mercoledì 20 maggio 2015

Sacrificio e fatica: il fascino del Ciclismo ...dal vivo

Domenica 20 maggio: GPM dei Tre Monti, sui colli appena sopra l'autodromo di Imola, Il tempo è inclemente, ma i ciclisti del Giro d'Italia 2015 dovranno passare per ben quattro volte da questo traguardo intermedio, poi lanciarsi in discesa verso l'arrivo, posto proprio all'interno del circuito imolese.
Chilometri, salite, pioggia, discese. In TV è tutto più asettico, comodo (e ci si gusta la corsa, seguendone lo sviluppo ed i risultati), ma essere lì, in cima alla salita ad una spanna dal manubrio, aiuta davvero a comprendere il sacrificio e le fatiche.
Il Ciclismo ha ancora un fascino immenso.
Ilnur Zakarin: la Tappa sarà sua




Ben più rilassato, nonostante il maltempo ed i km a piedi, lo spettatore Gattostanco :-)


giovedì 23 aprile 2015

25 aprile: una data da non dimenticare. Mai.

Il 25 aprile di 70 anni fa si concludeva la sciagurata e tragica avventura voluta dal Regime di Benito Mussolini. Dopo oltre vent'anni di dittatura fascista, dopo anni di guerra passati da sconfitta a sconfitta con figure tragicomiche, dopo la vergognosa ed imperdonabile alleanza con gli ancora più sanguinari e spietati nazisti, l'Italia era un ammasso di rovine, ma per fortuna la Resistenza e gli Alleati angloamericani avevano vinto. 
L'avventura fascista nella Seconda Guerra Mondiale costò all'Italia quasi mezzo milione di morti, tra militari, civili, deportati, oltre a devastazioni, distruzioni, un intero sistema-Paese annichilito: solo la fortuna di essere in una posizione strategica per il blocco occidentale, che ci portò il Piano Marshall e gli investimenti americani, fece sì che l’Italia si ricostruisse e si rialzasse in fretta.
Noi italiani da settant'anni possiamo esprimerci liberamente e vivere in uno Stato di diritto.
Tutti vediamo i molti difetti della nostra Repubblica (che ovviamente discendono dai difetti congeniti della cultura generale del nostro popolo) ma, abituati alla Libertà, non pensiamo molto spesso a cosa era prima...
...quando potevi essere incarcerato o esiliato se non eri d'accordo, e se eri di origini ebree perdevi lavoro, proprietà, possibilità di studiare... e poi la vita stessa nei campi di sterminio.
Il fascismo ed il nazismo furono il male assoluto (lo fu anche lo stalinismo, ma per fortuna questo non arrivò ad avere possibilità di agire sul suolo italiano).
Noi, generazioni nate respirando la Libertà (che come l'aria viene data per scontata... solo quando manca ci accorgiamo della sua importanza), dovremmo davvero essere più attente a non dimenticare, perchè solo conoscendo gli errori del passato si evita il pericolo di ricascarci.
Ecco perchè il 25 aprile, data simbolo della ritrovata libertà e della sconfitta della dittatura, deve essere una data da NON DIMENTICARE, perché simbolo della ritrovata Libertà, e della necessità di essere pronti a difenderla.

domenica 12 aprile 2015

Disgelo 2015 :-)

Sabato 11 e domenica 12 aprile... primo giretto dolomitico dell'anno, naturalmente in moto: quando puoi inanellare i passi Giau, Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Fedaia, Valles, Rolle,,, significa che la primavera è davvero iniziata!
Partiamo da Ravenna con la nebbia, ma poi il cielo si fa vedere non appena si arriva dalle parti di Belluno. Proseguiamo verso nord e, dopo Cortina, ci godiamo i tornanti del Passo Giau (peccato solo che il rifugio fosse ancora chiuso):
Passo Giau
Amici ravennati incontrati al Giau... ciao Paolo :-)
Passo Pordoi
Salendo verso il Passo Sella
 Notiamo minacciose nuvole nere, ma non possiamo evitare di percorrere il Sellaronda, quindi Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo)
Passo Sella
Cielo minaccioso...

Verso il Gardena
...si scia ancora...
 ...e quando risaliamo sul Pordoi, per poi fermarci a Canazei per la notte, la tempesta ci raggiunge: termometro in picchiata ed anche un po' di neve, ma cosa volete che sia?


