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mercoledì 29 aprile 2026

Web d'altri tempi che se ne va

Oggi ci sono strumenti online che permettono di creare siti e blog in un attimo. 25 anni fa un po' di HTML bisognava studiarselo, poi cercare un modo di andare online. Pagando lo spazio web (caro) oppure utilizzando community come Libero che grazie a Digilander ti permettevano di non spendere nulla. 

Nel lontano 2000 iniziai a pubblicare le mie elucubrazioni mentali su moto, politica & piadina con il sito di Gattostanco, poi venne quello in appoggio alla neonata Mailing List (sì, si dialogava via mail, a quei tempi) TDMitalia, poi un effimero minisito dedicato all'Aprilia Futura e successivamente quelli del Battaglione emiliano romagnolo di Internet Riders of Italy e quello dei rari utilizzatori di Ducati ST (ST2, ST3 e ST4)... passatempi senza nessuna velleità professionale da blogger o influencer 😆

Altri tempi. Però quelle pagine, non più aggiornate da almeno una quindicina d'anni, alcune anche più di venti, sono sempre rimaste online... 

Ora Libero comunica che dal 9 giugno tutto sarà cancellato... 

...gli amici di vecchia data possono ancora darvi un'ultima occhiata. ...è incredibile quanto siano invecchiate e quanto sia cambiato il web, quasi quanto il colore dei nostri capelli ...per chi ce li ha ancora 🙂

https://digilander.libero.it/gattostanco

https://digilander.libero.it/tdmitalia

https://digilander.libero.it/rst1000futura

https://digilander.libero.it/ducatist

https://digilander.libero.it/IRIber/








giovedì 6 agosto 2020

Con la miniMulti sulle Alpi

Salendo a Piancavallo
Estate 2020. Un'estate strana. Il turismo è azzoppato dalla pandemia, che per molti ha significato anche la perdita di reddito e/o di giorni di ferie. Però chi ha la fortuna di aver ancora la possibilità, in questo periodo, di staccare la spina e godersi la propria passione per girovagare senza fretta e senza impegni tra le montagne, credo dovrebbe avere quasi l'obbligo morale di contribuire a far girare l'asfittica economia del comparto turistico.
Che questa venga considerata una scusa, o meno, francamente non mi importa granchè. Claudia ed io comunque abbiamo riempito borse e baule della miniMulti e ci siamo diretti verso nord.
DOMENICA 26 LUGLIO
Per essere l'ultima domenica di luglio, il traffico sulla statale Romea è davvero scarso. E rimane molto scorrevole anche in tangenziale a Mestre. Viaggio nei limiti, e nonostante il pieno carico la Multi950 consuma davvero poco. All'altezza di Conegliano lasciamo la A27 per la A28, ed usciamo a Sacile, e continuiamo a dirigersi a nord tramite strade secondarie, in una campagna ricca anche delle villette probabilmente realizzate ed abitate dai tanti militari della vicina Base NATO. Infatti giungiamo nei pressi di Aviano, da dove parte la splendida strada che, ripida, sale a Piancavallo.
Panorama da Cazzaso Nuova
La strada è splendida, peccato il 'solito' burocrate abbia posto il ridicolo limite di 40 all'ora.
Immagino che questa strada porti a correre, sia in moto che in auto, ma questo, a mio parere, NON giustifica l'apposizione di limiti così assurdi rispetto ai mezzi moderni.
Un Ente pubblico SERIO porrebbe limiti seri e li farebbe rispettare. Metterne di troppo bassi, semplicemente, punisce tutti, rendendoci TUTTI passibili di sanzioni (perchè, diciamolo forte e chiaro: i 40 non li fa nessuno. Ma in quella strada, se fai i 70, non ti ammazzi e non ammazzi nessuno. Al contrario, chi correva prima fregandosene di limiti e sicurezza altrui, probabilmente corre anche adesso.
E' il solito problema italiano: poca serietà della Politica e della Pubblica Amministrazione. Se c'è un problema, lo si scarica su qualcun altro. C'è chi corre? Non ho forze per controllare il territorio? Metto i 40, così chiunque scivoli, è in colpa. Ed io, politico cialtrone, non ho più alcuna responsabilità sugli incidenti stradali.
In realtà, così facendo, stiamo abituando TUTTI gli utenti della strada, anche quelli di buonsenso, a considerare assurde ed irrispettabili le regole. Stiamo facendo un danno irreparabile al senso civico degli italiani. In questo senso CHI pone questi limiti ridicoli e assurdi, andrebbe cacciato a pedate. Purtroppo ciò non avviene. E infatti nel nostro Paese è semplicemente sempre più sgradevole muoversi, viverci, avere a che fare con le Istituzioni.
Ma torniamo al mototurismo.
Nonostante i cartelli con i limiti insulsi portino a guardare più se avanti c'è un trappolone con velox o telelaser, il panorama è davvero bello (peccato la foschia, accidenti).
Arriviamo in cima e ci fermiamo un po'. Poi arriviamo a Piancavallo (stazione sciistica non memorabile architettonicamente) e scendiamo su una stradella ben più stretta fino a Barcis ed al suo lago. Qui ci sono lavori in corso e purtroppo strada e piazzale panoramico sono un po' ingombri di mezzi d'opera.
Salendo alla Forcella di Pala Barzana
La domenica estiva ha evidentemente portato molte persone a salire in montagna dalla pianura sottostante, perchè in zona Barcis-Andreis c'è parecchio traffico. Ad Andreis ci facciamo fare due panini ma decidiamo di salire un po' per starcene in pace.
Dopo un po' troviamo un cartello che ci informa che la Forcella di Pala Barzana è chiusa. Mentre stiamo pensando se provare ad andare a vedere comunque se in moto si passa, scende una coppia in moto che ci tranquillizza: c'è un breve tratto di sterrato un po' smosso a causa di un cedimento della strada, ma si passa.
In effetti la miniMulti non ha alcun problema a passare, e in cima al passo ci mangiamo soddisfatti i nostri panini al riparo della struttura che gli Alpini utilizzano per le loro iniziative... e tenendo d'occhio il cielo, che in effetti comincia a mostrare qualche nuvolone nero e minaccioso.
Il tracciato della Forcella di Pala Barzana è stretto ma molto bello. Scesi, giungiamo al Lago di Redona e proseguiamo in mezzo al verde per il Passo Rest. Dopo aver attraversato anche il largo letto del Tagliamento passiamo da Priuso (Forcella omonima) e a Villa Santina lasciamo la strada statale 52 per la Strada provinciale 44 che sale a Lauco.
Il mio continuo ricercare strade nuove e poco trafficate ogni tanto mi regala belle sorprese, ed è proprio questo il caso: fino a Lauco una quindicina di tornanti ben tenuti e ben guidabili ci portano in quota. Lauco è un paesino molto ben tenuto con una bella vista sulle vallate circostanti. Ci fermiamo per un caffè, ma se fosse stato già ora di fermarci, ci saremmo fermati molto volentieri nell'unico bar-ristorante-albergo-pizzeria, che ci è sembrato molto accogliente. Bravi!
Salendo al Monte Croce Carnico
Vinaio
, Plugna, Fusea, Cazzaso Nuova: frazioni e piccoli nuclei di case che si sussuegono in questo tracciato molto tranquillo e spesso panoramico (anche se sempre più stretto) finché, a Zuglio, ritroviamo la 'statale' che ci riporta in direzione nord. Dalle parti di Paluzza ci raggiunge anche un fronte nuvoloso molto minaccioso: indossiamo l'antipioggia appena in tempo, ed i tornanti del Passo di Monte Croce Carnico in pratica non li vediamo, in mezzo ad una tormenta di acqua e vento. Ma la Multistrada è una moto sana, che si guida con sicurezza anche in mezzo alle intemperie. Svalichiamo e, presto, in Austria la pioggia cessa e riusciamo pure ad asciugarci nella discesa del Gailbergsattel a nord di Kotschach-Mauthen.
A Dolsach svoltiamo a destra per Winklern e poi siamo 'a casa': l'IselsbergPass, Dollach... l'accoglienza di Frau Gertude ci aspetta (sperando che abbia una stanza, perchè, come al solito, non abbiamo telefonato).

