venerdì 17 agosto 2012

Islanda 2012 - day 7

Venerdì 17 agosto: per oggi avevamo previsto pochi chilometri ed un'escursione, con partenza da Husavik, a caccia di balene... ma il tempo non offre visibilità, e tutti quelli che abbiamo incontrato, e che sono usciti in battello nei giorni scorsi, ci hanno confessato di aver visto ben poco... 
Decidiamo quindi di risparmiare quei soldi e quelle ore, e di andare a dare un'occhiata ai fiordi a nord-ovest di Akureyri... non prima, naturalmente, di esserci fermati alla splendida cascata di Godafoss e poi al negozio di Babbo Natale a Kristens (a sud di Akureyri).
Non sono fiordi spettacolari, qui le altezze non lo consentono. Però qui i paesini di pescatori hanno veramente i colori ed i profumi del 'nord'.
Dalvik, Olafsfjordur, una zuppa ed un pollo al Curry a Siglufjoordur, ci fanno passare alcune ore rilassanti e piacevoli. 
Poi si torna ad Akureyry per fare due passi in questa che è la 'seconda città dell'Islanda!!!!' e comprare qualche souvenir... la guest house è a pochi chilometri, sulle colline, la vista è splendida, ma non ci viene voglia di riprendere le moto per tornare in città dopo cena, quindi: buona notte ;-) 

Godafoss

Il negozio di Babbo Natale

Il negozio di Babbo Natale

Lungo il fiordo a nord-ovest di Akureyri

Siglufjoordur

Lungo il fiordo a nord-ovest di Akureyri

Lungo il fiordo a nord-ovest di Akureyri

Akureyri

Akureyri

Akureyri

L'itinerario della giornata


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giovedì 16 agosto 2012

Islanda 2012 - day 6

Giovedì 16 agosto: oggi partiamo per affrontare un giro ad anello che ci porterà a visitare un paio di posti simpatici :-)
Facciamo benzina ad Husavik e ci dirigiamo, purtroppo spesso in mezzo alla nebbia, in direzione dell'Oasi di Asbyrgi, sulla bella strada costiera dell'Oxarfjordur.
Pochi chilometri prima di Asbyrgi non possiamo non notare l'evidente spaccatura provocata alla superficie terrestre da un terremoto nel 1976.
Asbyrgi è un'impressionante depressione a forma di cavallo che... viene da chiedersi come possa essersi formata, visto che le pareti sono di roccia...
...ma è ora di prepararsi a ballare: ci sono una sessantina di chilometri senza asfalto, prima e dopo la splendida cascata di Dettifoss. Qui non c'è tanta ghiaia, lo sterrato non è molto pericoloso, però si balla davvero, perchè il fondo presenta infiniti piccolo avvallamenti prodotti dagli autoveicoli. Se vai ai 50 all'ora sembra che la Stelvio si debba smontare da un momento all'altro... meglio portarsi a 80 e 'planare' sulla strada ;-)
Dettifoss è, a mio avviso, la cascata più bella d'Islanda. Forse perchè ci si può portare fino alla sommità, dove si può toccare l'acqua (nerissima, a causa della finissima sabbia lavica trasportata) che sta per precipitare. Non smetteremmo mai di ammirare questa potenza della Natura...
Dopo altri chilometri e chilometri di strada sterrata, e qui sembra di essere veramente in una pista-nel-deserto, raggiungiamo la 'Laguna Blu' del Lago Myvatn... dove ci si immerge nelle acque termali...
Un ulteriore giro attorno al Lago Myvatn ci condurrà poi nuovamente in direzione di Laugar... l'Islanda è splendida! 

Husavik 

strada costiera dell'Oxarfjordur

La spaccatura provocata alla superficie terrestre da un terremoto nel 1976 
Oasi di Asbyrgi

Verso Dettifoss

Dettifoss

Dettifoss

...full petrol!!!!!  ;-)

