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giovedì 13 novembre 2014

Arrendersi all'ignavia dei motociclanti italiani

Il Coordinamento Italiano Motociclisti è sorto due anni fa dalle 'ceneri' del vecchio CM, che per vent'anni aveva provato a portare avanti la rappresentanza e la tutela dei diritti degli utenti delle due ruote a motore.
In quei vent'anni, il CM non era mai riuscito a strutturarsi davvero. Troppo pochi gli iscritti (e quindi le risorse), troppo pochi gi attivisti (e quindi scarsa la capacità di incidere sulle scelte di chi scrive le leggi, emana le ordinanze, decide limiti, divieti, tariffe, etc.).

In più d'uno, tra coloro che in qualche modo si sono avvicinati al CM, abbiamo sempre messo il dito su alcune debolezze della struttura di vertice, che poi sembravano diventare esse stesse causa della scarsezza dei risultati: una certa disorganizzazione, funzionamento dell'Associazione lasciato più alla volontà ed alla fantasia dei singoli che non a norme e meccanismi certi, il non puntare decisamente su una diffusione territoriale sull'esempio francese, un uso del web non all'altezza dei tempi.


Oltre due anni fa decidemmo di rifondare tutto: un'Associazione nuova, con uno Statuto e delle regole certe, un nuovo sito internet, una piattaforma (forum interno) in grado di far lavorare 'in gruppo' i volontari anche a distanza, condividendo le proprie esperienze e professionalità e... tanta voglia di rinnovarci davvero.


Sulla base di queste novità e di una chiarezza a prova di dubbi, siamo partiti con una campagna incentrata sul "VOGLIAMO TE", con la quale abbiamo lanciato l'appello ad avvocati, pubblici amministratori, assicuratori, giornalisti e addetti agli uffici stampa, esperti informatici e web, affinchè si unissero al CIM, offrendo la possibilità di contribuire all'attività di tutela e rappresentanza degli utenti delle due ruote lavorando insieme, tramite la rete, nel tempo libero che ognuno di noi ha, e mettendo a disposizione del Coordinamento le proprie capacità e professionalità.

Abbiamo lanciato questa campagna sui forum di motociclisti, nei gruppi di Facebook, sulle riviste di settore, con volantini distribuiti in qualche Salone, Raduno o affissi in più di un Passo appenninico....
Chi dice di non averla vista, portata avanti per ben più di qualche mese, o è molto disattento a tutto ciò che non è il solito tette-sgommate-birra&salsiccia, oppure non legge e non si informa...

Beh: i risultati di questa campagna che puntava ad avere un CIM in grado di realizzare proposte di legge, di interagire con il Parlamento e con Enti ed Istituzioni, di fare consulenza e lobby in tema di assicurazioni, pedaggi, limiti e divieti, sono stati pressochè nulli.

Evidentemente gli utenti delle due ruote che nella vita sono avvocati, pubblici amministratori, giornalisti & c., di offrire qualche ora mensile delle proprie capacità e conoscenze a favore di tutti i motociclisti, di voglia proprio non ne hanno avuta.

Eppure abbiamo dimostrato che, con un po' di buona volontà, è possibile farsi sentire.

I 'quattro gatti' del CIM si sono visti sui principali organi di stampa (e non solo di settore) sui ventilati pedaggi sui passi alpini e sullo Stelvio, sui pedaggi autostradali, sulle campagne di caccia al motociclista e sui limiti assurdi sui passi appenninici, sui divieti a Roma, sui parcheggi a Ravenna (dove abbiamo ottenuto risultati tangibili).
Tutto questo, però, lo abbiamo fatto contando in tutto su poche centinaia di sostenitori a livello nazionale, e poche decine di soci 'attivi', impegnati cioè a scrivere, organizzare, distribuire il materiale, partecipare ai saloni ed ai momenti di rappresentanza.
E questo, ovviamente ha avuto ripercussioni anche rispetto a quello che già si era messo in cantiere: come la stampa e la distribuzione delle tessere, dei materiali, dei gadget... che alla fine è pesata esclusivamente sulle spalle di pochi appassionati, alcuni dei quali giustamente 'scoppiati'.

In sintesi, il mio giudizio sul risultato di questi due anni del CIM:

- troppo pochi, Soci, Sostenitori, diffusione sul territorio, per contare davvero;
- troppo poco, per continuare così;
- troppo disarmante, per chi ha impiegato tempo e denaro a favore della 'categoria';
- troppo triste, quando si confronta la voglia di darsi da fare italiana, con l'esempio delle Associazioni di rappresentanza come quella francese...

Personalmente, come responsabile del Gruppo d'Intervento Locale di Ravenna e come collaboratore dell'Ufficio Comunicazione nazionale del CIM, io getto la spugna.


Se qualcun altro vuole portare avanti il Coordinamento a Ravenna, o si decide a dare una mano al Coordinamento, contatti pure la presidenza nazionale. Il CIM sta cercando ancora di andare avanti, con questa operazione di CROWDFUNDINGhttp://www.derev.com/supportacim

...io credo che non ce la faranno, ma ovviamente spero di sbagliare...

