sabato 17 ottobre 2009

La vergogna di essere italiani

A Belusconi ed ai suoi servitori le regole stanno strette.
Eppure vincere le elezioni dà diritto a governare nel rispetto delle regole e delle leggi, non ad essere proprietario supremo del Paese e dei diritti di tutti i cittadini.
Vorrebbe un Paese dove nessuno lo possa neppure criticare, dove Radio, TV, giornali incensino ogni giorno il sovrano, le sue intuizioni geniali, la sua bontà, la sua bellezza ed intelligenza.
Non basta essere proprietario di tre tv nazionali e di alcuni giornali. Non basta avere colonizzato con giornalisti asserviti Rai1 e quasi tutta Rai2 (dove si salva solo Anno Zero) e di mettere in discussione ogni giorno ciò che "passa" su Rai3... Berlusconi vorrebbe anche controllare gli altri giornali, gli altri telegiornali, le menti di tutti noi. Giudici compresi, perchè anche quelli li vorrebbe asserviti.
Probabilmente vincerebbe le elezioni anche oggi, ma ormai l'Italia dei berluscones, è avviata ad essere trattata dagli altri Paesi democratici occidentali, come un bubbone populista e pericoloso (oltre che un po' ridicolo).
Ma non c'è ancora un po' di dignità e di cervello in noi italiani?
SVEGLIA!

domenica 11 ottobre 2009

La schiacciata della Consuma... e non solo ;)

11 ottobre: per noi è l'ultima domenica del 2009... sì, Claudia lavora in un negozio all'interno di un Ipermercato, e dalla prossima settimana non si chiude più fino a dopo l'epifania.
E allora, visto che il tempo sembra reggere, ultimo giretto in moto!
Prima d tutto un saluto agli amici di Moto Europa che al Bagno Fantini di Cervia fanno provare le StreetFighter e i Monster Peg Perego ai miniducatisti...
Per provare la Street c'è già la fila, mentre i bambini stanno già provando i miniMonster elettrici Peg Perego, assistiti da una Hostess con una minigonna corta-corta e della gambe lunghissime... ma, ahimè, Claudia non mi permette un giro sui miniMonster ;-)

Al Bagno Fantini la Rossa con la Toro Rosso:

Un saluto di dieci minuti, perchè poi il giro progettato è lunghetto... e la voglia di schiacciata della Consuma, ci porterà a voler raggiungere quel passo, per pranzo!

Da Cervia ci dirigiamo allora verso l'entroterra cercando di evitare le strade più trafficate: Sala, Gatteo, Savignano... dopo qualche chilometro noioso di pianura, quasi senza accorgercene ci troviamo in collina.

Tra Sala e Gatteo il monumento a Casadei:

In pochi chilometri si è in collina...:

La strada è simpatica e subito panoramica. Non ci si può correre perchè l'asfalto è un po' mosso, ma la noia è svanita. Passiamo Sogliano, famosa per le sue fosse dove viene riposto il formaggio per essere invecchiato con le esalazioni metanifere.

Ci dirigiamo per Novafeltria svalicando il Passo del Grillo e quindi immettendoci nella Marecchiese.
E' la statale che porta al Viamaggio. Bella e veloce, in teoria, ma i pratica oramai ultracontrollata da autovelox di ogni forma e dimensione, anche a causa dei comportamenti inaccettabili e incomprensibili di molti motociclsti che mettono ogni volta a repentaglio la propria e la nostra sicurezza, ma che ci fanno passare tutti per pericolosi criminali.

E allora prima di giungere al Viamaggio svoltiamo a destra per il Passo del Frassineto (non segnalato poi da alcun cartello) e dopo una bella discesa in mezzo alla natura raggiungiamo Pieve S. Stefano.

Verso il Passo del Frassineto: qui non ci sono autovelox, ma si va comunque più piano...

Il Passo del Frassineto:

Dopo Pieve c'è la salita per il Passo dello Spino: questa è una di quelle strade che sembrano costruite per correre... una vera e propria istigazione a delinquere. Veloce, paniramica, ben asfaltata... bello, bello, bello!