La neve sul Pordoi
Canzaei
Al mattino il cielo è semplicemente splendido: ripartiamo da Canazei e ci portiamo sul Passo Fedaia, che ci regala lo spettacolo del suo lago ancora ghiacciato e bianchissimo:
Ripartiamo da Canazei
Nai pressi del Fedaia, il massiccio della Marmolada

Il Lago Fedaia ancora gelato e imbiancato

I Serrai di Sottoguda
Lago di Alleghe
Salendo al Passo Valles
Passo Valles
La classica foto-ricordo con Claudia tra le nevi del Valles
...al Passo Rolle

La splendida vista dal Passo Rolle
 ...e giunti a Ravenna, dopo tanto sale, tanta polvere e ghiaia delle strade di montagna alla fine dell'inverno, una bella doccia rigenerante anche per il Crosstourer, che si sta rivelando davvero una splendida compagna di viaggio :-)

Il percorso del week end

domenica 29 marzo 2015

Mandrioli, Spino, vecchia Tiberina... è primavera!

Domenica 29 marzo 2015: finalmente, dopo tanta pioggia (un inverno così piovoso era un pezzo che non si vedeva, ed infatti la Romagna, e non solo, è in difficoltà, tra frane, strade interrotte, campi allagati) il primo w-e nel quale si 'nasa' (modo di dire romagnolo che sta per 'si respira) aria di primavera.
Ho le gomme nuove da decerare, quindi... scegliamo un itinerario poco trafficato (per non avere a che fare con troppi smanettoni alla prima uscita stagionale) ma molto... curvoso :-)

Scegliamo quindi il tracciato della vecchia Tiberina, la strada che collegava Ravenna e Cesena con Roma, e che oggi viene snobbata in favore della superstrada E-45 che le corre a fianco.
La Tiberina mi piace davvero molto: prima di tutto perchè ha un sacco di curve, poi perchè... è affascinante pensare che si tratta di un tracciato che per secoli ha visto i viaggiatori arrancare per quei tornanti e quei paesini.
A Bagno di Romagna lasciamo la Tiberina per affrontare le splendide curve che portano in cima al Passo dei Mandrioli...

Il Passo dei Mandrioli, il piccolo Stelvio di Romagna
Sotto uno strato di foglie, l'ultima neve di questo inverno
Faggete in attesa di tornare verdi
Rifornimento a Badia Prataglia: anche in mezzo ai monti si può trovare un distributore con prezzi onesti :-)
Dopo aver rifornito a Badia Prataglia (dove la benzina costa molto meno che a San Piero in Bagno o a Bagno di Romagna) ci tuffiamo in mezzo ai calanchi, che rendono davvero unica la Strada Provinciale 62. Passiamo Val della Meta, Corezzo, Rimbocchi (paesi che vivono delle molte segherie presenti) e poi i panorami si aprono: calanchi verso est e le valli e le cime della Toscana a sud ovest.
Peccato solo che qui il manto stradale sia alquanto dissestato... non si corre, quindi, ma ci si gusta un paesaggio davvero affascinante!
La SP 62
Laggiù, ancora imbiancata, la cima dell'Amiata
Compiuti i 40.000 chilometri!
Dopo Chiusi della Verna, la strada diventa fin troppo bella: difficile rispettare limiti e divieti dalle parti del Passo dello Spino :-)
Dopo Chiusi della Verna, la strada diventa fin troppo bella: difficile rispettare limiti e divieti dalle parti del Passo dello Spino. Noi però cerchiamo di non esagerare, e comunque è ora di pranzo, quindi ci fermiamo al chioschetto proprio prima del Passo!
Il clima è splendido e, dopo l'inverno, è la prima volta che ci si può permettere di pranzare fuori, sotto il sole primaverile.
Crostini ed affettati toscani sono davvero ottimi. Pit stop consigliatissimo!


Per la prima volta, dopo l'inverno, stravaccati al sole :-)
Dopo aver polleggiato, riprendiamo con calma la strada. Scesi a Pieve Santo Stefano evitiamo come la peste i cartelli che indicano "Ravenna" o "Cesena" (che ci butterebbero direttamente in superstrada) ma rimaniamo a gustarci le curve della vecchia Tiberina. 

Tra Valsavignone e l'area di servizio "Verghereto", la vecchia Tiberina è aperta al solo traffico locale o autorizzato... buon senso, quindi :-)
 Ci fermiamo per un caffè, poi, a Mercato Saraceno. che ha un piccolo centro che merita una sosta:
Mercato Saracen
Mercato Saraceno
Mercato Saraceno
Mercato Saraceno