Myvatn

L'itinerario della giornata


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mercoledì 15 agosto 2012

Islanda 2012 - day 5

Mercoledì 15 agosto: La prima parte della giornata si presenta ancora poco amichevole... partiamo ancora con l'antipioggia e questo non aiuta lo spirito... non sarà così per tutto il viaggio? Ci chiediamo un po' immusoniti.
Poco a poco le gocce d'acqua spariscono, lasciandoci solo in compagnia di una fitta nebbia che non ci consente di gustare ciò che offre il corso dello Jokla.
Ma poi si apre, e cominciamo a vedere, di fronte a noi, un vero e proprio deserto, fatto di sabbia finissima e roccia, dove solo di tanto in tanto spunta qualche muschio... questo è lo spettacolo che volevamo vedere!
Dopo chilometri e chilometri di nulla (ma, bisogna ammetterlo, di ottimo asfalto), già da lontano vediamo salire in cielo zaffate di fumo: sono le pozze di fango bollente di Namafjall, dove la moglie del Diavolo è sempre intenta a cucinare per il proprio sposo :-) L'odore di uovo marcio è nauseabondo, ma lo spettacolo merita un po' di sacrificio.
E' la zona vulcanica del Krafla. In pochi chilometri saliamo infatti fino al cratere di Stora-Viti (oggi pieno d'acqua e dalle pareti vertiginose), e poi verso la vetta sommitale del Leirhnjukur, dove il tappo di lava è ancora caldo e... fuma (ma presumiamo non ci siano pericoli, visto che vi si trovano agevoli passerelle in legno, a favore dei turisti, per salirvi).
Dopo un economico Lava-menù al piccolo chiosco posto alla base della salita, riprendiamo le moto e, dopo aver scavalcato il Passo di Namaskard, ci dirigiamo verso il Lago Myvatn... un piccolo paradiso (se non fosse per miliardi di malefici moscerini molesti) costellato di migliaia di piccoli crateri vulcanici (spenti) ed alti pochissimi metri... doveva essere un vero e proprio ribollire, da queste parti!!!
Diamo un'occhiata agli pseudocrateri di Skutustadir e poi decidiamo che è ora di riposarci: raggiungiamo Laugar e vi troviamo la Farm presso la quale sosteremo due notti (Storu Laugar): beh... la straconsigliamo. Oltre ad essere situata in una posizione tranquillissima, oltre ad avere un'ottima cuoca in cucina (Helen, mi pare), è dotata di un paio di vasche esterne alimentate da acqua calda dove... è splendido rilassarsi dopo una giornata di moto! 

all'interno, un vero e proprio deserto

un vero e proprio deserto

Namafjall

Namafjall

il cratere di Stora-Viti 

zona vulcanica del Krafla

la vetta sommitale del Leirhnjukur

Una strana area attrezzata ;-)

Lago Myvatn

pseudocrateri di Skutustadir

Relax a Storu Laugar ;-)

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martedì 14 agosto 2012

Islanda 2012 - day 4

Martedì 14 agosto: negli appunti che ci eravamo preparati prima di partire, la tappa di oggi era definita come 'I fiordi dell'est'. Ora, bisogna ammettere che i fiordi c'erano, ma non è che li abbiamo visti proprio bene. Pioggia, un compatto soffitto di nubi basse e nerissime, unito ad un fortissimo vento che sferzava dal mare, hanno di fatto trasformato la giornata in un veloce (per quanto possibile) trasferimento al punto d'arrivo. Peccato, perchè l'impressione è stata di aver perso molte belle visioni. 
La giornata era già partita male con il dover far colazione vestiti con l'antipioggia (visto che eravamo alloggiati nella dependance a due chilometri dalla Farm Arnanes V.
E poi... acqua. Vento. Freddo. Dopo Hofn c'è solo la strada costiera che ci permette di ammirare un mare che definire incazzato è di poco.
Ci fermiamo a visitare qualche paesino di pescatori, ma in realtà è più una scusa per entrare nel solito caffè e scaldarci dieci minuti: Djupivogur, Stöðvarfjörður.
Vista la giornata evitiamo di affrontare anche i tornanti sterrati del Passo di Oxi (che peccato!), e proseguiamo seguendo la costa fino a raggiungere Egillstadir, il porto più importante d'Islanda.
Come città non è granchè, quindi ci infiliamo in una nuvola fittissima che avvolge la strada che conduce al coloratissimo paesino di Seyðisfjarðarkaupstaðu.
Raggiungiamo l'Hotel Svartiskogur, a qualche chilometro da Egilsstadir, sperando di trovare una doccia bollente, ma troviamo i boiler staccati e lentissimi... vabbeh che qui è estate, e 10 gradi sembrano un gran caldo, ma i poveri viandanti meriterebbero un trattamento più amichevole, soprattutto in giornate come questa. In compenso l'hotel è in una zona assolutamente disabitata ed in mezzo al nulla, così il riposo sarà preservato da un ambiente assolutamente silenzioso.
Nota: di questa giornata ci siamo portati a casa poche foto... più volte le macchine fotografiche di Claudia e Cristina (che hanno cercato di scattare nonostante la pioggia ed il vento) sono andate in tilt... e la sera le abbiamo asciugate con il phon :-) 

Giornata 'difficile' sulla strada dei fiordi dell'est...

Giornata 'difficile' sulla strada dei fiordi dell'est...

