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sabato 4 maggio 2024

#WeRideAsOne 2024

Sabato 4 maggio Ducati ha chiamato a raccolta la propria community per celebrare l’orgoglio di appartenere alla grande famiglia di Borgo Panigale.

Ognuno dei 347 Ducati Official Club di tutto il mondo ha organizzato un uscita con i propri iscritti e così nel 2024 sono stati oltre 18.000 i Ducatisti, in più di 50 nazioni, a prendere parte all'iniziativa.

Non poteva mancare l'Ente Tutela Pomponi Romagnoli, che dopo il ritrovo presso Moto Europa, si è diretto verso le valli di Comacchio, Comacchio, Lago delle Nazioni e Casalborsetti, per poi rientrare a Moto Europa




















lunedì 7 maggio 2018

Caro Claudio (Domenicali), in MotoGP c'è qualcosa che non ci piace

Caro Claudio,
credo tu sappia perfettamente che, per molti appassionati, la Squadra Ducati non è un normale team. Rappresenta il vertice della propria passione sportiva e tecnologica per ciò che viene progettato, sviluppato e prodotto a Borgo Panigale.
Quando saliamo sulla nostra Ducati, quando assistiamo ad una gara di MotoGP o di Superbike, quando illustriamo in ogni dettaglio la nostra moto ad uno sconosciuto che ci chiede qualche ragguaglio tecnico in cima a un passo alpino, noi non pensiamo più di tanto ai piloti che corrono in pista o agli sponsor dei team, bensì alle sensazioni, ai ricordi, al gusto, che sono proprie di quella Fabbrica della Motor Valley emiliano romagnola.
Ecco perchè, nella scelta dei piloti e nella conduzione delle squadre ufficiali, credo che Ducati debba porre molte più attenzioni rispetto a ciò che può avvenire nei team privati.
Chi corre per Ducati un po' ci deve rappresentare.
Non deve essere solo veloce, ma deve dimostrare attaccamento al Marchio, correttezza, sportività, onestà intellettuale. Deve essere un esempio positivo, perchè non corre per sè stesso o per i suoi sponsor, ma rappresenta la Ducati, quindi, in definitiva, anche tutti i Ducatisti.
Non a caso per il 'popolo ducatista' i Falappa, i Chili, i Capirossi, i Bayliss, rimangono degli esempi e degli 'amici' anche quando l'attività sportiva li porta a gareggiare qualche anno con altre moto o ad appendere il casco al chiodo... ma gli anni passati in quel modo alla guida delle Ducati non saranno dimenticati, anche al di là dei risultati conseguiti, perchè è il MODO di essere stati Piloti Ducati, l'empatia con gli appassionati ducatisti, che li ha posti di diritto nel Museo desmodromico diretto da Fabio Taglioni.
Caro Claudio,
ciò che sta accadendo nelle piste della MotoGP a mio modestissimo parere non è in linea con ciò che mi aspetta da Ducati Corse
In questi anni ci siamo vergognati delle 'uscite' di Iannone, delle cecità di Lorenzo sulla Mappa 8, delle gare dove Pirro, wild card, doveva rallentare per non umiliare il quattro volte campione del mondo sorpassandolo a qualche giro dalla fine.
Ieri, a Jerez, abbiamo visto Lorenzo lasciare andare Marquez, nella manifesta impossibilità di fermarlo o stargli dietro, senza però porsi il problema di lasciare passare il proprio compagno di squadra che aveva un ritmo migliore e delle gomme che avrebbero potuto arrivare in fondo in condizioni migliori.
L'incidente è stata una sfortuna, certo (ma anche un errore 'chiudere' così la traiettoria), ma anche la conseguenza dell'atteggiamento di cui sopra.
Caro Claudio,
so che in Ducati Corse ci sono professionalità e competenze splendide. Il sottoscritto non è certamente in grado di dire cosa debbano fare e quali provvedimenti prendere Dall'Igna, Ciabatti, Tardozzi. Però, da appassionato, che guarda una gara e che il mattino 'monta' sulla propria Multistrada accarezzandone la fiancata e godendone delle splendide sensazioni, mi permetto di dire che così non va.
Se il buon Dovizioso in questi anni ha vestito con molto garbo, anche nei momenti difficili, la tuta del Ducatista, non ci ha mai fatti vergognare, neppure quando finiva in posizioni non proprio di vertice e non ha mai sparato a zero contro la Casa, se lo stesso lo stanno facendo Davies e Melandri in SBK, pur lottando spesso con mezzi impari contro le quattrocilindri... è evidente che nel Team di MotoGP oggi c'è qualcosa che non va.
Quindi, caro Claudio, vedi di fare in modo che non ci si debba più incazzare come pantere nel vedere comportamenti come quelli visti a Jerez domenica scorsa :-) :-) :-) 

lunedì 6 novembre 2017

Orgoglio Rosso (no, i comunisti non c'entrano, anche se l'Emilia Romagna sì) ;-)


