lunedì 20 marzo 2006

Capo del governo per diritto divino

un Editoriale di Eugenio Scalfari del 20 marzo 2006 su La Repubblica

FASSINO HA detto di lui: "È un uomo disperato". Eco ha scritto: "La democrazia è in pericolo". D'Alema: "Demagogia e populismo allo stato puro". Giuliano Ferrara: "Meglio un colpo di Stato o almeno un colpo di teatro che la noia". I suoi giornali usciti ieri in crumiraggio: "Ha conquistato gli industriali". Pininfarina dopo lo show di sabato mattina: "Confusione mentale dovuta forse allo stress". 
Fini, Casini, Calderoli: "Avanti così". (Il presidente della Camera ha aggiunto l'ombra d'una riserva: "Lasciamo da parte le polemiche e pensiamo ai problemi concreti").
Quanto a Ciampi immagino, anzi ho fondato motivo di ritenere, che sia molto preoccupato di altri atti inconsulti in queste ultime tre settimane di campagna elettorale e anche dopo, fino a quando resterà a Palazzo Chigi in attesa che il nuovo capo dello Stato nomini il nuovo capo del Governo, cioè più o meno fino ai primi di maggio, ancora un mese e mezzo di passione nel senso della "Via Crucis".

Ma chi è, che cosa è diventato il Berlusconi di questa campagna elettorale? Una scheggia impazzita di un sistema istituzionale volutamente frantumato in cinque anni di bracconaggio legalizzato dalla maggioranza parlamentare? Un eversore disposto a tutto pur di non lasciare il potere? Un caso di egolatria da manuale psichiatrico?

Per fortuna siamo ancorati all'Europa. L'Europa avrà perso gran parte della sua forza propulsiva e questo governo ci ha messo del suo per azzopparla, ma nonostante sia male in arnese ha ancora forza sufficiente per impedire che l'Italia si trasformi in una zattera alla deriva. Ha ragione Prodi quando dice che il rilancio economico e politico dell'Europa rappresenta l'obiettivo principale sul quale dobbiamo puntare fin dai primi giorni dell'auspicabile governo di centrosinistra. Lo dice anche Tremonti e Fini e Casini.

Un po' tardi dopo cinque anni durante i quali hanno dato mano (Tremonti) o hanno subito in silenzio il picconaggio delle istituzioni europee e dello spirito che le teneva in piedi. Meglio tardi che mai, ma non troppo tardi. Una conversione in fin di vita può bastare per salvarsi l'anima ma non salva la credibilità d'una politica dissennata che ci ha screditato riducendo a zero il nostro prestigio in Europa e nel mondo. 
Sabato, nel suo comizio al convegno della Confindustria, il presidente del Consiglio ha urlato dalla passerella: "Abbiamo portato l'Italia al vertice del suo prestigio internazionale e voi che girate il mondo lo sapete".

Ebbene, chi gira il mondo e ha contatti sia con la gente sia con le istituzioni di altri paesi sa che il mondo ride di noi. Siamo ridiventati oggetto di dileggio e di sconsiderazione, un pessimo esempio da non imitare per il resto del mondo che pure non brilla per saggezza e senso di responsabilità. Nella classifica della competitività economica siamo scivolati al quarantasettesimo posto, ma in quella del prestigio siamo sotto zero, alla stregua del colonnello Gheddafi e forse anche più giù. Se non ci fosse Ciampi ci avrebbero già cacciati a pedate dai consessi internazionali.

Gli imprenditori che girano il mondo queste cose le sanno benissimo, anche quelli che gridano "Silvio Silvio" quando si sentono promettere che pagheranno solo il 5 per cento di tasse se Berlusconi vincerà. Il 5 per cento? Ci credono davvero? Nemmeno le allodole si farebbero accalappiare da specchietti così fasulli.

* * *

Che cosa ha detto Silvio Berlusconi nel comizio di sabato con il quale ha travolto le regole stabilite dalla Confindustria per poter agevolmente interrogare i due protagonisti dello scontro elettorale? "Il vero e sostanziale contenuto di quella presenza è stato l'esibizione del corpo del re. Quel corpo trasuda energia, ottimismo, capacità taumaturgiche, umori, sicurezza. Ma anche odio per il nemico e sopportazione infastidita degli alleati, disprezzo per le regole, noncuranza per le opinioni altrui. Logorrea. Luoghi comuni.

