
Il tedesco vestito di bianco con le scarpine rosse continua imperterrito con le sue ingerenze e le sue pressioni. Anche oggi è tornato sul tema dell'eutanasia e della libera scelta degli individui.
"Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio" ha pontificato dal balcone in Piazza S. Pietro.
Ma razza di prete zuccone: lo vuoi capire, sì o no, che ci sono miliardi di persone che NON credono in dio e miliardi di persone che non credono nel tuo dio?
Herr Ratzinger, come al solito, è intervenuto a piedi pari nel dibattito italiano sul caso di Eluana Englaro e nel giorno in cui i vescovi italiani hanno dedicato alla "Forza della Vita nella Sofferenza".
"Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell'amarezza di dure prove fisiche e morali" come al solito lungi da lui e dai suoi preti, la possibilità di immaginare che qualcuno non creda nelle loro storie.
Lontano da loro la possibilità di accettare la libertà delle scelte altrui.
Uno stato confessionale, dove la legge della sua chiesa schiaccia la legge dello Stato ed i diritti dei non credenti o dei diversamente credenti: questo è il sogno del pastore tedesco...
Gott mit uns (Dio è con noi), d'altronde, non era anche scritto nei cinturoni di quell'esercito che doveva creare un Reich millenario?
Che schifo, Herr Ratzinger!