sabato 13 luglio 2019

Matera... e ritorno

direzione Matera
Domenica 7 luglio, partiamo di mattina presto perchè sappiamo già che sarà una giornata molto calda. Inoltre vogliamo 'anticipare' quanto più possibile il traffico di chi è diretto verso le località marine. Imbocchiamo l'autostrada Rimini, e con calma spesso usando il regolatore di velocità proseguiamo verso sud a velocità codice. Il caldo in effetti si fa sentire, il display della Multistrada segna fino a 38 gradi, ma non essendoci traffico il viaggio è rilassante, ci fermiamo spesso per bere qualcosa e facciamo una pausa in uno degli ultimi Autogrill per mangiare un panino. 
Usciamo dall'autostrada a Canosa e in breve ci ritroviamo su una 4 corsie (ex statale, oggi provinciale) che non vede manutenzioni e sfalci della vegetazione ai bordi da molti anni... in alcuni punti lo spazio utile si riduce ad una corsia per senso di marcia. Questo, unito alla presenza di molti rifiuti abbandonati lungo i guardrail e negli svincoli, non è certo un bel biglietto da visita per il nostro Paese, soprattutto considerando il ruolo di Capitale Europea della Cultura affidato a Matera per il 2019.
Passiamo Minervino Murge e Gravina, dove facciamo una breve deviazione per vedere il Castello Svevo (chiuso) e, finalmente, vediamo i primi cartelli indicanti Matera (fino ad ora ci eravamo fidati della rotta fissata sul TomTom).
Matera
Abbiamo prenotato un ottimo albergo a 4 stelle solo per la posizione e la disponibilità del garage per la Multistrada, l’Hotel San Domenico al Piano: è un po' caro, ma è in pieno centro, e questo ci consentirà di lasciare la moto ferma e di girarci la città a piedi. Dopo una doccia, necessaria e rigenerante, a metà pomeriggio siamo già ‘in borghese’ in abiti più leggeri a zonzo per Matera.
Matera è al centro dell’attenzione in questi anni. Si vede che è stata rivitalizzata di recente, lo si percepisce. Non scriverò certamente io un trattato sulle cose da vedere in questa città: semplicemente credo vada visitata. Conoscere come si viveva ancora fino al 1960 nelle case-grotta dei Sassi, utilizzando l’acqua (razionatissima e preziosissima) raccolta nelle enormi cisterne (palombari) è un’esperienza che va assolutamente fatto.
Per altri aspetti Matera un po’ ci ha delusi: la pulizia non proprio all’altezza di una città turistica, il castello chiuso e abbandonato, l'unico sentiero che la unisce alla zona delle grotte chiuso dal febbraio 2017… insomma, credo che agli occhi di un turista mitteleuropeo sia l’ennesimo riproporsi di quell’italianità cialtrona di cui non dovremmo andare proprio fieri…
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Castelmezzano visto da Pietrapertosa
Martedì 9 luglio: dopo un giorno e mezzo a camminare e ad arrampicarci per le scalinate di Matera, finalmente si riparte in moto. Ho tracciato quattro rotte giornaliere tra i parchi ed i passi degli Appennini: l’idea è di rientrare a Ravenna venerdì sera. La Multistrada si accende in un attimo… sembra gradire l’idea di tornare a fare delle curve, ma forse è solo una mia impressione :-)
Usciamo dalla città facendo rotta per il grande Lago di San Giuliano. La vegetazione è bruciata dal sole, solo nei pressi del lago il verde degli alberi aiuta il riposo degli occhi. La strada è una provinciale un po’ disastrata: occorre procedere con cautela a causa del ghiaino e delle buche… noi trotterelliamo godendoci i panorami. Passiamo Grottole e poi Garaguso… da Oliveto Lucano entriamo nel bellissimo bosco del Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane… la strada è anche bella, qui. Poi però troviamo almeno un paio di cantieri stradali contemporanei e ci incasiniamo… lottiamo con il TomTom (dopo 18 anni di Garmin ancora non riesco a destreggiami bene con questo navigatore, quando ci sono degli imprevisti che non