Io credo che non ce la faranno perchè gli italiani, purtroppo, sono così: 'Franza o Spagna, purchè se magna', 'A dà passà a nuttata...', se questi sono modi di dire conosciuti e diffusi, purtroppo, un motivo c'è.
In altri popoli c'è un rapporto diverso con le Istituzioni e le regole: se le regole non piacciono, ci si dà da fare, organizzandosi, per cambiarle.
In Italia va molto più di moda lamentarsi, chiedere che qualcun altro faccia qualcosa, e poi cercare, contando sulla propria 'furbizia', di infischiarsene.
Bene: a me questo modo di essere italioti non piace, ma contro i mulini a vento, neppure Don Chisciotte ha potuto più di tanto.
Quindi mi inchino all'italiotismo, che continua a dar quattrini alla FMI di quel Sesti per cui è impossibile scrivere una norma per permettere alle due ruote di 'rimontare le file', a quel Sesti che fa accordi con la Forestale di Arezzo e regala pure a quel Comando delle moto pagate con le tessere degli iscritti alla Federazione. Bravi: tenetevelo stretto, lui sì che rappresenta gli utenti delle due ruote :-(
E, mi raccomando, continuate pure a spendere i vostri soldi nei raduni birre-tette&salsicce, così facendo crescerà un sacco la vostra cultura e otterrete grandissimi risultati in tema di pedaggi autostradali, limiti di velocità, sicurezza dei guard rail, divieti di circolazione.

Un lampeggio, l'ultimo, per quanto mi riguarda. come Gruppo d'Impegno Locale del Coordinamento Italiano Motociclisti di Ravenna.

Giancarlo Gattelli (gattostanco)

martedì 3 dicembre 2013

Un natale senza Babbo Natale

Ciao Paolo!
Non so se qualcuno dei miei quattro lettori ll'abbia conosciuto. Io sì.
E' difficile ricordare Babbo Natale senza rischiare di essere tacciati di retorica. Eppure Paolo Schiannini era davvero speciale: uomo di una grande cultura ed intelligenza, ironico ed autoironico, curioso, simpatico, amante dei piaceri della vita.
Non se la tirava mai e non si tirava mai indietro se c'era da fare ...anche e soprattutto per gli altri appassionati delle due ruote.
E Babbo Natale ci mancherà ogni giorno, anche a chi come me era abituato a ritrovarlo solo un giorno all'anno, magari sotto i ghiacciai del Monte Bianco al Memorial Spadino, per un abbraccio. 
Anno dopo anno, invecchiando serenamente ma rimanendo giovani grazie a quella passionaccia per le due ruote e alla voglia di combattere per i diritti di chi come noi ha il cuore su una moto (Paolo aveva accettato di fare il vicepresidente del Coordinamento Italiano Motociclisti, carica lasciata qualche mese fa a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute).
Da ieri sera il mondo è senza Babbo Natale. Quello vero non c'è più. 
Non raccontatelo ai bambini, ma noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscere il vero Babbo Natale, quest'anno faremo una gran fatica a far festa.
Sul sito del CIM è possibile lasciare un ricordo: Un Natale senza Babbo Natale
Ciao Paolo... anzi: Babbo Natale :-(

giovedì 6 giugno 2013

Ma quali motociclisti rappresenta la FMI?


Paolo Sesti, Presidente FMI, ha recentemente dichiarato, in un intervento riportato sul sito ufficiale della Federazione: 'Ringrazio le Autorità e il Corpo Forestale dello Stato per il loro impegno nella campagna Defend ife'http://www.federmoto.it/home/ctl/details/mid/693/itemid/17300.aspx

Che tristezza.
Ma la FMI sa come si sono comportati i Forestali l'estate scorsa? 
Sa che i ricorsi presentati dai motociclisti sanzionati sono stati accolti, nel corso di questo inverno, dai Giudici di Pace (ma nessuno potrà restituirgli il mese passato senza patente e senza moto)? 
Sa che quando il Coordinamento Italiano Motociclisti ha inviato una lettera aperta alle Istituzioni, criticando il metodo utilizzato e chiedendo un confronto alla luce del sole, il Comando del C.F.S. di Arezzo lo ha 'segnalato' alla Procura, anziché rispondere? 
Sa che Motociclisti, Mototuristi, rivenditori di moto, abbigliamento e accessori sono incazzati neri, così come gli esercenti di bar e ristoranti lungo le strade dell'Appennino? E che addirittura alcune Associazioni di categoria dell'artigianato hanno ufficialmente condiviso il punto di vista e le preoccupazioni del CIM?
Ma chi rappresenta Sesti? 

Quali motociclisti (veri) conosce? 
Non è ora di smettere di alimentare questa macchina burocratica, vecchia, inutile, clientelare, che si chiama FMI??? 
O almeno, da parte di chi gli paga una tessera molto più costosa di quella del CIM, di FARSI SENTIRE????

Quello del Coordinamento, invece, è a mio modo di vedere, come si fa azione di rappresentanza:
Un lampeggio!

lunedì 8 aprile 2013

Memorial Spadino 2013, un'edizione importante

Anche nel 2013 il Coordinamento Italiano Motociclisti ha organizzato la tradizionale edizione del 'Memorial Spadino', la commemorazione giunta alla quattordicesima edizione, da quest'anno organizzata dal CIM, che è stata fortemente voluta e ideata per ricordare l'estremo gesto di solidarietà compiuto da Pierlucio Tinazzi, chiamato "Spadino", durante l'incendio che avvenne nel tunnel del Monte Bianco il 24 Marzo 1999.

