto di mediazione importante. Non si capisce perché sia stato abbandonato, e soprattutto come mai l’abbia abbandonato il governo».
Ve l’aspettavate un Professore così «tosto»?
«È esattamente tra le ragioni per cui gli abbiamo dato fiducia. Semmai la sorpresa sta nello scoprire un presidente del Consiglio fermissimo in alcune decisioni, non altrettanto in altre. Sull’articolo 18 la determinazione è la stessa che ci fu sulle pensioni; non mi sembra identica a quella vista sulle liberalizzazioni, sulle frequenze tivù, sulla lotta all’evasione fiscale...».
Cosa vi preoccupa, onorevole Bindi?
«I due pesi e le due misure. La mano debole con i forti, la mano forte con i deboli. Anche in campo sociale. Siccome le scelte da fare sono così dolorose e impegnative, si possono quantomeno spiegare agli italiani nella misura in cui davvero ci sia lotta alla precarietà e si applichi il principio dell’equità, sacrifici proporzionali per tutti. Io mi sono chiesta ad esempio come mai gli imprenditori non abbiano alzato le barricate contro una riforma delle pensioni che li obbligherà a tenere i lavoratori fino a 67 anni...».
Nutre sospetti?
«Non vorrei che la libertà di licenziare senza reintegro fosse l’arma offerta alle imprese per consentire loro di liberarsi del personale meno efficiente, soprattutto in relazione all’età...Sarebbe il massimo dell’ingratitudine verso una generazione che da 20 anni regge l’urto della crisi. Ma poi la vera domanda è: siamo sicuri che a fronte di tutto questo si ottenga più crescita?».
Ecco, appunto, siamo sicuri?
«Io nutro profondi dubbi. Anzi ho quasi delle certezze. Dal mio punto di vista dico che quelle sull’articolo 18 sono scelte sbagliate. Rischiano di avvitare ancora di più i meccanismi recessivi, di aggravare l’impoverimento delle fasce più deboli».
Monti è sicuro del contrario. Non si fida di lui?
«Si figuri se non sono disposta a interloquire con la competenza di questo presidente del Consiglio. La discontinuità c’è e si vede nella serietà, nel decoro, nelle persone perbene al governo, nel diverso clima tra le forze politiche. Però non possiamo pagare questa discontinuità con scelte che nel merito somiglino alle ricette del governo Berlusconi in risposta alla lettera Bce».
Forse qualcuno ha dimenticato che Monti è un liberale, per giunta all’antica...
«Io l’ho sempre saputo. E magari in Italia ci fosse stata una destra europea, liberale! Però il patto fondante di questo governo sta nell’affrontare la crisi attraverso la coesione sociale. Nel luglio 1993 Ciampi portò fuori l’Italia dal baratro attraverso un patto con le forze sindacali. E non era il capo dei comunisti, faccio notare, ma il governatore della Banca d’Italia».
Insomma, sull’articolo 18 il governo rischia o non rischia?
«Noi del Pd siamo assolutamente convinti di avere fatto la scelta giusta su Monti e su questo governo. Vogliamo rinnovarla fino alla scadenza naturale della legislatura. Chiediamo soltanto che si rispettino la dignità, la sensibilità, il punto di vista di tutte le forze politiche».
Ma avete lanciato un ultimatum...
«No, il rovescio: noi non accettiamo diktat. E nemmeno accettiamo questo accerchiamento dalle altre forze di governo. Chiediamo rispetto. Si faccia la fatica del dialogo parlamentare. Anche sull’articolo 18 si cerchino i punti di incontro, se davvero si vuole costruire per il futuro un bipolarismo meno muscolare e più civile, è l’occasione giusta».

mercoledì 7 gennaio 2009

Alcool: le solite "grida manzoniane" del nostro governo

Il Presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci (in foto), ha formulato una proposta di legge tesa a diminuire la concentrazione di alcol nel sangue consentita dalla legge dagli 0,5 attuali a 0,2 g/litro.
In una recente intervista ad omnimoto.it si è detto favorevole a quella proposta anche Antonio Tajani, Commissario ai Trasporti dell’Unione Europea (di nomina PDL, ovviamente): "...non si tratta di impedire al cittadino di bersi una grappa o due bicchieri di vino quando va a cena con gli amici o a un ragazzo che va in discoteca di impedirgli di bere due bicchieri di whisky. Noi vogliamo impedire che chi beve due bicchieri di whisky, liberissimo di farlo, non si metta alla guida della macchina. Questo chiediamo soltanto. Questo è l'obiettivo, nessuno vuole impedire il divertimento. Vogliamo soltanto impedire la morte. E se si va in comitiva, a turno chi porta la macchina o porta la moto non beve. La settimana successiva quando si ritorna in discoteca, quello che ha bevuto la volta precedente non berrà e farà bere l'altro."
Come al solito i nostri politici giocano a pulirsi la coscienza e a fare i duri e puri con il classico sistema delle grida manzoniane.
Poco importa se chi è veramente ubriaco sia già ben al di sopra (anche di due, tre volte) degli attuali limiti.
Poco importa se per ridurre gli incidenti occorra il controllo dei comportamenti e delle strade.
Come al solito, come peraltro con gli autovelox, si va a stabilire una spada di Damocle sulle persone normali che, per un bicchiere di vino a pasto o per aver fatto i 65 all'ora a cento metri dal cartello di inizio località in una giornata senza traffico, si vedranno decurtate le patenti ed i portafogli di punti e soldi, mentre i veri guidatori pericolosi, quelli ubriachi o drogati, o gli incoscienti da 200 chilometri all'ora, continueranno a rischiare esattamente come ora, visto che di pattuglie delle FF.OO. per la strada ce ne sono sempre di meno.
Come al solito, questo Governo si dimostra ancora una volta l'esecutivo degli spot, del predicare bene e razzolare male, nella splendida tradizione del bigottismo di una inesistente destra italiota.
Bleah