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lunedì 15 settembre 2025

W-E da automobilisti: Cansiglio, Claut e dintorni

Segnalo un altro itinerario per passare qualche ora divertendosi in auto... salendo a Pian Cansiglio (dall'uscita della A27 Vittorio Veneto sud) la strada che passa da Fratte, Fregona, Valsalega, La Crosetta è da subito molto divertente.

Pian di Cansiglio è un altopiano verdissimo, circondato da boschi splendidi. Ai fianchi della strada principale, oltre alle malghe, si trovano alcuni piccoli villaggi cimbri ancora abitati (anche se solo in estate) e faggi centenari...





Dopo un (ottimo) piatto di bigoli al ragù di agnello al Bar Bianco (consigliato) ci siamo diretti a nord passando per SpertBrozPieve d'Alpago, (evitando di rientrare in autostrada) CadolaPonte nelle Alpi e fino a Longarone.
Di siamo saliti per la valle del Vajont, fino a Casso (da dove è impressionante la vista sulla frana del Monte Toc che ha riempito il lago del Vajont).


Dopo una breve fermata anche ad Erto (e all'azienda agricola San Martino, sulla strada, per comprare ottimi formaggi... in auto avevo il frigorifero) abbiamo raggiunto Cimolais e di qui abbiamo percorso i 13 bellissimi chilometri della Val Cimoliana, che avevamo percorso in moto qualche tempo fa (vedi QUI):





Per la sera ci fermiamo a Claut, paesino gradevole e che offre ancora un minimo di attività commerciali, bar, ristorazione ed anche qualche albergo. Nonostante la stagione sia agli sgoccioli, uno è aperto e ci ospita. Non è proprio il massimo (ho l'impressione che stiano anche facendo alcuni lavori di adeguamento) cmq la serata è piacevole. Fuori ha cominciato a piovere forte e ne approfittiamo per riposarci presto...

Domenica mattina, dopo colazione, ripassiamo per il Cansiglio (dove perdiamo un po' di tempo perchè incontriamo una manifestazione dell'ANPI), ma poi anzichè scendere subito verso la Romagna, ci dirigiamo (sempre evitando la A27) verso Tarzo ed il Lago di Revine.
Fratta di Tarzo infatti c'è da vedere l'ultima realizzazione di Marco Martalar, il Leone Alato, realizzato con quasi 4.000 legni di alberi abbattuti da Vaia e da tranci di viti di Prosecco (la criniera).


Spostiamo il Crosstrek di pochi chilometri parcheggiando nei pressi del campo sportivo di Lago.
Da lì, in una quindicina di minuti, si sale (ma si sale ripidi, eh) alla panchina gigante che offre una splendida vista sul lago:


Decidiamo di rientrare presto per evitare il traffico domenicale.
Google Maps ci dice che evitando l'autostrada ci metteremo un'oretta in più, ma il tempo lo abbiamo. E viaggiare con poco traffico su strade 'normali' è uno sfizio che poche volte ci si può permettere...
ColfoscoSpresianoTrevisoMogliano VenetoMestre... poi la classica Romea, con una sosta a Mesola per bere qualcosa di fresco e farci due passi sgranchitòri...
Poco prima di essere a casa il Crosstrek compie 10.000 chilometri.
In poco più di 8 mesi ho percorso più km che anno scorso con il Karoq... ed ho fatto meno chilometri con la moto.
Questa macchina dà davvero gusto.




lunedì 29 settembre 2014

Uno splendido week end di fine settembre

Ultimo w-e di settembre e meteo buono (quest'anno ne abbiamo avuti pochi a disposizione).
Partenza da Ravenna, quindi, e dopo esserci 'digerita' la Romea, la Tangenziale di Mestre ed un po' di autostrada, andiamo a zig-zagare per i meravigliosi boschi del Cansiglio (e poi a cercare l'albero della bicicletta, nei pressi di Sitran).
Pian Cansiglio

Sitran, l'albero della bicicletta
“Narra la storia che a Sitran vi fosse un contadino che nella prima metà del ‘900 riuscì ad acquistare una bicicletta, suo vanto e ricchezza. Quando andava nei campi a tagliare l’erba, la portava sempre con sé e la appoggiava sul castagno vicino. Passarono gli anni e la bicicletta divenne vecchia e malandata. Il contadino, non avendo cuore di gettarla via, in un giorno del 1952, decise di appenderla a un ramo secco del castagno, senza neppure immaginare che, col tempo, albero e bicicletta sarebbero diventati un corpo solo e un’anima sola. Per sempre” – da Il Quaderno degli Alberi antichi e leggendari di Paola Fantin (Kellermann Editore). 

Dopo un panino, scendiamo dall'Alpago, Percorriamo parte della Val Zoldana, il Passo Cibiana, il Falzarego ed arriviamo in cima ad uno dei nostri Passi preferiti, il Giau.
Passo Giau
Siccome non ci abbiamo mai dormito, quando vediamo che hanno una stanza libera la fermiamo... poi ci regaliamo il gusto di scendere l'altro versante fin quasi a Cortina e tornare su :-)
Dopo una doccia, invece, messe un paio di scarpe comode, saliamo verso il Nuvolau per fotografare il Passo dall'alto ed attendere un tramonto infuocato sulla Marmolada.
Il tramonto sulle Dolomiti
Scopriamo che l'Hotel Rifugio del Passo Giau ha anche un'ottima cucina (non dimenticherò molto presto quelle costolette di maiale con il miele ed il ginepro... era un piatto del giorno fuori-menù, siamo stati davvero fortunati!).

Al di là della cucina, fermarsi per una notte in cima al Passo Giau è davvero meraviglioso... il Silenzio, il buio di una notte senza Luna che ci mostra un cielo stellato come non ricordavamo da anni. Sopra di noi incombe l'ombra scura del Nuvolau, che riconosciamo solo per essere una piramide nera senza le stelle... wow!
All'Hotel Passo Giau
Una sosta consigliata, quindi, anche per la cordialità dei gestori del Rifugio, appassionati e collezionisti di moto.

Dopo una dormita davvero rigenerante, ed una colazione pantagruelica, siamo pronti ad affrontare un'altra splendida giornata di sole e di curve, per nulla intimoriti da una temperatura che, sui passi o all'ombra, è sui 6 gradi.

In rapida successione ci godiamo i passi Staulanza, Duran, Forcelle Aurine e Cereda.
Passo Duran
L'idea era quella di affrontare anche Gobbera e Brocon, per poi salire sull'Altipiano dalla strada del Menador.
Purtroppo prima di Fiera di Primiero troviamo la strada chiusa per una manifestazione... decidiamo quindi di tornare indietro fino alla Forcella Franche per infilare la bellissima Valle del Mis.
Valle del Mis
La statale del Rolle e del Grappa ci porta a salire sull'Altipiano dei Sette Comuni da Enego, e dopo un panino a Foza, ci gustiamo la sempre bella statale della Val D'Assa fino a Vezzena dove, a Malga Fratte, riempiamo all'inverosimile la nostra borsa termica con burro, formaggio e ricottine affumicate.
Malga Fratte
Scendiamo da Rotzo e Pedescala, per evitare il caos sul Costo.
Poi c'è la pianura, noiosa... arriviamo nei pressi di Ravenna giusto in tempo per fotografare il tramonto sulle valli... ieri lo avevamo fotografato sul Giau!
Il tramonto sulle valli di Ravenna
L'itinerario

L'album con 50 foto è su GoogleFoto: 27-28 settembre 2014

Gattostanco, 29 settembre 2014