"Barzellette grevi. Sessuologia da taverna. Megalomania e egolatria. E due messaggi martellati senza risparmio: il pericolo del comunismo incombente, l'incompetenza e l'immoralità della sinistra. Questo è il messaggio che il corpo del re comunica dai teleschermi da lui saldamente occupati". 
Ho scritto queste frasi in un articolo intitolato "Su tutti gli schermi il corpo del re". La data è quella del 29 gennaio scorso. Durava già da un mese l'invasione barbarica delle radio e delle televisioni in spregio alle regole del pluralismo che proprio in quei giorni Ciampi ricordava con lettere pressanti indirizzate alla Commissione di vigilanza e al consiglio d'amministrazione della Rai. Da allora è scattata anche finalmente la norma della "par condicio" che è stata applicata una sola volta nel confronto con Prodi del 14 marzo. Dovrebbe ripetersi il 3 aprile, ma dopo quanto è accaduto ieri dubito molto che quell'appuntamento e il rispetto di quelle regole arbitrate da Bruno Vespa ci saranno.

Il leader di Forza Italia ha constatato la sua incapacità di contenersi, ha assaporato l'amaro della sconfitta in quell'occasione e nell'altra immediatamente precedente con Diliberto. Ha tentato di infrangerle nella trasmissione di Lucia Annunziata conclusa con il suo clamoroso ritiro.

Penso che non vorrà rispettarle mai più. Sta giocando la sua sopravvivenza politica, la difende come i felini difendono il loro territorio, ringhiando e artigliando. 
Disperato? Non credo. Confusione mentale? Non credo. 
Berlusconi è convinto di governare per diritto divino. 
Rivolgendosi a Della Valle dopo averlo pubblicamente insultato per malefatte gravissime insinuate senza alcuna precisazione, gli ha ingiunto di dargli del lei e ha atteso che i fischi della sua claque impedissero la replica della persona offesa. A De Bortoli che moderava l'incontro, dopo aver insultato anche lui come direttore del giornale "fazioso" 24 Ore, ha detto: "La smetta di contare il mio tempo con l'orologio".

Questi sono comportamenti da re per diritto divino, non da presidente del Consiglio di una democrazia parlamentare. E mandano in solluchero i tanti italiani che hanno il Parlamento a schifo dopo averlo riempito di dilettanti, demagoghi e voltagabbana.

Narrano le storie che Carlo IX di Valois, quello della notte di San Bartolomeo, quando giocava una partita al gioco di carte chiamato les hombres con qualche suo cortigiano, intascasse comunque la posta anche se aveva perduto e alle rimostranze dell'altro giocatore rispondesse invariabilmente "non dimenticate che io sono il re".

Appunto. Per il re non valgono le regole.

Ma voglio aggiungere un parola sul caso dell'Annunziata, censurata dall'Autorità delle comunicazioni. La sua condotta nella trasmissione di cui si è tanto parlato è stata, nella parte finale, decisamente sopra le righe, ma bisogna considerarla per intero quella trasmissione. È stata il tentativo inane della giornalista di poter porre domande e ottenere risposte; impedito dall'intervistato che faceva domande a se stesso e rispondeva a quelle e a non alle domande della giornalista, contro la quale lanciava insulti di faziosità e di incompetenza.

Dopo il caso Confindustria mi sento di inviare i miei complimenti a Lucia Annunziata e mi chiedo: cosa farà Vespa se il 3 aprile Berlusconi romperà le regole stabilite? Lo ridurrà al silenzio: e se non ci riuscisse gli spegnerà il microfono o lo lascerà libero di comiziare contro Prodi? E che cosa faranno i conduttori dei vari talk show se improvvisamente il presidente del Consiglio bussasse alla loro porta pretendendo di imbucarsi in una trasmissione che non prevede la sua presenza? Gli apriranno la porta o lo lasceranno fuori? E lasciarlo fuori sarà giudicato un comportamento censurabile dall'Autorità delle comunicazioni e dal consiglio della Rai?

* * *

Ci può essere di peggio e di più grave della già grave prevaricazione di regole di pluralismo e di parità stabilite da una legge dello Stato.

Ci possono essere altri atti inconsulti. Per esempio la denuncia, fin d'ora adombrata come evento certo, di brogli elettorali in caso di vittoria del centrosinistra. 
Provocazioni compiute da provocatori di professione nel corso di cortei e manifestazioni. Spionaggio degli avversari politici e fabbricazione di falsi dossier per infangare persone scomode e testimoni imbarazzanti. Ne abbiamo avuto esempi recenti. Altri, più gravi ancora, potrebbero verificarsi nel prossimo futuro.