FRAU GERTRUDE
Claudia con Frau Gertrude
Nel report di quest'anno vorrei aprire un breve capitolo per Frau Gertrude Kahn.
A fine agosto di 18 anni fa (sì era il 2002: per la prima volta viaggiavamo in Europa con in tasca la comodissima Moneta comune, ma a mente facevamo ancora i conti in Lire) giungemmo di sera a Dollach/Grosskircheim, per andare la mattina successiva per la prima volta al Grossglockner.
Su questo blog c'è ancora il report nel quale raccontiamo che '...nel centro del paesino vediamo una bandierina con una moto e la scritta Motofarrad Wilkommen (o qualcosa del genere): neppure il tempo di mettere il piede a terra e un bersagliere austriaco di sesso femminile ci ordina fermamente "Fenite ti sopra a fetere Kamera! Se fa pene sono fenti euro a testa, kompresa GROSSA kolazione".
La pensione Kahn (certamente non recente nel mobilio o nelle dotazioni) è tenuta benissimo. La gentilezza di Frau Gertrude è fantastica. La colazione dell'indomani mattina sfamerebbe una compagnia di KaiserJaeger. Il giardino è attiguo alla stalla, dove vive (benino, mi pare) anche un simpatico pony a disposizione dei piccoli ospiti.
Ci consiglia, per la cena, il ristorante dell'Hotel Post: beh, consiglio di valore. Io opto per uno spezzatino di Bambi con canederli di pane, fagiolini arrotolati e scottati nello speck, uva, funghi e marmellata di mirtilli. Claudia apprezza un Wiener Tafelspitz. Poi il dolce: due splendidi strudel affogati nella crema di vaniglia calda. Aggiungete un ottimo mezzo litro di vernatsch locale...'.
In questi 18 anni siamo tornati spesso al Grossglockner, e quasi sempre ci siamo fermati nella pensioncina di Frau Gertrude, ed anche a cena al Post.
Alla Pension Kahn quel pony non c'è più, ma nonostante gli anni che passavano, qualche acciacco e qualche lutto familiare che nel corso del tempo purtroppo hanno colpito anche lei, la gentilezza, la pulizia, la golosità delle merende offerte sul terrazzo il pomeriggio, o le grosse colazioni mattutine, non ci hanno mai fatto desiderare un albergo più moderno o pesare l'assenza di phon o TV.
Nel 2006 con la Griso
Quest'anno, una Frau Gertrude in ottima forma (ma anche un po' commossa) ci ha detto che, dopo 49 anni di attivita, il 31 ottobre 2020 la Fruhstuckpension Kahn chiuderà, e dopo una necessaria ristrutturazione diventerà la casa di famiglia, dove arriveranno anche il figlio ed i nipoti.
Se chi, in questi anni, ha apprezzato le sue torte, i suoi krapfen e la sua gentilezza, vuole fare l'ultimo passaggio alla Pension Kahn di Dollach per salutarla, non ha rimasto molto tempo...
Il tempo passa per tutti. Guardo le foto di quel 2002 e mi vedo senza capelli bianchi e con una moto giapponese... oggi la miniMulti ha passato una notte in garage, protetta dal solito temporale notturno, come tante altre mie moto prima di lei.
E allora: grazie Gertrude. La tua Ospitalità e la tua gentilezza rimarranno indimenticabili e probabilmente inarrivabili. Ed il mototurismo non è fatto solo di curve e di strade, di passi e di foto. E' fatto anche di incontri, di emozioni e, molto, anche di ricordi. Che valgono molto più delle classifiche chilometriche o del numero dei passi percorsi.

