lunedì 4 luglio 2011

Irlanda 2011 - day 11

Lunedì 4 luglio, annotazione di servizio: il Salty Dog Hotel ha, come personale di servizio, le ragazze più carine di tutto il viaggio :-)
In un quarto d'ora da Bangor raggiungiamo il centro di Belfast. Come abbiamo già sperimentato a Londonderry, cerchiamo il parcheggio custodito più centrale e chiediamo se possiamo lasciare le moto. Anche qui ci chiedono di metterle entrambe in un posto-auto, è sarà gratuito.
Due passi e troviamo già il capolinea dei bus turistici a due piani, con il piano di sopra aperto. Il tempo di un caffè nel chiosco rosso accanto alla fermata, ed il giro turistico parte. Belfast è una città molto bella, con le strade del centro ampie ed ordinate. L'aspetto è veramente quello di una piccola ma dignitosa capitale. Ma quando il pullman esce dal centro e si tuffa nelle periferie, beh: qui c'è la pelle d'oca che ci aspetta. I murales che richiamano la lotta armata, i memorial dedicati ai martiri delle due parti, i reticolati, i muri che, ancora oggi, in alcune zone si chiudono al calar delle tenebre.
Belfast
Belfast
Belfast
Belfast, i cancelli protettivi...
...ed i cancelli che chiudono le strade tra i quartieri

Belfast
Approfittiamo del bus per arrivare al Crown Bar, con la sua corona di mosaico davanti alla porta. Pare che la decisione sul nome da dare al locale sia stata della moglie del fondatore (che ha scelto appunto la corona), ma il marito, antimonarchico, si è 'vendicato' posizionando una corona di mosaico all'ingresso, in modo che tutti la calpestassero. Il pub è splendido, con ancora molti lumi a petrolio! Si beve o si mangia, oltre che al banco, nei 10 separè chiusi con tanto di porta. Quando si ha bisogno del cameriere, c'è il campanello da suonare, e in alto, sul soffitto, si accende il numero del tavolo... I prezzi sono assolutamente competitivi nonostante il valore aggiunto del fascino della storia... spesso c'è un po' da aspettare, ma il personale prende nota del nome e fa una lista di attesa.
Crown Bar
Crown Bar

Torniamo a piedi alle moto e usciamo da Belfast soddisfatti: è stata un'ottima giornata, accompagnati da un bel sole. Scendiamo a sud fino quasi a Dublino. Ci fermiamo infatti quando comincia a piovere, che sono quasi le sette di sera. Troviamo ospitalità a Balbriggan, in un lussuoso 4 stelle, il Bracken Court che, tra settimana, offre una stanza doppia e colazione compresa a 79 euro... Stefano avrà capito bene? Non è che saranno 79 euro a testa? Lo sapremo solo domattina.

Per ora ci 'godiamo' la cena: chiediamo in giro un consiglio... ci consigliano un ristorante italiano. Peccato. Odiamo passare per i 'soliti' italiani nostalgici. La bistecca non è male, purtroppo non hanno neppure la Guinness e ci accontentiamo di un Montepulciano :-)

L'itinerario della giornata:

domenica 3 luglio 2011

Irlanda 2011 - day 10

Domenica 3 luglio. Lo Smugglers Inn ed il Giant's Causeway sono nel territorio di Bushmills, dove si trova l'omonima distilleria, nota per essere la più antica dell'Irlanda del Nord, e che è ritratta in tutte le Sterline in banconota emesse dalla Banca Centrale dell'Ulster. Purtroppo a quest'ora della domenica mattina il Visitor Center è chiuso, e ci dobbiamo accontentare di una foto agli storici edifici.
 la Distilleria più antica dell'Irlanda del Nord
Da Bushmills, quindi, cominciamo a seguire la splendida Causeway Road, un percorso tabellato che offre in questa prima parte delle viste mozzafiato su scogliere, antichi castelli diroccati, porticcioli e bianchi paesini protetti dalle scogliere, isolette di ogni forma e dimensione... è difficile fare l'elenco di tutto ciò che è offerto da questa costa!
lungo la splendida Causeway Road
lungo la splendida Causeway Road
lungo la splendida Causeway Road
lungo la splendida Causeway Road
lungo la splendida Causeway Road
lungo la splendida Causeway Road
Raggiungiamo Torr Head, promontorio sul mare raggiunto da una stretta ed impervia stradina. A Ballycastle, punto di partenza per Rathlin Island (ma si va senza moto, e non è assicurato che, di domenica, là si troveranno posti sui pullmini per muoversi sull'isola, quindi rinunciamo), cominciamo a vedere molti, molti motociclanti nordirlandesi. Scopriamo che tra Tor Head e Belfast, la Causeway Road è una sorta di 'Muraglione', con il classico rimpiattino tra smanettoni e Polizia, dotata tra l'altro di giallissime RT.
Tor Head
Tor Head
Causeway Road
Ci fermiamo a Cushendun dove troviamo un barettino che è un po' il ritrovo dei motociclanti locali e, tra uno strafalcione multilingue e l'altro (Mark sta studiando l'italiano), ci raccontiamo un po' del nostro viaggio e della comune passione per le due ruote. Chiediamo anche un consiglio di dove fermarci a dormire per essere vicini a Belfast, in modo da poter arrivare poi in città di prima mattina, ma passare la notte in un paesino tranquillo sul mare. Ci consigliano Bangor. La raggiungiamo prima delle sei di sera: c'è ancora il tempo, dopo la doccia, per due passi, qualche acquisto (ma in fretta.... qui i negozi chiudono presto). Per l'Irlanda la temperatura, tra l'altro, è molto alta: ci sono 23°
Cushendun
Causeway Road ...
Causeway Road  e controlli di Polizia...
Bangor
Il Salty Dog Hotel non è male, e dopo cena ce ne stiamo sul terrazzo dell'albergo sorseggiando Bushmills in attesa di andare a nanna...

