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domenica 23 novembre 2025

La neve a novembre

Sabato 22 novembre, il nostro Appennino tosco-romagnolo si è svegliato ammantato di bianco, dopo una notte di nevicate...

Ovviamente siamo saliti a Campigna, per fare una breve scarpinata sulla pista forestale di Cullacce, dove c'erano oltre 40 centimetri di neve soffice... ed altra che scendeva dall'alto... bellissimo.

Bellissimo anche godersi il gusto di guida e la sicurezza offerti dal Crosstrek, perchè dopo uno splendido piatto di tortelli a Santa Sofia, siamo saliti prima al passo del Carnaio, poi da lì fino a Sportilia/Spinello per prendere una cioccolata bollente a Sarsina... strade secondarie, belle bianche, sulle quali la Subaru garantisce davvero sicurezza e divertimento...

Le Falken 4 stagioni di serie, oggi con all'attivo più di 12.000 km, mi hanno entusiasmato un po' meno che da nuove sul Grappa 10 mesi fa... in trazione se la cavano ancora molto bene, ma ho l'impressione che abbiano già perso un po' in direzionalità (o forse la neve era diversa... in effetti sotto si era già creato un piccolo strato di ghiaccio...), cmq solo ad andare forte, ben oltre i limiti dell'X-mode... perchè se vai piano, vai davvero dappertutto. 

Sono molto soddisfatto del Crosstrek













giovedì 31 luglio 2025

Ci sono posti...

Ci sono posti nei quali andare almeno una volta nella vita, ed altri dove ci si va per tutta la vita... Campigna, nella sua semplicità, è uno di questi 🥰

Dopo qualche settimana senza guidare la Multi, un po' di allenamento: la vecchia Tiberina, il Passo del Carnaio, Campigna (e la semplice squisitezza dei tortelli, delle bruschette con i funghi e la 'crostaSacher' dell'AlpenBar di Nada e Cristian), il pane montanaro del Corniolo da portare a casa nelle valigie della Multistrada, poi il valico delle Forche ed i 18 tornanti di Rocca delle Caminate, con la vista che spazia su tutta la nostra Romagna fino all'Adriatico. 

Giretto semplice e rilassante, da tranquillo giovedì di ferie...












domenica 12 maggio 2024

Anello del Pratomagno

Sabato 11 maggio, partiamo sulle 9 da Ravenna, giusto il tempo per fare in modo che l'aria di primavera inizi a scaldarsi... dopo un caffè a Ghibullo, ci dirigiamo diretti verso il Passo del Muraglione, sopportando stoicamente gli ancora troppi semafori - per lavori - retaggio del maltempo che un anno fa mise quasi in ginocchio la Romagna.

Scesi a Dicomano proseguiamo fino a Scopeti, e da qui, sulla sinistra, ci godiamo la stradina senza traffico che in mezzo agli ulivi e alle viti, passando per Castiglioni e Pomino ci porta fino a Borselli.

Svoltiamo a destra sulla strada della Consuma fino a raggiungere Diacceto, e da qui con una stradina ripida e strettissima (Google la indica come Poggio Sano) raggiungiamo Pelago ...ci sono anche strade più larghe e meno ripide, ma a me piace cercare il muschio 😀 

Tosi, poi Saltino ed eccoci nell'ombra della foresta di Vallombrosa... aria frizzante e ambiente da Signore degli Anelli... mancano solo Barbalbero e gli Hobbit...

L'abbazia di Vallombrosa, che nelle domeniche di caldo estivo vede i suoi prati cosparsi di turisti accaldati stesi a prendere il sole come se fossero a Rimini, oggi è quasi deserta e silenziosa.

Noi però non siamo interessati all'abbazia, quindi proseguiamo fino al Passo della Croce Vecchia e di qui fino al Rifugio di Secchieta.

Il Monte Secchieta si trova sulla dorsale del Pratomagno. Wikipedia ci spiega che 'a partire dagli anni '60 ci furono tentativi di trasformare il Monte Secchieta in una località sciistica grazie alla realizzazione di tre piste per lo sci alpino e una pista per lo sci di fondo: la vicinanza a Firenze e la possibilità dei servizi offerti dalle vicine località di Saltino e Vallombrosa fecero credere che si potesse rilanciare così il turismo nella zona, benché poco adatta allo sci rispetto alle dirette concorrenti appenniniche. Infatti, pur essendo la sommità della vetta in provincia di Arezzo, Secchieta si trova sul crinale che divide il Casentino dal Valdarno Superiore e, conseguentemente, le province di Arezzo e di Firenze. Gli impianti sciistici hanno funzionato a singhiozzo fino al 1986, poi sono stati successivamente dismessi per la costante assenza di neve e il mancato rinnovo della concessione da parte del Corpo Forestale dello Stato'.

A ricordo di quel tentativo rimane un po' di ferraglia arrugginita di uno skilift, ed un condominio in decadenza dove pare che ancora qualcuno ci abiti o utilizzi l'appartamento ...coraggiosi, da quanto pare corroso il cemento 😕

Dopo due passi per sgranchirsi e per dare un'occhiata ai panorami offerti, davvero belli, decidiamo di fare onore alle meravigliose schiacciate offerte dal Rifugio di Secchieta... meravigliose, davvero, così come sono ottimi i dolci. Il servizio, di tipo self-service, è molto organizzato e veloce. Se aggiungiamo il fatto che i prezzi sono davvero onesti, merita assolutamente una fermata. Consigliato, quindi.