La pist... ehm... la strada che sale allo Spino:


Passiamo Chiusi della Verna, e subito dopo, lassù sulla destra, vediamo l'eremo.

Scendiamo a Bibbiena e poi passiamo Poppi, dominata dal castello che domina la Piana di Campaldino dove si scontrarono nel XVI secolo Guelfi e Ghibellini.

Da Castel San Nicolo imbocchiamo la splendida strada della Consuma. Sono quasi le due del pomeriggio quando, in cima al Passo, ci sbafiamo una schiacciata con i funghi porcini... ancora più buona del solito, a mio parere!!!!

La strada della Consuma:


La Schiacciata ai funghi porcini:


Dopo aver comprato un'altra schiacciata (e dopo avrla fatta tagliare per riporla nella valigia della Multistrada), scendiamo verso Rufina, poi raggiungiamo Borgo San Lorenzo per rientrare in Romagna per la Colla.

Dalla strada della Consuma a Rufina:

E' pomeriggio inoltrato quando passiamo per Marradi... e per fortuna siamo in moto... la sagra della Castagna ha richiamato migliaia di persone e le strade sono intasate da file chilometriche.

Che caos a Marradi... via subito dal di qui!!!!


Dopo Brisighella c'è la pianura.
Sette ore di moto, un'ottima schiacciata... l'estate è ufficialmente finita ...

La mappa (sono circa 350 chilometri):


Lamps

domenica 4 ottobre 2009

Centoforche, Muraglione, Croce ai Mori, Calla, Forche e... altri 18 tornanti strettini :)

Ecco un'altra ideuzza per un simpatico giretto tra le curve dell'Appenino toscoromagnolo ;-)

Diciamo che partiamo da Forlì (comoda da raggiungere con la Via Emilia o con la A14)...
Ci dirigiamo verso Predappio, località famosa per avere dato i natali ad un dittatore sciagurato che tutt'oggi viene venerato da qualche migliaio di deficienti che danno peraltro da vivere ad alcune attività commerciali predappiesi specializzate in fascisterie...

Giunti a Strada San Zeno, troviamo sulla destra la strada che ci porta a Rocca San Casciano attraverso il Passo Centoforche. E' un percorso divertente (anche se i primi tornanti sono un po' rovinati) e fattibile anche d'inverno, visto che la quota è bassa.

A Rocca S. Casciano ci dirigiamo per il Passo del Muraglione. Non c'è bisogno di scrivere nulla sul Muraglione, è uno dei passi mitici del nostro Appennino: strada divertente, panorami più che piacevoli in un'ampia e verdissima vallata del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Occhio ai decerebrati che, a bordo delle loro moto, scambiano questa strada per una pista, mettendo a repentaglio la loro e la nostra salute. E grazie a questi decerebrati che i nostri passi sono stati infarciti, da altrettanto decerebrati pubblici amministratori, di limiti di velocità astrusi, assurdi e inaccettabili (30, 40, 60) che rendono fuorilegge anche il più tranquillo e sensato mototurista...

Scesi a Dicomano seguiamo le indicazioni per Londa e Stia.
Tra queste due località ci sono 25 chilometri di wilderness... ovvero i 25 chilometri del Passo di Croce ai Mori, strada bellissima che attraversa solo boschi e alture, garantendo panorami mozzafiato e in autunno i colori di un bosco infiammato dalle foglie pronte a cadere.
In cima al passo, in questi giorni, una breve sosta ci garantisce la possibilità di raccogliere le prime castagne da un paio di alberi proprio a bordo strada... e stasera, sul fuoco di legna del camino, inizieremo a sentire i sapori dell'autunno che, pur in ritardo, sta arrivando.

Di nuovo in moto. E la fame comincia a farsi sentire.
Raggiunta Stia svoltiamo a sinistra per il Passo della Calla. Queste sono le mie curve preferite dell'Appennino. Credo siano state disegnate da qualcuno che, magari inconsciamente, le ha disegnate per noi motociclsti... e, tra l'altro, in mezzo ad uno scenario naturale di impareggiabile bellezza: le faggete delle Foreste Casentinesi.