L'itinerario della giornata:

sabato 2 luglio 2011

Irlanda 2011 - day 9

Sabato 2 luglio. Come d'accordo la signora della Guesthouse ci aspetta per la colazione. Spendiamo solo 50 euro a stanza (colazione, appunto compresa). Non sarà certamente il Grand Hotel, ma la 'Town Clock' si è dimostrata pulita e accogliente. Dopo pochi chilometri vediamo un cartello con indicato un punto panoramico e troviamo un gioiellino di paesaggio di cui non sappiamo il nome...
...troviamo un gioiellino di paesaggio di cui non sappiamo il nome...
...ma oramai siamo a pochissimi chilometri dalla nostra mèta odierna... Malin Head, il punto più a nord d'Irlanda!
Essere giunti qui, a malin Head, con le nostre moto, ci dà una bella emozione. Un piccolo piazzale spazzato dal vento, i resti di una vecchia stazione di controllo e telecomunicazioni che gli Alleati utilizzavano durante la Seconda Guerra mondiale, più giù, vicino agli scogli, nell'ultimo spiazzo verde, con migliaia di sassi bianchi ben si legge la scritta 'EIRE'.
Malin Head, il punto più a nord d'Irlanda

Malin Head, il punto più a nord d'Irlanda

Malin Head, il punto più a nord d'Irlanda
Rimaniamo a guardare l'Oceano, a respirarne il profumo, a contrastarne il vento che oggi non è fortissimo ma che rende molto difficile la vita a qualsiasi pianta più alta di un metro...
Ripartiamo da Malin Head e raggiungiamo Greencastle, ma le foche, che pare 'abitino' anche nei pressi del porticciolo, proprio non si fanno vedere. I ruderi del castello non sono particolarmente interessanti, ma la passeggiata sotto al paese, lungo gli scogli, merita una breve sosta.
Greencastle
Ci dirigiamo verso Londonderry, nell'Irlanda del Nord. Non ci aspettiamo certamente una frontiera delimitata dal filo spinato, ma almeno un cartello di delimitazione, sì.
Invece nulla. Di essere passati 'dalla parte inglese' lo capiamo solo dal Gps e dai cartelli stradali con i limiti in miglia, e dai prezzi della benzina che nei distributori sono espressi in Sterline. Londonderry non è una città grande. Noi entriamo in centro e cerchiamo un parcheggio custodito. Il custode ci dice di parcheggiare le due moto in un unico stallo vicino al suo gabbiotto, in modo da controllarle. Con estrema gentilezza ci fa un sorriso e ci dice: "Free!". Non solo. Mentre leghiamo i caschi ci raggiunge e ci regala una piantina del centro, in modo da poterci orientare... anche la gentilezza degli irlandesi del nord... è simile a quella di tutti gli altri irlandesi ;-)
Scarpiniamo un po' nelle vie del centro, un centro molto raccolto ed ordinato, poi percorriamo le vecchie mura di cinta dalle quali si ha già una bella vista dall'alto dei murales.
Londonderry

Londonderry

Londonderry
Quando decidiamo di ripartire, poi, passiamo tra i murales anche con le moto per alcune foto ricordo. L'impressione è che a Derry la tensione si sia molto ridotta, rispetto agli anni successivi al Bloody Sunday, e questo è un fatto molto positivo.
Londonderry

Londonderry
GpStefano ci porta fuori da Londonderry in un attimo e senza incertezze, e ci dirigiamo naturalmente verso est. Siamo nuovamente fermi per una visita al Tempio di Mussenden ed ai resti del vicino castello. Il tempietto, spoglio, non dice granchè a noi ravennati 'abituati' alla bellezza dei nostri mosaici romanici e bizantini, ma la posizione in cima alla scogliera è molto suggestiva.
Tempio di Mussenden