Un centinaio di metri dopo l'asfalto finisce. E' la dorsale del Pratomagno. Bellissima. Andando piano e con cautela la si affronta con qualsiasi moto, anche se, purtroppo, in alcuni tratti l'acqua ha mangiato parecchio, e le pietre spuntano cercando di fare danni ai copertoni, così come occorre fare attenzione agli incavi che si sono creati.

La Multistrada aiuta, e in mappatura Enduro non si fa intimorire, nonostante Claudia ed io non siamo proprio due fuscelli leggeri...



Dopo una sosta a Croce al Cardeto per ammirare con calma i panorami (il plurale è d'obbligo, visto che si tratta di un crinale) scendiamo affrontando la parte più rovinata della strade e, poco dopo aver ritrovato l'asfalto, eccoci a Bagno di Cetica.


L'ultima volta che c'eravamo passati (era il 2018), l'albergo-ristorante era pieno e auto e moto erano parcheggiate ovunque, oggi tutto è in abbandono ed il silenzio è rotto solo da rumore del fiotto d'acqua che esce dalla fontana nei pressi della strada.

Bagno di Cetica è un'antica stazione termale conosciuta e frequentata già in tempi antichissimi, almeno dai tempi dei romani. Purtroppo le vasche sono all'interno dell'Albergo Ristorante San Romolo che, appunto, dal 2019 non ha più riaperto. Qualcuno probabilmente fa un po' di manutenzione al verde, quindi il parco è ancora abbastanza curato...

Noi ripartiamo dopo aver bevuto un paio di sorsi di acqua, raggiungiamo Collagnolo, poi Montemignaio, il cui piccolo centro è curato e ben tenuto ma, purtroppo, dove non vi sono più attività ricettive o ristoranti... dalla piccola piazzetta però si gode una vista mozzafiato proprio sul crinale del Pratomagno che abbiamo appena percorso.


Da Montemignaio arrivare alla Strada della Consuma è un attimo (purtroppo... visto che le curve sono davvero divertenti).

Noi ci fermiamo per un caffè a Scarpaccia, poi mettiamo la mappa Sport e tutto d'un fiato, ci godiamo il ritmo delle meravigliose curve che da Stia portano al Passo della Calla e poi a Campigna.

E' ormai pomeriggio inoltrato... l'orario giusto per fermarsi all'Alpen Bar per uno Spritz con due assaggini di piada fritta e formaggio... e qualche chiacchiera con i motociclisti presenti. Ormai l'Alpen Bar è un vero e proprio punto di ritrovo per tutti i motociclisti. Qui sai che non solo si mangia bene e si spende il giusto, ma che troverai sempre qualche appassionato con cui scambiare chiacchiere, esperienze e suggerimenti sulla passione per le due ruote. 

Noi salutiamo Christian, Nada e Sofia e scendiamo. Arriviamo a Ravenna che sono le sette passate. Un itinerario molto bello, a mio avviso:



sabato 3 febbraio 2024

A febbraio è già primavera

I giorni della merla quest'anno non si sono proprio visti... giusto un po' di gelo in pianura, a causa della nebbia, ma la collina da un mese offre sole e panorami quasi primaverili.

Il primo sabato di febbraio la nebbia si fa da parte già in pianura, quindi andare a fare qualche curva in appennino è un obbligo morale, in vista della pioggia che (si spera) prima o poi dovrà arrivare.

Ci dirigiamo verso Predappio. A Tontola compriamo un po' di pane nell'unico bar-alimentari che offre un servizio al paese, registriamo ben 18 gradi di temperatura che non sono ancora le 11 del mattino e andiamo a dare un'occhiata alla strada del Valico dei Tre Faggi. Quest'estate da questa strada passerà la prima tappa del Tour de France... mi auguro che rifacciano l'asfalto, perchè se non a Parigi non ci arriverà nessuno intero ...ma che dico Parigi? Non arriveranno nemmeno a Premilcuore, in discesa, su questo residuo di asfalto tra buche e ghiaino :-(




La Multistrada comunque non ha problemi a portarci fino al Passo del Muraglione, dove il Bar-Ristorante (ex di Giovanni) ha riaperto dopo un mesetto di meritate ferie... il rapporto qualità/prezzo del pranzo rimane davvero ottimo.



Scendiamo verso la Toscana su un asfalto asciutto e pulito che sembra primaverile.

Dopo Dicomano saliamo per il Passo Croce ai Mori... altri chilometri e chilometri senza tanti paesi e con poco traffico.

Io amo le strade poco trafficate.

Ma amo anche e soprattutto la Bidentina, che da Stia sale al Passo della Calla e poi a Campigna, dove ci fermiamo a salutare Nada e Cristian e a prendere un caffè al loro e nostro Alpen Bar. E' una delle strade che non mi stanco mai di percorrere, in mezzo a quelle faggete secolari.



Rientriamo non senza una sosta per togliere il sale alla Multistrada... è una moto estremamente confortevole, facile e sicura. Se lo merita ;-)