Come avete potuto immaginare, la stanza era disponibile. La nostra preferita, la numero cinque, quella d'angolo. Frau Gertrude ci offre un caffè in terrazzo e ci dà la notizia della sua scelta di chiudere (vedi qui sopra), poi ci lascia andare a fare la doccia e telefona al ristorante del Post per prenotare il nostro tavolo... è una gentilezza che ormai ci è consueta. Un'altra delle cose che ci mancheranno.
Dopo due passi per sgranchirci nella sonnolenta e rilassantissima Dollach, ci godiamo una cena davvero ottima. Nel frattempo è piovuto, ma la miniMulti era in garage, noi dotati di ombrelli, quindi nessun problema. Andiamo a nanna sapendo che domattina probabilmente sarà l'ultima volta che affronteremo la GROSSA kolazione di Haus Kahn!

LUNEDI 27 LUGLIO
I prati attorno a Dollach sono inondati dal sole, stamattina. Quando, dopo colazione, salutiamo Frau Gertrude, siamo tutti un po' commossi. Ma il Grossglockner ci chiama. E alle 9 di mattina non c'è traffico, l'asfalto è asciutto, e l'aria neppure troppo fredda... wow... su quelle curve dimentichi i 27 euro d'ingresso. Guidi, prendi il ritmo, poi rallenti per guardare il panorama, poi torni a guidare. Limite 100 all'ora e linea tratteggiata (tranne che nei punti pericolosi, dove comprendi il motivo della limitazione imposta). Questa è civiltà. Qui se non fai il cretino, a guidare ti diverti, anche perché questa strada è stata costruita apposta, ottant'anni fa: per essere guidabile e divertente, e nonostante si sia in quota, spesso ci sono gli spazi per sorpassare i veicoli lenti.
Il Grossglockner è un parco giochi:
non solo l'ottimo asfalto, le tante curve, ma anche i tanti punti panoramici, gli shop, i musei, le gallerie, i punti ristoro. Saliamo all'Edelweissspitze, poi raggiungiamo il casello nord e torniamo indietro. Ci fermiamo all'Hochtor e al Franz-Josefs Hohe, dove purtroppo si assiste all'agonia di ciò che resta del ghiacciaio del Pasterze. Un po' di souvenir, un po' di Gurktaler da portare a casa... è già quasi mezzogiorno quando usciamo e ci dirigiamo a sud, ripassando per Dollach (ma questa volta affontando la 'kleinestrasse', cioè la stretta strada alta che si prende da un tornate prima di Heiligenblut), poi passando Lienz, attraversando la verdissima Defereggental, trovando il semaforo verde sul Passo Stalle e scendendo in Italia lungo la Valle di Anterselva. E' caldo. Passiamo Valdaora, saliamo gli splendidi tornanti, i prati ed i boschi del Passo Furcia e raggiungiamo San Vigilio di Marebbe.
Notiamo un Garnì che non sembra troppo fighetto e ci fermiamo per chiedere una stanza. Alla reception non 'è nessuno, quindi Claudia si mette alla ricerca di qualcuno all'interno... io come sempre sto fuori.
Arriva un ragazzo di una volta (direi sugli ottanta...) con una bici a pedalata assistita, e ci mettiamo a fare due chiacchiere intanto che aspetto che torni Claudia.
'Eh, ci ho passato la vita, sulle moto - mi dice guardando la Multistrada - ma da quattro anni, con l'età, sono dovuto passare alla bici. Però con questa ogni giorno mi faccio più di un passo. Sai, adesso ne ho 90. Ho guidato la moto fino agli 86.'
'Beh, è ancora in forma - dico - gliene avrei dati almeno 10 di meno. Ma ha mai guidato una Ducati?'
'Ci ho fatto 46 record mondiali con il Siluro Marianna - mi dice senza alcuna pietà 😊 ma anche senza alterigia - se vai al Museo Ducati è esposto lì.' E mi saluta pedalando con la sua bici a pedalata assistita.
Io al Museo Ducati so sono stato due o tre volte, ed il Siluro del 1956 l'ho visto e lo ricordo.
A San Viglilio di Marebbe, dove poi quel Garnì non aveva la stanza libera per noi, ho incontrato Santo Ciceri. E' in piena forma. Non va più in moto, ma pedala ancora 😏
Abbandoniamo l'idea di dormire a San Vigilio, facciamo qualche chilometro e troviamo un gran bell'Albergo a San Martino in Badia. Doccia, due passi, aperitivo e cena all'aperto, rendono ottima anche la serata. E come sempre a nanna presto.