La vista dal Tempio di Mussenden

La vista dal Tempio di Mussenden
E' sabato pomeriggio: a Portstewart e Portrush c'è la 'movida'. Noi evitiamo quindi di cercare qui un alloggio e proseguiamo. Passiamo velocemente dalle scogliere che ospitano i resti del Castello di Dunluce e raggiungiamo quindi il Giant's Causeway che è quasi sera.
Troviamo due stanze allo Smugglers Inn, un hotel posto a poco più di un chilometro dal parcheggio (il Giant's Causeway si visita a piedi).
Visto che i turisti sono numerosissimi, Stefano e Cristina hanno un'idea: cena subito dopo la doccia poi, in 'borghese' (scarpe da ginnastica, felpa... e solo il casco in testa), scendere alla scogliera e visitarla sfruttando le due ultime ore di sole. L'idea è azzeccatissima: la folla non c'è più, ed i 40.000 esagoni sono tutti per noi, illuminati tra l'altro dal sole che, dopo essere stato coperto per ore dalle nuvole, ci regala i suoi ultimi raggi per un tramonto indimenticabile. Siamo soddisfatti. Una serata perfetta, chiusa allo Smugglers Inn da 4 'Irish Coffee' al bar dell'albergo, ascoltando musica dal vivo.
Giant's Causeway
Giant's Causeway

Giant's Causeway
Giant's Causeway
Giant's Causeway
Giant's Causeway
The Smugglers Inn, nei pressi del Giant's Causeway
 L'itinerario della giornata:
La mappa
 

venerdì 1 luglio 2011

Irlanda 2011 - day 8

Venerdì 1 luglio, dopo l'ottima colazione (lo ammettiamo: tra Gran Bretagna e Irlanda NON abbiamo mai trovato una colazione che non potesse essere definita almeno come 'ottima'), ripartendo dal porticciolo addormentato di Cleggan, finiamo di vedere alcuni splendidi scorci di Connemara.
Ci fermiamo anche a 'studiare' una delle torbiere che da queste parti sono evidentemente molto importanti per fornire combustibile alle case... sono innumerevoli i camioncini che trasportano i sacchi della torba fatta a pezzettini e poi fatta seccare.
torbiere
torbiere
Attraversiamo altra verdissima campagna. Non riesco ovviamente ad annotare tutti le località del percorso, ma sicuramente passiamo da Westport, Newport e da Strandhill, una sorta di 'lido' di Sligo, popolata dai surfisti.
Westport
Sulle strade del Donegal...
Strandhill
Strandhill
Raggiungiamo finalmente le scogliere di Slieve League, raggiungibili anche in moto su una stradina stretta e tortuosa in parte a strapiombo sull'Oceano... bellissime!!! Ne restiamo incantati ad ammirare le onde che si frantumano sugli scogli. A mio parere sono ancora più emozionanti delle famose Cliffs of Moher.
Slieve League
Slieve League
Slieve League
Slieve League

Slieve League
Guardando la cartina dell'itinerario e gli appunti che Cristina e Stefano hanno preparato per questo splendido viaggio, cominciamo a pensare che forse abbiamo messo troppa carne al fuoco... finora siamo stati fortunati: nessun inconveniente, tempo clemente... ma non è che poi dovremo 'correre' tralasciando mète irrinunciabili? L'Irlanda non solo è vasta, ma anche le strade (ovviamente quelle secondarie, quelle costiere, quelle... belle!) sono abbastanza lente (e sconnesse, qui all'ovest). Operiamo quindi un taglio e dalle Slieve League puntiamo su Ardara, Glenties, Fintown, per raggiungere in linea quasi retta Malin Head.
Tra Ardara e Glenies annotiamo il secondo passo: il Glengesh pass e fotografiamo per catalogarlo nella collezione!
Glengesh pass
Si sta facendo sera e ci rendiamo conto che in giornata non raggiungeremo certamente Malin Head. Ad ora di cena troviamo, a Buncrana, una dignitosa sistemazione in una economicissima Guesthouse... Buncrana, pur essendo affacciata sullo Lough Swilly, è una cittadina che ha visto tempi migliori e dove il turismo pare essere sconosciuto.
La spiaggia, d'altronde, è dominata da una fabbrica della Fruit of the Loom moderna, di notevoli dimensioni ma... dismessa ed abbandonata, probabilmente travolta negli ultimi anni dalla delocalizzazione in Asia che ha spazzato via l'industria tessile europea... un enorme 'buco nero' che fa riflettere, vista anche la modernità dell'impianto, di un investimento che sicuramente non ha visto concludersi il proprio ammortamento, e che ha prodotto in Buncrana una enorme serie di negozi e ristoranti chiusi...
Buncrana
L'itinerario della giornata: