lunedì 27 febbraio 2023

Il PD è finito


Il PD è finito. Che senso ha pagare la tessera, darsi da fare per il circolo, pagarne le spese di gestione, impegnarsi nelle attività, quando poi arrivano quelli che ti danno due euro e decidono?

A che servono gli iscritti? A cucinare salsicce e cappelletti alla Festa de l'Unità? E dove poi arriveranno i fighetti 'indipendenti' e 'più a sinistra' a contestare che la salsiccia è troppo grassa e nei cappelletti c'è troppa noce moscata?

Un partito è un'altra cosa.

E il PD, che era ormai l'ultima forza politica strutturata, si va a sciogliere in quell'assurda e inconcludente (e pericolosa) liquidità che rende la vita più facile ad imbonitori e populisti.

Che senso ha che far scegliere il Segretario di un Partito a chi ti dà due Euro ma potrebbe essere un elettore di Giorgia Meloni o di Fratoianni? Che senso ha un Segretario che non ha la maggioranza tra gli iscritti e probabilmente neppure negli organismi direttivi di quel partito?

Le primarie hanno un senso per decidere il candidato di una coalizione di forze alleate ma diverse, ma in un partito devono decidere gli iscritti, se no non ha più senso iscriversi.

Nel PD di oggi, l'effimero va a distruggere l'organizzazione ed il senso di appartenenza.

Chi ha voluto (e mantenuto) queste regole, è colpevole non solo di aver distrutto il Partito Democratico, ma anche di aver aperto nuove praterie sconfinate al populismo. Populismo che, in questo Paese, quasi sempre fa rima con fascismo o sfascismo.

martedì 10 gennaio 2023

Il limite dei 30, indistintamente, è una vergogna


Rieccoci. Bologna, poi Milano, vanno verso l'imposizione in tutte le vie della città (ad esclusione di poche vie definite 'di scorrimento') del limite di 30 chilometri all'ora. 

Questi limiti così bassi e assurdi, sono l'ennesima cialtronata di politici ecofighetti o incapaci. 

Ecofighetti perchè cavalcano l'onda di un ambientalismo lontano mille miglia dalla vita reale di chi si muove tutti i giorni tra lavoro e attività familiari, e vedono questo limite odioso, sostanzialmente impossibile da rispettare, come un metodo punitivo che porterà ad un minor utilizzo dei veicoli a motore. Non hanno il coraggio di dirlo, ma questo è l'obiettivo finale del loro impegno su questo punto.

Incapaci perchè non in grado di controllare i comportamenti degli utenti della strada e di far rispettare limiti e regole esistenti. In questo modo, con limiti assurdi per le tecnologie odierne, questi Sindaci e questi Assessori si tolgono dalle spalle qualsiasi responsabilità sugli incidenti, ponendola sempre ed esclusivamente su quelle degli utenti. 

Con ADAS e ABS, oggi, i nostri veicoli sono molto più sicuri di sessant'anni fa. E con gli stessi limiti (anzi, spesso ridotti dagli enti proprietari delle strade) i problemi sono dati esclusivamente da chi quelle regole non le rispetta.

I limiti devono essere intelligenti e rispettabili, non 'grida di manzoniana memoria', inutilmente bassi anche dove non servirebbe.

Perchè in quel caso diventano solo la dimostrazione che le Istituzioni sono incapaci di controllare i comportamenti degli utenti della strada, e così facendo ogni automobilista o motociclista diventa un fuorilegge, unendo le persone sensate ai veri delinquenti... che continueranno invece a correre, a non dare le precedenze, a non fermarsi davanti alle strisce...

I Comuni di Bologna e Milano, come molti altri Enti proprietari delle strade che pongono limiti insensati ed esclusivamente punitivi: amministratori pubblici ed esponenti quasi sempre facenti parte di una sinistra dogmatica e saccente, arrogante e petulante, distaccata dal vivere quotidiano delle persone normali, corresponsabili nel distruggere ulteriormente il già limitato senso di rispetto delle regole da parte dei cittadini e che, con questi atteggiamenti di superiorità morale, continuano ovviamente a regalare voti alle destre.

domenica 1 gennaio 2023

Capodanno 2023: auguri

Capodanno 2023: le previsioni indicavano nebbia fitta, invece c'è solo un po' di grigia e triste foschia. La temperatura, per essere il 1° gennaio, è alta già di prima mattina... dove sono finiti i gelidi primi giorni dell'anno nei quali si incidevano nel ghiaccio della galaverna gli auguri?

Ci vestiamo con calma e partiamo alla volta degli Appennini.


L'inversione termica è evidente: da Rocca San Casciano a Portico di Romagna ci sono 13, 14 gradi.

Sul Passo del Muraglione, invece, il vento e qualche nuvola minacciosa riducono la temperatura, ma non hanno limitato il numero di motociclisti che vi si sono dati appuntamento per il primo giro augurale dell'anno: non è facile trovare un posto per la moto, e per arrivare al bancone ci vuole un po' di pazienza.