Ci fermiamo all'Alpen Bar (il chiosco sulla strada all'altezza di Campigna) per una piadina bollente con prosciutto e formaggio (Claudia invece si fa tentare da una polenta con i funghi). Diamo un'occhio anche alla MotoGP rischiando di addormentarci... che noia queste 800...

Poi scendiamo verso Santa Sofia, Galeata e da qui prendiamo la strada che passando per il Passo delle Forche ci riporta a Strada San Zeno, e dal di qui verso la pianura.

N.B.: scendendo abbiamo fatto una deviazione divertente: dal centro di Predappio, sulla destra, c'è la stradella che conduce a Rocca delle Caminate (sì, siamo sempre nel ventennio: lì c'era la residenza del Crapùn...). Sono 18 tornanti in salita in pochissimi chilometri. E' un'ottima palestra per prendere le misure ai tornanti stretti.
E dopo un caffè nel barettino in cima, eccola discesa verso Meldola. Questo tratto di strada è molto dissestato a causa di un terreno che "si muove" fin troppo, ma il panorama sulla pianura merita comunque il passaggio.

La rocca di Meldola:

Da Meldola a Forlì o a Cesena (quindi alla Via Emilia o alla A14 è cosa di pochi minuti). Questo itinerario si percorre in quattro/cinque ore escluso trasferimenti, e soste per ricerca/raccolta castagne ;-)

Un lampeggio! 

martedì 29 settembre 2009

Un saluto alle Alpi - giorno 3


Martedì mattina. Anche per il rientro abbiamo scelto una strada che in parte non abbiamo mai percorso. Dopo la prima colazione salutiamo i gentilissimi gestori dell'albergo e ci scaldiamo con un paio di passi già percorsi arrivando qui domenica, la Forcella Aurine ed il Passo Cereda. La giornata è bellissima, ed è un vero peccato rientrare. Claudia ed io riusciremmo a stare a zonzo per queste montagne per tempo indefinito, ne sono convinto. Ma non si può...

Facciamo rotta nuovamente per l'Altipiano di Asiago. Questa volta però nulla di difficile: i tornanti che portano ad Enego sono guidabili e divertenti, ma prima di questa salita ci godiamo la strada fortificata che da Arsiè scende a Primolano, con le incredibili fortificazioni che fanno parte della Tagliata della Scala e Tagliata delle Fontanelle.




E allora ecco la bella salita ad Enego, poi la strada che taglia il verdissimo ed assolato Altipiano: Foza, Gallio, Asiago... e la splendida Statale della Val D'Assa che conduce verso gli altopiani trentini!
Sulla statale della Val D'Assa, prima del Passo di Vezzena, sosta a Malga Fratte: nella borsa c'è spazio per qualche chilo di formaggio e di burro... sono sapori veri, gustosi, che è impossibile ritrovare nei supermercati di città. Qui il fieno, l'erba, i fiori, la vita all'aria aperta delle mucche dona al latte ed ai formaggi, un profumo unico!




Proseguiamo per la Val D'Assa: i tornanti in discesa verso Lavarone sono splendidi. Poi ecco il Passo di Sommo, Folgaria e scendiamo fino a Calliano ammirando dall'alto le mura imponenti di Castel Beseno, per poi seguire le indicazioni per Rovereto ed Ala.
Scendiamo in direzione sud ben attenti a non perdere la salita per il Passo Fittanze della Sega: è a Sdruzzina, subito a sud di Ala.


Si entra così nel cuore dei Monti Lessini. La salita è meravigliosa, a livello della Grigno-Barricata!
Dalla roccia si passa all'ombra del bosco, per poi sbucare tra le cime a pascolo. Non ero mai stato quassù, ma poi ne ho letto in qualche forum mototuristico ed ho cercato di tracciare un percorso da Sdruzzina a Verona Nord... beh, francamente non credevo di vedere dei posti così belli!