Verso Djupivogur

Djupivogur

Seyðisfjarðarkaupstaðu

Hotel Svartiskogur

L'itinerario della giornata

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lunedì 13 agosto 2012

Islanda 2012 - day 3

Lunedì 13 agosto: Dopo la solita, abbondante colazione che è una prerogativa dei paesi nordici, ripartiamo da Farm Vellir per fermarci pochissimi chilometri dopo: sulla costa c'è la riserva naturale di Dyrhólaey, famosa per l'arco di pietra sul mare (qui le scogliere sono formate da una nerissima roccia di ovvia origina lavica), dove vive una allegra e numerosa colonia di Puffins (i simpatici Pulcinella di mare).
Scattiamo parecchie foto, contrastati solo dallo sferzare del vento, poi riprendiamo le nostre moto e, superato il piccolo paesino di Vik, contiamo ben 47 chilometri e mezzo prima di avvistare la prima casa: la strada (l'asfalto è in ottime condizioni) attraversa in pratica un deserto di muschio e sabbia nera, interrotto di tanto in tanto da un ponte su una striscia d'acqua che, proveniente dai vicini ghiacciai, si getta in mare. 
Sì, perchè a nord c'è il più grande ghiacciaio d'Islanda, il VatnaJokull, le cui lingue di ghiaccio arrivano praticamente a poche centinaia di metri dalla strada... anzi: a Jokulsarlòn il ghiacciao si getta in una piccola laguna facendo sì che gli iceberg escano in mare passando sotto il ponte che è sede stradale.
Questo è un piccolo mondo magico, che richiede assolutamente una sosta: infatti ci fermiamo e saliamo a bordo di uno degli anfibi che permettono di navigare in mezzo agli iceberg appena formatisi in laguna...
Purtroppo il sole non si fa vedere, ed i colori sono più spenti di quanto ci si potesse aspettare, ma la fermata ne valeva la pena.
Ne approfittiamo anche per scaldarci con una zuppa di pesce ed un caffè nel piccolo rifugetto, e poi andiamo ad ammirare l'uscita degli iceberg (e delle foche) in mare aperto.
Raggiungiamo Farm Arnanes V. che non è ancora tardi, ci facciamo assegnare le nostre stanze (l'antipatico ci 'piazza' in una dependace a due chilometri, il che significherà, in caso di pioggia, di dover indossare l'abbigliamento antiacqua per cena e colazione... pollice verso), ed andiamo a visitare la vicina città di Hofn... ehm, città... un supermercato, un distributore, una banca ed un porticciolo. Vabbeh: meglio impiegare il tempo in una doccia molto calda ed andare a cena!

Dyrhólaey

Dyrhólaey

Puffins

Lingua del ghiacciaio VatnaJokull

Jokulsarlòn 

Jokulsarlòn 

Jokulsarlòn 

Nei pressi di Hofn

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domenica 12 agosto 2012

Islanda 2012 - day 2

Domenica 12 agosto: vento e pioggia non sono cessati. Anzi: pur non avendo esperienza del meteo islandese, pare proprio che oggi la giornata non sarà eccezionale. Peccato.
Ci dirigiamo verso est, puntando dritti ad uno dei siti storici più importanti di tutta l’Islanda (e parte del patrimonio Unesco): il Parco nazionale Þingvellir. Qui, attorno al 900 d.c. Venne fondato uno dei primi parlamenti democratici del mondo, che si riuniva in questa spianata una volta all'anno. Sempre qui, non si può rimanere indifferenti all'immensa spaccatura dovuta alla separazione della zolla tettonica europea da quella americana... dalla fenditura, che si allarga di un paio di centimetri all'anno, esce uno strano odore di gas che... non lascia tranquilli, mentre ci si cammina dentro grazie alla comoda passerella in legno.
Riprendiamo la moto e, nonostante la pessima giornata, bagnata, fredda e ventosa, raggiungiamo l'Oasi di Geysir, dove il Geysir Strokkur ogni 6 minuti gonfia una bolla di acqua bollente e la lancia in aria fino ai 30 metri d'altezza. Altri piccoli gayser ed emissioni di vapore riempiono questa oasi. Infreddoliti e bagnati entriamo in uno dei ristoranti della zona e, oltre ad addentare un panino, asciughiamo occhiali, macchine fotografiche, caschi...
Stefano ha individuato una strada sterrata che permetterebbe di raggiungere Gullfoss riducendo di parecchio la percorrenza, ma la giornata ci rende pavidi e preferiamo il lungo giro sulla strada asfaltata... Gullfoss, con i suoi 32 metri di salto, è una delle cascate più famose d'Islanda. Come recita Wikipedia: “soprannominata spesso "la regina di tutte le cascate islandesi" per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, e fa parte assieme al Þingvellir e i vicini geyser (Geysir e Strokkur) al cosiddetto Golden Circle (Circolo d'Oro), ovvero l'insieme di attrazioni naturalistiche più note e visitate d'Islanda...“
Completato l'itinerario del Golden Circle, però, la nostra giornata non è ancora finita: ci dirigiamo verso la costa e raggiungiamo anche la cascata di Skogafoss, con la sua acqua che pare nera a causa della tanta e finissima sabbia lavica in sospensione.
Chilometri e chilometri di brughiera, immense e desolate spiagge nere e ghiacciai all'orizzonte, e raggiungiamo Farm Vellir, una vera fattoria dotata di sei/sette stanze, inseguiti da un nuvolone minaccioso che riusciamo ad anticipare. Vento e freddo rimangono compagni anche dei classici 'due passi' del dopocena (ottima cena, tra l'altro): l'Islanda è bellissima, lo abbiamo già intuito, ma richiede qualche sacrificio, pare.
Primi chilometri in Islanda

Þingvellir

Geysir Strokkur

L'area di Geysir

Un attimo di relax... anche per ascigarci...

Gullfoss

Skogafoss

...immense e desolate spiagge nere e ghiacciai all'orizzonte

Farm Vellir
L'itinerario della giornata


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