MARTEDI 28 LUGLIO
Passo Giovo
Dopo un'ottima colazione lasciamo l'Albergo/Gasthof Dasser, carichiamo le borse nelle valigie della Multi e ripartiamo... oggi l'itinerario prevede belle strade, qualche passo secondario e... tante curve. Ma non è una novità.
L'attraversata Passo delle Erbe - Passo d'Eores mi è sempre piaciuta davvero tanto. I primi tornanti ci portano fino ad Antermoia, poi a Funes... scendiamo per un brevissimo tratto nella vallata dell'Isarco e saliamo immediatamente verso Villandro per rimanere in quota il più possibile. L'idea è di attraversare Renon e Val Sarentino. Purtroppo, dopo un po', troviamo chiusa ed intransitabile la strada per Barbiano. Non riusciamo a capire se ci si possa arrivare senza scendere a Bolzano, valle per valle, decidiamo di abbandonare Renon e Val Sarentino e far rotta verso nord sulla statale del Brennero. Bressanone, Fortezza, Vipiteno, e finalmente siamo ai tornanti che si inerpicano verso il Passo del Giovo, sempre davvero esaltante in moto.
Passo del Rombo
Ci fermiamo un po' a sfamarci con una splendida fetta di Torta Foresta Nera, e scendiamo verso la Val Passiria... anche la salita al Passo del Rombo è sempre avvincente. I paesaggi sono d
avvero splendidi, i punti panoramici che ci invitano ad una sosta sono fin troppi e... incidono sul ritmo :-)
In realtà non abbiamo nessuna fretta, non ho mai corso, in moto, e con l'età mi accorgo di essere anche sempre più lento e prudente.
Mentre scendiamo, dopo aver consultato le previsioni meteo ed annusato l'aria come montanari espertissimi, la decisione è presa: ci fermeremo per la notte sul Lago di Resia, e domani saliremo lo splendido Umbrail, il Re Stelvio e il meraviglioso Gavia.
Il Lago di Resia (in realtà sarebbe di Curon, visto che il paese è Curon Venosta) di sera è più bello: spariti i pullman, le file delle auto, dei ciclisti e degli altri motociclisti, nel dopocena è tutto nostro. Lago, campanile e nuvoloni in arrivo si lasciano fotografare senza presenze estranee... bello!

MERCOLEDI 29 LUGLIO
Salendo allo Stelvio
Lasciamo l'Hotel Theiner andando a velocità molto ridotta: la vallata è ancora in ombra e noi non abbiamo indossato nulla oltre al traforato e la t-shirt... altro che limiti di velocità trentini, qui, in questi primi chilometri, potrebbero multarci per intralcio al traffico veicolare!
Ieri, come sempre, avevamo trovato molto traffico tra Merano e la Val Venosta... oggi però a Malles Venosta svoltiamo subito verso la Svizzera, quindi non avremo problemi in tal senso.
Il Valico di confine di Tubre è sempre un bel modo di entrare in Svizzera: piccoli storici e caratteristici paesi lungo la strada, fino ad arrivare alla verdissima Val Mustair.
A Santa Maria Val Mustair noi troviamo, a sinistra, l'indicazione per l'Umbrail Pass... ed è un bel salire in montagna, anche se ormai da una decina d'anni non c'è più quel tratto di sterrato che faceva tanto 'avventura alpina'.
Il tempo di una foto, in cima all'Umbrail, e di indossare almeno la membrana antivento sotto al traforato, e siamo già in salita verso il Passo dello Stelvio.
E' presto, non c'è traffico, non c'è folla. E' tutto come piace a me.
Discesa del Gavia
Ed il cappuccino scalda-ossa del Genziana è davvero il miglior Cappuccino degli ultimi mesi... non so se sarà stato a causa del freddo, del fatto di essere allo Stelvio, in ferie, con la nostra moto, liberi di fare quel che ci pare... ma è davvero buonissimo :-)
Scendiamo verso Bormio, diamo un'occhiata alle novità si Santa Caterina Valfurva, località nella quale qualche anno fa passammo una bellissima settimana a scarpinare tra rifugi e ghiacciai, e poi è ora di salire al Passo Gavia. OK, il versante di Santa Caterina è quello più facile, ma l'asfalto è davvero distrutto. Un Passo così bello meriterebbe una manutenzione decisamente maggiore e migliore.
E siccome è passato da poco mezzogiorno, ci regaliamo un piatto di splendidi pizzoccheri montanari al Rifugio Bonetta, annaffiati da un po' di rosso.
La discesa verso Ponte di Legno è il VERO GAVIA: strada stretta, in alcuni tratti dissestata (non inganni il breve tratto appena asfaltato in cima)ma che panorami!
A Ponte di Legno ci allunghiamo a fare benzina.
Sì, perchè il Tonale è in Trentino, ed io quest'anno il Trentino lo boicotto, ed ho intenzione di NON lasciare un solo Euro in quel territorio, almeno fino a quando fino a quando la Provincia Autonoma di Trento non tornerà sulla propria decisione di imporre, su alcune strade, limiti più bassi per le moto che per auto o camper. Un'assurdità pericolosa e vessatoria, una scelta populista di una politica incapace di controllare il territorio ed i comportamenti degli utenti, e che quindi lanciano 'gride manzoniane' che allontanano i cittadini onesti e sensati dalle Istituzioni. Per approfondire: QUI
Limiti assurdi e pericolosi
E infatti anche il caffè ci fermiamo a prenderlo in un bar nella zona lombarda...
Scendiamo provando a rispettare i nuovi limiti di velocità solo per le moto: certo, in certe curve solo Dovizioso ha problemi a rimanere nei limiti, ma in tanti tratti, rischi che una bici ti sorpassi.
E quando a volerti sorpassare è un'auto o un camper, la cosa non è piacevole. Brutto il populismo di politici da quattro soldi.
Percorriamo tutta la Val di Sole fino a Cles, e poi saliamo a nord verso Livo e Rumo in direzione nord, verso l'invisibile Passo Castrin (la strada è bellissima, peccato che il passo sia stato fatto sparire da una moderna galleria). Planiamo sulla Val d'Ultimo. E' Alto Adige, niente boicottaggio, qui. Troviamo, proprio sulla diga del Lago di Zoppolo, il Garnì Seerast. Stanza e cortesia ottime, terrazzo panoramico sulla valle e che ben ripara chi sta a godersi i lampi del temporale in arrivo... la miniMulti è riparata dal terrazzo. Buona notte :-)

GIOVEDI 30 LUGLIO
Forcella di Brez
L'idea è quella di attraversare il Trentino senza lasciare altro che un po' di gas di scarico...
Ripartiamo dalla Val d'Ultimo in mezzo alle nubi basse lasciate dal temporale notturno. Le strade sono però già quasi asciutte. La natura qui è davvero bella.
Trotterelliamo verso sud ripassando dalla galleria del Passo Castrin, poi svoltiamo a sinistra per Lauregno, raggiungendo in breve, in mezzo a boschi fittissimi, la Forcella di Brez (nuovo passo da aggiungere alla Collezione!). Appena inizia la discesa cambia anche in maniera improvvisa la vegetazione, che ai pascoli e ai boschi fitti del versante nord, sostituisce roccia e conifere quasi da mediterraneo. Dopo Cloz e Revò attraversiamo il ponte sul Lago di Santa Giustina raggiungendo Cles.
Dermulo, Predaia... tra settimana, nonostante sia ormai fine luglio, il traffico non è asfissiante. Anzi.
Passiamo Spormaggiore e Castel Belfort, Andalo, Molveno.
Prima di Comano Terme svoltiamo a destra sulla ss237 che si precipita a Sarche per tornanti... dopo Ponte Olivetti il TomTom prova a smarrirci tra le stradine cittadine di Castel Madruzzo e Lasino, ma poi ci orientiamo e imbocchiamo la SP85 che sale verso il Bondone.
SP, strada provinciale. La SP85 è semplicemente perfetta: larga, ben asfaltata, con lunghi rettilinei in mezzo ai boschi ed ai pascoli... e sempre la Provincia del leghista Fugatti ha posto il limite a 60 per tutti. Sinceramente, caro il mio Fugatti, mi verrebbe proprio voglia di metterti sulla sella posteriore al posto di Claudia e ti farei vedere quanto siete cialtroni voi di questa Provincia. I 60 sono un limite ridicolo con i mezzi moderni. Ci si sente scemi e presi in giro.
Chi corre, chi si schianta, chi mette a rischio la propria e l'altrui sicurezza, qui non andava ai 70, agli 80, ai 90... qui correva. Allora, cari i miei politici populisti e cialtroni, mettete in campo azioni concrete per fermare i delinquenti che corrono, non rompete le balle alle persone 'normali' e sensate.
Vergognatevi.
Prima di arrivare in cima svoltiamo a destra per la SP25. Qui i limiti sono certamente più sensati (a dire la verità non mi pare neppure che ci siano lungo tutti il percorso): la strada è più stretta, l'asfalto più rovinato. Qui non si corre.
Passiamo Garniga Terme, che credo abbia visto un passato molto più turistico di oggi, e Aldeno, patria della 'mitica' Distilleria Cappelletti (Elisir Nova Salus, Rutaben, Sfumato, le grappe... quante cene abbiamo concluso con le bottiglie di questa piccola distilleria)... ma è ora di pranzo, quindi la tentazione di fare un'eccezione al boicottaggio del Trentino non ha effetto.
Sotto lo sguardo severo di Castel Beseno attraversiamo in fretta (fa caldo!) la Valle dell'Adige e saliamo immediatamente sul bel tracciato che porta a Folgaria e poi allo splendido Passo Coe e Forcella Valbona.
Qui pensiamo di fermarci al Rifugio Melegnon, gestito da un amico di Facebook, ma purtroppo lo troviamo chiuso (solo per quel giorno per impegni familiari... la sfiga ci vede benissimo).
La strada che da Forcella Valbona porta all'Alpe Fiorentini è in parte riasfaltata di fresco. Purtroppo però nuvoloni neri e molta foschia impediscono di apprezzare come meriterebbero gli splendidi panorami.
Al Passo di Sommo svoltiamo verso Lavarone e gli Altopiani di Vezzena e dei Sette Comuni... il Passo di Vezzena e la Val d'Assa sono sempre dei bei percorsi, anche se qui è il Veneto che in alcuni tratti ha posto l'assurdo limite dei 50. OK... la Val d'Assa porta a correre un po' troppo, ma anche qui... i 50? Ma per favore :-(
Arriviamo al conosciuto ed apprezzato Albergo Paradiso di Asiago. Mettiamo la miniMulti nel box proprio prima del temporale serale, ma il tempo di fare la doccia e possiamo uscire per lo spritz di aperitivo.
Cena nel ristorantino sotto l'albergo: in uno dei quattro tavolini sulla strada. Bellissimo. E poi La Locanda ha un menù non certamente chilometrico, ma certamente originale e, soprattutto, appetitoso. Si mangia molto bene, insomma. Se capitate ad Asiago, provatelo!