ci consentono di seguire al rotta studiata e memorizzata a casa) ma in un modo o nell’altro arriviamo a Castelmezzano. Le Dolomiti Lucane sono davvero emozionanti. Peccato che la strada tra Castelmezzano e Pietrapertosa sia chiusa, e per raggiungere quest’ultima località occorra percorrere una provinciale stretta e semidistrutta lunga 15 chilometri… noi lo facciamo, però, visto che la Multistrada non ha paura di nulla. La vista dall’area di sosta all’uscita di Pietrapertosa merita i chilometri in più. Certo che se fossimo in Romagna, qui un chioschetto/ristorante ci sarebbe già da tempo, e darebbe lavoro a qualche famiglia… ma qui ho l’impressione che non abbiano ancora compreso le potenzialità di questi posti meravigliosi.
Dirigiamo a nord, passiamo Potenza cercando di evitare il centro (mooolto caldo) e ci arrampichiamo verso il Valico di Montrocchio e quello di Monte Romito. Qui la strada è davvero ben tenuta, e le pale eoliche rendono hightech il panorama. Raggiungiamo Muro Lucano, dove prendiamo qualche goccia di acqua. La strada è ancora davvero bella e nel verde, raggiungiamo Castelgrande dove un cantiere stradale ci fa sbagliare strada… ma siccome l’asfalto, le curve ed il panorama ‘meritano’ proseguiamo qualche chilometro fino al Valico di Monte Capuozzo.
Tra Calabritto e Acerno
Poi, però, vista l’ora e le nuvole minacciose, torniamo a Castelgrande per riprendere il nostro itinerario fissato sul TomTom, dirigendoci per Laviano e Calabritto. Da qui ad Acerno la strada provinciale sembra realmente abbandonata e senza manutenzione da anni. Peccato, perché è inserita in un contesto naturale (bosco, monti) davvero bello. 
Da Acerno scendiamo a Giffoni. Il fatto che si tratti di una località nota grazie ad un festival internazionale del cinema ci ha portato a pensare che vi sia presenza di strutture ricettive turistiche. In realtà c’è ben poco. Saliamo al castello (da dove la vista è molto bella): le due locande sono chiuse e non rispondono al telefono (anzi: in un caso rispondono e buttano giù il telefono...). Mah… verrebbe da chiedersi a cosa serva spendere milioni per l’organizzazione del festival, se poi non ci sono ricadute turistiche ed occupazionali nelle altre 50 settimane dell’anno.
Consultiamo il web e troviamo, a pochi chilometri di distanza, Acasamia Wine Resort a San Cipriano Picentino, una struttura tenuta con grande passione che ci ospita con grande gentilezza e cortesia immersa tra noccioleti a perdita d'occhio.
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La chicca; il Passo del Prete Morto ;-)
Mercoledì 10 luglio: la provinciale che da Giffoni passa per Curticelle e arriva a Serino (Google maps la indica come SP25c) è stata costruita davvero bene: sede stradale larga, le pareti della montagna ben fermate con muri di cemento, le curve ampie. Estesi boschi ed in alcuni tratti un panorama sul Salento davvero bello. Peccato che sia senza manutenzione da anni. C’è anche un cartello di divieto d’accesso, ma noi che ormai siamo arrivati fin lì chiediamo ad un abitante in zona che ci chiarisce molto bene, con il suo ‘E vabbehh…’ che lì un cartello di divieto significa che basta fare un po’ di attenzione… più alle mucche che ai sassi, in effetti.
Ecco, anche in questo caso, quando arriviamo in cima al passo (senza nome) dove troviamo un ampio piazzale perfettamente asfaltato, ci chiediamo perché queste infrastrutture non siano manutenzionate e riportate in uso: qui turisti, camminatori, ciclisti e motociclisti potrebbero tranquillamente fare ‘campare’ più famiglie, con un bar ristorante in vetta.
La strada poi scende tra splendidi castagneti fino a Serino. Da qui, grazie all’itinerario deciso già a casa e fissato sul TomTom, evitiamo il centro di Avellino passando poi da Villapastorina, Montesarchio. Da Vitulano poi parte una strada che con dei gran bei tornanti (e bei panorami) sale in quota, e sulla cima è davvero un peccato non ci sia un cartello indicatore del passo. Dopo Solopaca e Cerreto Sannita entriamo nel Parco Regionale del Matese. Qui cominciamo ad apprezzare un ambiente e delle strade decisamente tenute meglio. Il cielo si rannuvola ed in un’area di sosta ci fermiamo ad indossare le antipioggia (così io scopro di aver caricato una sacca sbagliata, dove trovo solo una vecchia giacca antiacqua… sob, temo che arriverò molto bagnato dal pisello in giù :-( ).
Lago del Matese
Bocca della Selva (1393 metri), Sella del Perrone (1257 metri), PASSO DEL PRETE MORTO ;-) (1102 metri) siamo in mezzo alle montagne, questo Parco del Matese è davvero bello, così come lo è il Lago del Matese… oltretutto le nuvole ci graziano e per ora siamo ancora asciutti…
Il prossimo obiettivo è il Parco Nazionale di Abruzzo, ma nel tragitto tra Gallo Matese, Colli a Volturno e Alfedena il cielo comincia a buttar giù acqua a catinelle. La Multistrada protegge bene finchè è in movimento, ma di fronte ad una sosta per un semaforo di un cantiere, chi è senza pantaloni antipioggia inizia ad infradiciarsi, opera che poi si conclude grazie a veri e propri ruscelli d’acqua presenti sulla strada a causa di un vero e proprio fortunale… prima di arrivare a Civitella Alfedena il display della Multi segna anche solo 12 gradi. Le manopole riscaldate mi hanno dato un po’ sollievo, ma non vedo l’ora di poter vuotare gli stivali che si sono riempiti di acqua entrata dall’alto ;-)
Lupi a Civitella Alfedena
Dopo i tre giorni precedenti, dominati dal caldo, 20 gradi in meno sono però un sollievo. Troviamo splendida ospitalità all'Albergo Vecchio Borgo La Torre di Civitella Alfedena, una struttura che consigliamo davvero, perché offre un rapporto qualità/prezzo semplicemente eccezionale... stanza non spaziosissima ma curata e pulitissima, spazio in giardino per la moto (volendo con i lettini per rilassarsi prendendo il sole), cena e colazione di ottimo livello e prezzo esageratamente basso.
Il cielo si è placato. Passeggiamo per la bella, pulita ed ordinata Civitella e andiamo a cercare i lupi. Poi aperitivo e splendida cena in albergo. Phon a palla per asciugare qualcosa :-) Buonanotte!
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La Strada delle Vigne
Giovedì 11 luglio: da Civitella ci godiamo i meravigliosi boschi che abbracciano l’ottimo asfalto della strada che ci porta a Opi, poi a Pescasseroli. Valichiamo il Passo del Diavolo ed il Valico di Gioia Vecchio (1400 metri) che finiranno anch’essi in Collezione. Usciamo dal Parco Nazionale d’Abruzzo, passiamo da Pescina e Collarmele godendoci poi parecchio lo splendido tracciato di Forca Caruso (1107 metri). Una mattinata davvero divertente!
Raggiungiamo Acciano e svoltiamo per San Benedetto in Perillis su strade davvero secondarie.
Tra Navelli ed Ofena si svolta a sinistra e si sale per la Strada delle Vigne, una sorta di piccolo Stelvio che sale a tornanti in direzione di Calascio. Una strada molto bella, emozionante, divertente, che ci fa entrare nello splendido territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Passiamo Castel del Monte, il Valico di Capo La Serra e raggiungiamo, in perfetta ora di pranzo, il Ristoro Mucciante, dove i bracieri sono sempre accesi e Claudia cuoce un po’ di arrosticini. Una sosta davvero divertente, questa, in un contesto naturale incredibilmente affascinante: chilometri e chilometri di altopiano con ripide montagne attorno. WOW!
Claudia cuoca al Mucciante ;-)
Dopo pranzo saliamo a Campo Imperatore, dove fa male vedere chiuso ed abbandonato il Rifugio che vide la prigionìa del Crapùn.
Da Campo Imperatore, la Strada Provinciale di Vasto assicura grande gusto di guida fino a Fonte Cerreto, poi a Campotosto… sono chilometri e chilometri nel nulla. Anche nel nulla per il serbatoio, visto che a Campotosto (tra l’altro qui si cominciano a vedere i danni del terremoto del 2016) ha chiuso il distributore.
E quando scendiamo ad Amatrice scopriamo che occorre fare altri 9 chilometri in direzione Roma per trovare, sulla Salaria, un taciturno ed immusonito distributorista che ci riempie il serbatoio e fa spegnere la spia della riserva alla nostra Mulistrada.
L'Area Food di Amatrice
Torniamo ad Amatrice per la notte.
Non vedrete né qui sul blog, né sull’album di Google Foto, immagini della distruzione di Amatrice.
Non ci siamo fermati qui per fare turismo macabro o sciacallaggio mediatico. Ci siamo fermati ad Amatrice per lasciare un piccolo contributo agli operatori economici che provano a resistere in mezzo ad una distruzione che toglie il fiato e fa venire le lacrime agli occhi.
E’ un contributo piccolo, lo sappiamo, però una stanza per la notte, una cena rigorosamente a base di Amatriciana (buonissima!!!) alla Lanterna, uno dei ristoranti riaperti nella splendida Area Food, una spesa di prodotti tipici da riempire il bauletto… beh, se ci fossero 200 turisti ogni giorno, si salverebbe qualche posto di lavoro in più. E' un suggerimento...
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La vetta del Monte Subasio
Venerdì 12 luglio. Ripassiamo per l’irriconoscibile centro di Amatrice, ma poi vediamo altra distruzione vicino al nostro percorso, come ad esempio Accumoli. Volevamo percorrere la strada di Forca Canapine che porta a Norcia, ma se c’è il modo di imboccarla, noi non l’abbiamo trovato. Come neppure siamo riusciti ad imboccare quella di Forca di Presta. Abbiamo proseguito, con un po’ di groppo in gola per ciò che vedevamo, per la strada statale 4 fin dopo Arquata del Tronto, dove abbiamo svoltato in direzione nord per Roccafluvione, Comunanza, Amandola, Sarnano, Caldarola… poi tramite il Valico di Colfiorito ci siamo portati fino a Spello.
Ultime curve dell'appennino
prima di casa
Qui parte la strada (che poi diventa sterrata) che porta fino alla vetta di Monte Subasio, e che garantisce una splendida vista a 360° su… tutto, comprese le sottostanti Spello ed Assisi.
Scendendo ad Assisi ci facciamo un panino, poi chiediamo al TomTom di portarci in rotta per Ravenna. A Perugia imbocchiamo la E45… e siccome è ancora presto e non ci è passata la voglia di curve, tra Bagno di Romagna e Cesena percorriamo una nostra ‘vecchia’ conoscenza: la Tiberina, ovvero la strada che ha sempre portato dalla Romagna a Roma prima della costruzione della E45.
Un aperitivo a Quarto, ad un’ora da casa, ha posto fine a questi sei giorni di ferie.
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L’Italia è davvero varia e bella. Al sud potrebbero avere prospettive enormi, se solo sapessero organizzarsi per sfruttare un territorio ineguagliabile, eppure un’organizzazione accettabile sembra cominciare ad esserci solo dal Matese o dall’Abruzzo in su.
Colpa dei singoli? Delle istituzioni? Di una cultura dell’attesa? Non lo so. Forse è fin troppo facile criticare quando si nasce in una terra, come la Romagna, dove la società è già sviluppata, organizzata e gli Enti Locali, le Parti Sociali e le Istituzioni funzionano solitamente bene. Però… però un po’ di amarezza resta, quando si pensa ai dati dell’occupazione e alle opportunità non colte in certe aree del nostro Paese.
Ah, la Multistrada è una moto davvero eccezionale. Anche a pieno carico è sempre confortevole, sicura, potente, facile e divertente in ogni situazione. Arrivi a sera dopo ore e ore di curve e tornanti, salite e discese e non vedi l'ora di ripartire all'indomani. E se non corri, la media è ampiamente sopra ai 20 chilometri al litro. Cosa chiedere di più?
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lunedì 10 giugno 2019

Sabato 8 e domenica 9 giugno: mezzo Grossglockner 2019

Sabato 8 e domenica 9 giugno: sì, mezzo Grossglockner, a dire la verità, perchè se fino all'Hochtor Pass abbiamo trovato un tempo splendido, al di là della galleria c'erano solo fittissime, fredde e bagnate nuvole basse, che ci hanno di fatto impedito di godere di alcune viste splendide (come quella dell'Edelweisspitze) e anche delle molte belle curve della aprte nord dell'Alpenstrasse.
in compenso ci siamo divertiti parecchio anche nel trasferimento di andata (con Passo di Sant'Antonio e Monte Croce Comelico) e di quello di ritorno, visto che siamo rientrati in Italia dal Passo Stalle e poi ci siamo regalati la traversata Passo di Furcia, Passo delle Erbe, Passo Eores, prima di infilarci nella A22 del Brennero.
L'accoglienza di Frau Gertrude nella sua Pension Kahn di Dollach Großkirchheim è stata quella di sempre, e visto che siamo rientrati presto in pensione, ci ha ovviamente offerto la sua meravigliosa merenda a base di Caffè, panna, latte, krafen e marmellata di mirtilli servita in terrazzo).
Anche la cena al Ristorante dell'Hotel Post, nel garden, è stata molto gradevole, ed una volta all'anno lo spezzatino di cervo con i canederli, i funghi ed i mirtilli rossi, vale davvero il viaggio.
Le foto (e qualche didascalìa... ma ormai di report sul Grossglockner ce ne sono fin troppi in questo blog) le trovate in questi album di Google Foto o di Facebook

lunedì 27 maggio 2019

Contro il voto di pancia, occorrono umiltà e contatto con la realtà degli italiani

Milioni di italiani, dei porti aperti agli immigrati non ne vogliono sapere... si sono turati il naso e votato la Lega di Salvini, nonostante l'olezzo di olio di ricino che proviene dai toni usati da quelle parti, nonostante atteggiamenti e messaggi da medioevo (i rosari esibiti, il becero retrogrado family-day veronese), nonostante non si sia mai visto un partito che si impegna a rimborsare allo Stato (cioè a noi... che invece dobbiamo pagare tutto e subito) 49.000.000 di Euro in quasi un secolo.
E poi si sono turati il naso anche quelli che vedono, nei cinquestelle sciaguratamente al potere, dei veri e propri 'tappi' che impediscono la realizzazione delle infrastrutture necessarie come strade, tav, metanodotti, trivellazioni in Adriatico etc.
E allora un risultato molto chiaro (ovviamente in estrema semplificazione): il sud assistenzialista ed assistito che continua ad affidarsi a chi promette di fare debito (accumulandolo ovviamente su cittadini e imprese) e regalare il reddito di cittadinanza, un centro dove ancora il 'turarsi il naso' non è ancora di massa, e un nord che non ne può davvero più... non solo non vuole gli immigrati, ma chiede infrastrutture in fretta, anche a costo di dare libertà d'azione a dei partiti di una destra populista e sovranista che potrebbero anche isolarci dal resto del continente e dell'Occidente.
Credo che oggi il centrosinistra debba solo prendere atto della volontà espressa dagli italiani, e smetterla con le battaglie ideali perdenti come quella dei 'porti aperti' per legarsi ad una sparuta minoranza di una sinistra che ormai è ai minimi termini.
Penso anche che debba finirla con l'arroganza intellettualista ed elitaria, ma tornare nelle periferie, nelle fabbriche, dove la sicurezza della Punto parcheggiata sotto all'appartamento nel palazzo popolare (e spesso preda di delinquenti impuniti), o il contrasto alla microcriminalità e ai furti negli appartamenti, sono i temi concreti, certamente più sentiti rispetto alle petulanti discussioni sul garantismo, sulla sacralità della vita dei delinquenti che possono essere recuperati alla società etc. etc. ...perchè è su questi argomenti ed atteggiamenti che il PD ha perso il contatto con la propria (ex) base elettorale, e non lo recupererà certo con le utopie buoniste di La sinistra, Possibile, Comunisti Italiani, Potere al Popolo e tutti gli altri gruppuscoli piú dannosi che ridicoli.
Eppure in questa società, che vede allargarsi ogni giorno la forbice tra una minoranza ricca e privilegiata, ed una maggioranza con ridotto potere d'acquisto e scarse possibilità di migliorare davvero la propria posizione sociale, c'è un grande bisogno di politiche economiche e sociali improntate alla giustizia sociale alla difesa dei meno tutelati. 
Ma occorre che queste politiche siano portate avanti con serietà e senza pregiudiziali, senza fare altro debito (che significherebbe ridurre ancora le prospettive di lavoro per gli italiani e minare maggiormente il futuro delle giovani generazioni), e facendo in modo che i settori più ricchi paghino davvero di piú (la flat tax invece sarebbe una presa in giro), così come i pensionati più fortunati (calcolo retributivo, assegni molto alti) andrebbero chiamati a condividere qualche sacrificio con quelle generazioni che si stanno facendo carico di quello squilibrio creato dalle generazioni più favorite nei decenni scorsi.
La politica non si può fare con slogan in 'formato Twitter', i temi sociali, economici, le politiche industriali ed infrastrutturali sono argomenti complessi, ma occorre tornate a ragionare, discutere, leggere, informarsi, studiare. Dobbiamo sconfiggere il voto di pancia, certo, perchè questo potrebbe portare a derive davvero pericolose, ma è indispensabile che i vertici delle forze di centrosinistra facciano un bel bagno di umiltà e tornino ad ascoltare problemi e sensibilità, desideri e paure di quella classe media che oggi si è turata il naso e ha votato Salvini. In caso contrario rischiamo davvero un regime, magari solo di fatto, ma sempre un regime.
Ovviamente IMHO.

giovedì 23 maggio 2019

L'Europa ci è necessaria. Ed è necessario un voto a suo favore

L'Europa è un po' come l'aria che respiriamo... ne diamo per scontata la presenza, ne notiamo i difetti, la puzza, nonostante questo ce ne freghiamo, continuiamo ad inquinare e, soprattutto, sembra sfuggirci il fatto che ci è necessaria. 
70 anni di pace, la libertà di viaggiare, commerciare, scambiare merci, investire in ricerca unendo le risorse di questo Continente un po' vecchio... sì, l'Unione Europea è necessaria soprattutto a chi è con le pezze al culo (per colpe proprie) come l'Italia. 
Bisogna dare più forza ai movimenti europeisti. Io voterò +Europa, che è parte dell'Alleanza dei Liberali e Democratici Europei (ALDE), contro le balle sfasciste di populisti e parolai cialtroni.

venerdì 17 maggio 2019

Altro debito significa affondare l'Italia... anzi: gli italiani

Un governo disastroso per l'economia italiana
Aumentare il deficit oltre il concordato significa anche aumentare oltremisura il debito pubblico (già ovviamente altissimo), su cui tutti noi italiani paghiamo gli interessi (quindi più tasse, servizi pubblici più cari, ovviamente minore potere d'acquisto per gli italiani e minore competitività e posti di lavoro per le nostre aziende).
Spesso si ragiona solo per slogan, e i 'cattivoni' sembrano sempre gli 'altri', che vogliono comandare in casa nostra, eh? 
Ma pensate, invece, al bilancio di una famiglia. Pensate se la vostra famiglia avesse un debito superiore del 30% di quanto guadagna in un anno... secondo voi chi vi presta i soldi per andare avanti (pur incassando gli interessi), vi farebbe ancora altro credito? E quanto vi costerebbero quegli interessi? Di quanto si ridurrebbe la vostra capacità di spesa?
Ecco... tanto per ricordarlo agli innamorati del 'capitano' felpaiolo', che però di economia dimostra di non capire un cazzo... proprio come i suoi alleati grillini...
Il 26 maggio bisogna far perdere voti a Lega e Movimento 5 Stelle, ne va del nostro futuro :-( 

giovedì 25 aprile 2019

25 aprile: per non dimenticare


Da 74 anni italiani ed europei vivono un periodo di pace senza precedenti. Possiamo esprimere liberamente le nostre idee, possiamo viaggiare e commerciare senza barriere.
Lo dobbiamo agli eserciti dei Paesi democratici che sono venuti a liberare l'Europa dal dominio di due regimi bestiali, ma anche ad una minoranza di Italiani che hanno messo in gioco vita, affetti e futuro, per combattere il nazifascismo e dare dignità a questo popolo che spesso, per cultura millenaria di 'Franza o Spagna purché se magna', di rigore morale e combattività ne ha avuti ben poco.
La Resistenza ci ha dato anche la migliore classe politica mai espressa dal Paese, poi, ovviamente, i limiti ed i difetti del popolo italiano ci hanno portato fino alla pochezza di oggi.
E allora, almeno il 25 aprile, ricordiamo una pagina lucente della nostra storia. Ovvio, non perfetta ed esente da errori, ma comunque degna di essere festeggiata, per quello che è stato, per quello che ha significato, per ciò che ci ha dato.
Grazie ragazzi ;-)