Cosa avvenne: Non appena venne segnalato l'allarme per l'incendio dell'autotreno nel tunnel, Spadino entrò con la sua motocicletta nella galleria, nel tentativo di prestare soccorso alle persone che erano nei veicoli entrati prima del blocco del tunnel. L'ultima azione che riuscì a compiere fu di portare una persona che stava male per il fumo in una cabina di sicurezza. L'incendio però si propagò velocissimo, violento e per oltre 50 ore, e quella cabina non riuscì a farli sopravvivere.
Da allora ogni anno viene organizzato il Memorial Spadino, una commemorazione per ricordare la generosità e la solidarietà di un uomo, di un motociclista, quindi di uno di noi, che volle impegnarsi per gli altri senza pensare alla propria incolumità. Un raro gesto di altruismo che venne riconosciuto con la Medaglia d'Oro al Valore Civile.

Ma in questa occasione il CIM vuole anche ricordare tutte le vittime di questo incidente, coinvolte in un evento che, come risulta dal processo che ne è seguito, avrebbe potuto avere una diversa evoluzione se la sicurezza all'interno del tunnel fosse stata gestita in modo diverso. E vuole anche ricordare l'impegno delle squadre di soccorso, Italiane e Francesi, che si sono impegnate continuamente per oltre 50 ore per cercare di spegnere l'incendio, agendo anche loro in una situazione di forte rischio, dove anche un vigile del fuoco francese ha perso la vita.
Sul sito del Coordinamento si ricorda come "successivamente a questo evento il tunnel è rimasto chiuso per tre anni, le strutture di sicurezza del tunnel sono state totalmente riprogettate e sono state anche modificate le procedure di emergenza. Oggigiorno non è più possibile che si ripeta un evento come quello del 1999, ed è una dimostrazione che quando si vuole fare davvero qualcosa per migliorare la sicurezza di circolazione, è possibile ottenere risultati concreti".

Da sempre il Memorial Spadino è un evento che per un giorno fa ricordare il valore della solidarietà tipica dei motociclisti, che per un giorno riporta alla attenzione delle Istituzioni l'importanza della sicurezza delle strutture in cui si svolge il traffico veicolare, ma da questa edizione il CIM ha chiesto che il ricordo non si limiti ad un giorno solo, ritenendo infatti che il ricordo di quanto avvenuto debba essere mantenuto vivo per i restanti 364 giorni dell'anno. E che i motociclisti si rendano conto di quanto sia importante la solidarietà e di come le situazioni relative alla sicurezza possano cambiare, quando lo si vuole davvero. Spetta quindi ai motociclisti mostrare la loro solidarietà restando uniti, come lo sono sempre stati sul piazzale del Tunnel, per tenere alta l'attenzione delle istituzioni sulle problematiche della sicurezza stradali, perché la scarsa sicurezza delle strade, a partire dalla questione dei guard rail, è qualcosa che ci riguarda tutti i giorni dell'anno.

Chi partecipa al Memorial Spadino partecipa al ricordo della estrema solidarietà mostrata da un un motociclista in un momento di crisi. E' però necessario che la la partecipazione non si limiti ad un solo giorno: "un modo per portare avanti tutto l'anno l'impegno per la nostra sicurezza è quello di partecipare al Coordinamento Italiano Motociclisti, restando aggiornati sulle attività che il CIM svolge e sugli eventi che verranno organizzati", è l'appello del Coordinamento, che condivido e sottoscrivo...

L'edizione 2013 è stata un successo, nonostante il maltempo che ha imperversato nei giorni precedenti in tutta Italia e nella stessa giornata del 7 aprile tra Liguria, Piemone e Lombardia, che ha quindi portato molti motociclisti a rinunciare. Nonostante questo, fonti giornalistiche indipendenti hanno contato circa 3.500 moto per 5.000 partecipanti complessivi, tra italiani e francesi. E il lunedì successivo, davanti a tutte le edicole della Val d'Aosta, la locandina de La Stampa era questa:

E la Gazzetta Matin ha raccontato così l'iniziativa:

Oltre 3.500 moto al Memorial Spadino:
«la sicurezza sulle strade è un tema trasversale 