VENERDI 31 LUGLIO
Ultimo giorno a zonzo per le montagne. Non abbiamo voglia di vedere ed affrontare il traffico del week end.
Partiamo dal Paradiso e ci dirigiamo verso Gallio e Foza, per poi salire, giunti alla piccola frazione di Lazzaretti, verso la Piana di Marcesina.
Wikipedia definisce la Piana di Marcésina come 'un vasto pianoro situato nella parte nord-est dell'Altopiano dei Sette Comuni, tra la provincia di Vicenza e la provincia autonoma di Trento. Per la sua orografia e per il clima rigido viene denominata "la Finlandia d'Italia".
Oggi il sole riscalda anche questa Finlandia, ma il cuore è presto gelato dal vedere cosa ha prodotto qui la Tempesta Vaia di due anni fa. Interi boschi sono stati spazzati via, e quel meraviglioso alternarsi di boschi e pascoli di questa piana, oggi è gravemente ferito da decine di migliaia di alberi secchi sradicati dalla tempesta. E migliaia sono già i tronchi accatastati in attesa di essere portati via...
La Piana però ha ancora il fascino di un territorio punteggiato da malghe e rifugi, dove la presenza delle mucche è decisamente superiore a quella degli umani.
Raggiungiamo anche l'orlo della Piana, ma purtroppo la ripidissima strada che scende a Grigno, in Valsugana, è ancora vietata a tutti coloro non siano residenti qui.
Vabbeh, torniamo indietro e proseguiamo il nostro giro nella piana. Dopo un caffè al Rifugio Marcesina, compriamo un po' d formaggio (stagionato e messo sottovuoto, perchè in pianura ci saranno quasi 40 gradi) a Casera Tombal, nei pressi di Baita Lisser.
Scendiamo dalla Piana e facciamo la 'solita' e stupida foto ricordo a Stoner, poi scendiamo a vedere la Madonna del Buso (e il Buso), poi andiamo a dare un'occhiata alla parte meno 'turistica' dell'Altipiano: Stoccareddo, Puffele... traffico zero, alcuni tratti stradali molto belli e panoramici, fino alla salita per Forcella Granezza (nuova per la Collezione!).
Qui, mentre facciamo la foto di rito al cartello stradale del passo, notiamo in alto una bella malga. E' Malga Mazze Superiori, e scopriamo che offre, oltre ad un panorama infinito, anche ottimi taglieri di formaggi e affettati. Spendiamo niente e ci godiamo il panorama e la leggera brezza che ci fa stare bene seppur protetti solamente dal gazebo giallo di 'Campagna Amica'.
Bello. Buono. Torneremo.
Cominciamo a scendere dall'Altipiano con i tornanti di Via Monte. Calvene, Caltrano... sbuchiamo a Chiuppano a due passi dal casello autostradale di Piovene Rocchette.
Il giro è finito: noi abbiamo tre ore di noiosa e calda pianura per arrivare a casa...
La miniMulti? Consuma poco, è confortevole e sicura come la 1200. Ha meno coppia e meno cavalli, ma è molto pronta a fare tutto ciò che le chiedi. Io mi ci sto trovando molto bene.
L'ALBUM con le FOTO e le sei MAPPE degli itinerari è su Google Foto: QUI

venerdì 28 settembre 2018

Inizio d'autunno sulle Alpi

La strada della Forra
Ultima settimana di settembre: cinque giorni a zonzo per le Alpi: Forra di Tremosine, Valvestino, Nivolet, Sempione e ottovolante Svizzero, Oberalppass e Julier, Bormio, Gavia e Tonale... e Monte Bondone... oltre 2.000 chilometri di gran gusto, in attesa che arrivi l'inverno e poi la nuova stagione.

