martedì 5 maggio 2020

Lettera al Presidente Bonaccini: Motor Valley ed utilizzo delle due ruote


I mototuristi sono figli di un dio minore. Non sono considerati sportivi come i cicloamatori, non sono motociclisti sportivi, perchè non sono tesserati e/o non vanno in circuito.
Eppure non spendono 20.000 euro in una Multistrada o un GS per andare al lavoro, fare la spesa, andare a trovare i congiunti.
E viaggiano ben protetti e rappresentiamo un volano economico importante non solo per chi vive vendendo moto e accessori, ma anche per tante piccole imprese e pubblici esercizi delle nostre colline e montagne.
Ieri sera ho inviato questa email al Presidente della mia Regione:

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Gentile Presidente Bonaccini,
siamo la Motor Valley, e la Romagna è la terra dé Mutòr. Siamo la regione di Ducati che produce le meraviglie che tutto il mondo ci invidia, e della tradizioni di Bimota, Morini. Misano e il WDW.
Abbiamo centinaia di preparatori, di aziende della componentistica, e abbiamo migliaia, decine di migliaia di appassionati che in questo momento si sentono figli di nessuno.
Sì, perchè se ai ciclisti amatoriali è data la possibilità di muoversi, pedalare, sudare, in nome dello sport, il nostro percorrere le loro stesse strade, piene di curve, di salite e di discese, non è considerata pratica sportiva. E questo, nonostante in termini di pericolo pandemia, le nostre protezioni, i nostri guanti certificati, i nostri caschi, ci garantiscano certamente un distanziamento personale ed una sicurezza ben superiore.
No, le nostre moto sono considerate meri mezzi di trasporto, con i quali al massimo andare al lavoro, fare la spesa, andare a trovare i congiunti o, limitatamente agli spostamenti individuali e nell'ambito della propria provincia, andare a praticare attività motoria (lasciando quindi la moglie a casa, potremmo caricare le pedule e millantare un'improvvisa passione per il trekking).
Da romagnolo, e da suo (quasi sicuramente ex) elettore, le segnalo che la pratica del mototurismo, anche giornaliero e a brevissima distanzaè una delle cose più sane che ci siano. Sì, perchè se in auto ci spostiamo semplicemente da un luogo all'altro, in moto ci si muove ad ogni curva, ad ogni frenata... il nostro corpo deve assecondare, seguire, ammortizzare. Chi non è abituato, dopo due ore è stanco. In compenso si respira aria buona della collina, si assaporano profumi e si ammirano colori e panorami.
Inoltre non ci portiamo i panini da casa: siamo una parte non indifferente del fatturato di tante piccole attività (alimentari, bar, chioschi, ristoranti) che in collina e nei piccoli paesi montani, sono tra i più colpiti dal lockdown.
Ci ripensi, Presidente.
Liberi la nostra passione.
Ci vieti ovviamente assembramenti, ed anche il ristorante, che è chiuso. Ma non ci vieti di fare un giro in moto, magari fino solo alla provincia confinante. Ci lasci comprare un panino all'alimentari di Corniolo: ce lo mangeremo con nostra moglie all'ombra di un bosco. E saremo senz'altro meno assembrati dei tanti cittadini che sabato e domenica, dopo due mesi di arresti domiciliari, si ritroveranno nel limitati spazi dei parchi urbani e delle ciclabili vicino a casa.
Buona serata, e grazie dell'attenzione
Giancarlo Gattelli - Ravenna

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