Prima di alzare i caschi al cielo per quella 'guardia d'onore' che i motociclisti tributano da 14 anni a Spadino, Pierlucio Tinazzi, il motard che perse la vita nel tragico rogo del tunnel del Monte Bianco - il presidente del Coordinamento italiano Motociclisti ha esortato i motociclisti «a impegnarsi ogni giorno, non soltanto in occasione del memorial Day, sul tema della sicurezza stradale. Solo con l'impegno di tutti e a fianco delle istituzioni - ha detto Marco Polli - si potranno cambiare le cose, l'impegno per la sicurezza coinvolge tutti, il disinteresse rende complici delle situazioni che creano vittime». «I valori che oggi voi testimoniate - ha detto il sindaco di Courmayeur Fabrizia Derriard rivolta ai motociclisti - come la solidarietà e la capacità di mettersi al servizio degli altri - sono qeulli che dovrebbero essere i valori di tutti, in ogni gesto quotidiano». Secondo i primi dati, sono state oltre 3500 le motociclette ritrovatesi al piazzale del Monte Bianco, oltre 4000 caschi al cielo per ricordare Spadino, per ringraziare quanti ogni giorno si prodigano per la sicurezza del traforo e per ricordare tutti i motociclisti che non sono rientrati dalla loro ultima corsa...
Chiaro, ora, il senso di percorrere centinaia e centinaia di chilometri (spesso di noiosa autostrada) per un'iniziativa che dura poche decine di minuti?
Vi assicuro che quel minuto silenzioso, con i caschi alzati di fronte all'austero ed imponente Monte Bianco, sono un'emozione forte, indimenticabile, irrinunciabile.
Il ritrovo a Morgex
L'arrivo al Tunnel del Bianco
Caschi in alto per ricordare Spadino e le vittime dell'insicurezza str
Sul piazzale 
La Rai intervista il Presidente del CIM, Marcol Polli 
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Ma in Piemonte e Val d'Aosta non ci sono solo autostrada e Piazzale del Tunnel del Monte Bianco. Ci sono anche tante strade storte, che magari non portano da nessuna parte, ma offrono spesso gran gusto di guida e panorami eccezionali. Ogni edizione del Memorial Spadino è quindi l'occasione di percorrere qualche stradina secondaria e scoprire, se non piove o se non nevica, qualche colle o passo sconosciuto... quest'anno, in andata, ci siamo dedicati al Col Tzecore e al Col de Joux... poi nuvole minacciose ci hanno consigliato di raggiungere Courmayeur.
La domenica mattina, prima di recarci al punto di ritrovo della manifestazione, ci siamo goduti lo spettacolo delle piste di sci ancora in attività di La Thuile, percorrendo poi il Colle di San Carlo a fianco di muri di neve ancora emozionanti.
Il lunedì mattina, purtroppo, ci siamo svegliati con la neve, poi tramutata in pioggia battente non appena scesi di quota... che con il fraddo ci ha accompagnati almeno fino a Piacenza... 
Appuntamento al 2014, allora!!!
Sabato 6 aprile... qualche stradina storta per sgranchirsi dai tanti chilometri di autostrada... 
Col Tzecore 
La splendida vista dal Col Tzecore
Col de Joux
Il Monte Bianco visto da Courmayeur
Salendo al Colle San Carlo

Arpy

Note: chi non riesce a partecipare al Memorial Spadino andando e tornando in giornata non deve per forza rinunciarvi, anzi. Per Claudia e me, ormai da anni, è diventato un momento irrinunciabile di partecipazione convinta ad un evento importante, ma anche un modo per 'staccare la spina' per due o tre giorni godendo della splendida ospitalità e delle bellezze naturali che offre la Val d'Aosta.
A Courmayeur anche quest'anno ci siamo quindi regalati due giorni a Le Vieux Pommier, ottimo ristorantino con annesse poche camere. Lo consigliamo con convinzione assoluta: per i piatti mai banali ma neppure troppo fighetti, per i dolci, per l'ambiente. Prezzi non da pizzeria economica, ma neppure inavvicinabili. Consigliatissima la tartiflette, oppure il tournados alla losa. Ed anche il dessert della vecchia Guida!!!
Proprio a fianco de Le Vieux Pommier, inoltre, c'è una bottiglieria che ha i prezzi migliori di Courmayeur, ed un'ottima scelta di vini, grappe, Genepy... al ritorno le valigie del Crosstourer erano decisamente sovraccariche!!!

Un lampeggio,
Gattostanco, 8 aprile 2013

martedì 6 novembre 2012

Diamoci una mossa...

Cari amici motociclisti e cari amici utenti delle due ruote, da alcuni mesi c'è un gruppetto di appassionati che si sta facendo un mazzo così per rilanciare l'attività dell'unica associazione indipendente di rappresentanza dei Cittadini In Moto, quegli italiani, cioè, che per passione o per praticità, hanno deciso di muoversi su due ruote a motore.
Il Coordinamento Motociclisti, nato nel 1991, stava languendo, e dalla primavera di quest'anno non c'è solo una nuova sigla (il Coordinamento Italiano Motociclisti), ma una vera e propria nuova organizzazione, che si è dotata di regole, obiettivi, strumenti per rappresentare tutti noi.
Ma regole, obiettivi e strumenti non bastano, Occorrono persone che mettano a disposizione di tutti gli altri amici su due ruote un po' del proprio tempo libero ed un po' delle proprie competenze.
Ci stiamo avvicinando all'Eicma 2012 e all'inizio del 2013.
In questi sei mesi l'attività del CIM è stata davvero intensa. I quattro gatti che si sono fatti un mazzo così, sono riusciti a far conoscere il Coordinamento e le richieste dei motociclisti dove fin'ora neppure in vent'anni il vecchio CM era riuscito a fare.
Riviste di settore e non, Istituzioni ed Enti Locali, Forze dell'ordine... ora tutti sanno che i Motociclisti si stanno organizzando per far valere i propri diritti pur non scordando gli ovvi doveri.
Il 2013 sarà un anno cruciale: dobbiamo strutturare il CIM con gruppi di lavoro settoriali e diffonderne la presenza sul territorio.
Il Coordinamento NON è una realtà verticistica dove un Capo dice agli altri ciò che si deve fare: c'è un'organizzazione, ci sono regole nella formazione delle decisioni comuni, ma il CIM vuole essere una vera rappresentanza di tutti noi.
E non ci sono soldi che piovono dal cielo o dipendenti che possano organizzare le manifestazioni per noi: dobbiamo essere NOI a darci da fare per il nostro futuro su due ruote, per non essere più tratti come delinquenti ...a prescindere, per non essere costretti a lasciare moto e scooter con meno di dieci anni fuori dalle nostre città, per poter contare su parcheggi sufficienti, per portare avanti richieste di modifica al Codice della Strada, avere guard rail che non siano ghigliottine, pagare tariffe autostradali più basse di quelle che pagano i SUV da 22 quintali... 
Forza ragazzi: abbiamo bisogno di diventare tanti, tanti, tanti, tanti, tanti, tanti: www.cim-fema.it
Gattostanco, 6 novembre 2012