Domenica 23 settembre
Partiamo convinti che alla fine di settembre si possa andare a vedere la strada della Forra di Tremosine. Calcolo errato: quando arriviamo sul Lago di Garda troviamo fila ovunque... anche motociclisti e ciclisti spesso devono fermarsi perchè non si riesce neppure a sopravanzare le file ferme.
E quando saliamo per Tremosine, ovviamente, anche la strada della Forra è strapiena di moto e di auto.
Bella è bella, ma sapendo quanto traffico abbiamo alle calcagna, non c'è neppure la possibilità di fermarsi per qualche foto in santa pace,,, torneremo, magari tra settimana.
La strada di Valvestino
E' invece molto bella, e poco trafficata, la strada provinciale 58 di Valvestino... pochi paesi, tanto verde e tanti tornanti... raggiungiamo quindi il Lago di Idro per poi arrivare a prendere l'autostrada: l'idea infatti è quella di procedere con un veloce trasferimento autostradale fino ad Ivrea e da qui raggiungere Ceresole Reale per poi affrontare il Colle di Nivolet.
Anche in questo caso abbiamo sbagliato i calcoli: nonostante sia fine settembre ed il pomeriggio appena iniziato, attorno a Milano il 'veloce trasferimento' diventa un penoso incedere tra le file ferme o rallentatissime. Tra l'altro le previsioni meteo assicuravano non più di 25 gradi... noi ne vediamo 30... e con le giacche in Cordura e GoreTex si soffre.
Per fortuna riusciamo a passare questo inferno e lanciamo la Multistrada verso il Piemonte. Durante una sosta diamo un'occhiata sul web agli alberghi di Ceresole Reale e prenotiamo una stanza telefonicamente... almeno se arriveremo tardi non dovremo perdere tempo a cercare qualcosa di aperto.
Scelta comunque azzeccata: l'Albergo Sport è davvero carino ed economico. E a 200 metri c'è lo Chalet del Lago, dove la cena si rivela davvero gradevole.
Spioviggina e si alza il vento. Le previsioni avevano dato per certo un abbassamento della temperatura... ma noi siamo preparati, quindi: buonanotte!

Dal Colle di Nivolet
Lunedì 24 settembre
Il sole ci regala una bella vista, dal terrazzo, del Lago di Ceresole. Affrontiamo una bella colazione e ci lanciamo sul Colle del Nivolet. D'estate è spesso interdetto al traffico privato motorizzato. Un paio d'anni fa eravamo arrivati da queste parti trovando la strada chiusa per lavori... quest'anno l'unico intoppo è di 5 minuti: gli addetti alla manutenzione della strada, imbragati, sono sulla parete a controllare i sassi che potrebbero staccarsi a causa del vento. Ma in pochi minuti ci danno il via.
La strada è bellissima, ed i panorami non sono da meno.
Troviamo alcuni appassionati naturalisti con cui chiacchieriamo un po' di Alpi, di rispetto e di educazione (i maleducati non sono solo tra gli automobilisti o i motociclisti, ma anche ciclisti o camminatori hanno tra di loro gli ignoranti che lasciano rifiuti o non rispettano la natura). Ci permettiamo pure una piccola passeggiata fino ai Laghi Losere, poi riprendiamo la Multistrada.
Sulla Panoramica Zegna
Rifacciamo tutta la valle e poi, per strade secondarie, raggiungiamo Quincinetto, Settimo Vittone, Nomaglio... non ci evitiamo neppure un bel tratto della provinciale sterrata che passa da Zubino. Raggiungiamo Campiglia Cervo per affrontare la bellissima Panoramica Zegna.  Diamo un'occhiata all'orologio: al Sempione non ci arriveremo mai, in giornata... troppo bello il Nivolet, ci ha rapiti per quasi l'intera mattinata... decidiamo allora di arrivare ad Alagna Valsesia. C'eravamo stati una ventina di anni fa, siamo curiosi di rivederla. Arriviamo sul tardo pomeriggio e ci preoccupiamo: tutti gli alberghi sembrano chiusi, ed anche l'ufficio informazioni turistiche.
Mentre siamo fermi in piazza a smanettare con lo smartphone a caccia di un albergo, una ragazza carina si avvicina e 'Scusate, non vorrei essere invadente, ma non è che cercate una stanza? Perchè io avrei un B&B, e visto che oggi quasi tutti sono chiusi...'
Laura è di una gentilezza di altri tempi.
Mette un cartello 'torno subito' nel negozio all'angolo (da dove aveva notato la nostra ricerca disperata di un alloggio) e ci precede al suo B&B L'Aria di Casa (che è davvero un gioiellino).
Anche la Multistrada è contenta di starsene al calduccio, in garage.
Due passi per la bella Alagna, una cenetta al ristorante (un po' caro, ma dove mangiamo un'ottima crema fritta con crema Chantilly e scopriamo un amaro a noi sconosciuto, il Lyscamm), ed è ora di riposare.