Capisco l'angosciata vigilanza del presidente della Repubblica, il solo possibile antemurale contro ondate di avventura da parte di gente di avventura. 
Meglio un colpo di scena che una coltre di noia? Ebbene, questo è il massimo della décadence e del nichilismo. Ne prenda nota anche la Chiesa di Roma e non baratti gli aiuti alle scuole cattoliche con la libertà e la democrazia. Lo fece settantasette anni fa. Non credo che possa ripeterlo oggi senza doverne pagare un altissimo prezzo.

Quanto alla lista dei giornali reprobi indicati dal presidente (pro tempore) del Consiglio, nella quale abbiamo l'onore di essere compresi, tutti senza eccezioni si sono sempre attenuti alla regola di registrare le notizie con oggettività ed esprimere le loro libere opinioni sui fatti.

Le notizie non sono solo quelle che promanano dalle fonti del ministero, che spesso contengono falsità palesi.

L'ultima e più clamorosa ce l'ha data lo stesso capo del governo quando ha detto che la pressione fiscale nel 2001 era del 45 per cento mentre - dati dell'Istat alla mano - superava di poco il 41. O quando ha detto che il rapporto debito pubblico-Pil ereditato dal presente governo era di gran lunga superiore a quello attuale. E che l'avanzo primario del bilancio nel 2001 era inesistente.

Quanto alle opinioni dei giornalisti e degli editorialisti, esse sono libere e costituzionalmente garantite. Ho ammirato il sangue freddo di De Bortoli sabato mattina e la sua decisione di non rispondere agli insulti ricevuti. Ed ho ammirato la compostezza di Prodi. Il leader del centrosinistra avrebbe potuto chiedere alla Confindustria un supplemento di tempo per replicare; in fondo il maggior torto è stato fatto a lui che aveva rispettato le regole di fronte all'avversario che ha occupato un tempo doppio per insultarlo insieme ai partiti della sua coalizione.

Il sangue freddo e l'accenno di sottile ironia al premier "risanato" di De Bortoli: bravissimo. Ma resta che una prevaricazione è stata consentita, molti assenti sono stati insultati, quello presente, anch'egli insultato, non ha potuto rispondere. Non mi pare che quel "forum" si possa definire riuscito.

Quanto a coloro che si oppongono a questo genere di atti inconsulti, va bene così: hanno la natura d'un boomerang, checché ne pensi l'impareggiabile Emilio Fede che è stato in pari data insignito di un Oscar televisivo. Alla comicità?

20 marzo 2006

sabato 14 gennaio 2006

Scalate, furbetti e bugiardoni

...ma non facciamo di tutta l'erba un fascio!
Il tentativo di Berlusconi di utilizzare la scalata Unipol-BNL e gli affari privati (ma eticamente vergognosi per un presidente di Unipol) di Consorte per far passare in secondo piano il caso BPI-Antonveneta sta funzionando.
Sembra veramente di essere tornati ai tempi della commissione d'inchiesta Telekom Serbia (ve lo ricordate l'incredibile teste "Conte" Igor Marini imbeccato da Taormina, Trantino & c.?).
Allora, ho cinque minuti e provo a scrivere un ragionamento da cittadino che non ha altre conoscenze se non quelle dei (molti, però) mass media.
BPI-Antonveneta
Faccenda gravissima. Per questa scalata Fiorani ha falsificato i bilanci di BPI, ha utilizzato molte finanziarie off-shore per creare (d'accordo con i furbetti del quartierino) i fondi (spesso fittizi) per la scalata.
Addirittura ha utilizzato milioni di euro che Billè ha sottratto dai fondi della Confcommercio.
Lo ha fatto d'accordo con il controllore supremo (Fazio), utilizando anche la forza lobbistica di deputati e ministri della maggioranza. Le intercettazioni (e le testmonianze) hanno chiamato in ballo Calderoli, Grillo, Brancher e qualche altro che non ricordo. La Lega probabilmente ha aiutato Fiorani anche per "asciugare il bucato" della CrediEuroord (l'incredibile Banca leghista che ha dimostrato come non tutti i leghisti sono grandi imprenditori...).
E se io fossi nel centrosinistra mi verrebbe da pensare che il buon Ricucci fosse lì anche per poi scalare, con i furbetti, il Corriere della Sera.
Berlusconi fu chiamato al telefono per essere informato subito che il primo passo (la firma dell'amico Fazio) era ok...