Direzione per Erbazzo, poi per Fosse, Sant'Anna di Alfaedo, Fane, Nagrar, S. P. in Cariano e... ci troviamo praticamente a Verona, in mezzo al traffico dal quale ci eravamo disintossicati in questi tre giorni. In due ore la Multistrada ci accompagnerà a Ravenna. Anche quest'anno abbiamo salutato le Alpi, quelle Alpi con le quali avevamo iniziato la stagione motociclistica godendoci il disgelo in aprile. Tra un po' quassù sarà la stagione dei ghiacci e della neve, delle corte giornate vicino al camino. Ma torneranno anche la primavera e l'estate!
L'itinerario di oggi (prima di tornare in pianura):





NOTE: nelle due serate in zona siamo stati ospiti dell'Albergo Stella Alpina di Voltago Agordino, l'unica struttura ricettiva del piccolo paese stretto tra Agordo, la Forcella Aurine ed il Passo Duran. Si tratta di un albergo piccolino e a gestione assolutamente familiare. Se non cercate 'vita' e vetrine (a Voltago c'è solo un alimentari ed una macelleria, oltre al bar-edicola dell'albergo) è un paese che offre grande relax e tranquillità. L'albergo è pulitissimo ed ordinato, i servizi sono nuovi, le stanze risistemate anche se il mobilio è un po' datato. La cucina è casalinga: non offre molte scelte ma è gustosa, semplice e genuina. Per 41 euro a persona per la mezza pensione (garage compreso... ma in un paese così la moto può starsene tranquillamente sotto in strada) direi che il prezzo è giusto: www.hotelstellaalpina.org

lunedì 28 settembre 2009

Un saluto alle Alpi - giorno 2

Lunedì mattina. Ci alziamo come sempre abbastanza presto, e prima delle nove di mattina siamo in movimento... l'aria è frizzante e... il Passo Duran chiuso per lavori di asfaltatura fino alle sei di questa sera. Peccato... dovevamo passare di lì per poi scendere a Longarone... e invece ci tocca affrontare il traffico di Belluno e perdere più di mezz'ora. Sgrunt (sono le sfighe che capitano fuori stagione e tra settimana... ma almeno c'è poco traffico!).



Da Longarone saliamo (i primi tornanti sono spettacolari) verso la Valcellina seguendo il corso del torrente Vajont... e naturalmente la vista della frana che ha sepolto il lago e provocato la tragedia del 1963 è sempre scioccante.


Casso, Erto, il Passo di Sant'Osvaldo poi la Valcellina. Dimentichiamo la tragedia del Vajont e riprendiamo a guidare in scioltezza, assaporando quest'aria pulita di fine estate. Caffè sul Lago di Barcis, poi rotta verso la Carnia: passiamo da Andreis ed imbocchiamo la strada (molto bella, anche se altrettanto strettina) che sale alla Forcella di Pala Barzana e poi, dopo Frisanco ed aver tentato di perderci a Poffabro, ecco i chilometri di wilderness che ragala la Forcella di Monte Rest, l'anonima Forcella di Priuso vicino ad Ampezzo fino al passaggio sul Tagliamento.
Raggiungiamo Ovaro (per un panino) perchè l'obiettivo principale di oggi è un mito del ciclismo: la Sella di Monte Zoncolan. Bellissimo: 1000 metri di dislivello in dieci chilometri, carreggiata strettissima, tornanti secchi, duri, dei veri e propri scalini (uno tra gli ultimi richiede veramente attenzione), accompagnati dalle gigantografie dei grandi della bici.




La discesa è molto più facile e guidabile, ma meno romantica: troppe le stazioni sciistiche in questo versante, ma negli occhi abbiamo ancora il versante eroico dello Zoncolan!


Una volta a Sutrio, pensiamo sia più che giusto rientrare per la al Pesarina. Eccoci allora in direzione Ravascletto e Prato Carnico. Da qui al Cadore non ci sarà altro che natura; boschi, pascoli, alta montagna (se avete il serbatoio piccolo ricordate di non passare Comeglians con poca benzina..): è la Val Pesarina, con la Forcella Lavardet, la Sella Razzo e la Sella Ciampigotto

Poi si scende in Cadore, e a Pieve si va per il Passo Cibiana e per il Passo Duran, sì, perchè ormai le sei di sera sono scoccate, i lavori finiti e possiamo goderci i colori ed i profumi di questo passo senza traffico.