Il B&B L'Aria di Casa
Martedì 25 settembre
Ripartiamo da Alagna dopo una colazione davvero gradevole. Laura e Loris sono di una gentilezza e di una dolcezza davvero squisita. 
Spioviggina. La scelta di partire con i completi in GoreTex si rivela azzeccata, non dovendo prevedere fermate per mettere-o-togliere l'antipioggia. Anche la strada del Passo della Colma è bagnata, ed è un peccato, perchè il tracciato con poco traffico e le belle curve in mezzo al bosco sarebbero state un bel po' più divertenti. Bella comunque la discesa panoramica fino al Lago D'Orta!
Passo del Sempione
Un po' noiosa invece la salita fino al Sempione... per il traffico di Domodossola, ma anche per i numerosissimi cantieri che prevedono asfalto rimosso, tratti a senso unico alternato, fermate etc.
Sul Passo del Sempione la temperatura è molto fredda. Ci scaldiamo con un cappuccino ed uno strudel, poi si 'scende' a Briga e verso il Grimsel. Lassù è davvero freddo. La Multistrada, nonostante il sole, segna 4 gradi, ed il cartello, del barettino sul passo, che annuncia il 50% di sconto sui gelati, scatena una risata.
Grimselpass
Il Grimselpass è meraviglioso. I laghetti, di un verde smeraldo e incastonati da bianchissime cascate, sono un paesaggio unico nelle Alpi. Le curve si sussuegono, e poi si affronta il lungo e più selvaggio Susten Pass.
Sono già le cinque passate quando siamo in vista di Andermatt.
Ritroviamo la Gasthaus Tell, in pieno centro, che ci mette a disposizione anche il garage per la Multi. La doccia bollente ci rigenera, e prima di cena facciamo due passi per far riprendere la circolazione alle nostre articolazioni.
I Rostì del Tell sono fantastici, calorici, bollenti... ma quando usciamo dopo cena, la temperatura è davvero invernale. Andiamo a nanna presto, quindi ;-)

Mercoledì 26 settembre
Il mare di nubi sotto il Nufenen
Quando scosto la tenda, la prima auto che passa sotto la nostra stanza è nera, ma ha il tetto bianchissimo: è ghiaccio. Ripartiamo infatti da una Andermatt ammantata di galaverna, e non invidiamo la coppia che ha dormito in una tenda montata accanto al proprio GS. 
Noi saliamo verso il San Gottardo godendoci il vecchio tracciato in porfido della Tremola. Sul display della Multi si accende il simbolo del pericolo ghiaccio, e la temperatura indicata è di due gradi.
Oberalppass
Dopo Airolo entriamo in un banco di nubi, e ne usciamo solo quasi in cima al Nufenenpass... qui la vista è incredibile: il cielo è di un blu intensissimo, e sotto c'è un lago immenso di nubi...
Sono splendidi i tornanti del Furkapass, poi affrontiamo l'Oberalppass, dove il pranzo è rappresentato dall'ovvio cappuccino e apfelstrudel con salsa di vaniglia. Le strade svizzere non sono noiose neppure nel trasferimento verso lo JulierPass (davvero molto bello) e, a metà pomeriggio, siamo già sul Bernina. Ancora la Forcola di Livigno, il Passo d'Eira ed il Foscagno (dopo aver riempito fino all'orlo il serbatoio a Trepalle) ed arriviamo a Bormio, dove troviamo una splendida stanza all'Hotel San Lorenzo (ed il garage per la Multi).
Ci facciamo la doccia in fretta perché vogliamo spendere un po' di soldi alla bottega della Braulio, ma alle sei e tre quarti è gia chiusa... sgrunt.
Ci rimaniamo male, ma poi ci rifacciamo per cena alla steak house lì a fianco... pizziccheri, costata di cervo con polenta e mirtilli splendidi... e un bel Braulio caldo per finire in bellezza. Bormio è davvero piacevole.

Giovedì 27 settembre
Uno dei laghetti nei pressi del Gavia
Ripartiamo da Bormio dopo aver riempito tutti gli spazi rimasti nel bauletto: Il Salumaio è una bottega di tutto rispetto!!!
Freddo è freddo, ma affrontare i tornanti del Passo Gavia di giovedì a fine settembre, è semplicemente meraviglioso. Arriviamo in cima incrociando al massimo un paio di auto e moto... e pochissimi ciclisti infreddoliti.
Purtroppo l'asfalto è ridotto ad uno stato indecente. Recentemente c'è stato l'annuncio che il Giro d'Italia 2019 passerà anche di lì, ma qualche dubbio mi rimane... tra pochi giorni inizierà l'inverno, e a maggio lassù solitamente c'è ancora la neve: come e quando potranno sistemare il fondo stradale? Oppure faranno correre la tappa in mountain bike?
I panorami del Monte Bondone
La giornata è freschina, ma il sole è splendido.
Un po' di smanettoni ci sverniciano sul Tonale, poi arriviamo dalle parti di Trento per salire al Monte Bondone: quel tracciato (noto anche per la famosa corsa in salita) è davvero un circuito, e da lassù il panorama è meraviglioso.
Pranziamo con un ottimo piatto di Spatzle, poi scendiamo verso sud ed in pochi chilometri siamo a Rovereto, dove facciamo benzina e ci infiliamo in autostrada.
L'estate 2018 è finita. Si torna in pianura ed al lavoro. Appuntamento con le Alpi, che presto saranno ammantate di neve e non più a portata di giro in moto per noi romagnoli, a marzo/aprile 2019! 
L'album con 110 foto e le mappe è pubblicato su Google Foto