Ieri sera lo show mondiale in diretta streaming (anche su SKY, ma io non pago per vedere la TV, quindi mi sono collegato via web) di Ducati, che ha così anticipato di qualche giorno l'EICMA per la presentazione dei Modelli 2018. Evidentemente erano tanti i ducatisti collegati, perchè il server ha sofferto e balbettato un bel po'. 
Ma non è stata solo la presentazione dei modelli nuovi. E' stato davvero uno show, con i Piloti, il management, le community di ducatisti. Un Evento, che come ha giustamente rilevato l'arguto Riccardo Matesic su Netbikers, non aveva il limitato scopo di svelare i modelli nuovi, bensì a dare un'immagine forte di squadra, di azienda in grado di competere a livello globale ma anche di conservare un'identità forte ed unica. Ed in questo Claudio Domenicali, a mio avviso, è stato davvero bravo.
Ducati è nella Motor Valley italiana, rappresenta una bella fetta di storia e tradizione italiana del motociclismo. Una storia certamente più recente (ma anche più vicina a noi appassionati praticanti di oggi) di altre, come ad esempio Moto Guzzi, Mondial, Laverda & c., ma certamente da alcuni lustri più sentita e coinvolgente… il Desmo dell'Ingegner Taglioni, le vittorie in SBK, la sfida della MotoGP, il rumore inconfondibile delle frizioni a secco e la snellezza delle linee della 916 disegnata da Tamburini, e poi le splendide ed inconfondibili 1098 e Panigale che si incontrano oggi sui Passi alpini ed appenninici… senza dimenticare le decine di migliaia di appassionati che per anni hanno pistolato i Monster per renderli tutti uno diverso dall’altro ;-)
Questo, imho, è l’orgoglio ed il senso di appartenenza di Community unica, un Popolo Rosso (quella appunto dei Ducatisti) che Domenicali ha voluto rafforzare, in un momento nel quale è sempre più difficile affermare le proprie peculiarità e diversità (tra normative Euro4 e scopiazzature cinesi).
Non credo sia facile, per Ducati, concorrere contro colossi multinazionali del calibro di Honda, Yamaha e Kawasaki… ma la piccola azienda italiana che spesso si prende delle belle soddisfazioni facendo suonare l’Inno di Mameli sui circuiti, e che ti fa parcheggiare la tua Ducati quando vai a Borgo Panigale a visitare la Fabbrica o il Museo… beh, è una bella storia, che se la sai raccontare hai già mezzo venduto duemila moto in più 😉
Sulle moto presentate (premesso che sono di parte, perchè un po’ tifoso delle Rosse di Borgo Panigale…): secondo me da qualche anno in Ducati non stanno sbagliando nulla. E anno dopo anno stanno pure migliorando il migliorabile sui modelli in listino.
La Multistrada DVT per me è meravigliosa. Qualcuno si lamenta del ‘buco’ d’erogazione? O qualche crucco dice che c’è qualche oscillazione sulle autobahn a 200 all’ora? E loro ti fanno il 1260 e ci piazzano un forcellone più lungo. Ma rimane bellissima perchè è solo un restyling di mezza-carriera della My2015 (che comunque ergonomicamente è perfetta, così come per il comfort).
La Panigalina 950 è perfetta (e bellissima) per chi vuole divertirsi con una moto sportiva senza l’assillo del cronometro… cioè, immagino che la moto vada anche parecchio, ma non ha certamente le prestazioni dei 1000 plurifrazionati o della Panigale V4.
Le Scrambler sono divertentissime già ora (la Desert Sled in primis), con la 1100 ora ci si andrà anche forte.
La Panigale V4… beh, quella serve per dare la caccia a Rea, quindi è una sorta di Desmosedici con targa e fanali (però, in foto pare anche bellissima, mantenendo una snellezza e sportività che spesso manca alle quattrocilindri della concorrenza).
Tutto rose e fiori?
Ovviamente no. Ad esempio i prezzi sono sempre sensibilmente alti, e la manutenzione costa sempre un po’ di più di quella della concorrenza.
E’ vero che si tratta di moto quasi tutte incasellate nei cosiddetti ‘segmenti premium’ (e nessuno, se si compra un’auto di alta gamma Mercedes, Audi & c., pensa di spendere come a comprare una Ford e di spendere le stesse cifre nei tagliandi)… però il prossimo step di miglioramento potrebbe essere diretto a ridurre un po’ questo gap che spaventa molti motociclisti.
In bocca al lupo, Ducati!

lunedì 22 maggio 2017

Ciao Nicky

Un prezzo davvero troppo alto, assolutamente inaccettabile, per un momento di disattenzione. Pare assurdo che un allenamento in bici possa uccidere un Campione di MotoGP e Superbike come Nicky Hayden, eppure... Ciao Nicky, riposa in pace :-(