venerdì 31 agosto 2012

Un Paese sempre meno gradevole

Domenica scorsa, sulla statale del Muraglione, il Corpo Forestale dello Stato ha proceduto a ritirare ben 38 patenti. Io non ho mai difeso chi scambia la strada con la pista mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti gli altri utenti della strada, anzi... ma da qualche racconto ho avuto la sensazione che la Forestale non abbi a'beccato' solo i cosiddetti smanettoni...
E allora ho scritto questa e-mail all'URP del C.F.S. di Roma, e all'ASAPS. Chissà se qualcuno si degnerà di leggerla...
Buongiorno, chi vi scrive è un cittadino in moto. Nel senso che ho 48 anni, percorro annualmente circa 15.000 km in moto ed altrettanti in auto.
Negli ultimi 25 anni NON ho mai preso una multa e, un po' per prudenza, un po' anche per fortuna, non sono mai stato coinvolto in incidenti. Impegnato nel Coordinamento Italiano Motociclisti, inoltre, non manco di esprimere forti critiche rispetto alla mancanza di cultura motociclistica di chi scambia la strada per una pista, mettendo a repentaglio anche l'incolumità degli altri utenti della strada.
Credo di potermi esprimere quindi con una certa franchezza rispetto a quanto ho potuto leggere ed apprendere da fonti dirette sui metodi della 'Forestradale' di Arezzo, che solo domenica scorsa, sulla statale del Muraglione, ha elevato moltissime sanzioni e ritirate 38 patenti.
Che al Muraglione, come su altri Passi, ci siano dei cretini che scambiano la strada per la pista, non ci piove.
Ma siamo sicuri che la famosa 'strategia' della Forestale di Arezzo colpisca solo questi delinquenti?
Intanto i limiti di velocità, in molti tratti, sono assurdamenti bassi. 60 all'ora. Addirittura sulla strada della Calla, anche in zone rettilinee, ci sono i 40. E spessissimo vige il divieto di sorpasso, anche nei rettilinei in salita.
Che senso hanno? Solo quello di disabituare automobilisti e motociclisti a rispettarli.

Sono a tutti gli effetti controproducenti, riducendo la percezione positiva, da parte degli utenti, nel confronto del rispetto delle regole.
C'è poi il comportamento della Forestale di Arezzo.
Pare che domenica scorsa la loro auto civetta, con la telecamera a bordo, viaggiasse molto lenta, praticamente inducendo i motociclisti a sorpassarla pur in presenza di divieto di sorpasso.
Poi, una volta arrivati in cima, ecco il 'pattuglione' a notificare i provvedimenti.
Se questa ricostruzione dei fatti, così come raccontata da uno dei 'sanzionati', è vera, mi sembra il minimo chiedere l'immediata cessazione di questa 'strategia'.
Si tratta quasi di un'incitazione a delinquere, un atteggiamento che lede il senso di rispetto delle Istituzioni da parte dei cittadini, uno 'sparare nel mucchio' che non colpisce solo i più pericolosi, ma 'a random' chiunque di noi si possa trovare casualmente davanti il trabocchetto.
L'Italia ha bisogno di altro. Ci vogliono divieti, prescrizioni e limiti seri, rapportati alle reali possibilità delle strade e dei mezzi moderni. Prescrizioni e limiti che possano essere compresi come 'seri' ed accettabili dagli utenti della strada.
E poi ci vuole la capacità di colpire i comportamenti criminali e pericolosi di chi li mette in atto.
Porre limiti assurdi, piazzarsi in mezzo alla strada a 50 all'ora e sanzionare chi, in sicurezza ed in pochi secondi, sorpassa, è un 'tiro al piccione indegno' del rispetto che si deve avere per un Corpo dello Stato. Ma anche del rispetto che un Corpo dello Stato deve ai cittadini.
Viaggio spesso in Austria, in Svizzera, recentemente in Islanda, dove le Forze dell'Ordine sono giustamente considerate molto severe: bene, passare le ferie in moto in quei Paesi è molto più divertente che in Italia. Là se c'è un limite ridotto o un divieto di sorpasso, se ne comprende immediatamente il motivo. E poi la strada torna a limiti e prescrizioni 'normali'.
Questo ci rende un Paese sempre meno gradevole, danneggiando anche il comparto turistico e quello enogastronomico, bruciando inoltre posti di lavoro e opportunità importanti.
Mi piacerebbe che queste mie poche righe potessero far sì che si aprisse un dibattito su come incentivare un comportamento responsabile sulle strade senza ricorrere a questi metodi deleteri, facendo in modo che motociclisti, ciclisti, automobilisti e utenti professionali siano parificati in rispetto e responsabilità.
Grazie dell'attenzione e distinti saluti

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E' giusto postare qui la risposta (dal tono molto cortese, ma che nel contenuto mostra di non conoscere il comportamento del Comando di Arezzo) giunta dall'URP del Comando nazionale del Corpo Forestale dello Stato:

Gentile Sig Giancarlo Gattelli,
la ringrazio per la Sua mail e Le illustro, in maniera molto sintetica, i controlli effettuati dai colleghi in provincia di Arezzo sulle strade di montagna.
Il progetto "Defend life", curato dal Corpo forestale dello Stato per la sicurezza stradale, in Provincia di Arezzo, è ormai giunto al quarto anno di vita. Avviato ufficialmente nel 2008, con l´istituzione di un apposito Nucleo operativo speciale,  ad oggi rappresenta un modello innovativo  destinato ad essere esteso anche ad altre realtà territoriali.
Il tema della sicurezza stradale sembra lontano dai compiti istituzionali riferiti normalmente al Corpo, ma chi muove una simile obiezione non conosce, in realtà, né i Codici, né l´evoluzione storica del comparto delle Forze dell´ordine che ha portato ad  una sempre maggiore interazione e collaborazione su tutti i temi che attengono alla sicurezza della cittadinanza. Esistono, quindi, settori che rimangono prerogativa esclusiva di alcuni particolari soggetti (si pensi, ad esempio, ai reati in materia fiscale sanzionati dalla Guardia di Finanza o le attività di Polizia militare svolte dall´Arma dei Carabinieri) ed altri che, invece, vedono il concorso di tutto il comparto. Cooperazione ed azioni interforze sono, inoltre, un importante motore per migliorare la professionalità degli operatori ed accrescere le risposte operative. Da questi presupposti è, dunque, partito il progetto "Defend life" destinato al monitoraggio di alcuni tratti viari, con particolari caratteristiche, della provincia di Arezzo: la SP 208 nel tratto che va da Pieve Santo Stefano a Chiusi della Verna;  la SR 258 tra Ponte Presale e Badia Prataglia; la SP 556 nel tratto compreso tra Stia, Valluccioli ed il Passo di Croce ai Mori ed, infine, la SP 310 da Stia al Passo della Calla.
Strade di montagna di grande bellezza, che si snodano in un paesaggio ricco di boschi e di tradizioni storiche importanti. Ma anche caratterizzate da un percorso tortuoso, con curve e dislivelli, da un fondo stradale spesso pericoloso e da guidatori  piuttosto indisciplinati. 
Su tali starde si sono registrati numerosi incidenti con morti e feriti e si sono svolte spesso vere e proprie competizioni non autorizzate tra motociclisti. Senza trascurare poi, le modifiche apportate ai mezzi, vietate per legge, e i livleli di inquionamento sonoro causati dai mega raduni di motociclisti.
Nell'allegato opuscolo, redatto in collaborazione con l' Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, troverà spiegate le tecniche che vengono utilizzate per effettuare i controlli su strada. Prevedono tipologie e situazioni diverse e l'impiego di supporti particolari per rilevare le comuni infrazioni.
La prego di darne la massima diffusione nell'ambito del Coordinamento Italiano Motociclisti.
Lei si dichiara guidatore prudente e rispettoso della cultura motociclistica. Sono lieto di informarLa che il tipo di sistema di controlli messi in atto dal Corpo forestale dello Stato è finalizzato proprio a favore di chi rispetta il codice della strada e non vive la passaggiata motociclistica, specie in aree protette o di particolare bellezza paesaggistica, come mero "esercizio sportivo". 
I limiti assurdi di cui Lei parla non sono certamente fissati dal CFS, ma tengono conto anche e soprattutto delle condizioni stradali e dei potenziali rischi: attraversamento di animali, presenza di pedoni, tipologia del traffico e del manto stradale.
Le riporto, infine, un breve passaggio comparso in questi giorni sulla stampa locale:
"...il Cfs sta svolgendo, con grande professionalità e apprezzamento dell'Ente Parco delle Foreste casentinesi, un'operazione di sicurezza stradale voluta dalle Prefetture sulle strade del Parco Nazionale, che sono state teatro di gravissimi incidenti motociclistici, alcuni mortali, causati dal mancato rispetto delle basilari regole del Codice della Strada, ma anche di quelle del vivere civile.
E qui ci sembra giusto sottolineare la differenza fa i motociclisti veri (cioè quelli che si godono profumi e paesaggi passeggiando "al minimo" per le nostre splendide valli e paesi; questi sono assolutamente i benvenuti nel Parco) e i "delinquenti su 2 ruote" (che pensano alla vita propria e a quella degli altri come a un valore "zero"; di questi facciamo volentieri a meno).

I controlli non hanno alcuno scopo di "fare cassa", come viene demagogicamente sostenuto, poiché i proventi delle contravvenzioni vanno nelle casse dello Stato, certo non in quelle del Parco Nazionale. Il Corpo Forestale si chiama "dello Stato" perché vigila sul rispetto di tutte le norme dello Stato italiano (stradali e non) a tutela della intera collettività; cioè i diritti di tutti, contro gli abusi di qualcuno!
C'è "volontà vessatoria" nel far rispettare le più semplici ed elementari regole del vivere civile? O forse è preferibile che i privilegi, gli abusi e gli interessi privatistici di qualcuno prevarichino i diritti di tutta la collettività?

I Parchi Nazionali tutelano un bene pubblico - quale è l'Ambiente - prima di tutto per i nostri figli, ovvero il nostro presente e il nostro futuro. Bene pubblico significa "bene di tutti!" e tutti hanno il diritto di goderne e beneficiarne in ugual modo, per questo il mancato rispetto delle regole viene sanzionato: semplice e normale convivenza civile, propria di una comunità evoluta".
Certo del suo apprezzamento e sostegno alle finalità sopra descritte Le porgo distinti saluti.
...mi è sembrato opportuno omettere la pubblicazione della firma (nota di Gattostanco)

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E questa, invece, è la mia replica:
Gent.mo Dr. Xxxxxxx,
la ringrazio per la sollecitudine della Risposta, ma purtroppo il nocciolo dle problema rimane irrisolto.
Ho la certezza che l'auto della Forestale di Arezzo procedesse molto piano, persino al di sotto dei limiti (che già ritengo assurdi nel 2012) di 60 all'ora.
Quell'auto lenta, in un punto non particolarmente pericoloso, l'avremmo sorpassata, in moto, sia io che lei, per quanto rispettosi del buon senso e delle regole...
Quindi, utilizzata in quel modo ed in quel punto, quell'auto dava la certezza alla Forestale di Arezzo di sanzionare la quasi totalità dei motociclisti, non solo quelli che scambiano la strada per la pista.
Già, i limiti.
Viaggio spesso in Austria, Svizzera. Ho avuto la fortuna di viaggiare in Irlanda e Islanda, dove ci sono probabilmente più boschi ed animali che nel nostro Appennino. Mai visti limiti così assurdi.
I limiti sappiamo perfettamente, Lei ed io, che vengono posti dagli Enti propietari della strada. Ma sta nella capacità interpretativa delle FF.OO. di decidere dove posizionare un autovelox o... un'auto civetta dotata di telecamera.
Se il Comando di Arezzo continuerà così, probabilmente riuscirà a rarefare di molto la presenza dei motociclisti, ma soprattutto di quelli 'normali', che probabilmente non riescono a rispettare completamente i limiti assurdi, e che portano solo valore aggiunto e lavoro a località che ne hanno un gran bisogno.
Mi auguro che il Comando del C.F.S. possa intervenire su Arezzo affinchè si ritrovi una giusta 'via di mezzo' tra il compiere il proprio dovere e lo scatenare assurde ed inaccettabili crociate.
Con cordialità,
Giancarlo Gattelli

martedì 3 aprile 2012

Memorial Spadino 2012

Venerdì 26 marzo 1999, il quotidiano La Stampa pubblicava questo articolo:

Courmayeur,
nessuna speranza di ritrovare superstiti. 

Tir e auto in fiamme da oltre 36 ore Strage nel tunnel, 9 morti e 6 dispersi.
Nel disastro del tunnel del Monte Bianco, fino alla tarda serata di ieri, sono stati recuperati i corpi di nove persone. Ma altre sei sono considerate ufficialmente «disperse», anche se i vigili del fuoco non hanno lasciato spazio alle speranze: «Trovare qualcuno vivo là dentro sarebbe un miracolo e, tecnicamente, inspiegabile». E in quella trappola mortale di fuoco e fumo, la Valle d'Aosta paga un prezzo altissimo: sei persone disperse. Nella galleria dilaniata dall'incendio, sono rimasti intrappolati Valter Pascal, 50 anni, vigile urbano di La Salle; sua sorella Nadia, 43 anni, con il marito Maurilio Bovard di 46 e la figlia Katia di 20, che vivevano a Quart. 
Ed è disperso anche Pierlucio Tinazzi, 34 anni, di Morgex, sorvegliante motociclista che nel traforo in fiamme ha pensato a salvare gli altri, firmando la sua condanna.
...Pierlucio Tinazzi è stato invece tra i primi soccorritori. Era un sorvegliante motociclista, è entrato nel tunnel in fiamme pochi istanti dopo l'allarme e, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, ha aiutato tre o quattro autisti ad uscire verso la salvezza. Ma quei gesti di altruismo gli sono costati la vita, è rimasto in trappola nella camera pressurizzata numero 20. Tra i suoi colleghi, fino all'ultimo c'è stata la speranza di vederlo uscire vivo da quella galleria infernale. Con Tinazzi, in quella camera stagna, c'era con molta probabilità anche Stefano Manno, 38 anni, autista della ditta di autotrasporti «Dino Sitta» di Pollein. Si era sposato da un mese e mezzo...

Il XIII Memorial Spadino

Domenica 1 aprile 2012 eravamo tantissimi: per la tredicesima volta, infatti, migliaia di motociclisti italiani e francesi si sono dati appuntamento sul piazzale del Tunnel del Monte Bianco per ricordare Spadino, sì, proprio quel Pierlucio Tinazzi che, con la sua moto, ha compiuto fino all'ultimo il proprio dovere, giungendo a sacrificare la propria vita nel tentativo di 'dare una mano' a salvare altre persone. Uomini e donne, a lui sconosciute, ma bisognose d'aiuto in quella trappola.
E lo ha fatto con quella moto che tutti noi amiamo, che può essere fonte di piacere, di svago, regalare emozioni indimenticabili e, anche, essere una fedele compagna tutti giorni nel difficile e pericoloso impegno a ridurre i tempi del casa-ufficio, in mezzo al traffico caotico e rallentato delle nostre città.
Coordinamento Motociclsti e F.F.M.C., chiamando a raduno i motociclisti italiani e francesi, non onorano solo il gesto di Spadino, non ne tramandano solamente la memoria. Hanno fatto del suo coraggio e della sua testimonianza, un vero e proprio simbolo di solidarietà tra tutti gli utenti delle due ruote. E' quell'immagine bella e positiva, della passione per la moto, che deve sempre di più essere portata ad esempio di fronte a tutti, per riaffermare i nostri diritti così come non dimenticare i nostri doveri.
In un recente studio realizzato presso l’Università belga di Lovanio, se appena il 10% delle persone che attualmente si muovono in auto scegliessero moto e scooter, gli ingorghi nelle città diminuirebbero del 40%. E se nelle nostre città fossero posti in essere alcuni semplici ed economici accorgimenti (parcheggi moto più centralie protetti, spazio moto davanti alle auto agli incroci regolati da semaforo, utilizzo regolamentato delle corsie preferenziali) ecco che tutti noi potremmo essere più sicuri ed avere maggior tempo libero e meno stress. La sicurezza ed i diritti dei motociclisti sono legate, in qualche modo, all'esempio di Spadino: è la volontà di voler riaffermare la positività dell'uso intelligente delle due ruote, contrapposto a quei clichè negativi che da troppo tempo, stoltamente, sono legati alle due ruote.
E allora, ragazzi, a chi ancora una volta mi chiede perchè percorrere centinaia e centinaia di chilometri per partecipare ad una commemorazione che dura poco più di un'ora, non posso far altro che rispondere sì. Ne vale la pena. Eccome se ne vale la pena... anzi: quel minuto di silenzio a casco sollevato al cospetto del Monte Bianco dovrebbe essere un momento obbligatorio nelal formazione morale di tutti noi motociclanti.
Ritrovo a Morgex 
Ritrovo a Morgex 
Ritrovo a Morgex 
Ritrovo a Morgex 
Ritrovo a Morgex: Claudia con Babbo Natale