Unipol-BNL 
Unipol e buona parte della Lega delle Cooperative hanno cercato di scalare la BNL. Probablmene Consorte sapeva di non avere (soprattutto dopo che il Monte dei Paschi aveva deciso di non starci) le dimensioni richieste per qesta scalata.
E allora ha chiesto aiuto ai suoi amichetti.
Sì, perchè il buon dirigente cooperativo, evidentemente convinto di essere un grande capitalista, non si accontentava del misero stipendio di Unipol, e già da tempo aveva contatto con Ricucci e con gli altri furbacchini che già da tempo sfruttano la bolla speculativa e le (s)vendite del capitale immobiliare dello Stato per fare quattrini.
Il problema è che nessuno, nel centro sinistra, ha preferito abbandonare Consorte e cercare di convincerlo a lasciar perdere una alleanza così poco "politically correct". 
Probabilmente perchè anche per i DS è difficile obbligare la Lega Coop a seguire (come si diceva una volta) "le indicazioni di partito", o forse perchè c'era la speranza di cominciare a contare di più in serti settori dell'economia italiana abitati sempre dalle stesse persone e dagli stessi poteri forti.

Che i DS abbiano tifato per la Lega non mi sorprende, quindi, anche se mi spiace che non abbiano avuto la freddezza di valutare bene gli alleati con cui Consorte andava a legare la sua organizzazione...
Mi pare però di poter vedere una enorme differenza tra i due casi.
E mi pare di vedere che il centro destra è riuscito abilmente a fare "di tutta l'erba un fascio".
Per fortuna Berlusconi si è fatto scappare una puttanata da Vespa, è dovuto andare dai PM a dire che in realtà non sapeva nulla ... e ci ha fatto una figuraccia.
Forse da questo autogol ripartirà un po' di azione politica da parte del centro sinistra.
Ah, ovviamente è ovvio che le coop. sono dei "centri di potere" vicini (o in qualche modo collaterali ai partiti). 
Lo sono sempre state, fin da quando sono nate, nell'ottocento. Non a caso c'erano le coop. rosse, quelle bianche, quelle gialle etc. 
Lo sono le coop rosse con i DS, quelle dell'AGCI con i repubblicani, quelle dell'Unione con la Margherita o l'UDC. Quelle della Compagnia delle Opere con i movimenti religiosi e i partiti conservatori...
L'importante è che agiscano nell'alveo della Legge e alla luce del sole.

...che proprio B. (che negli anni di governo ha sistematicamente sistemato tutte le beghe sue e della Fininvest) si scandalizzi dalla possibilità di conlitti di interesse tra le coop. e la politica, è solo una patetica barzelletta. 
E che qualche milione di italiani ci caschino è veramente triste...
Gattostanco, 14 gennaio 2006

mercoledì 19 ottobre 2005

Il gusto delle primarie :-)

Oltre 4 milioni di italiani al voto... volontario! Incredibile
Ero un po' preoccupato. 
Gli italiani avrebbero risposto alla chiamata del centro sinistra?
Francamente che vincesse Prodi era già scritto, ma il risultato importante sarebbe stato quello del numero di partecipanti al voto. 3/400.000 votanti sarebbero stato un flop.
Sì, perchè le primarie dell'Unione sono state soprattutto una grande manifestazione politica.
4 milioni di italiani che si sono messi in fila per scrivere il proprio nome in un grande elenco di cittadini che hanno gridato, tutti in coro, la propria voglia di cambiare.
Berlusconi potrà far finta di non sentire, ma stamattina, secondo me, non sarà per niente di buon'umore...
E' stato anche divertente.
Quando si va a votare si incontrano centinaia di concittadini che entrano ed escono dalle cabine. Ma in quel momento NON si parla di politica, il voto è segreto.
Ritrovarsi a fare la fila per le primarie dell'Unione, invece, è stato come partecipare ad una grande manifestazione organizzata in giro per l'Italia. La speranza era quella di trovare della fila... altro che far presto :-D
Sguardi complici, sorrisi più cordiali tra vicini di casa... 
"toh... anche tu qui!" 
"...va la che a Silvio la banana gliela mettiamo noi!" 
"...la bandana???" 
"No zia, la ba-na-na" :-)
Adesso sopporteremo i casini di Mastella.
Le richieste di Bertinotti.
Le puttanate dei no-global e le gelosie di Di Pietro.
Ma gli elettori di centro sinistra la loro idea l'hanno segnalata.
Speriamo solo che questo grande patrimonio di partecipazione (che mica era scontato!!!) venga fatto fruttare bene.
(Gattostanco, lunedì 17 ottobre 2005) Nota del 19 ottobre: 
Ho sentito che il buon Schifani metteva in dubbio il numero degli elettori che si sono presentati alle Primarie, ponendo l'accento sul fatto che 600.000 elettori in Emilia Romagna significano, divisi tra i mille seggi di questa regione, quasi un voto al minuto. Secondo Schifani impossibile.
Ma Schifani non ha visto le file continue della gente, non ha visto l'organizzazione dei seggi (4 file diviese per sesso e cognome: donne A-H, donne I-Z, uomini A-H, uomini I-Z).
D'altronde mi rendo conto che Schifani possa avere grossi problemi a capire il significato stesso della parola PARTECIPAZIONE.
Gattostanco, 19 ottobre 2005

domenica 2 ottobre 2005

Giretto alpino 'fuori stagione'

Tre giorni di ferie gli ultimi tre giorni di settembre. Non sono certamente il periodo ideale per salire in moto tra le Alpi e per salire al Grossglockner, ma la voglia era tanta.
E allora... prepariamo le borse, una traccia di itinerario per cercare di percorrere strade nuove e sconosciute e... VIA!
Due ore di statale Romea, in mezzo alla settimana, sono una sofferenza. I camion sono un'infinità, sorpassarli è difficile. Un po' di fila (come al solito a Mestre) e con due euro e mezzo di autostrada siamo finalmente a Conegliano.

Sì perchè il Passo di S. Boldo non l'ho mai fatto, e poi da quelle parti non ho mai visto la Valle del Mis. Sono due spunti da tenere in considerazione: il Passo di S. Boldo è divertente almeno fino agli ultimi quattro o cinque tornanti, che invece sono IN GALLERIA e a senso unico alternato a causa della ristrettezza della carreggiata...
Passo S. Boldo
La Valle del Mis è un posto stupendo: aspra, selvaggia, con un bellissimo e verdissimo lago. Forse d'estate sarà anche meta fin troppo trafficata, ma oggi :-)
Valle del Mis
Valle del Mis
Valle del Mis
Solo la Ducati romba tranquilla, salendo verso le gallerie scavate nella roccia e l'uscita verso il Passo di Cibiana e le Forcella Aurine.
Passo Duran 
Adesivo di IRI sul Duran 
Passo Duran 
Cibiana
Panino tranquillamente spaparanzati al sole nella piazza centrale di Agordo e si prosegue: c'è il Passo Duran, poi il Monte Croce di Comelico poi via verso il confine di Stato, Silian e, finalmente, Dollach.
Passo S. Antonio 
Passo di Monte Croce di Comelico 
Ultimo ostacolo prima di Dollach...
Sono già quasi le sei di un pomeriggio assolato, le previsioni per l'indomani tendono al nuvoloso per la mattina con peggioramento pomeridiano... quasi quasi salgo subito al Grossglockner...
...ma le ore di guida, i tornanti superati e la voglia di una bella doccia bollente ci fanno propendere per iniziare la sosta.
Il giardino di Frau Gertrude (Pension Kah di Dollach)
Dollach 
La "nostra" Pension Kahn: Frau Gertrude è sempre gentilissima. Appena ci vede apre il garage e si accerta che la nostra stanza sia a posto. Ci tranquillizza anche per la cena: il ristorante dell'Hotel Post è aperto :-)

Ah, l'accoppiata tra l'accoglienza di Frau Kahn e le prelibatezze del Post valgono già un viaggio a Dollach: due porzioni di capriolo e cervo in umido con canederli di pane, porcini, fagiolini avvoli nel lardo con un incredibile contorno di uva e marmellata di mirtilli, due apfelstrudel affogati nella salsa di vaniglia bollente, un mezzo litro di rot wein (di quello buono), un po' d'acqua per salvare le apparenze e due schnaps... 42 euro, in un bell'ambiente e con un ottimo servizio. Ristoratori italiani, venite pure qui a studiare :-)

Il problema, poi, è come spiegare, il mattino dopo a Frau Gertrude, che non si riesce a spazzolare via l'incredibile massa di leccornie che ci ha preparato per colazione: dagli affettati appena tagliati al mezzo chilo di burro giallo e profumato, dal pane nero "fatto io" alla squisita torta "fatta io" :-)
Carissima signora: per 45 euro totali in due, in Italia non ci darebbero neppure mezza galletta.
Maltempo al risveglio... peccato