Salutiamo alcuni amici, ma decidiamo di non fermarci lì per pranzo: scendiamo verso la Toscana, e dopo Dicomano andiamo ad affrontare lo splendido tracciato del Valico di Croce ai Mori... sono 25 chilometri di wilderness assoluta, soprattutto il 1° gennaio. Occorre solo stare un po' attenti alla strada umida e un po' scivolosa, me per il resto è solo divertimento e relax.


A Stia, ovviamente seguiamo le indicazioni per la nostra strada preferita, ovvero il tratto di 'Bidentina' che sale al Passo della Calla. E che alle 13 di Capodanno è assolutamente deserta... a parte la nostra Multistrada.




Svalicato il passo, si scende a Campigna, ed eccoci all'Alpen Bar con una fumante piadina con salsiccia matta in una mano, ed un bicchiere di Sangiovese nell'altra: questo è il modo migliore per iniziare il 2023: auguri, quindi.



Due passi ed un caffè nella sempre accogliente Santa Sofia, poi il rientro in pianura. Anche questo capodanno è andato. L'età avanza con la rapidità di una Blitzkrieg, purtroppo. Godetevela, ragazzi, finchè ce n'è!



Buon 2023 a tutti, comunque 😉


domenica 25 dicembre 2022

Merry Newtonmas!


Il 25 dicembre 1642 nasceva Isaac Newton. Fisico, astronomo, filosofo naturale, teologo, storico e alchimista inglese, considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. Scienza, non superstizione.

Merry Newtonmas 👍

martedì 13 dicembre 2022

Grullini, sinistroidi e verdi chiedono la resa dell'Ucraina senza avere il coraggio di dirlo

Grullini, sinistroidi e verdi, oggi uniti in Parlamento nel chiedere lo stop delle forniture di armi all'Ucraina, uno Stato europeo che sta difendendo il proprio territorio dall'invasione dell'Armata russa di Putin e dagli attacchi continui, giornalieri, che vengono portati con missili e droni alle proprie infrastrutture civili (centrali elettriche, acquedotti, depositi di carburante).

Significa chiedere la resa dell'Ucraina senza avere il coraggio di dirlo, visto che non è il territorio russo ad essere stato invaso.

Grullini, sinistroidi e verdi sono a caccia, ovviamente, dei voti dei milioni di italiani che sono legati alla secolare cultura italiana del 'Franza o Spagna, purché se magna'...  sempre pronti ad inchinarsi al più forte o al più bellicoso, pur di non perdere un soldino o rischiare qualcosa.

Che tristezza di gentaglia. 

Non è certo per loro e con loro che si sono fatti il Risorgimento o la Resistenza. E oggi, questa gentaglia, farebbe la fila per fare un pompino a Putin, in cambio di una fornitura di gas :-( 

domenica 13 novembre 2022

Un 2022 fantastico: vittoria anche in Superbike!


E così, a soli sette giorni di distanza dalla vittoria di Pecco Bagnaia in MotoGP (dove Ducati si è portata a casa anche il Titolo Costruttori e quello per il Team), ecco un'altra Rossa sul tetto del Mondo. La Panigale di Alvaro Bautista ha vinto il Campionato del Mondo Superbike 2022 (e Ducati, anche qui il Titolo Costruttori).

In Superbike Ducati non vinceva il titolo dal 2011, anno dell'affermazione di Carlos Checa.

Per anni Chaz Davies ci aveva esaltato con meravigliose peripezie con  una bicilindrica in affanno contro le quattrocilindri giapponesi. Lo stesso Bautista ci aveva illuso nel 2019 con una Panigale V4 ancora acerba. L'anno 2022 è stato quello in cui da Borgo Panigale si sono annichiliti tutti gli avversari, sia in MotoGP che SBK: gli immensi colossi giapponesi (Honda, Yamaha, Kawasaki, Suzuki), le ricche e grandi BMW e KTM.

Bautista e Bagnaia ci hanno messo poi tanto 'del loro' riuscendo a battere avversari mai domi.

Chi ama le Moto italiane, chi apprezza la tradizione italiana del Motociclismo, ed in particolare chi guida una Ducati, non può che essere orgoglioso di questi successi. Ma non solo in termini sportivi. Si tratta di affermazioni importanti anche per il mercato mondiale delle due ruote. Le Ducati sono moto bellissime e performanti, ovviamente di alta gamma e costose. Ma sono Moto progettate, sviluppate e prodotte a Borgo Panigale, dove lavorano oltre 1.600 persone, per oltre un terzo ingegneri. Un know how diffuso, con tantissimi fornitori grandi e piccoli, noti e meno noti, lungo tutta la Via Emilia. Ma anche con rapporti continui con Scuole Tecniche ed Università emiliano romagnole ed italiane.

Queste affermazioni sportive, così come le prestazioni e la bellezza delle Moto di serie, significano contribuire ad assicurare il futuro a questa realtà.

#forzaDucati, quindi, e bravo Alvaro!