Da Morgex al Tunnel 
Da Morgex al Tunnel

Da Morgex al Tunnel 
Da Morgex al Tunnel 
Commemorazione al Piazzale del Tunnel 
Commemorazione al Piazzale del Tunnel  
Commemorazione al Piazzale del Tunnel  
Commemorazione al Piazzale del Tunnel 

Una novità importante:
il 'nuovo' Coordinamento Motociclisti

Dopo vent'anni si cambia tutto, o quasi. Sul palco, nel corso della celebrazione del Memorial Spadino, Riccardo Forte, storico Presidente del C.M. ha presentato il 'nuovo' Coordinamento Motociclisti. Si chiamerà CIM, che sta per Coordinamento Italiano Motociclisti, ma anche per Cittadini In Moto. Non è solo un cambio di denomniazione, ma di una vera e propria nuova entità che va a nascere dalle ceneri dell'esperienza della vecchia organizzazione. Statuto, modalità di funzionamento, organizzazione saranno tutte nuove. 
Speriamo. Il 'vecchio' C.M. a mio avviso ha sempre peccato di non supportare la buona volontà con la necessaria organizzazione. Da questo punto di vista si tratta sicuramente di un'occasione sprecata (anche se va considerata la nota poca voglia dei dueruotisti italiani di impegnarsi per i propri diritti... al contrario dei francesi).
Il nuovo CIM parte sotto la presidenza di Marco Polli. Conoscendo Marco sono straconvinto che punterà proprio tutto sull'organizzazione. Se riusciremo a prendere ad esempio la francese FFMC (diffusione territoriale, utilizzo delle tecnologie informatiche e dei social network per comunicare con i Soci e per lavorare su proposte e decisioni), le premesse per una rinascita ci sono proprio tutte ;-)
Il nuovo sito è questo: www.cim-fema.it
Un lampeggio,
Gattostanco, 3 aprile 2012

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Un'occasione per un bel w-e alpino

Note: chi non riesce a partecipare al Memorial Spadino andando e tornando in giornata non deve per forza rinunciarvi, anzi. Per Claudia e me, ormai da anni, è diventato un momento irrinunciabile di partecipazione convinta ad un evento importante, ma anche un modo per 'staccare la spina' per due o tre giorni godendo della splendida ospitalità e delle bellezze naturali che offre la Val d'Aosta.
Il sabato, all'andata, abbiamo percorso la Bocchetta di Noveis, poi tutta la Panoramica Zegna ed infine siamo 'planati' sulla Val d'Aosta attraversando delle provinciali stupende tra Nomaglio e Settimo Vittone.
La domenica mattina, prima della concentrazione di Morgex, abbiamo cercato di raggiungere il Piccolo San Bernardo, passando per La Thuile, poi siamo scesi a Morgex per il divertente Colle di San Carlo.
Il lunedì il tempo non più bellissimo ci ha portato ad evitare di allungare troppo il viaggio di ritorno, ma abbiamo comunque trovato un colle mai affrontato prima, il Colle d'Arlaz, per poi scendere dalla strada del Col de Joux a fianco del Forte di Verres.
A Courmayeur ci siamo regalati due giorni a Le Vieux Pommier, ottimo ristorantino con annesse poche camere. Ve lo consigliamo con convinzione: per i piatti mai banali ma neppure troppo fighetti, per i dolci, per l'ambiente. Prezzi non da pizzeria economica, ma neppure inavvicinabili. 
...e nel viaggio di ritorno la Stelvio pesava un bel po' di più, visto che ogni interstizio delle valigie era stato riempito da bottigli di ottimi Donnas e Blanc de Morgex e de La Salle comprati nella 'bottega' proprio accanto a Le Vieux Pommier!

Panoramica Zegna 
Itinerario di rientro
Qualche foto:
Bocchetta di Noveis 
Trivero 
Trivero dalla Panoramica Zegna 
Panoramica Zegna 
Panoramica Zegna
Direzione Nomaglio
tra Nomaglio e Settimo Vittone
tra Nomaglio e Settimo Vittone 
Val D'Aosta 
Val D'Aosta 
Val D'Aosta 
Val D'Aosta 
La strada per il Piccolo San Bernardo è ancora chiusa... 
Colle San Carlo





Un posticino consigliato: al Vieux Pommier si sta molto bene, e si mangia ancora meglio :-)