Maltempo o no, si parte comunque!
Ma, purtroppo, l'unica cosa che Frau Kahn non potrà darci, sarà la possibilità di salire al Grossglockner, perchè lassù NEVICA :-(
Lei ha telefonato due volte alla biglietteria dell'Alpenstrasse.
La seconda volta riesce a strapparci un permesso per salire almeno fino al Franz-Josef Hohe ("Ma mi rakkomando: no per Salisburgo"). Ci regala poi anche un buono ingresso omaggio per la strada (sembra che ne esista qualcuno per i fuori-stagione)... ma quando arriviamo all'ingresso la sbarra non ci viene aperta: con rammarico ci dicono che ha cominciato a nevicare anche sul Franz-Josef Hohe :-(

Con le pive nel sacco, e sotto una pioggia degna delle migliori esibizioni di Gattostanco, dopo una sosta-acquisti ad Heiligenblut ci dirigiamo verso sud, sperando di riuscire a trovare un po' di cielo terso. 
Heiligenblut 
Mah, una mezzoretta di attesa sul Passo Stalle (pausa thè bollente e ottimo apfelstrudel in attesa del verde) e la pioggia ci ha già raggiunto. E non ci lascierà sul Furcia, non ci abbandonerà sul Passo delle Erbe e fino quasi a Caldaro, dove troviamo però un buon Garnì in pieno centro con garage per la moto: il "Roten Adler".
Salendo al Passo Stalle 
Passo delle Erbe 
Caldaro 
Caldaro
Caldaro a fine settembre è piena di tedeschi, svizzeri, olandesi (e qualche italiano) appassionati di vino. Fino a tarda sera vedi centinaia di persone entrare e uscire da cantine ed enoteche con bottiglie e bottiglie. Passando vicino alle cantine il profumo del mosto è inebriante.
Non appena smette di piovere, anche se è quasi l'imbrunire, i contadini partono a razzo per proseguire la vendemmia: il tempo è poco, la pioggia può rovinare tutto questo ben di dio che ricopre tutta la vallata come uno splendido tappeto rialzato :-)
Bello stare a Caldaro a fine settembre: non sembra fine stagione. Gli alberghi sono pieni, i ristoranti pure, le strade sono frequentate ed allegre.

E all'indomani, dopo una classica colazione altoatesina, si parte per il terzo giorno: l'obiettivo è quello di riposarsi qualche ora sul Lago di Tovel e poi salire sul Monte Bondone per poi raggiungere (sempre per strade poco frequentate) il Lago di Garda.
Mele in Val di Non 
Il Lago di Tovel merita sempre una fermata (dopo aver scaldato le gomme sul Passo della Mendola, ovviamente!).
Anche se le alghe unicellulari che lo rendevano unico al mondo, da quarant'anni non ne arrossano più le acque, è pur sempre un'oasi di pace e serenità. Le auto, le moto, i pullman dei turisti sono fermati ben prima del lago, attorno al quale si può solo camminare nella speranza di vedere uno dei 21 orsi che abitano da quelle parti.
Lago di Tovel 
Lago di Tovel
Dopo una bella passeggiata, la sosta al Ristorante Miralago, al sole e con un buon mezzo litro di Teroldego ad annaffiare formaggi e affettati, è veramente una delle cose più belle che si possano pretendere nell'ultimo giorno di settembre.
Lago di Molveno 
Lago (e castello) di Toblino 
Con calma ci rimettiamo in moto. Grazie ad AutoRoute ed al GPS evitiamo le strade più trafficate e andiamo a cercare la partenza della salita al Monte Bondone.
La strada (e le curve) sono splendide, da ritiro della patente. 
Peccato che là in cima, a rovinare la splendida vista sulla piana di Trento e sui non lontani monti pallidi, ci siano costruzioni orrende e alberghi abbandonati... che danni che ha provocato il boom incontrollato del turismo invernale :-(
Sul Monte Bondone
La discesa verso ovest è sicuramente meno sportiva ma su una stradina asfaltata di fresco e in mezzo ai boschi. Passiamo tra paesini che il turismo non sanno neppure cos'è, per giungere infine al Passo Bordola (un nastro d'asfalto non più largo di quello del ben più famoso Gavia) e vedere presto la vegetazione più mediterranea che si affaccia sul Garda.
Lago di Cei 
Passo Bordola 
Lago di Garda
A Torbole, però, la nostra gioia scompare: in questo venerdì sera di fine settembre si stanno portando sul Garda migliaia di auto, pullman, camper. Tre alberghi sono pieni, il quarto ci offre camera e colazione per 44 euro a testa (e sembra che ci faccia un favore...). 
Fanculo: guardo Claudia e ci capiamo al volo: in due ore e mezza di autostrada siamo a casa. 
Ci siamo divertiti come matti, nonostante la delusione della neve sul Grossglockner: chi ce lo fa fare di stare in un posto dove ci si pesta i piedi anche a fine stagione?

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Le mappe dell'itinerario:





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Consigli utili:

Pernotto e colazione a Dollach/Grosskircheim:
Fruhstuckpension Haus Kahn - Dollach 73 - Tel/Fax: +43(4825)230
"La pensione Kahn (certamente non recente nel mobilio o nelle dotazioni) è tenuta benissimo. La gentilezza di Frau Gertrude è fantastica. La colazione sfamerebbe una compagnia di KaiserJaeger. Il giardino è attiguo alla stalla, dove vive (benino, mi pare) anche un simpatico pony a disposizione dei piccoli ospiti..."
Prezzi 2005: pernotto + (splendida) colazione: 45 euro in due!

...e ovviamente cena a Dollach/Grosskircheim:
Ristorante Hotel Post - Dollach 83 - Tel. +43(4825) 205 19
Il locale è ospitato in una delle costruzioni più antiche di Dollach. La sala è molto accogliente, raccolta e arredata con gusto. Il servizio è cortese e veloce. Prezzi 2005: due porzioni (da piatto unico!!!) di capriolo e cervo in umido con canederli di pane con porcini, fagiolini avvoli nel lardo con un incredibile contorno di uva e marmellata di mirtilli, due apfelstrudel affogati nella salsa di vaniglia bollente, un mezzo litro di rot wein (di quello buono), un po' d'acqua per salvare le apparenze e due schnaps... 42 euro

Pernotto e colazione a Caldaro sulla Strada del Vino (BZ):
Pension Roter Adler - 39052 Caldaro Sulla Strada Del Vino (BZ) - Goldgasse, 4
In pieno centro ed in un antico palazzo, ma raggiungibile in moto e con garage a disposizione. Ottima la colazione e la cortesia dei gestori.
Prezzi 2005: pernotto + colazione: 34 euro a testa.

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P.S.: ehm, l'indomani, nonostante i chilometri percorsi tra le Alpi, non siamo riusciti a lasciare ferma la moto. E allora vai con gli appennini: Raticosa, Futa, Giogo, Colla... e poi dicono che le Ducati sono scomode :-D 
Lamps

Gattostanco, 2 ottobre 2005

giovedì 15 settembre 2005

L'ultima legge ad personam. E l'Italia affonda!

Per Berlusconi le elezioni sono come i processi: quando sa di perderli li aggiusta (ElleKappa)

La legge-truffa elettrorale è l'ultima vergogna di un Italia che sta sprofondando nella disistima del mondo intero e dei propri cittadini che si sentono imprigionati in un Paese governato da una cricca inaffidabile dalla quale non sanno più cosa aspettarsi...
... e intanto Fazio è ancora lì, il debito pubblico è cresciuto a dismisura negli ultimi mesi, la Finanziaria non si sa neppure cosa sia, la scuola pubblica e la ricerca sono allo stremo, gli imprenditori non sanno più cosa prevedere per il 2006... 
(Gattostanco 14 settembre 2005)

L'ultima legge ad personam

di EZIO MAURO da 'Repubblica' del 14 settembre 2005

QUANDO dicevamo che l'agonia politica di Berlusconi sarà una stagione terribile, in cui maturerà il peggio, non immaginavamo questo: un cambio in corsa delle regole del gioco a pochi mesi dal voto, con un ribaltone improvviso dal maggioritario al proporzionale e una nuova legge elettorale tagliata a colpi di maggioranza sulle esigenze del centrodestra, come un doppiopetto del Cavaliere.

Dieci anni di maggioritario, un sistema che ha saputo garantire per due volte l'alternanza al potere della destra e della sinistra, vengono dunque bruciati in un falò privato ad Arcore, sacrificati all'incapacità delle forze del Polo di trovare una ragione politica per stare insieme.

Il risultato è paradossale. Divisi su tutto e separati in casa, Udc e Forza Italia ricorrono alla superstizione estrema del proporzionale, ma lo fanno con due progetti politici opposti e inconciliabili. Casini e Follini vogliono cambiare la legge elettorale per riprendere piena libertà di movimento e liberarsi per sempre di Berlusconi. Il Cavaliere concede il cambiamento per la ragione opposta: imprigionare ancora i centristi in questa campagna elettorale, fingendo che l'intesa possa continuare, e la sua leadership anche.

In realtà è l'istinto della fine che guida l'azzardo di Berlusconi. Poiché in questo paesaggio politico, istituzionale, normativo, ha già perso, il Cavaliere prova a cambiare quadro e paesaggio. Annunciando di essere pronto a ogni forzatura, anche nelle regole. 
La prima è una legge disegnata sulle esigenze attuali del Polo, che trasforma in handicap elettorale la morfologia del centrosinistra.

Con lo sbarramento al quattro per cento, com'è noto, i piccoli partiti (come i Verdi, i Comunisti Italiani, lo Sdi, il movimento di Di Pietro) portano voti alla coalizione cui appartengono, ma non prendono seggi. 
Ed ecco che nella nuova legge elettorale il premio di maggioranza non va alla coalizione che prende più voti, ma più seggi, in modo che se anche l'Unione confermerà i sondaggi vincendo con una larga maggioranza di voti, potrebbe trovarsi con questo artificio minoranza in Parlamento. (...)

domenica 17 luglio 2005

Riflessioni di mototurista

Qualche chilometro in collina, un cimitero di guerra sulla Futa, la pace nella nostra Europa!


Domenica mattina, di buon ora a causa del caldo già asfissiante della pianura a metà luglio, Claudia ed io partiamo per la collina. Girettino tranquillo: Imola, Sassoleone, Passo della Raticosa, Passo della Futa, panino e Sangiovese al passo del Giogo, poi Scarperia, Passo della Colla, da Marradi l'attraversamento a S. Benedetto in Alpe, il Muraglione, il Valico di Croce ai Mori, il Passo della Calla e (finalmente) a casa dopo 380 chilometri :-) 
Ma questa è la normalità di chi abita da queste parti e vuole vincere l'arsura di luglio senza buttarsi a mollo nell'Adriatico tra una partita di racchettoni ed un ghiacciolo...
Il giretto domenicale, però, mi ha portato ad impegnare una mezz'oretta fermandomi al cimitero della Wehrmacht al Passo della Futa. Ci sono sepolti oltre 30.000 militari che difendevano la linea gotica nell'inverno 1944/45.
Non è un sacrario imponente e monumentale come può essere quello italiano di Asiago. Anzi. E' sobrio, costruito con il vile cemento. Ma è vasto e ricopre un'intera collinetta ad un paio di centinaia di metri dalla cima del passo. Le lapidi sono allineate nel'erba sempre tagliata con attenzione. Due bandiere (una italiana ed una tedesca) sventolano in cima al monumento (aperto ai visitatori) al centro del cimitero. Vi sono ospitati gli ossari di intere divisioni.
Leggere tutti quei nomi, le date di nascita (dal 1900 al 1926) e la morte (da metà del 44 a marzo 1945) fa venire la pelle d'oca. E voglia di riflettere.

Sì, perchè se la prima guerra mondiale è ormai molto lontana da noi, il Secondo Conflitto ci è meno distante.
E allora a vedere questi due tedeschi con una piccola coroncina di fiori da portare su quella tomba di un soldato che oggi potrebbe essere ancora un arzillo ottuagenario mi ha fatto pensare all'importanza dell'Europa. 
Da decenni in questo continente non ci scanniamo più tra di noi. Le frontiere ci sono state aperte, l'economia sta diventando continentale, abbiamo una stessa moneta.
I nostri giovani studiano, lavorano, stanno insieme a coetanei francesi, tedeschi, inglesi e si sentono sempre più europei.

Il cimitero tedesco della Futa, dove sono sepolti 30.000 tedeschi che, per fortuna, sono stati sconfitti dagli AngloAmericani, è un incredibile monito a non dimenticare. 
E a dare la giusta importanza a quanto i governi europei più illuminati che si sono susseguiti in questi sessant'anni hanno fatto per dare un futuro di pace e di unione a questo continente.

Ecco, questa è la riflessione che facevo, via interfono, scendendo dalla Futa verso il Passo del Giogo.
Poi, per mia fortuna, non c'erano più trincee o croci, ma un ottimo panino ed uno splendido Sangiovese all'ombra delle foglie mosse dal vento :-) 
La passione per la moto è anche questo, in una afosissima domenica di luglio!

Gattostanco, 20 luglio 2005