Rientriamo in albergo in tempo per una doccia prima di cena... e non mettiamo neppure in garage la Multi, tanto il paese è tranquillissimo!
L'itinerario di oggi:

domenica 27 settembre 2009

Un saluto alle Alpi - giorno 1

Un itinerario originale per salutare l'Estate 2009

Ultima domenica di settembre 2009. Le previsioni meteo sono da estate piena, abbiamo un paio di giorni di ferie da sfruttare e... partiamo. L'itinerario e gli appunti sono già pronti da tempo. Accendiamo il GPS e diamo un'occhiata agli appunti nella tasca trasparente della Bagster... e in due ore e mezzo di A22 siamo a Rovereto Sud.
Sono convinto di aver trovato una bel itinerario per l'Altipiano, stradine mai percorse, soprattutto.
Saliamo quindi verso Noriglio, inerpicandoci tra i campi coltivati per la statale del Pian delle Fugazze, passiamo il centro del paese e proseguiamo verso Serrada/Folgaria. Già c'è gusto a salire in alto e guardarsi da lassù la noiosa sardostrada appena abbandonata.
Da Serrada seguiamo già le indicazioni per il Passo Coe, che manca alla mia collezione
La strada è molto divertente, il paesaggio bello fino al passo (ma là in cima i troppi impianti di risalita rovinano parecchio l'ambiente), la temperatura è frizzante. Bella la discesa dal Coe verso Tonezza, che in realtà non è solo discesa, perchè si scavalca anche la bella Forcella Valbona (non c'è cartello stradale che la indica), in una zona selvaggia sotto al Forte Campomolon, tra rifugi animati solo da moltissimi amanti della Mountain Bike!

Ma i saliscendi non sono finiti, anzi: da Tonezza, dove fa fin troppo caldo, si sale a Rotzo per tornanti abbastanza stretti ed impegnativi.. ma d'altronde la Multistrada è stata progettata per questo, no?
Eccoci quindi sull'Altipiano dei Sette Comuni, la patria di quel Mario Rigoni Stern che con le sue splendide opere me lo ha fatto conoscere e amare.
Attraversiamo Asiago, fin troppo turistica ormai per un orso come me, raggiungiamo Gallio e da qui svoltiamo a sinistra per la Valle di Campomulo.
Tra pascoli, mandrie ben raccolte già pronte per scendere più in basso, boschi e... sterrata, ci fermiamo a mangiare un panino tra gli abeti, e ben presto siamo pronti per proseguire. La strada sterrata di Campomulo è ben battuta, ma anzichè proseguire verso l'Ortigara prendiamo una sterratina meno facile che, sulla destra, scende subito ripida e poi porta a Barricata, non prima di essersi ricongiunta con la strada asfaltata che proviene da Foza.

Sì perchè una delle poche (credo l'unica) strada di accesso all'Altipiano che io non ho mai percorso è quella che scende appunto da Barricata verso il paese di Grigno, in Valsugana. La strada è un vero gioiello. Ben asfaltata, strettissima, ripidissima, con una vista sulla sottostante Valsugana che è da pelle d'oca. Peccato che il transito sia 'consentito solo ai residenti del Comune di Grigno' e tutti gl altri abitanti del Pianeta Terra debbano chiedere il permesso agli uffici municipali... mah. Comunque merita veramente il viaggio!!!
Dalla Valsugana seguiamo poi le indicazioni per Fiera di Primiero, scavalchiamo il Passo Cereda e poi le Forcelle Aurine, in direzione Agordo.



Abbiamo infatti scelto, per pernottare due notti, Voltago Agordino, in modo da essere comodi per il giretto ad anello di domani... ma siccome è ancora presto per cena, andiamo a vedere la Valle di San Lucano, una valle secondaria vicina appunto a Voltago ma con una gran bella vista sui Monti Pallidi...
Cena in albergo con degli ottimi tortellini di carne in brodo bollente ed un lesso di manzo che ci ha riscaldati non poco, dopo tutti questi chilometri! Buonanotte ;)
L'itinerario di oggi: